martedì 14 aprile 2026

In palude con Nebüla

 

NOTE SUL DISCO

Artisti: Nebüla

Titolo: Urobori

Genere: Alt-Rock, Dreampop, Shoegaze, New Wave

Etichetta: Nos Records

Città: Taranto

Data di uscita: 10.03.2026

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Ascoltalo qui

 

PRESENTAZIONE

Nebüla, nuovo progetto solista di Azzurra Buccoliero, mi ha colpito subito per le atmosfere, i suoni, il modo di cantare e di proporsi e perché mi ha ricordato, non so spiegarmi il perché Paolo Benvegnù. È solo un’impressione di pelle, ma io mi fido della mia pelle squamosa. Detto questo aggiungo che Nebüla e il suo primo Ep Urobori, che qui presentiamo, è un concentrato di emozioni sofisticate, cantato in italiano e inglese, con muri di suono elettrico, il suo fido sax, citazioni alte e basse. Un disco senza tempo, sei canzoni belle tirate dove si parla di nostalgie, si omaggia il bellissimo Lost in Translation di Sofia Coppola (l’ho visto pochi mesi fa per la prima volta, da non crederci), reincarnazione, macchie che non si tolgono, e l’assurdo gioco della vita. La title-track lega in modo ironico la ciclicità dell’esistenza a quella settimanale del musicante precario. Ma ci si potrebbe ritrovare qualsiasi precario dello spazio infinto.

Di tutto questo ne parliamo tra poco con Nebüla e con chi vorrà esserci. Amici del blog o della musicista qui presente pronti per l’intervista in diretta? ... potete partecipare nei commenti del post stesso.

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martedì 7 aprile 2026

La fine del mondo in diretta internet

 

Trump con i suoi ultimatum all'Iran ci sta trascinando in una spirale di violenza dalla quale sarà difficile uscirne. Che si riempia di ridicolo con una serie di penultimatum o che arrivi a minacciare la bomba atomica con il benestare di tutto il suo staff come ha fatto oggi, è preoccupante. E preoccupa che nessuno a livello internazionale dica nulla, dal Papa, silenzioso come non mai, alle cancellerie europee, cancellate da questa ondata di violenza a parole, che prima o poi ... e i pacifisti, la grande superpotenza (nel 2003), che da sempre ha detto qualcosa, dove è? Si minaccia l'uso dell'atomica, mai usata se non in Giappone dagli Usa a fine delle II guerra mondiale, e ce ne stiamo zitti e buoni a festeggiare la pasquetta perché si usa così, dimenticando la colomba della Pace, ormai moribonda, fatta a pezzi in questi anni. Rispondendo qualche giorno fa a un'amica blogger, ora su bluesky (ormai ci dividiamo pure sui social), che lamentava la mancanza del Movimento pacifista, le dicevo "Sono passati 23 anni di recessione, politiche neoliberiste, governi tecnici, c@vid, ritorno di Trump uomo della pace. Il rincoglionimento è stato lungo e stratificato, che la fine del mondo sembra una degna conclusione." Aggiungerei anche il silenzio sul genocidio palestinese, a parte le grandi manifestazioni che ci sono state (ah, i giovani!) e potrei dire che ho detto tutto! Ho detto tutto?

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domenica 5 aprile 2026

Prima che il gatto canti tre volte

 

Sono un agnostico e pur essendo stato educato in modo cattolico, sono ormai da anni lontano dai riti e miti della chiesa. Quindi quando mi si fa gli auguri di pasqua (o natale) resto interdetto, se ho voglia di parlare ringrazio e spiego che io non credo quindi ... se non ho voglia di parlare, bofonchio un "altrettanto", ma auguri non lo dico. Oggi come oggi dovremmo farci gli auguri di un umanità nuova, ma nuova veramente visto quello che stiamo vivendo. I palestinesi sono massacrati, umiliati, genocidati da anni, ormai (lo sono dalla fine della II guerra mondiale, ma negli ultimi anni di più) e ci si scandalizza perché l'ottimo Pizzaballa (sarebbe stato un buon papa) non può entrare nella basilica di Gerusalemme. C'è una guerra quasi mondiale, con Israele che bombarda chi vuole senza porsi problemi, gli Usa minacciano di ridurre all'età della pietra l'Iran, e ci si preoccupa perché la benzina scarseggia e un po' di aerei devono stare a terra. Certo, è anche questo un problema, e se va avanti così, magari ci toccherà andare a piedi (farebbe bene alla salute). Ci si scandalizza delle amanti di qualche ministro ... no qui mi viene da ridere. Siamo veramente un paese da barzellette, anche se le amanti nei letti di potenti (potenti?), le mettono anche in altri paesi per far cambiare politiche, fermare quello o aprire le porte a quella (tipo la successione di Strauss - Kahn al FMI). Questa nuova amante porterà a nuovi assetti? Io penso di sì, il governo Meloni è ormai alla frutta, il sistema ha deciso che deve essere sostituto. Da capire se il suo orgoglio la porterà a rimanere in sella fino a fine legislatura o a dimettersi giocando il tutto per tutto (perdendo comunque). Ma non voglio divagare, voglio restare a sti auguri di un'umanità nuova. Non mangiate agnelli, mi raccomando e manco capretti  (qui proposte vegan per pasqua, natale o quando volete voi) e cercate sorprese in ogni cosa prima che il gatto canti tre volte. Buona umanità nuova. 

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mercoledì 1 aprile 2026

David Riondino e la memoria

Domenica 29 marzo è morto David Riondino, aritista importante sia per la musica sia per il cinema e la tv. Io, sui miie social l'ho ricordato con un post molto partecipato, che ricopio qui.

Ho appena saputo della morte di David Riondino e sono molto triste. L'ho seguito fin da ragazzino, e l'ho conosciuto negli anni '80 a Bologna alla grande festa dell'Unità. Facevano "100 ore di Lupo", una diretta non-stop con Patrizio Roversi e Susy Blady e tutta la banda che girava attorno alla trasmissione Lupo Solitario. Io volevo andare a vedere sto esperimento tv, ma mi ero perso, e anche lui cercava il grande capannone dove erano. Allora, visto che avevo la piantina della festa, mi indicò la strada, anzi andammo insieme. Ho ancora l'autografo suo su questa mappa.

Adesso, a tre giorni dalla morte, mi viene in mente che ho dimenticato di dire che alla Festa dell'Unità c'ero andato con i miei genitori, io ero minorenne, forse 16 anni. E poi mi viene in mente che lui cercava il ristorante francese, all'interno di quella festa  molto grande. Per questo mi chiese la mappa e poi mi indicò come andare a vedere 100 ore di Lupo (anche lui era di quella trasmissione tv, faceva dei surreali collegamenti da Camandoli). Quindi ci dividemmo, lui andò al ristorante frances e io a vedere il Lupo Solitario. Poi, a un certo punto Riondino comparve sotto il tendone dove si faceva questo esperimento, portandi con sè un vassioio di ostriche per gli ospiti della trsamissione tv in diretta nonstop. 

Dopo di questa esperienza dal vivo ho seguito Riondino nelle varie trasmissioni tv, nella satira, nei film e nelle canzoni. Ci mancherà! 
 

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sabato 28 marzo 2026

Film di Primavera 2026

 

Il filo del ricatto

Torna Gus van Sant con un film molto bello, teso, tosto. Tratto da una storia vera ambientata nel ‘77 nella provincia USA, dove la piccola borghesia si confonde/confina con il proletariato. Un tipo semplice viene fregato da una banca, con un prestito per compare un terreno da rivendere poi a una ditta che ci farà sopra un supermercato. L’affare non va a buon fine, l’uomo resta con il debito e decide di rapire il responsabile della banca. Non riesce a trovarlo perché è in vacanza, ma becca suo figlio. Mentre entra in banca con uno scatolone con dentro il fucile a canne mozze che poi legherà al collo del bancario, si capisce che non sarà una tranquilla giornata in banca. Mitiche le scene mentre se lo porta fuori dall’istituto di credito (o debito), con il fucile legato al collo che se fa una mossa bum (molto vere, simili a quelle che vedremo nei titolo di coda dalle foto d'epoca). Se lo porta in casa e inizia una trattativa come in tutti i rapimenti e i film sui rapimenti. Non dico come finisce, ma solo che è una pellicola da vedere. Surreale, ironico, fotografia retrò, mostra il vero volto del capitalismo e del sogno amerikano: illude la povera gente, promettendo facili guadagni, invece se non sei nel giro giusto te la pigli in culo. Menzione speciale ad Al Pacino, nella parte dell’arrogante proprietario della banca, che lascerebbe pure morire il figlio pur di non ammettere il torto …e la memoria va a un classico dei rapimenti Quel pomeriggio di un giorno da cani, con Pacino e John Cazale diretti da Lumet  nel 1975.

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giovedì 26 marzo 2026

In palude con Federica Marinari

 

NOTE SUL DISCO

Artisti: Federica Marinari

Titolo: Pace Vegetale

Genere: Elettronica, Pop, World

Etichetta: Apollo Records

Città: Siena

Data di uscita: 13.03.2026

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PRESENTAZIONE

Nuova intervista in diretta, questa sera con una cantautrice nuova per la palude Federica Marinari che presenta il suo recentissimo Ep Pace Vegetale. Un titolo e una copertina che mi hanno colpito molto, ancora prima delle canzoni, e per questo ho proposto a Federica di venire in palude. Le cinque canzoni hanno confermato alla grande quello che mi avevano promesso. Un ritmo pompante e energia positiva, momenti estatici, archi che incantano accanto all’elettronica. Testi da neo-figlia dei fiori a esplicite prese di posizione, le conseguenze dell'amore, una sensualità che si snoda liberamente canzone dopo canzone. E poi la title-track che racconta le fragilità di una donna (ma potrebbe essere anche un uomo) alla ricerca di un equilibrio con la vita alla ricerca di una pace vegetale. Un disco da ascoltare bene.

Di tutto questo ne parliamo tra poco con Federica Marinari e con chi ci vorrà essere della partita. Pronti per l’intervista in diretta, nei commenti del post stesso (se volete potere partecipare anche voi).


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