venerdì 11 settembre 2026

La lunga estate calda

 

È stata un’estate bellissima, un’estate come non se ne vedevano da anni. Ho notato però un eccessivo allarmismo dei mass media sulle alte temperature, sul clima che è cambiato, sull’estate più calda del secolo e tutto sto bla, bla, bla. Non nego che sia stata calda e calda a lungo e che il clima sia cambiato lo sappiamo e diciamo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso (le menti più avanzate, inascoltate proprio dai media che ora hanno scoperto l’acqua calda). Assistiamo da anni a fenomeni estremi e ci facciamo prendere dal panico: un anno perché è l’estate più piovosa, un anno perché è l’inverno senza neve (signora mia, niente neve a natale, invece grandi sciate e pasquetta), isole che diventano penisole nel mio lago per mancanza di acqua, centrali nucleari che vanno al 10% perché il bel Danubio blu è in secca (e allora il nucleare quanto produce realmente?) e via di questo passo. Questo per dire che non sarà una lunga estate calda a segnalare che il clima è cambiato, e che se è stata calda questa del 2026 non vuol dire che lo sarà quella del 2027, quindi stop al panico. Certo, ci vorrebbe più consapevolezza e rispetto per madre terra, lo diciamo da anni (leggete i post dedicati al tema su questo mio blog), ma non saranno i potenti della terra a dirci come fare. Questi badano solo ai loro interessi, e i media sono loro alfieri. In questi giorni è piovuto molto, come vedete dalla foto del mio giardino le temperature sono in caduta libera, e dopo un’estate vera (una lunga estate calda) sembra iniziare un autunno vero… con piogge e temperature basse, in particolare la sera e la mattina. Da rettile questo a me dispiace, ma me ne devo fare una ragione. E voi che ne pensate di questo mio pistolotto?


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venerdì 4 settembre 2026

Pronti per il 7 settembre?

   

"Per equilibrare la tragedia amazzonica propongo un atto mondiale psicomagico. Che il sette settembre (il 7 è il numero più attivo e settembre porta il "se" della semina.), ogni essere umano pianti un albero, o semini un albero, in qualsiasi località possibile per lui." Questo l'appello lanciato dal maestro (di cinema, arte, tarocchi...) Alejandro Jodorowsky nel 2019. Da allora abbiamo bruciato tutto, non credo ci sia più nessuna speranza per il genere umano, e che l'unica salvezza per la terra è che sparisca definitivamente. E per impedire che qualche altra specie si evolva, meglio spariscano pure gli animali. Ecco perché sono l'unico coglione che continua a seminare piante il 7 di settembre, perché credo in loro come unica salvezza del pianeta terra, una volta che noi non ci saremo, come cantava il Guccio, da poco andato. E allora, se anche voi credete che almeno le piante meritino, fatte sto gesto psicomagicazzofragile: piantate un seme (meglio sette), una pianta, sette piante, sette nani da giardino, quello che volete il sette settembre... e non dite che non ve l'ho detto (vado a mettere in ammollo i sem di carrubo della foto.

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martedì 1 settembre 2026

Chi è stato è stato e chi è stato non è. Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è

 

Il momento più emozionante di ieri sera, al concerto dei CSI a Villafranca di Verona è stato, per me, quando Lindo Ferretti sì è avvicinato a Zamboni, intento a suonare la chitarra. Un incontro che fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato (nella mia intervista a Zamboni nel 2020, pre-c@ovid pareva impossibile, ma allora le reunion erano cose rare) e anche sul palco, prima, pareva dovessero stare lontani. Invece, mani in tasca come quasi tutto l’esibizione, il cantate del CSI e CCCP si è avvicinato al chitarrista con gli occhialini e il berretto da intellettuale comunista. Immagine iconica, che mi ha commosso, anche se non ho pianto.

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sabato 29 agosto 2026

Comunicare sui social? Niente!

C’è molta sintonia con l’artista trentina di stanza negli Usa Maria Devigili. Perché ora è uscita con un pezzo sull’impossibilità di comunicare sui social che fa il paio con il mio post precedente dal titolo Scusate il ritardo. Uscirà tra una settimana per Riff Records, il 4 settembre, mese del suo compleanno e s’intitola Comunicare. Pezzo pop-rock sul cosa c’è da dire sui social. Niente, dice lei. Io lo confermo, sui social si fa vedere cosa si mangia, cosa si fa, come ci si veste e come ci si spoglia, dove si va, e ci si va per poi farlo vedere (non per altro). Una società persa nel “nulla siderale” come canta Maria. “Non c’è più molto da dire, meglio tacere in questa finzione.” Certo Maria, se non sei drogato come lo sono io, di social, ci si riesce (dovrai spiegarmi, quando ci vediamo, come si fa). Bella chitarra, che Maria sa suonare ancora molto bene, nonostante un incidente domestico alla mano il marzo scorso, per questo Comunicare

Perso in questo nulla siderale, se ne uscirò, comunicherò cosa è… nulla. E allora?

Maria Devigili Blog -    Instagram     Fb
 

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lunedì 17 agosto 2026

Scusate il ritardo

 È il titolo di un film di molti anni fa di Troisi Scusate il ritardo, e lo uso per raccontare brevemente di questa mia lontananza dal blog. Fagocitato dai social, una vera e propria droga, non riesco a dare continuità alla scrittura qui e me ne dispiace molto. Anche il caldo, che adoro e non vorrei ci abbandonasse, mi ha tenuto lontano (sapete, con il caldo mi piace andare in bici), oltre ad altre varie cosette distraenti. Spero di riprendere questa storia d’amore con il blog, che tante soddisfazioni mi ha dato in passato, e di tornare a bloggare da voi. Alcuni di voi li vedo attivi sui social e anche qui. Vuol dire che si può… ditemi come fate, se volete.

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lunedì 20 luglio 2026

Carlo Giuliani è vivo, ogni volta che un uomo viene assasinato così

 

No, non è stato una ricorrenza piatta, istituzionale, falsa, è stato un venticinquennale vivo, perché, più o meno nello stesso giorno, veniva ucciso un uomo fermato da forze dell’ordine a Bologna, e la città si infiammava come quei giorni del 2001. Temevo che fosse una ricorrenza ingessata quella della morte di Carlo Giuliani (sai 25 anni), lo temevo per tante cose, a partire da me, stanco reduce di una guerra vinta ideologicamente (quelle cose che dicevamo allora si sono tutte realizzate), ma persa nei fatti (dove siamo?). Il movimento dei movimenti aveva detto e fatto tutto, per questo venne represso nel sangue da quei poteri forti che poi nel corso degli anni ne hanno fatte di cotte e di crude a partire dall’11 settembre, sempre di quel brutto anno. E ora, 25 anni dopo, uccidono il povero Abderrahim Fakir e s’infiamma la città. 

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