sabato 3 dicembre 2016

C'è chi dice no, c'è chi dice sì ...

 C'è chi dice no, c'è chi dice sì ...

Italia, nordest, in un bar, con un ex compagno di scuola dichiaratamente di destra: si parla del referendum, Renzi, l'Italia. Non mi appassiona negli ultimi anni la politica, mi sento espulso, ma non transigo sui miei punti fermi, sui principi, sull'essere di sinistra, quella vera, sulla difesa dell Costituzione. Lui invece è di destra, consigliere comunale, ex finiano, ora meloniano. Nonostante questo, riesco a parlarci, negli anni Settanta probabilmente ci saremmo presi a pugni e sputi come minimo, oggi questo non succede, forse è un passo avanti, forse no.
- Allora hai deciso cosa votare?
- Lo sai, voto no!
- Sicuro? Avevo capito che voi rossi foste per il sì ... il referendum l'ha deciso Renzi.
- Appunto, Renzi non è un rosso. Ha un passato di giovane democristiano, è stato alla Ruota della Fortuna ... per non parlare di ciò che fa al governo.
- Ho capito, voi rossi vi siete spaccati, alcuni della vecchia guardia votano contro Renzi.
- Vero che anche nel Pd ci sono delle differenze di vedute, ma io non sono del Pd, sono della sinistra fuori dal Parlamento, extraparlamentare, per dirla in un modo che mi piace.
- Comunista, d'alemiano ...
- No, d'alemiano no.
- Però vai a votare.
- Sì, è un mio diritto.
- ... che se passa questo referendum non avremo più.
- Forse avremo ancora, ma servirà a poco.
Ci buttiamo in disquisizioni tecniche sul Parlamento che avremmo se passasse il referendum. Un Parlamento con meno democrazia: solo la Camera votata dai cittadini, il Senato composto da membri scelti dalle Regioni, tra i quali sindaci (non si sa bene scelti come). Il mio ex compagno di classe è molto ferrato, dice cose condivisibili, anche se qualche anno fa, promosso da Berlusconi e la sua destra, avevano cercato di fare una riforma dirigista molto simile. Oggi, quasi le stesse cose, proposte dal Pd renziano, sembrano a lui indigeribili.
Sì affaccia alla porta un suo amico di qualche anno più vecchio, lo saluta con un sorriso cretino. Del resto, ognuno ha la faccia che si merita.
- Ciao ... io voto esse i.
Il mio ex compagno lo guarda come fosse un rifiuto, una cacca di cane appena sfornata. Forse non ha colto la sfumatura della sua dichiarazione: intendeva, secondo me, ricordare le comuni origini nell'emme esse i. Anche se lui, all'epoca, era appena un ragazzino. Ha la mia stessa età.
- Io voto esse, i ...
- Ma allora sei cretino.
- Perché? Guarda che la riforma di Renzi è come quella di Berlusconi, che avremmo dovuto difendere e approvare noi.
- Ma cosa dici? Questa limita la democrazia, ci farà risparmiare molto poco, e pagheremo altri costi, tipo Renzi resterà a lungo, e chiunque dopo di lui, manco eletto ...
- Una volta tanto concordo!
- Guardate che invece è un'ottima riforma, modernizza il paese ... l'Europa e i mercati la vogliono, non possiamo restare fermi.
- Fermi cosa? Ma ti pare che ...
- Guarda che il saluto romano era bello, io vengo da quella storia, lo sai ... Lui ha fatto cose da ricordare, ma non possiamo stare fermi ... il mondo ci osserva e spinge a cambiare Costituzione. Lo possiamo fare tra di noi il saluto, poi però si fa politica ...
Io lo guardo sbalordito, probabilmente non mi conosce.
- No, a questo è meglio non fai saluti romani.
- Già, nun me piace ... in realtà il saluto romano sarebbe fuorilegge.
- Ecco, i soliti rossi manettari.
- Mi sembra che le manette, e i manganelli, li abbiate sempre usati voi ... e poi, scusa, saremmo noi quelli divisi?
Il nostalgico del saluto romano saluta con un ciao, capisce che non è aria.
Ci facciamo un altro bicchiere di bianco Garganega. Lo sorseggiamo in silenzio con qualche patatina e dei bagigi salati. Fuori c'è una strana atmosfera: delle nuvole colorate di rosa come un cartone animato, un po' di vento freddo, le prime luminarie di natale sugli alberi. Suona il suo cellulare. Si alza in piedi.
- Ciao  Sindaco ... è il mio sindaco.
- Mi devo alzare in piedi anche io?
- Sì, e fare il saluto.
- Ti prendo a sberle.
Si mette a ridere, poi si allontana, ma non troppo. Cammina intorno, sorride sempre di meno ... poi torna al tavolino, si siede.
- Ma sei sicuro? ...  a me non mi convinci. Io voto no.
- Lui vota sì?
Il mio ex compagno di classe, molto serio, anzi, molto incazzato, fa sì con la testa, mentre ascolta il suo sindaco al telefono. Un uomo di destra da sempre, il suo sindaco, nel recente passato vicino a Fini e alla destra ripulita dalle acque di Fiuggi, ma non troppo. Poi cane sciolto, però sempre convintamente di destra. Anche lui voterà sì. E sono due. Mi sembra proprio che non siano tanto uniti anche a destra. O forse sì, uniti per il sì al referendum Renzi.
- Vota sì anche il tuo sindaco ... un rosso anche lui?
- No, è che lui la vede così ...
- Così come?
- Un uomo delle istituzioni ... poi vede l'occasione buona per cambiare la Costituzione.
- ... e magari andare a Roma nel nuovo Parlamento.
- No, non ha di queste ambizioni ... è solo che gli sembra una buona cosa.
- E ti ha convinto?
- No, no, no ... cazzo, io voto no. Per me lui sbaglia!
Mi arriva un messaggio tramite il cellulare, mio fratello mi manda un link a un articolo. Nel messaggio c'è scritto: guarda che cosa gli è successo al nostro sindaco. Nostro nel senso che è del comune dove abitiamo, Sucate sul lago, non che l'abbiamo votato. Di destra pure lui, non ho mai capito quale (forse berlusconiano, forse leghista, forse finiano, comunque non di sinistra), ha fatto outing per il sì al referendum Renzi. L'ha fatto con una lettera del comune che amministra, e si è preso delle denunce. L'articolo del link parla di questo ... lo leggo ad alta voce.
- Ecco un altro che sbaglia.
- Ma allora, siete tutti uniti per il no, sì o no?
- Non so ...
- Be', avevo sentito che qualcuno l'aveva denunciato, pensavo fosse una cosa locale, invece il paesello è finito in parlamento.
- Be', non si può usare una carta intestata di un comune per fare propaganda elettorale ... anche se a favore di un referendum promosso da una parte politica opposta, o almeno, in teoria opposta ...
- In teoria opposta, mi pare che tutti gli uomini delle cosiddette istituzioni siano per il sì, anche il sindaco di Verona, per niente di sinistra.
- Quello è un caso a parte ...
- Con il tuo sindaco, il mio e il tuo amico del saluto romano, sono in quattro.
- ... una minoranza.
- Lo spero.
- Anche io ...

Ecco, ho provato a riprodurre dialoghi e scene paradossali (ma forse per nulla), che ho sentito sul mio territorio in questi giorni. Un territorio, come avrete capito, per niente in mano al Pd, men che meno, di sinistra, e anche dove i candidati grillini non hanno fatto breccia. Si respira un'aria strana, con alcuni amministratori schierati con il referendum Renzi. Non saprei se numericamente siano tanti o pochi, di sicuro rivelano quanto piaccia, anche a destra, la controriforma Renzi. Ho trovato in Rete un articolo molto interessante, che spiegherebbe il perché di questa fascinazione da parte della casta dei nuovi (vecchi) amministratori. L'ha scritto Paolo Flores d'Arcais per Le Monde, e lo potete leggere sul suo MicroMega (cliccateci sopra, coraggio), con molti altri interessanti articoli sul REFERENDUM, che vi invito a leggere se avete ancora dei dubbi su come votare. Io, come avrete capito, no!

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venerdì 2 dicembre 2016

In palude con Wora Wora Washington


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
ElectroWave
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
Su Sentire/Ascoltare troverete tutti i brani dell’album in streaming.
LABEL
Shyrec
CITTA’:
La base della band è Venezia
DATA DI USCITA
2.12.16

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martedì 29 novembre 2016

La Storia lo assolverà


Ho sempre pensato a Fidel Castro come a un’icona pop,
avevo cercato quella famosa foto mentre beve la Coca Cola,
ma non avendone trovate di belle, ho messo questa.

In questa si vede la bandiera del suo paese alle spalle,
un saluto al suo popolo prima o dopo uno dei suoi discorsi
fiume, che lo hanno reso famoso nel mondo.

Perché la Storia lo assolverà? Perché, bene o male, ha liberato
il suo Paese dalla tirannia, dai ricconi del nord che lo volevano
solo depredare, e questo i vicini Usa non potevano tollerare.

Ha liberato Cuba da Batista in piena guerra fredda, e questo
ha comportato una scelta di campo, discutibile quanto si vuole,
ma alla fin fine giusta per il processo rivoluzionario.

Errori ne ha commessi, certo, il suo compagno Che Guevara
è diventato un mito perché morto giovane, mentre lui è morto
anziano, nel 2016, e la Revolución invecchiava con lui.

2016 funesto anche per la famosa agenda telefonica di Gianni
Minà: mi ricordo Troisi, che scherzava con Minà sulla sua agenda
piena di nomi famosi, Cassius Clay e Fidel Castro tra i più noti …

Questo ricordo mi fa sorridere, mentre mi giro tra le mani un buon
mojito fumandomi un altrettanto buon sigaro e cerco in tv quei film 
di Oliver Stone su Fidel: Comandante e Looking for Fidel.

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lunedì 28 novembre 2016

In palude con gli AABU


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Basta Scegliere, in parte nasce tutto da qui.
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): su tutti gli store digitali, SoundCloud, Spotify.
LABEL: tutta farina del nostro sacco
PARTICOLARITA’: Basta Scegliere è un disco double face, ci sono due dischi (pugno e fiore) che contengono le stesse 8 canzoni. Chi ascolta decide che impronta dare al disco. O forse no?
SITO e FB DEL GRUPPO:
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA: 08-11-2016

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sabato 26 novembre 2016

Tornando sulle vertigini

Quando ho scritto i versacci sulle vertigini, all’inizio
volevo cercare di descrivere cosa si prova quando
si vede il burrone di sotto, ma alla fine ho solo detto
delle mia prima volta, di quando ho scoperto di soffrire
di vertigini.
Forse perché non è facile da descrivere, è solo provare
una sensazione: come la descrivi una sensazione? È
quasi così difficile come descrivere una musica, ma io,
critico rock, dovrei saperlo fare, ne ho scritte talmente
tante di rece.
Bando alle ciance allora: quando si vede il burrone sotto,
se si soffre di vertigini, ci si blocca a guardarlo, non si
riesce a tornare indietro e manco andare avanti, non ci
sono santi! Inutile mi dici “guarda che bello il paesaggio”,
io non mi muovo.
Inutile che mi tieni la manina, io sono bloccato, tremo, è
un momento delicato, inutile mi dici “guarda, ci passano
tutti di qui, anche quel ragazzino c’è riuscito, prima di te”,
io non sono quel ragazzino, dovevi dirmelo prima dove
cazzo mi stavi portando.
C’è un momento nel quale sono attratto da questo vuoto
lì davanti : è difficile da spiegare, difficile da capire se tu
non soffri di vertigini … direi di sentire la voglia, forse, sì
meglio, l’impulso, di buttarmi, di farla finita con la paura
e volare come un uccello.  

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venerdì 25 novembre 2016

In palude con Jet Set Roger


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Rock (Cantautorato influenzato dal Glam Rock e dalla cultura Dark)
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Nei negozi di dischi. Il video del singolo “Sonia” sarà in anteprima su XL la prima settimana di Dicembre.
LABEL: Snowdonia
PARTICOLARITA’: E’ un concept album a fumetti basato sullo scrittore H.P. Lovecraft
FB 
CITTA’: Brescia/Firenze
DATA DI USCITA: 02.12.2016

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mercoledì 23 novembre 2016

Dan Fante



Un anno fa, come oggi, moriva Dan Fante,
forse voi conoscevate suo padre John, ma
anche lui era uno scrittore, un gran scrittore.

Dan Fante è forse uno di quei pochi casi,
dove il figlio di uno scrittore è bravo quanto
era bravo il padre, anche se non è così noto.

Il suo primo romanzo per me è un capolavoro, si
intitola Angeli a pezzi, credo che dovreste leggerlo:
racconta, tra l’altro, la morte del padre, John Fante.

Ne ho poi letto un altro, Agganci, parla di un lavoro
stupido e alienante, venditore porta a porta, mi pare,
ricorda molto Bukowski, le sue storie di ordinaria follia.

Poi in Italia sono arrivati altri suoi libri, due o tre, credo,
vorrei leggerli tutti, Zio Scriba mi ha detto che Dan ne ha
scritti un sacco, molti di più di quelli tradotti da noi, traduceteli!

Tra l’altro, un musicante amico mio, passato spesso in
palude, lo conosceva bene, con i suoi Hollowblue ha fatto
reading con Fante, era suo amico, me lo avrebbe presentato.

Mi spiace se ne sia andato Dan Fante, spero che questo
post vi spinga a leggerlo, se non l’avete già fatto, spero che
vengano tradotti tutti i suoi libri anche in Italia, ce lo meritiamo.

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