mercoledì 2 aprile 2014

Le più ricercate 2013-14

In merito alle parole più ricercate su questo blog, a un anno di distanza, le cose sono cambiate pochissimo. Aumentano solo alligatore (balzato da 766 a 974) e blog alligatore (da 216 a 237). Stabili tutti gli altri. Unica novità la nuova entrata di prepotenza de La grande bellezza, che butta fuori classifica franco nero nudo, piazzandosi subito al nono posto (ricercata 117 volte). Dimostrazione di quanta attenzione abbia ricevuto il pompatissimo film di Sorrentino (ed è pure quello che ha ricevuto più commenti: chi per difenderlo, chi per confermare le mie critiche). Ma bando alle ciance, queste le parole più ricercate di sempre su questo blog.
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giovedì 4 aprile 2013

Le più ricercate

Immagine tratta da Frigidaire luglio/agosto 2010
In questo blog, le parole più ricercate di sempre sono:
alligatore 766
ugo tognazzi 416
john lennon 247
blog alligatore 216
l'alligatore 197
jim morrison 179
easy rider 135
il seme della discordia finale 128
jim morrison vivo 116
il buco dell'ozono 110
franco nero nudo 102

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mercoledì 23 maggio 2012

Parole chiave atto II

Nelle parole chiave per la ricerca (voi che avete un blog capite cosa dico) tra le più cliccate e demenziali ecco a voi una nuova serie:
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domenica 21 settembre 2008

Il seme della discordia – Quando alto e basso si mescolano


Questa è la seconda pellicola che ha rotto la mia astinenza da sala cinematografica assieme a Pranzo di Ferragosto. Si tratta del ritorno al film di Pappi Corsicato dopo un sacco di anni, troppi per uno così in gamba (sette), con una commedia almodovariana com’è nelle sue corde, Il seme della discordia.
L’intreccio, liberamente tratto da von Kleist (La marchesa von O), è semplice: una coppia in carriera non riesce ad avere figli e allora decide di sottoporsi a delle analisi per vedere chi dei due è sterile. Le analisi dicono che è lui (un Alessandro Gassman freddo e “veloce” in casa quanto focoso fuori), mentre lei rischia di rimanere incita solo a guardarla (Caterina Murino, da guardare assolutamente). Proprio in quel momento lei si accorge di essere in dolce attesa. Lui, ferito nell’onore, l’abbandona.
Dopo un periodo di smarrimento (di vero culto l’illusione di essere una nuova madonna fecondata dallo spirito santo, illusione subito delusa dopo aver parlato con una finta suora sboccata), la donna pensa ai suoi ultimi giorni, e capisce, un po’ per volta, di essere incinta di qualcuno che ha abusato di lei quando era svenuta dopo un tentativo di rapina. Indaga scopre chi è. È … Decide così di abortire.
Ho trovato la pellicola perfetta, con citazioni alte e citazioni basse, un’atmosfera sospesa di rara bellezza tra certi Hitch-movie acidi e il Legami! di almodovariana memoria. Il cast è strepitoso, soprattutto quello femminile: della Murino ho già detto (che altro dire?), Gassman ha trovato la parte della sua vita (sembra nato per fare il rappresentate di fertilizzanti, non me ne voglia e non me ne vogliano i rappresentanti di fertilizzanti). Poi c’è Isabella Ferrari, in un ruolo più leggero del solito, la pappicorsicatiana Iaia Forte dall’orgasmo ritardato (ma devastante), Martina Stella che sembra un manichino (è un complimento), Michele Venitucci agente della sicurezza che sembra un omino della lego (idem), Angelo Infanti, Valeria Fabrizi, Lucilla Agosti, Cristina Donadio, Rosalia Porcaro, Monica Guerritore … tutti/e con una recitazione antinaturalistica tipica del cinema di Corsicato.
Il finale, con la donna ritornata insieme al marito e con un bambino fatto da loro (grazie all’inseminazione artificiale nella libera Spagna?), a prima vista può sembrare consolatorio, chiesto dalla produzione. Forse è così, o forse è una presa in giro del mucciniano Ricordati di me (ricordate?) con infanti scorazzanti in un magazzino natalizio.

Müller ha fatto bene a prenderlo in concorso a Venezia. Il cinema italiano non deve essere solo film carini e politicamente corretti.

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