martedì 7 gennaio 2025

In palude con Vittorio Nistri e Filippo Panichi

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE   Sperimentale, elettroacustica, musica da camera, noise, avant-qualcosa

DOVE ASCOLTARLO qui, ma meglio su Lp o cd

LABEL Snowdonia Dischi

PARTICOLARITA Una ricetta sonora rischiosa (tanta improvvisazione di elettronica anarchica e rumorista, abbinata a tanta scrittura melodica per ensemble di archi e fiati) - ma, stranamente, ha funzionato

SITO INSTAGRAM FB Ancora no, forse in futuro (Fb Vittorio Nistri Fb Filippo Panichi)

CITTA’ Firenze

DATA DI USCITA 1 novembre 2024

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venerdì 22 febbraio 2019

In palude con i Gentlemens

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: PUNK| BLUES| NOISE
DOVE ASCOLTARLO Dal 22 Febbraio su tutte le piattaforme web, spotify,bandcamp, ecc… acquistandolo online, ai nostri concerti.
LABEL Hound Gawd Records
PARTICOLARITA’ Analogico
CITTA’ Camerano (Ancona)
DATA DI USCITA 22 Febbraio
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martedì 28 novembre 2017

In palude con i Solaris


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Noise Rock
DOVE ASCOLTARLO Ci trovate su Bandcamp, e poi su Spotify, Youtube, Soundcloud, Amazon e Deezer …
LABEL nessuna (ma ringraziamo Floppy Dischi per l'ufficio stampa)
PARTICOLARITA’ Fuzz, Rogna e Amaro del Capo
CITTA’ Cesena
DATA DI USCITA 23 Ottobre 2017

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giovedì 19 gennaio 2017

In palude con Nevica Noise


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Elettronica, Lo-Fi,Ambient, Drones, Psichedelic, Noise
DOVE ASCOLTARLO: su SoundCloud
 LABEL TheSounSystem Records
PARTICOLARITA’: Strumentale / prima parte di una trilogia dedicata a Haruki Murakami
CITTA’: Filetto-Ravenna
DATA DI USCITA: 25 nov 2016

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venerdì 9 dicembre 2016

In palude con i Vox Kernel


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE emo/noise/rock/pop
DOVE ASCOLTARLO: sul nostro Bandcamp
LABEL: autoprodotto
PARTICOLARITA’: 6 tracce + 1 bonus track
CITTA’: Cesena (FC)
DATA DI USCITA: 28/10/2016

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mercoledì 17 dicembre 2014

Due parole con i Mastice



Più ci avviciniamo al natale e più ascolto rock duro, senza compromessi, come questo noise elettronico dei Mastice, nuovissimo progetto di IgorDevockaTosi e Riccardo Silvestrini, sorpresa dell’autunno dell’Italia underground. Da metà novembre è infatti uscito il loro Violente manipolazioni mentali con la label I Dischi del Minollo, bella realtà di Lanciano già presente in palude con pregevoli produzioni. Questa del duo di Ferrara, sconvolge per la forza sotterranea, le suggestioni, le immagini forti, espresse senza clamore. La copertina, con la testa di bambola sezionata, è molto esplicita in questo senso.
Violente manipolazioni mentali, si presenta come un vero e proprio concept-album, sì un concept sulla dura quotidianità nel paesaggio post-industriale. Una realtà di grandi spazi e chiusure, tagli e incomunicabilità. Chi conosce da anni, come me, Igor Tosi, sa delle sue passioni cinefile, a partire da Kubrick (da lui il nome della sua band Devocka), e delle relazioni con il maestro del cinema dell’incomunicabilità Michelangelo Antonioni. Registrato alla Masticheria di Ferrara da Samboela (Le Luci della Centrale Elettrica, Devocka, Bob Corn), tra l’inverno 2013 e la primavera 2014, per uscire adesso. Parliamone. Pronti?
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giovedì 11 dicembre 2014

Due parole con La Fine

La Fine in palude, tra poco. Non la fine di tutto, ma i La Fine, giovane band nichilista, nei suoni e nelle parole, con un disco veramente esplosivo uscito ufficialmente solo ieri. Il titolo, tanto per continuare nella metafora, è Scontento, a produrlo la Superdoggy Music di Karim degli Zen Circus. La leggenda narra, che abbia sentito solo alcuni brani della band, e ne sia stato così folgorato da decidere di prenderli sotto la sua ala protettiva. I tre giovani di Cosenza, attivi da un po’ di anni in alcune band dell’area calabrese, si sono formati da solo un anno, e la prima cosa fatta è stato registrare 4 pezzi in meno di tre ore. Fatti poi girare un po’ in giro fino a che non sono finiti nelle mani giuste.
Scontento è rock con venature noise, un certo gusto cantautorale sporco e cattivo. La cartella stampa suggerisce: le canzoni del disco trattano temi centrali come l’amore, la precarietà e la scoperta di se stessi attraverso l’introspezione. Direi che è una buona traccia. C’è dentro il male di vivere, classico, da giovani ribelli, un po’ intellettuali, ed è gridata con stile. Molto centrata la surreale malinconica copertina, in linea con le sette canzoni dell’album (provate a sentirle cliccando qui). Io è da un bel po’ che sento in cuffia Scontento, e non sono affatto scontento, anzi … la mia coda ha preso il ritmo giusto. Mi pare sia ora di sentire cosa ne pensa la band.  Pronti?

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lunedì 4 agosto 2014

Due parole con i Codeina

Tornano in palude i Codeina, tornano con un disco dal titolo strano, particolare, che sembra quasi l'anagramma della parola Alligatore, Allghoi Khorhoi. Che vorrà dire? Sarà una delle domande di questa nuova blog-intervista. Il loro rock dalle spinte noise, richiama molte domande, e l'album, uscito da qualche settimana mi fa muovere la coda ad un buon ritmo. Dodici pezzi ipnotici, dodici canzoni cantate in italiano, dodici pugni nello stomaco e/o riflessioni sulla nostra povera patria. A tratti un sussurro (ma si capisce bene), a tratti delle grida, in mezzo ad una sezione ritmica pestante e chitarre dannatamente rock, questo in soldoni il nuovo disco dei Codeina.
Allghoi Khorhoi è il secondo disco della band lombarda, dopo il promettente esordio di quattro anni fa Quore. Hidalgo Picaresco. Prodotto in totale autarchia dai Codeina, registrato e mixato presso il Trai Studio (Inzago, MI) da Fabio Intraina e masterizzato presso New Mastering Studio di Milano da Maurizio Giannotti, ha una copertina di forte impatto, perfetta per rappresentare la musica in esso contenuta: un mostro tentacolare (o forse un alligatore dopo cura dimagrante?), su sfondo rosso. Oltre alla versione su web, ascoltabile liberamente sul loro soundcloud qui, e al cd, esiste una golosissima versione su pennina usb a forma di vermiciattolo (sarà l'Allghoi Khorhoi?) acquistabile qui. Intanto sentiamo che cosa hanno da dirci. Pronti?

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lunedì 24 marzo 2014

Due parole con i Bad Apple Sons



Ritornano in palude, dopo quattro anni esatti, i Bad Apple Sons. Allora era il 22 marzo del 2010, presentavano l’esordio autoprodotto dopo la vittoria al Rock Contest 2008. Questa sera presenteranno il seguito, un seguito rielaborato e diversificato, a dimostrazione della loro crescita. My Dear No Fear infatti, pur rimanendo vicino al loro modo di intendere la musica, è un tuffo, ancora più profondo, nell’oscuro dell’animo umano. Più ossessivo, ritmico e acido del cd d’esordio, con cavalcate melodiche da musicanti esperti. Accanto a loro, sempre la banda di ABuzzSupreme e una nuova label nata in mezzo a questo ambiente, la Chic Paguro, una specie di Artisti Associati dell’alternative-rock toscano.
My Dear No Fear (che bella musicalità rock il titolo), è stato registrato la primavera scorsa in sole due sedute, in un casolare della campagna pisana (il West Link Studio), per poi essere completato in estate, presso lo studio mobile fiorentino di Paolo Mauri. Un lavoro di fino quello fatto con loro dallo storico produttore degli Afterhours (ora anche con Le Luci della Centrale Elettrica), che ci consegna un disco di culto. Anche dalla copertina si respira aria di album importante. Una foto ambivalente: dei volti felici (ma anche no), con tutta la pesantezza della tradizione e la voglia di violarla come in un film anti-sistema anni ’70. Sarà così anche la musica in esso contenuta? Parliamone! Pronti?
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lunedì 30 settembre 2013

Due parole con i Rev Rev Rev



Rev Rev Rev per la prima volta in palude. Impossibile non udire questi riverberi (o rev-erberi, se mi concedete licenza poetica), queste loro melodie fortemente sognanti dentro ritmi ipnotici da vera alternative-band italica. Li sento avvicinarsi a passo felpato; tra poco saranno qui perché finalmente esce il loro omonimo cd d’esordio (sarà ufficialmente fuori ad ottobre), dopo l’acclamato ep Hypnagogic Visions e dopo molti sbattimenti in concerti in tanti posti in giro per il vecchio continente cercando di svecchiarlo: di recente hanno suonato nell’Europa di mezzo, tra Praga e Salisburgo, Lubiana, e per ben due volte nella mitica Berlino …
Un disco, questo loro esordio, registrato/mixato/masterizzato al Bombanella Soundscapes, che si sta rivelando un luogo ormai fondamentale per ogni nostra band. Nove pezzi facili, forti, a tratti molto stranianti, con distorsioni e momenti al confine con l’hard-rock più acido. Un suono caratterizzante per questa giovane band, che dal vivo dicono si faccia ancora più unico, anche per alcune videoproiezioni psichedeliche e l’uso di strumenti poco convenzionali, tipo il Sonic Kalashnikov, una noise-machine autocostruita che vorrei proprio vedere. Ne parleremo nella blog-intervista che va ad incominciare con i Rev Rev Rev. Pronti?  
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lunedì 28 maggio 2012

Due parole con gli Elettrofandango


La terra trema in pianura padana, e questa sera in palude tremerà ancora di più, per l’arrivo degli Elettrofandango a presentare il loro Achab, appena uscito presso Blinde Proteus (la nuova label di Simona Gretchen, con due rettili, forse alligatori, nel simbolo, che in realtà, mi hanno spiegato nell'intervista, sono 2 protei, anfibi ...) e la classica Scriveremale, accanto al gruppo veneto da sempre. Sette pezzi per nulla facili, a partire dall’intro Antro di Achab: un ragliare di cani che ha fatto alzare le orecchie al mio gatto, registrato di nascosto al canile di Venezia una notte, per rappresentare i cani che biblicamente sbranarono Achab. Come di consueto riferimenti alti per gli EF.
Gruppo tosto, sempre alla ricerca del male dentro e fuori di noi, come ogni buona band del Veneto che si rispetti, non riescono ad essere banalmente felici. Non lo erano tre anni fa, con il gran disco d’esordio In quanto già peccato, presentato anche in palude (con Remo Remotti a declamare Bukowski … da culto), non lo possono essere ora, con il finto sogno della crescita infinita miseramente caduto. E allora il mare di Achab, un mare per nulla tranquillo, un mare con onde violente, tempesta e impeto. Tutto questo dentro e fuori di noi, dentro gli EF, dal vivo ancora più duri e puri, abituati a concerti infiammati (spesso in compagnia dell’amico Pier Paolo Capovilla e soci …). Pronti Elettrofandango?    

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lunedì 14 maggio 2012

Due parole con i Putiferio


Ritornano in palude i Putiferio a quattro anni dalla prima memorabile volta. Ritornano con una formazione in parte rinnovata, ma con tutti i protagonisti di allora, seppur in ruoli diversi. Se Giulio “Ragno” Favero non batte più i tamburi, ha registrato e mixato il cd assieme ad Andrea Cajelli e ha suonato il basso in alcuni pezzi, se Woolter non suona più la chitarra, ha prodotto Lov Lov Lov con la sua Macina Dischi, che ha affiancato la label trentina RobotRadio Records (oltre ad aver scritto la title-track con gli altri). Sono rimasti Mirco (altra chitarra) e Panda (voce), mentre dietro le pelli c’è ora Luca Zaminga e alla chitarra Jan Falinski.
Lov Lov Lov si diceva, da contrapporre all’esordio Ate Ate Ate. L’amore contrapposto all’odio (vince sempre?), ma non certo l’amore delle rime baciate delle canzonette pop. Qui c’è il noise-rock più vero e duro, si parla di amore malato e incancrenito, amore negato, amore che porta delle conseguenze a livello fisico. Del resto i Putiferio sono una band fisica, forse tra i pochi veri eredi dei “vecchi” One Dimensional Man. Spaccano e dilatano, sia su cd, sia live (occhio, saranno mercoledì prossimo al Centro Sociale Bruno di Trento, alla fine della prima serie di concerti). Potevano non fermarsi in palude prima di andare in trentino? … pronti?       
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martedì 26 aprile 2011

Intervista a The Cruels

Questa sera sul blog dell’Alligatore un vero e proprio gruppo esordiente. Un vero gruppo di gggiovani (sono appena ventenni), insieme da poco più di tre anni: The Cruels, ennesima band toscana interessante e decisamente rock. Un terzetto da Lucca, tra il noise e i grunge, una forza da power-trio e molte buone idee nella testa. Riferimenti alti, dai CCCP ai Sonic Youth, e una schiera di estimatori qualificati sempre più numerosi. Tra questi estimatori anche quelli della Clinical Archives, label russa che ha prodotto loro Infesto ep, esordio d’impatto con 6 pezzi che fanno ben sperare.

Perché un’etichetta russa e come sono riusciti a mettersi in contatto? Sarà una delle domande della blog-intervista, così magari altri giovani potranno fare come loro… se avranno le qualità e le doti etiche ed estetiche dei Cruels. Ma ora sto cominciando a sbrodolare troppo e non mi sembra il caso. I Cruels si stanno materializzando nella palude. Il teletrasporto ha funzionato bene. Pronti?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/cruelscrew

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mercoledì 11 agosto 2010

Intervista ai Lucertulas

Questa sera L’Alligatore intervisterà i Lucertulas. Sarà l’ultimo caldo di stagione, sarà che tra simili prima o poi ci si incontra, ma era scritto nel destino: Alligatore chiama Lucertulas, rispondete ... ma bando agli scherzi, questa sera c’è una band con i controfiocchi. Un power-trio, potrei dire per rendere bene l’idea. E se dalla foto non avete ancora capito di che pasta sono fatti, andate a scaricarvi gratis il loro recente cd The Brawl, direttamente da una delle due label produttrici, la Robot Radio (http://www.robotradiorecords.com/). L’altra è la Macina Dischi (Macina Dischi). Un oggettino di culto. Poi magari vi verrà voglia di prendere l’elegante pacco (hanno fatto le cose in grande), con CD+Vinile Serigrafato con 4 pezzi cantati in italiano.
Sentirete il loro potente sound, martellante noise, urla contro il cielo e non solo. Musica senza compromessi, senza mediazioni, contro l’attuale stato di cose esistente. Prendere o lasciare. La miscela punk-hardcore è pronta: frustrati dal proprio lavoro, traditi da un amico o da una fede, seppelliti nella città, costretti a fare cose contro la propria volontà. Cazzi amari in questa seratina di vacanze balneari. Se volete mettete la testa sotto la sabbia e continuate la vostra vita tranquilla. Altrimenti seguiteci in questo botta e risposta per duri e puri. Alligatore chiama Lucertulas …rispondete…Lucertulas? Io ho la coda più grossa.
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/lucertulas

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lunedì 22 marzo 2010

Intervista ai Bad Apple Sons

Spesso nell’intervista sul blog parliamo di concorsi musicali per giovani o meno giovani (fino a che età si è giovani?) band. Questa sera ho il piacere di avere sul blog un gruppo che un concorso lo ha vinto. Sono i Bad Apple Sons, vincitori del Rock Contest 2008, la prestigiosa rassegna di Controradio – Popolare Network di Firenze, che tanto buon rock ha sempre lanciato. Il loro è un rock oscuro, vibrante e stordente, da ascoltare a volumi alti se si hanno vicini tolleranti (attenti, magari è una finta per poi rubarvi il cd).
Il Bad Apple Sons un cd lo hanno fatto. Un’autoproduzione uscita da alcune settimane con il sostegno e il supporto di ABuzzSupreme. Dieci pezzi isterici e vari, con momenti rilassati e staffilate di rock noise, alternative molto vicino al primissimo Nick Cave, se proprio volete un nome, schegge acide e dilatate alla Pink Floyd, se ne volete un altro. Ma, al di là di paragoni altisonanti, mi sento di affermare che i Bad Apple Sons sono i Bad Apple Sons, una band con una personalità ben definita, senza tanti fronzoli. Ma ora mi accorgo di sbrodolare troppo e allora lascio la parola a loro. Anzi, il flusso di in(coscienza) dell’intervista sul blog può partire…se sono pronti i BAS.
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/badapplesons

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martedì 24 novembre 2009

Intervista agli Appaloosa

La foto degli Appaloosa è venuta mossa. Inevitabile, non stanno mai fermi e non è colpa dei cactus. Gli Appaloosa sono come la loro musica, un funk/noise pompante, che solo una band con il nome rubato ad un cavallo amico degli indiani (è così? lo chiederò loro tra poco…), può permettersi di proporre. Toscani di Livorno, come le molte band passate di recente sul blog, questi ragazzi terribili hanno fatto un nuovo disco intitolato programmaticamente Savana, a quattro anni di distanza da Non posso stare senza di te.
Savana esce presso l’indipendente Urtovox e vede gli Appaloosa trasformarsi sulla cover in scimmie urlanti (una metafora dei nostri giorni?). In cabina di regia ancora una volta quel Giulio “Ragno-Teatro degli Orrori” Favero ormai immancabile in tutte le migliori produzioni dell’underground italico. La loro musica è un concentrato acido a base di nitroglicerina, qualcosa che scoppia nella testa. Le parole sono poche, il quartetto affida le emozioni ai suoni e ai rumori industriali, ma questa sera qualche cosa dovranno dirmi. Dovrebbe essere collegato con me sul blog, a nome di tutti, quello che fa più casino, Marco Zaninello, batterista della band. Ci sei Marco?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/appaloosarock

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venerdì 23 ottobre 2009

Intervista agli Anteo

L’estate scorsa ero alla Festa in Rosso della mia città a dare una mano in cucina (aiuto a fare il pesce); tra la preparazione di un piatto e l’altro sentivo del buon casino provenire dal settore musica della festa. Mi piaceva, mi incuriosiva, anche le reazioni di quelli più grandi di me, abituati ad un genere più tranquillo di musica, mi incuriosivano. Ad un certo punto dissi loro che andavo a sentire mio fratello, gettai via il grembiule da cucina come in quella famosa scena di The Blues Brothers e raggiunsi il teatro all’aperto.
Tra le vecchie mura decadenti trovai parecchie facce note dell’underground veronese, attente e partecipi allo spettacolo degli Anteo. Veramente bello, con dei video ad accompagnare la musica di Geordie, Franz, Davide, Gazza, Andrea, con una certa durezza nei testi e molta inventiva scenografica (ad esempio il cantante con il megafono), testi significativi in italiano tipo Avida Dollar$, Nella battaglia, Arbeit Macht Frei! (grande questa, vi canta pure unòrsominòre., già apparso su questi schermi e una volta con i Lecrevisse, dove suonava pure agli inizi il batterista degli Anteo). Insomma un sacco di fratelli. Questa sera alcuni di questi saranno qui a parlare dell’esordio Avida Dollar$, uscito da poco con la loro superlabelindipendente Sono Apparso Alla Madonna Autoproduzioni e molto altro ancora ... e allora perché non apparire anche sul Blog dell’Alligatore?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/anteo1926

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giovedì 7 agosto 2008

Intervista agli Stayer


Continua l’estate calda dell’Alligatore. Continua con un’altra band del nord-est che spacca: gli Stayer, dalla provincia di Udine, un power-trio dalla musica ipnotica e avvolgente. Due chitarre e una batteria per spaccare di più, per creare un muro di suono aperto, dove poter entrare e perdersi. Ad aiutarli per il loro recente Better Days, uscito presso l’indipendente Zerothehero, Teho Teardo, capace produttore di Pordenone, autore anche di colonne sonore dei film di Salvatores e Sorrentino e altri ...
Insomma un gruppo giovane, ma con ottime credenziali e un’esperienza in campo musicale molto vasta. Con la loro musica si respira un’atmosfera particolare, anche da cinema, se volete; sarebbero perfetti come colonna sonora dell’ultimo Batman, ma anche di un film d’autore. Forse comincio a sbrodolare troppo da critico? Meglio passare direttamente alla viva voce della band.
Da quello che mi ha detto una pecorella, questa sera dovrebbero essere presenti di sicuro Arrigo (voce e chitarra) e Jean-Luc (batteria). Ci siete? C’è anche Alberto?
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lunedì 4 agosto 2008

Intervista ai Putiferio


Va bene, lo ammetto, le facce dei quattro che intervisterò questa sera non sono rassicuranti, ma dovreste sentire la loro musica: rock-noise di pregevole fattura, per spaccare (tutto) con gusto. Altro che brutte facce!
Provenienti da svariate esperienze dell’area del rock duro e puro, Woolter e Mirco alle chitarre (il primo suona anche con i Kelvin, il secondo faceva parte dei Bluid), Panda, voce ed effetti (urlava con gli Huck, ancora noti come S.D.A.), Giulio, batteria (è stato con One Dimensional Man, Lodio, e con Il Teatro degli Orrori, oltre ad essere uno degli ingegneri del suono più impegnati nella scena alternative-rock).
Nati come Putiferio alla fine del 2003, sono usciti il primo aprile di quest’anno (non è uno scherzo) con un esordio da definire come minimo gajardo: Ate Ate Ate, con una copertina nera piena di serpenti e un dolce e duro sarcasmo da svegliare il mondo. Una cartonato perfetto, con tanto di testi tradotti in italiano e il solito buon gusto dell’indipendente trentina Robot Radio.
Da accordi presi, dovrebbero essere presenti questa sera Panda e Mirco.
Ci siete?
VAI AL SITO DELLA ROBOTRADIO http://www.robotradiorecords.com/

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