giovedì 29 febbraio 2024

In palude con Sebastiano Effe

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Ambient, electronic, drone

DOVE ASCOLTARLO: Spotify, YouTube (official), YouTube (playlist), Bandcamp

LABEL Seven Villas Voyage

PARTICOLARITA’ Se c’è, preferisco che a trovarla e definirla sia chi ascolta [onirismo che spacca, secondo definizione dell’Alligatore, che interviene in questi casi]

INSTAGRAM

CITTA’ Verona

DATA DI USCITA 2 gennaio 2024

L’INTERVISTA

Come è nato They, Whom The Gods Want To Destroy?

Seconda uscita di questa nuova fase del mio trentennale percorso musicale, l’album è nato durante i mesi di lockdown del 2020, come migliaia di altri progetti artistici motivati da quella opprimente, angosciante situazione fisica ed emotiva. L’inizio di quel periodo difficile distava appena qualche mese dalla pubblicazione di The Barrier Of Solitude, il primo album, ma già mi trovavo al lavoro sul successivo. È stata una naturale reazione a quanto stava accadendo, un tentativo personale, molto intimo, di vivere il “qui ed ora”, aggrappandomi alla creazione musicale. Ho sentito la necessità di interpretare quegli eventi mentre si svolgevano, come per ridurli ai minimi termini e metterli poi in prospettiva, nel tentativo di accettarli e superarli. Niente è stato più forte di quell’urgenza.

Come mai questo titolo?

Non sono molto incline a spiegare per filo e per segno il titolo di un’opera composta da brani strumentali che in fondo dovrebbero essere, per loro stessa natura, auto-esplicativi come semplici dati di fatto. È giusto che sia chi ascolta ad interpretare, secondo la propria sensibilità, ciò che quelle parole ed i suoni ad esse associati possono suggerire. I titoli hanno una funzione evocativa, è chiaro, perché i nomi hanno potere. Ma questo non vuol dire che abbiano lo stesso significato per tutti coloro che ascolteranno l’album. Possono introdurre all’ascolto della musica ed alle emozioni che essa può generare, questo sì, ma non vogliono necessariamente indicare una direzione. Si limitano ad aprire una porta. E la medesima porta può dare su stanze diverse. Gli eventi occorsi negli ultimi quattro anni rappresentano a mio parere un duro banco di prova per l’umanità intera: la perdurante crisi economica, il riscaldamento globale, la pandemia e quella che molti analisti definiscono come una terza guerra mondiale combattuta a zone sono elementi che hanno messo una grave ipoteca sul nostro futuro. Cosa possiamo fare, di fronte a sfide enormemente più grandi di noi, se non stringerci ai nostri affetti, aumentare la consapevolezza di quello che stiamo vivendo e cercare di resistere in qualche modo, immaginando e progettando una vita migliore, più equa e più giusta? Questo, ripeto, potrebbe essere uno dei significati attribuibili al titolo dell’album. Alcuni riconosceranno facilmente questo percorso, altri ne intuiranno uno diverso. Alcuni preferiranno inventarsi il loro.

Come è stata la genesi dell’album, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Sono un polistrumentista autodidatta e nel mio caso questo significa non avere un metodo compositivo preciso. Tutto si basa sull’intuizione del momento, quindi il processo creativo a volte funziona ed altre no. Tuttavia anche i passi falsi possono regalare spunti interessanti e soluzioni sonore che non avevo considerato. “Onora il tuo errore come se fosse un’intuizione nascosta” è un insegnamento di Brian Eno che tengo sempre presente. Per comporre uso la mia DAW di fiducia, una tastiera o una chitarra, ma all’occorrenza posso passare al basso oppure alla batteria, se il tono e la direzione del brano necessitano di una pulsazione che suoni più umana di quella di un sequencer. Tutto poi viene editato e processato in modo da curare e controllare ogni minima sfumatura. Una volta raggiunto il risultato finale - o meglio, il più possibile dei risultati finali che le mie capacità mi concedono - mi sforzo di osservarlo da lontano al pari di un fenomeno transitorio, di un oggetto qualsiasi incontrato per caso e cerco di capire quali associazioni mentali mi suggerisca. Allora penso ad un titolo, qualcosa che per me ne rappresenti l’essenza, il significato. Altre volte accade invece che siano delle frasi o delle parole arrivate da chissà dove nella mia testa a dare il via alla composizione musicale. Da un punto di vista strettamente tecnico, mentre il primo album è stato mixato da Davide Saggioro e masterizzato da Lawrence English, questa volta ho affidato le due fasi a Luca Tacconi. In entrambi gli album si è trattato di esperienze per me fondamentali a livello professionale, musicale e soprattutto umano.

Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?

A ben vedere si tratta sempre di situazioni che nulla hanno a che fare con la sfera musicale. Cose relative alla mia vita privata, che quindi custodisco gelosamente. Grandi e significative per me e magari piccole ed inutili agli occhi degli altri. Parlarne non ha molto senso.

Se  fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?

Considero sia questo che The Barrier Of Solitude dei concept-album, così come lo è quello a cui sto lavorando in questi giorni e come lo saranno i successivi. C’è sempre un concetto di base attorno al quale i vari elementi si intrecciano. Sarebbe lo stesso se si trattasse di canzoni vere e proprie anziché di brani strumentali. Per They, Whom The Gods Want To Destroy il tema è la resistenza. Non la resilienza, si badi bene. Quest’ultimo è un concetto ormai abusato, inaridito e comunque implicito nel primo, che invece non passa mai di moda e che non dobbiamo dimenticare mai. Inoltre, il metodo d’ascolto di oggi è molto diverso da quello del passato: lo streaming musicale ha cambiato le abitudini degli ascoltatori e persino il modo in cui la musica è concepita, registrata e mixata. È una cosa di cui tener necessariamente conto, che da una parte è un limite spesso frustrante ma dall’altra è una sfida per trovare nuove soluzioni creative e d’espressione. In questo senso credo che l’ottica del concept-album possa risultare come un invito ad un ascolto più personale, più attento, più attivo, anche se fatto su di una piattaforma, attraverso le cuffie di un telefono. Anche per questo motivo non concepisco la mia ambient come semplice musica d’arredamento. Più Cage ed Eno che Satie, insomma.

C’è qualche pezzo che preferisci? Qualche pezzo del quale vai più fiero di They, Whom the Gods Want to Destroy che ti sembra  ideale da fare live?... altri tuoi brani?

Sono legato a tutti i brani presenti nel disco. Esattamente come per quello precedente. Sono parti di me che hanno ricevuto la medesima attenzione, il medesimo rispetto, in ogni fase. Sono affezionato a tutti loro, ma se proprio dovessi sceglierne alcuni allora direi See You In The Next World e My Last Cup Of Coffee On The Way To Basel da The Barrier Of Solitude e The Ghost Of The Future e Never Let Me Go da They, Whom the Gods Want to Destroy, per motivi che non voglio approfondire. Discorso a parte merita invece I Talked With My Shadow che Francisco López aveva inserito in Audiosphere, la sua installazione tenutasi al museo Reina Sofia di Madrid nell’ottobre del 2020. E’ stato un onore per me. Di conseguenza provo un affetto particolare per quel brano.

Come è stato produrre questo disco... chi ti è stato più vicino?

Gli amici. La mia compagna. Anche se non potevamo vederci di persona per via del lockdown, tutti loro hanno contribuito in diversi modi ed in diverse fasi con le loro impressioni e le loro opinioni. A volte anche una semplice frase può cambiare il corso degli eventi, indicandomi sentieri o spalancando porte che non avevo notato in precedenza.

Come è nata la copertina?

È opera di Shelby Boszor, un fotografo che collabora spesso con la Seven Villas e che aveva firmato anche la copertina di The Barrier Of Solitude. Mi piace il suo stile perché c’è molto silenzio nelle sue immagini.

Come presenti il disco dal vivo?

A differenza di quando suono in concerto con le mie due band - Kailashnero e Die By Law – trovare una dimensione live per della musica ambient presuppone un approccio radicalmente diverso, soprattutto da un punto di vista concettuale. Nell’ultimo album ci sono tracce, come Like Rain In An Old Movie, che contengono parti registrate durante un concerto di qualche anno fa e mi piaceva l’idea di decontestualizzarle e trascinarle dal passato fin qui nel presente, per far assumere loro un significato diverso da quello per cui erano state pensate. Vorrei elaborare una struttura musicale della durata di diverse ore e basata interamente sul dream chord di La Monte Young e vedere il pubblico entrare nella sala o lasciarla a suo piacimento, oppure portarsi una coperta ed un cuscino per dormire sul pavimento. Le luci e la parte visiva dovrebbero avere un ruolo cruciale. Robert Rich, un altro artista che apprezzo molto, allestisce happening simili. Mi piace l’idea che chi ascolta una musica così atemporale abbia la libertà totale di viverla come crede più opportuno, a differenza di un tipico concerto rock, persino annoiandosi e decidendo di tornare a casa. A volte vorrei comporre panorami sonori che possano diventare, per chi vuole immergercisi, come una sorta di rifugio, di luogo sicuro, lontano dal clangore di questa società impazzita. Non si tratta semplicemente di usare sintesi sottrattiva e accordi in maggiore, bensì uno stato mentale più positivo, più illuminato. Una condizione a cui io, per primo, sento che dovrei tendere.

Altro da aggiungere?

Amo la musica. Per me è impensabile vivere senza. Mi piacciono William Basinski, Liz Harris e Johann Johannsson, che gusto con parsimonia, come faccio con i Joy Division o i Nine Inch Nails, in momenti scelti con cura, come si fa con le cose preziose. Per il resto ascolto di tutto, detesto diverse cose e molte altre mi lasciano assolutamente indifferente. Alcune invece le odio e basta. L’ispirazione arriva da un libro, un film, un luogo che ho visitato, una persona che ho incontrato. Un ricordo. Un sogno. È bello ricevere l’ispirazione da un sogno, dalla propria parte inconscia, più profonda. Si possono imparare molte cose da questo. Il che mi fa pensare che dovrei dormire di più e sognare meglio. Ma non ci riesco. Forse avrò tempo di farlo, in futuro.

ALTRE MIE ESPERIENZE:

Colony (progetto di ricerca musicale in ambito elettronico, attivo dal 2007 al 2018)

We Are Invisible Now (tre compilation con artisti ambient internazionali che ho ideato e curato) 

Per Fare Spazio (album del cantautore John Mario che ho prodotto)

Kailashnero (band di cui sono il chitarrista solista)

Die By Law (band dove sono il batterista da giugno 2023)

 


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domenica 25 febbraio 2024

Piazze piene

Citando Faber, dico che "la cosa che più temo è che l'autorità attraverso il consenso della maggioranza, lasci le maggioranze stesse libere di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze: emarginandole, magari non soltanto non rispettandole, ma non tollerandole..." Mi pare che è quello che è successo a Pisa, Firenze, Catania, Verona, e ancora prima a Genova nel 2001 o durante i lockdown. Fermo restando che chi va a manifestare per la Palestina non è una minoranza, numerica, ma è emarginata dal pensiero unico, propagandato dai dai media di regime. Risposta giusta è quella di riempire ancora di più le piazze, non per mera propaganda, ma perché la piazza è viva, a differenza dei media, che sono morti e passano solo le veline della maggioranza contro chi dissente. I politici che hanno giustamente riempito le piazze ieri, lo devono continuare a fare anche un domani, quando magari sostituiranno questo brutto governo. E dire chiaramente, che una cosa così con loro non potrà succedere, che metteremo i codici identificativi sulle divise, il reato di tortura intoccabile. Solo così potranno riconquistare il voto dei delusi, di chi, a torto, si astiene (io non l'ho mai fatto). Uno scambio alla pari per impedire alle maggioranze di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze.
 

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giovedì 22 febbraio 2024

In palude con Tommaso Varisco

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE - DARK FOLK, FOLK, ALT.ROCK

DOVE ASCOLTARLO - SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI  DA SPOTIFY A BANDCAMP O IN FORMATO CD

LABEL - LOVE AND THUNDER

PARTICOLARITA’ - UN ALBUM NON PREVISTO

INSTAGRAM FB

CITTA’ - CHIOGGIA

DATA DI USCITA - 20 GENNAIO 2024

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sabato 17 febbraio 2024

I gatti di una vita

Nella foto Cirillo, il gatto che è stato con me da dai 12 ai 30 mie anni (lui ha vissuto 18 anni), che ho messo per primo in una rassegna di gatti della mia vita su INSTAGRAM e FB e di oggi per ricordare la Festa Nazionale del Gatto che cade ogni17 febbraio (quella internazionale è invece l'otto di agosto). Buona festa a tutti i mici.

 
 

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venerdì 16 febbraio 2024

In palude con Stella Burns

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Folk orchestrale, Acoustic rock, Americana

 DOVE ASCOLTARLO

Su tutte le piattaforme digitali da Spotify  a Bandcamp

 LABEL Brutture Moderne, Love and Thunder


PARTICOLARITA’
MICK HARVEY: Enigmatic, compelling, always charming. When Stella Burns asked me to guest on the album…I had no hesitation

JOEY BURNS/CALEXICO: I am pulled in by the magic of his voice (...)  I’m reminded of artists like Lou Reed, Elliott Smith and Bill Callahan (...) There’s a lot of beauty, tenderness and strength (...)

UMBERTO MARIA GIARDINI: Il nuovo lavoro di Stella Burns come una carezza proveniente dal nulla si materializza in ogni ascolto (...) Impossibile non farsi rapire dai suoni, difficile restarne immuni.

Instagram FB

 CITTA’ Bologna

DATA DI USCITA 26 gennaio 2024

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sabato 10 febbraio 2024

Happy Days in Usa?



Happy Days in Usa? Non è il titolo di un film, è semplicemente una domanda che mi sono posto e ho posto a un amico americano, Robert Xeno, ingegnere del suono, artista, fotografo. In un post su Instragram o Fb, in un post dedicato al cinquantesimo di Happy Days aveva messo una faccina che sorrideva. Non capivo se ironica oppure no, così, ho posto a lui una domanda. 

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venerdì 9 febbraio 2024

In palude con Silvia Conti

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Pop Rock-blues

DOVE ASCOLTARLO dove vuoi a partire da qui

LABEL Radici MusicRecords

PARTICOLARITA’ Bellissimo e pieno di citazioni

INSTAGRAM FB

                                                                  CITTA’ Firenze

DATA DI USCITA 08.01.2024

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venerdì 2 febbraio 2024

Happy Days perché ci piaceva...


Sto rivedendo in queste settimane Happy Days, il telefilm culto degli anni Settanta, ambientato negli anni Cinquanta. Ho cominciato a rivedere alcuni episodi dopo aver sentito che Happy Days compiva 50 anni. Sì, il primo episodio di quella serie tv venne trasmesso negli Usa il 15 gennaio del 1974 (arriverà in Italia solo nel 1977). 

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mercoledì 31 gennaio 2024

In palude con Pamela Guglielmetti

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: il mio genere lo definisco “Musica d’autore”, ma non so incasellarmi, non sono pop, non sono rock… cosa sono??? [Cantautorato al femminile, dice l’Alligatore]

DOVE ASCOLTARLO: su tutti i distributori digitali e su supporto fisico, partendo da qui

LABEL: La Stanza Nascosta Records

PARTICOLARITA’: commistione sperimentale tra suoni acustici ed elettronici che unisce un linguaggio autoriale italiano a sonorità di panorama estero.

INSTAGRAM FB

CITTA’: Ivrea

DATA DI USCITA: 20 ottobre 2023

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lunedì 22 gennaio 2024

Ciao Gigi

Ho sempre amato poco il calcio, a parte il periodo del Chievo in serie A, ma se fossi stato ragazzino negli anni 60/70 avrei tifato per Gigi Riva. Ciao campione!
 

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mercoledì 10 gennaio 2024

Stanlio e Ollio nella foresta di Sherwood


Stanlio & Ollio con Robin Hood sarebbe stato un film memorabile, magari l'ultimo, me lo immagino a colori sgargianti con battute fulminanti. Entra di diritto in quella serie di film sognati da molti registi/attori e mai fatti per problemi produttivi. Penso a Stalingrado di Sergio Leone o al Don Chisciotte di Orson Welles. Resto con questi pensieri dopo aver visto, finalmente, Stanlio & Ollio (Stan & Ollie di Jon S. Baird, Usa 2018).  Sì, perché in questa pellicola si parla del tentativo, fallito, di fare un ultimo film con i due famosi comici, dentro le avventure di Robin Hood. Il mondo della produzione cinematografica anni '50, in crisi per l'avvento della televisione, non vuole rischiare con dei nomi ormai del passato, e blocca sul nascere la magnifica idea. Anche se, a dire il vero, la loro tournée per i teatri inglesi, dopo un inizio fiacco, ha molto successo grazie anche a degli spot fatti appositamente per promuoverli. A Londra fanno il tutto esaurito, le generazioni cresciute con le comiche di Stanlio e Ollio non possono perderli dal vivo. Continua a leggere...»

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lunedì 1 gennaio 2024

Vi ricordate del Chiapas?

Alle prime luci dell'alba del primo gennaio 1994 l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) si mostra per la prima volta pubblicamente. Questo esercito ribelle e sognatore, dopo dieci anni di clandestinità nelle alture del Chiapas, Stato al confine meridionale del Messico, finalmente esce allo scoperto.

CONTINUA A LEGGERE QUI

Un bel ricordo di un'esperienza ancora viva, a leggere l'interessante articolo di GLOBAL PROJECT. Chi se ne ricordava più del Chiapas, e invece sono passati 30 anni appena, e quell'esperienza è ancora viva, tra errori, riletture, mito, ma non ancora leggenda. Mi ricordo che mi aveva molto impressionato, avevo fatto una piccola ricerca alle superiori, probabilmente è da  qualche parte. E voi, vi ricordavate del Chiapas?
 

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lunedì 25 dicembre 2023

Auguri, un cazzo!

Un Altan d'annata che però sta bene anche quest'anno. A dirla tutta starebbe bene a tutte le feste natalizie e di fine anno che ho vissuto, visto la deleteria politica dei tagli da quarant'anni a questa parte (salvo qualche rara eccezione). Manco il covid19 ci ha insegnato qualcosa, nell'investire nella sanità e nei servizi sociali, sia da politici di centro-sinistra sia da politici di centro-destra (mettiamo una pietra sopra ai tecnici, finti apolitici). Il problema è quel centro, che annacqua tutto? Forse sì, ma anche no. Il male è una politica di destra economica che ci ha impoveriti e continua a impoverirci, dicendo che dobbiamo fare sacrifici per un domani migliore, come una religione laica. Ultima, in ordine di tempo, la bocciatura del salario minimo a 9 euro, portato in parlamento da un'opposizione che ogni tanto si sveglia (quando va all'opposizione), mentre una raccolta di 70.000 firme di Unione Popolare chiede che il salario minimo sia posto a 10, tramite una legge d'iniziativa popolare. Il governo, guidato dalla Meloni, proveniente dalla cosiddetta destra sociale (e con la Lega popolana del Salvini), ha detto no ai nove euro (dicasi 9 euro) di salario minimo. Questo mi è venuto in mente vedendo la vecchia vignetta di Altan, e mi è venuto naturale pensare Auguri, un cazzo! Per non dire della Palestina, terra dove è nato troppi anni fa il festeggiato di oggi, e dove si sta perpetrando l'ennesimo genocidio. Quindi, sì, ancora, Auguri un cazzo!

"Puoi regalarci dei bambini?"

 

 

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martedì 19 dicembre 2023

… è nato, è nato … 16 anni fa il blog dell’Alligatore



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sabato 16 dicembre 2023

da Smemo: The L Word


Dopo avere messo quel pezzo dedicato a John Belushi, pubblicato a suo tempo sul sito di Smemoranda nel novembre/dicembre del 2004, per la rubrica L'ALTRA AMERICA, un'amica di fb mi ha chiesto di poter leggere anche il pezzo dedicato al serial TV The L Word. Lo metto così, come l'avevo pubblicato allora. Era il 28.12.2004, rileggendolo mi sono chiesto se oggi lo riscriverei così... credo di no, non avrei tutto quell'entusiamo, anche se le idee di fono sono rimaste a 20 di distanza..

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mercoledì 13 dicembre 2023

In palude con Giorgio Canali e Rossofuoco


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE rock

DOVE ASCOLTARLO possibilmente live, magari su cd, se proprio non l'avete ancora preso qui

LABEL La Tempesta

PARTICOLARITA’ disco incendiario

SITO FB - INSTAGRAM

CITTA’ Ferrara

DATA DI USCITA 13.10.2023

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lunedì 11 dicembre 2023

Ritorna il premio Ciampi


Non so come faranno sabato 16 dicembre al PREMIO CIAMPI  a fare tutto, visto il ricco programma con ospiti di culto tra musica, poesia, fumetto, arte... penso solo ai CCCP tutti presenti a ritirare il Premio alla carriera e a dialogare con John Vignola, oppure i Marlene Kuntz, anche loro Premio alla carriera, che si esibiranno in duo, ovviamente i fondatori Cristiano Godano e Riccardo Tesio. Ci sarà poi il ritorno del Premio Ciampi, che andrà a Eugenio Sournia, ex frontman dei Siberia e il premio alla miglior cover di un brano del grande livornese. Bellissimo anche il Premio Ciampi a Fumetti, che sarà assegnato a Maicol & Mirco (è uno solo, il nome trae in inganno), sicuramente una delle strisce più forti e direi ciampiane, con un humour nero tutto suo (mi piace riprendere queste vignette sui miei social). Per il fumetto ci sarà poi un amico dell'Alligatore quale Antonio Pronostico, che presenterà un fumetto ispirato a Piero Ciampi Tu no. Ma è solo un piccola fetta di quello che ci sarà sul palco del Teatro Goldoni di Livorno sabato prossimo.

Qui il sito con tutto il programma.

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giovedì 7 dicembre 2023

In palude con Tizio Bononcini

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE

pop-cabaret (anche se non so neanch’io cosa significhi)

DOVE ASCOLTARLO

su tutte le piattaforme streaming, anche quelle che rubano introiti agli artisti, tipo questo qui. Cioè tutte. Ma anche live… e per sapere le date dei prossimi live basta seguirlo sui social o dare un’occhiata al suo sito web. Inoltre il nuovo album ora esiste anche in formato CD: quell’oggetto misterioso che ormai non si potrà più ascoltare per obsolescenza degli appositi lettori. Disponibile in tutti i miei concerti.

LABEL

Esagono Dischi

PARTICOLARITA’

Nessuna. No dai, però preferisco che me lo dicano gli altri.

Dal canto mio… mi piace far sorridere parlando di cose serie. E teatralizzare un po’.

SITO FB INSTAGRAM

CITTA’

Bologna (in realtà abito a Zola Predosa, provincia di Bologna)

DATA DI USCITA

11 gennaio 1983. So’ vecchio. Ah, uscita! Avevo letto nascita. “Tutto il mondo è un PalcOSCENO” è uscito il 19 maggio 2023.

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venerdì 1 dicembre 2023

da Smemo: Un ricordo di John Belushi

 

Nel novembre/dicembre del 2004 pubblicai sul sito di Smemoranda questo pezzo dedicato a John Belushi. Era per una minirubrica dove parlavo di cinema/tv/libri dedicati a fenomeni culturali a parte, o almeno, che allora mi sembravano così. Si chiamava L'ALTRA AMERICA. Scrissi di Hunter S. Thompson e della serie tv The L Word, del libro di Art Spiegelman L'ombra delle torri e di altro ancora. Copio e incollo qui il pezzo dedicato al grande Belushi, attore che ho sempre adorato.

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