mercoledì 15 marzo 2023

In palude con Pipapop vol. 5


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE

Vario. Pipapop corn vol.5 è una compilation di contaminazioni artistiche. Un susseguirsi di band e artisti che gravitano attorno alla scena indipendente dell’indie e post rock, psychedelic rock, folk acustico, elettronica e minimalismo sperimentale.

DOVE ASCOLTARLO

Il primo mese lo teniamo solo sulla nostra pagina Bandcamp in free download e streaming,

poi lo carichiamo in tutti i digital stores. Le copie fisiche sono in Cd che vendiamo ai concerti o a eventi vari.

LABEL

Pipapop Records

PARTICOLARITA’

L’unica condizione per entrare nella compilation è che il brano deve essere un inedito e questo concede una certa libertà agli artisti non condizionando le loro proposte musicali e svincolandoli così da un disco a tema o da un concept prestabilito. Gli artisti si sentono più liberi di sperimentare cose che magari in un contesto più rigido non farebbero; Pipapop Corn vuole essere una vetrina festosa e creativa, uno spazio di pura espressione artistica e musicale.

                                                       SITO INSTAGRAM  FB   

                                                                     CITTA’

Venezia/Parigi/Assisi

DATA DI USCITA

Pipapop Corn esce ogni anno allo scoccare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, in un tempo sospeso tra la fine di un anno e l’inizio dell’altro. È una sorta di atemporalità una specie di non-tempo.

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domenica 18 luglio 2021

She Owl: Paper Birds (Live)

Per concludere, credo che ci siano ancora tantissime persone che
hanno voglia di leggere un libro, di ascoltare un disco dall’inizio alla
fine, di coltivare un orto, e credo che siano la maggioranza.

 Jolanda

Il valore di un oggetto dipende dalla sua utilità. Non necessariamente
dalla sua consumabilità. A quanto pare viviamo in una società
liquida, in cui occorre consumare grandi quantità di cose nuove, diverse
l’una dall’altra.

Demian

Loro sono She Owl, e queste sono parti delle loro belle risposte sulla musica durante il primo lockdown dal mio libro Giovani, musicanti e disoccupati

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giovedì 11 giugno 2020

In palude con Mother Island

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE 60s, surf, psychedelic
DOVE ASCOLTARLO in auto, attraversando il Big Sur (...su spotify)
LABEL Go Down Records
PARTICOLARITA’
CITTA’ Vicenza
DATA DI USCITA 22 maggio 2020
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martedì 20 agosto 2019

Un libro per l'estate: Fuori per sempre

Sono da sempre affascinato dai libri della Marcos y Marcos, e mi permetto di consigliarvene uno stupendo, uscito a primavera, libro dell'estate che si leggerà bene anche in autunno e in inverno (ma non andate oltre, non lasciatevi sfuggire questa lettura). Si tratta di Fuori per sempre di Doris Femminis, autrice della svizzera italiana. Il romanzo ha il gusto vintage dei luoghi dove è ambientato, tra montagne innevate, boschi incantati, piccoli paesi e città come Ginevra. Protagoniste assolute sono tre donne, tre ribelli (senza causa?), che finiscono in manicomio, ambiente che la Femminis conosce bene, essendo stata infermiera in quello di Mendrisio. La trama è il libro stesso, quindi non vi racconto altro. Aggiungo solo che ci sono molti personaggi, oltre le protagoniste, personaggi tutti ben descritti, senza cadere nel bozzettismo: dai pazienti ai parenti, dai medici al personale infermieristico ... tutti hanno una vita, tutti vengono da qualche parte e non sono lì a caso. L'autrice svizzera racconta con pazienza un piccolo mondo, il nostro, la fine della speranza di un modo diverso di vedere la malattia mentale, di cercare altre vie e il cinismo della modernità, dove non ci sono più vie di fuga, o almeno sembra. Solo grigio carrierismo dal quale sfugire in paradisi artificiali, momenti di estasi, sballo, tra uno spinello, del sesso, un concerto dei Jethro Tull (citati, amati, presenti in Fuori per sempre). C'è molta amarezza, nel mio raccontarlo, ma di quella buona, che serve. E poi, il modo di scrivere di Doris Femminis conquista pagina dopo pagina. Capisci che ha delle idee, un vissuto, una gran capacità descrittiva. Tutto questo si è trasformato in un romanzo avvincente. Da leggere!

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venerdì 19 ottobre 2018

In palude con Trerose

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Pop Rock con influenze psichedeliche

DOVE ASCOLTARLO su l’Indiependente o su spotify

LABEL A Buzz Supreme

PARTICOLARITA’ Album d’esordio


CITTA’ Vignola (MO)

DATA DI USCITA 12 ottobre 2018
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domenica 29 luglio 2018

Rece d'Alligatore: Horus Black


Horus Black, Simply
Sonic Factory
Così giovane, così classico che sembra incredibile. Sembra incredibile sia nato nel 1999 a Genova, e non negli anni ’30 negli States. Sì, perché la sua musica è rock anni ’50, con qualche puntata nei ‘60/’70 più psichedelici. Rock’n’roll insomma, e di buona fattura, fatto con amore e semplicità.
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giovedì 20 luglio 2017

Rece d'Alligatore: Charlie


Charlie, Ruins of Memories
Autoproduzione

Sono proprio Ruins of Memories queste perle uscite dall'esordio di Charlie, genovese giramondo. Giovane ma attiva da molto nel mondo della musica, ha scritto queste canzoni senza tempo nel corso degli ultimi quindici anni, a partire dalla mitica title-track. Tutte scritte imbracciando la chitarra, sono poi state rivestite di viole, violini, organi, trombe, banjo e chi più ne ha ... per creare un disco di folk - rock senza tempo. Accanto a lei il suo chitarrista Tristan Martinelli (già passato in palude più di una volta), produttore del disco uscito sul finire dello scorso anno.
Undici pezzi intensi, uno più caratteristico dell'altro: dall'iniziale The Strenght, folkettino romantico a raccontare con voce ben impostata la passione per qualcosa, alla conclusiva The Road,  acido rock ispirato dall'omonimo libro di Cormac McCarthy, per una storia dannata voce e suggestioni desertiche, più una traccia fantasma, She, con chitarra acustica e dobro da pelle d'oca. In mezzo un capolavoro senza tempo, quindi molto anni '60 quale Innocent Sweet, violino violoncello, organo, la voce a raccontare di amore acerbi e innocenti, poi la rilassata/rilassante Ruins of  Memories, romantica, cullante, da film di Wenders alla scoperta degli States, poi Cigarette dal ritmo swingato, per narrare in modo ironico e disincantato la storia di una sigaretta che tiene in mano il mondo ...
Come avrete capito è un disco che mi è piaciuto veramente molto. Fatto bene, interpreta in maniera personale, musica sicuramente già sentita, ma che non mi stancherò mai di ascoltare. Spero sia il primo lavoro di una lunga serie. Charlie crea musica e suggestioni adatte alla nostra palude. E alla vostra piace?

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lunedì 13 febbraio 2017

In palude con i Julie’s Haircut


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Neo-psychedelia / Alternative Rock
LABEL Rocket Recordings
PARTICOLARITA’
CITTA’: la band è stata fondata a Sassuolo, ma ora include anche membri dalla provincia di Reggio Emilia e Bologna.
DATA DI USCITA 17.02.17

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giovedì 26 maggio 2016

Rece d'Alligatore: NewTella

NewTella, Spoon
BMA MUSIC
Giovane gruppo simpatico, dinamico, al disco d’esordio. Sono i NewTella (si scrive tutto attaccato), due ragazzi e una ragazza (all’inizio erano tre ragazzi), due italiani, di Genova, e un statunitense, di Boston. Si sono conosciuti e formati nella città ligure nel 2011, e da allora non hanno fatto altro che accrescere il loro affiatamento. Nel 2013 le prime canzoni, con i relativi video, nucleo iniziale di questo Spoon, uscito nel 2015 per Bma Music.  
Undici canzoni dentro le quali si sentono citazioni ad ampio raggio, dagli anni ‘60 ai ’90, gli anni migliori per la musica del diablo. Dagli echi Stones di She’s My Baby, alla rabbia e il ritmo stile Clash di Mary Don’t You Wanna, storia di formazione, la psichedelia sixty di Kaleidoscope, il primo pezzo da loro composto, la sfrontatezza grunge di C’est La Vie (C’est la Merde) … e via di questo passo.  
Musica sempre piacevole ascoltare, anche se non colpisce per originalità, si apprezza per la precisione, il ritmo, l’ironia e le staffilate di chitarra. Dovranno trovare la loro strada. Con semplicità, i jeans e le scarp da tennis ci potranno forse riuscire.

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sabato 12 dicembre 2015

In palude con La Maison

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE - Continuano a chiamarlo gipsy underground ... ma non siamo d'accordo.
DOVE ASCOLTARLO - http://trovarobato.bandcamp.com/album/vaine-house / https://play.spotify.com/album/1pAWUJqDZKfmFfySZCqrLy
LABEL -Trovarobato
PARTICOLARITA' -Decide l'ascoltatore
PAGINA FB - https://www.facebook.com/lamaisonorchestra/?fref=nf
CITTA' - Fides, Livorno
DATA D'USCITA -29 settembre 2015


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lunedì 27 gennaio 2014

Due parole con i NUT



NUT per la prima volta su questi schermi. Incontro inevitabile, essendo i due membri del gruppo appassionati di Storia e Filosofia, Fumetti e Mitologia (in particolare quella greca). In palude troveranno il loro ambiente ideale, Matteo D’Ignazi (chitarra e batteria) e Matteo Sciocchetto (voce, chitarra e basso), trovando me, uomo-alligatore, mostro mito-logico. Con questo nuovo disco, uscito da qualche settimana per Blotch Records/The Orchard, i NUT si sono trovati in due e per la prima volta hanno provato a cantare in inglese. Esperimento riuscito, Babylon è un album spiccatamente psichedelico, con punte di prog e un sapore di autentico alternative-rock. Difficile immaginarlo in italiano.
Prodotto artisticamente dai due insieme a Marco Gorini, che l’ha pure registrato, mixato e masterizzato al Sam Studio di Lari (Pisa), conta su cinque brani più due intro. Tematiche introspettive, tra il mistico e il sensuale, momenti dilatati/dilatanti (scusate se il critichese prende il sopravvento nella mia scrittura), tutta un’atmosfera strana; come a guardare la copertina, ascoltando il disco si è presi da un sentimento misto tra stupore e paura: c’è un corpo umano, anzi, una parte, poi un lucchetto, e sul retro una chiave. A me viene in mente una storia torbida, magari da fumetto di serie B, sull’inquisizione. Ma è solo una mia idea. Chiederemo lumi ai NUT, tra poco online. Pronti?
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giovedì 6 dicembre 2012

Due parole con Alessandro Grazian



Alessandro Grazian torna finalmente in palude. Dico finalmente perché sono passati quasi quattro anni dal suo ultimo passaggio su questi schermi. Era il gennaio del 2009, e il giovane cantautore padovano aveva da poco dato alle stampe il suo secondo album, Indossai, con gli amici de La famosa etichetta Trovarobato. Ora, dopo un periodo di tempo dove si è dedicato a diverse cose (pittura, teatro, colonne sonore), lo ritrovo molto più grande, con un nuovo cd, diverso, sotto molti aspetti diverso dal precedente: Armi, uscito ad ottobre con Ghost Records.
Armi, fin dal titolo, rivela un’anima più rock, più pesante/pestante, senza però perdere quella densità e poesia, tipica di Grazian. Anzi, il suo giocare con  le parole resta intatto, però c’è più ritmo, chitarre elettriche, cattiveria. Forse non è un caso esca oggi, autunno 2012, quando il gioco si è fatto duro. Titoli come Estate, Non devi essere poetico mai, e la title-track Armi, messa proprio in testa, sarebbero state difficilmente immaginabili nel primo Grazian. Dopo l’attesa di qualche mese, causa troppi impegni, siamo riusciti a trovare la data giusta per parlarne insieme, ora. Pronti?
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