Esauriti quasi tutti i gruppi dell’underground terrestre, ho deciso di andare ad ascoltare quelli di altri pianeti. Ecco perché questa sera sul blog dell’Alligatore ci saranno i Vandemars, letteralmente L’Avanguardia di Marte. Sono scesi tra noi decidendo di stabilirsi sul versante senese del Monte Amiata, da dove si collegheranno con le loro antenne. Come i gruppi del nostro pianeta, sono composti da voce, chitarre, basso e batteria, ma in certi momenti senti la loro provenienza aliena. Girano, per loro stessa ammissione, in un cerchio vorticoso, dove confluiscono magma e acqua, l’aria con la roccia.
Ho ascoltato molto in questi giorni il loro recente cd autoprodotto, Blaze, ricco di momenti suggestivi sopra ad un alternative-rock con una bella voce di donna. Intrecci di chitarre infiammanti, il basso a dare ordine e la batteria il giusto ritmo, come da noi, lo zampino del mitico Paolo Benvegnù (ho sempre pensato venisse da Marte), che assieme a Stefano Bechini l’ha prodotto artisticamente. Difficili da definire: pop?... rock? … progressive?… noise? … ci daranno loro, la giusta definizione. Intanto una cosa l’ho imparata: c’è vita su Marte. Pronti Vandemars?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/vandemars
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