Film di Primavera 2026
Il filo del ricatto
Torna Gus van Sant con un film molto bello, teso, tosto. Tratto da una storia vera ambientata nel ‘77 nella provincia USA, dove la piccola borghesia si confonde/confina con il proletariato. Un tipo semplice viene fregato da una banca, con un prestito per compare un terreno da rivendere poi a una ditta che ci farà sopra un supermercato. L’affare non va a buon fine, l’uomo resta con il debito e decide di rapire il responsabile della banca. Non riesce a trovarlo perché è in vacanza, ma becca suo figlio. Mentre entra in banca con uno scatolone con dentro il fucile a canne mozze che poi legherà al collo del bancario, si capisce che non sarà una tranquilla giornata in banca. Mitiche le scene mentre se lo porta fuori dall’istituto di credito (o debito), con il fucile legato al collo che se fa una mossa bum (molto vere, simili a quelle che vedremo nei titolo di coda dalle foto d'epoca). Se lo porta in casa e inizia una trattativa come in tutti i rapimenti e i film sui rapimenti. Non dico come finisce, ma solo che è una pellicola da vedere. Surreale, ironico, fotografia retrò, mostra il vero volto del capitalismo e del sogno amerikano: illude la povera gente, promettendo facili guadagni, invece se non sei nel giro giusto te la pigli in culo. Menzione speciale ad Al Pacino, nella parte dell’arrogante proprietario della banca, che lascerebbe pure morire il figlio pur di non ammettere il torto …e la memoria va a un classico dei rapimenti Quel pomeriggio di un giorno da cani, con Pacino e John Cazale diretti da Lumet nel 1975.
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