venerdì 25 settembre 2026

Totò, Roberto, Peppino e la guerra psichica

 

Antonio Tajani, vicepremier, Forza Italia, che da buon padre di famiglia consiglia al figlio di prendersi una donna non troppo bella, non troppo appariscente, perché poi potrebbe tradirlo. Prendi una così così, dice in sostanza, ma fedele per una famiglia duratura come nella migliore tradizione democrista anni ’50 (all'epoca, quella bella figa si faceva fuori dal matrimonio, non so adesso che ne pensi Totò).

Roberto Vannacci, generale, presidente di Futuro Nazionale, che con il suo programma porta l’Italia indietro di molti anni, a un pre-sessantotto sui diritti civili: niente aborto con revisione della 194, via i Gay Pride e le unioni civili, cancellazione del femminicidio, w la famiglia tradizionale e basta culattoni in tv tra le 6,00 e 23,00.  

Tutto questo fa parte di una guerra psichica per portare il Paese a destra, non su questi diritti, che difficilmente riuscirà (non siamo in un romanzo distopico e il Mercato gli ha ormai introiettati), ma per portare il Campo Largo, probabile vincitore delle prossime elezioni, in difesa su questi diritti civili (sacrosanti) fottendosene del resto: guerra, pensioni, orario di lavoro, salari e stipendi, spesa sociale e sanità, pilastri di una vera sinistra che in Italia, attualmente, non c’è se non frammentata e divisa in mille rivoli. 

È la guerra psichica, che sta funzionando benissimo visto il gran parlare che se ne fa, di queste cazzate da cazzari, compresi sui social, dove acriticamente è stata celebrata la Bonino (pace alla morte sua) paladina di questi diritti, ma gran liberista e guerrafondaia.

Ah, anche la re-immigrazione è una balla colossale inapplicabile. Il capitalismo, che ha bisogno come il pane di immigrati, per fare i lavori più duri e sporchi, dal lavorare i marmi al pulire il culo agli anziani, non accetterà mai di farli tornare al paese di origine, anche se  fosse una cosa giusta (e non lo è, credo che si debba poter emigrare dove si vuole se si sta male, tra guerre e inquinanti portati dall'Occidente allo sbando). Oltre al fatto, che sono loro, in buona parte, a pagare i contributi per le nostre pensioni, e se partissero, un sistema pensionistico gestito male da anni, cadrebbe ... e già è alta ora l'età pensionabile, ogn oltre decenza, non vorrei vedere un'altra riforma con ministri piangenti e noi a lavorare sempre. 

Ecco, questa è la guerra pischica, applicata da anni per infiocchiarci. O, se preferite, "quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito" e se lo fa mettere nel culo.

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martedì 22 settembre 2026

In palude con Frigidaire Tango


NOTE SUL DISCO

Artisti: Frigidaire Tango

Titolo: Modern Vintage Wave

Genere: Alternative, New Wave, Rock

Etichetta: Psicolabel

Città: Bassano del Grappa

Data di uscita: 24.04.2026

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lunedì 21 settembre 2026

Benza con lo sconto

 

La settimana scorsa ho fatto il pieno alla mia auto e ho speso 97 euro. Fortuna che il governo Meloni ha prorogato lo sconto, altrimenti chissà quanto avrei pagato. Mi sembra assurdo davvero, non capisco perché non scendano in piazza a protestare camionisti e chi con il mezzo ci vive. Eppure in vacanza, qui sul lago vedo tanta gente girare, tra ristoranti, spiagge  supermercati ... invece di protestare contro il carovita e le guerre che lo alimentano. Fino a quando? E voi, vi accorgete del costo della benza e di tutto quello che vi dietro?

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giovedì 17 settembre 2026

In palude con Ottodix

 

NOTE SUL DISCO

Artisti: Ottodix

Titolo: Cerebro_ Mundi

Genere: Elettronica, Art Pop, Electro Alternative

Etichetta: Gelo Dischi

Città: Treviso

Data di uscita: 10.04.2026

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PRESENTAZIONE

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venerdì 11 settembre 2026

La lunga estate calda

 

È stata un’estate bellissima, un’estate come non se ne vedevano da anni. Ho notato però un eccessivo allarmismo dei mass media sulle alte temperature, sul clima che è cambiato, sull’estate più calda del secolo e tutto sto bla, bla, bla. Non nego che sia stata calda e calda a lungo e che il clima sia cambiato lo sappiamo e diciamo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso (le menti più avanzate, inascoltate proprio dai media che ora hanno scoperto l’acqua calda). Assistiamo da anni a fenomeni estremi e ci facciamo

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venerdì 4 settembre 2026

Pronti per il 7 settembre?

   

"Per equilibrare la tragedia amazzonica propongo un atto mondiale psicomagico. Che il sette settembre (il 7 è il numero più attivo e settembre porta il "se" della semina.), ogni essere umano pianti un albero, o semini un albero, in qualsiasi località possibile per lui." Questo l'appello lanciato dal maestro (di cinema, arte, tarocchi...) Alejandro Jodorowsky nel 2019. Da allora abbiamo bruciato tutto, non credo ci sia più nessuna speranza per il genere umano, e

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martedì 1 settembre 2026

Chi è stato è stato e chi è stato non è. Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è

 

Il momento più emozionante di ieri sera, al concerto dei CSI a Villafranca di Verona è stato, per me, quando Lindo Ferretti sì è avvicinato a Zamboni, intento a suonare la chitarra. Un incontro che fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato (nella mia intervista a Zamboni nel 2020, pre-c@ovid pareva impossibile, ma allora le reunion erano cose rare) e anche sul palco, prima, pareva dovessero stare lontani. Invece, mani in tasca come quasi tutto l’esibizione, il cantate del CSI e CCCP si è avvicinato al chitarrista con gli occhialini e il berretto da intellettuale comunista. Immagine iconica, che mi ha commosso, anche se non ho pianto.

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sabato 29 agosto 2026

Comunicare sui social? Niente!

C’è molta sintonia con l’artista trentina di stanza negli Usa Maria Devigili. Perché ora è uscita con un pezzo sull’impossibilità di comunicare sui social che fa il paio con il mio post precedente dal titolo Scusate il ritardo. Uscirà tra una settimana per Riff Records, il 4 settembre, mese del suo compleanno e s’intitola Comunicare. Pezzo pop-rock sul cosa c’è da dire sui social. Niente, dice lei. Io lo confermo, sui social si fa vedere cosa si mangia, cosa si fa, come ci si veste e come ci si spoglia, dove si va, e ci si va per poi farlo vedere (non per altro). Una società persa nel “nulla siderale” come canta Maria. “Non c’è più molto da dire, meglio tacere in questa finzione.” Certo Maria, se non sei drogato come lo sono io, di social, ci si riesce (dovrai spiegarmi, quando ci vediamo, come si fa). Bella chitarra, che Maria sa suonare ancora molto bene, nonostante un incidente domestico alla mano il marzo scorso, per questo Comunicare. 

Perso in questo nulla siderale, se ne uscirò, comunicherò cosa è… nulla. E allora?

Maria Devigili Blog -    Instagram -     Fb - 
 

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lunedì 17 agosto 2026

Scusate il ritardo

 È il titolo di un film di molti anni fa di Troisi Scusate il ritardo, e lo uso per raccontare brevemente di questa mia lontananza dal blog. Fagocitato dai social, una vera e propria droga, non riesco a dare continuità alla scrittura qui e me ne dispiace molto. Anche il caldo, che adoro e non vorrei ci abbandonasse, mi ha tenuto lontano (sapete, con il caldo mi piace andare in bici), oltre ad altre varie cosette distraenti. Spero di riprendere questa storia d’amore con il blog, che tante soddisfazioni mi ha dato in passato, e di tornare a bloggare da voi. Alcuni di voi li vedo attivi sui social e anche qui. Vuol dire che si può… ditemi come fate, se volete.

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lunedì 20 luglio 2026

Carlo Giuliani è vivo, ogni volta che un uomo viene assasinato così

 

No, non è stato una ricorrenza piatta, istituzionale, falsa, è stato un venticinquennale vivo, perché, più o meno nello stesso giorno, veniva ucciso un uomo fermato da forze dell’ordine a Bologna, e la città si infiammava come quei giorni del 2001. Temevo che fosse una ricorrenza ingessata quella della morte di Carlo Giuliani (sai 25 anni), lo temevo per tante cose, a partire da me, stanco reduce di una guerra vinta ideologicamente (quelle cose che dicevamo allora si sono tutte realizzate), ma persa nei fatti (dove siamo?). Il movimento dei movimenti aveva detto e fatto tutto, per questo venne represso nel sangue da quei poteri forti che poi nel corso degli anni ne hanno fatte di cotte e di crude a partire dall’11 settembre, sempre di quel brutto anno. E ora, 25 anni dopo, uccidono il povero Abderrahim Fakir e s’infiamma la città. 

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