domenica 22 dicembre 2019

In palude con L’Omino e i suoi Palmipedoni

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk, Cantautorato
DOVE ASCOLTARLO Spotify, Bandcamp, YouTube, etc
LABEL Qanat Records
PARTICOLARITA’ Aculei punk-acustici ed eleganza cantautorale
FB
CITTA’ Palermo
DATA DI USCITA 18/10/2019
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mercoledì 4 gennaio 2017

Un anno al cinema ... il 2016

Ecco la lista dei film visti al cinema durante il 2016. Sono ben 47, tutti visti rigorosamente sul Grande Schermo. Tre in meno rispetto al 2015, comunque un numero considerevole (con uno in più la media sarebbe stata di 1 a settimana, e non è male). Ma è la qualità quella che conta, e, rivedendo i titoli, direi che è stata anche quest'anno, alta. Il primo film visto, Carol, di Todd Haynes, è un vero gioiellino di stile e calore, come l'ultimo, Paterson, di quel Jim Jarmusch, che quando li fa belli, i film, sono belli davvero (come mi dice Lucien, in un commento sul suo blog), e questo e bello davvero. In mezzo ci sono stati il solito grande Tarantino con il suo The Hateful Eight, ma anche un deludente Alejandro Gonzăles Iňarritu, un inguardabile Tornatore, dei discreti Coen e Woody Allen. Mi è piaciuto molto il Virzì de La pazza gioia, come l'Almodovar de Julieta, come lo Stone de Snowden. Conferme anche per Pif, il solito impeccabile Ken Loach, e per Clint Eastwood tornato a piacermi con Sully. Perfetti sconosciuti e Lo chiamavano Jeeg Robot si meritano tutta la fama di cult italiani dell'anno, ma io aggiungerei anche La verità sta in cielo, di Roberto Faenza, del quale si è poco parlato (chissà perchè), e uno scult fuori dal tempo, come Tommaso, di Kim Rossi Stuart. Rimanendo in Italia, da citare assolutamente (e da vedere) Fuocoammare di Rosi, mentre fuori, direi di non dimenticare Lo stato contro Fritz Bauer del tedesco Lars Kraume e il brasiliano Aquarius, con una grandissima Sonia Braga (il film deve uscire in molte città, non fatevelo sfuggire nella vostra). La palma del miglior film dell'anno va però a Frantz, del quale ho già scritto lodandolo come merita: un capolavoro dell'era moderna. Per il resto , vi rimando alla mia listona qui sotto, con accanto i voti (da prendere con le molle, vi prego). Cliccando sui titoli colorati, piomberete diritti alla mia rece scritta a suo tempo sul blog. Buona lettura e buone visioni ... possibilmente al cinema. 

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venerdì 1 luglio 2016

Euro2016, al cine: Italia 4 Germania 3

L'Italia con Fuocoammare ritrova il cinema-verità, un neo-neorealismo fuori tempo massimo (quando la tv, con programmi-verità, ha detto tutto ... nel peggio), vince, soffrendo, ma vince. Non solo l'Orso d'Oro all'ultima edizione del Festival di Berlino, ma una partita difficile facendo ben 4 gol. Il primo da parte del regista, Gianfranco Rosi, capace di creare dalla nuda realtà, una materia filmica pura (chi ha visto Sacro GRA sapeva già), che senza pietismi, senza appelli, racconta il dramma degli sbarchi mostrandone il contorno: la popolazione di Lampedusa, con in testa un ragazzino, che sembra uscito da un film di Truffaut (I quattrocento colpi? ... troppo facile?), forse vero e unico protagonista della pellicola, capace di strappare risate e applausi a scena aperta (sua la seconda rete dell'incontro). In realtà anche il medico del paese è fortemente dentro la partita (pure medico del ragazzino; formidabile la parte di film con lui, coppia vincente), va in gol con la sua umanità nell'affrontare, quasi da solo, l'emergenza medica degli immigrati appena sbarcati (e anche quelli morti, ai quali deve dare un motivo del decesso). Sono loro, gli immigrati, tutti insieme, provenienti dai più disparati luoghi del sud del modo, a segnare il quarto gol. La partita improvvisata nel campo di prima accoglienza, anzi, il campionato improvvisato con niente, è da cineteca. Ricorda, forse involontariamente rende omaggio, a tante partite di calcio in condizioni di costrizione, Fuga per la vittoria in primis, ma non solo. Come il cercare di fare comunità, rappando o  semplicemente guardandosi negli occhi, guardandoci negli occhi, manda alla memoria un sacco di film sugli immigrati dentro e fuori dall'Italia. Ma vorrei dire, anzi sottolineare, che Rosi non vuole dare giudizi, non vuole dare spettacolo, non condanna e non assolve nessuno. Mi ricorda il Rosselini documentarista, perché presente nella realtà al momento giusto. Questo!
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sabato 27 febbraio 2016

Paracetamol è la tachipirina a Berlin

Berlin è stata molte cose, alcune belle, altre brutte.
Berlinale vista solo dall'esterno, purtroppo niente
film, niente Orso d'Oro, per una serie di ritardi
e pochi biglietti disponibili.
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sabato 26 ottobre 2013

Una scorpacciata di film 2

Gloria di Sebastian Lelio
Film dell'anno. Inaspettato cult-movie (va forte il cinema cileno in questo periodo), con in coda la versione spagnola dell'hit di Tozzi, Gloria appunto (forse per questo non mi aspettavo un capolavoro così). E invece lo è: per come racconta il Cile di oggi e la nostra società in generale, per come racconta questa storia di donna, impiegata vicino ai sessanta. Gloria ama ballare, è divorziata ma ha un buon rapporto con l'ex e i figli già grandi, le piace concedersi qualche avventura dopo il ballo, senza malizia ma con una naturalezza invidiabile. Una sera incontra Rodolfo, uomo poco più anziano di lei, e inizia a frequentarlo. L'uomo si rivela un tipo ambiguo e un po' vile, legato ancora alla ex moglie (sarà veramente ex?), e alle ridicolmente viziate figlie. Due episodi mostrano la mancanza di libertà ed educazione di lui: una, quando pianta in asso senza dire nulla Gloria al compleanno del figlio di lei (si sentiva a disagio, dice), e poi, quando, perdonato, la pianta in asso durante una vacanza al mare, dopo una notte di splendido sesso.
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