sabato 24 dicembre 2016

In palude con gli Humour Nero


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: alternative pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto):
Spotify, Bandcamp, YouTube, SoundCloud, Deezer e molte altre piattaforme online
LABEL: nessuna (siamo in cerca)
PARTICOLARITÀ:
Humour Nero è un progetto che parte dalla musica e spazia nel mondo del disegno, dell'audiovisivo, dell'allestimento scenografico, assecondando attitudini, abilità e passioni dei membri della band.
CITTA’: Roma
DATA DI USCITA: Aprile 2016

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mercoledì 21 dicembre 2016

In palude con Hibou Moyen


                                 NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: Folk/Cantautorato

DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): sul mare, su una collina, o a letto sudati o qui
LABEL: Private Stanze // Audioglobe // Ufficio stampa: Prom O Rama
PARTICOLARITA’: ..........
FB
CITTA’: Toscana tra le colline metallifere, Pisa e Firenze
DATA DI USCITA: 11 Novembre 2016

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giovedì 5 marzo 2015

Due parole con i Gang



Sono cresciuto con i Gang, il primo loro disco è stato Reds nel 1989 (il loro ultimo cantato in inglese), poi a ruota sono arrivati gli altri, a partire da Storie d’Italia, già omaggiato su questi schermi. Quando, l’inverno scorso, ho sentito che stavano preparando un album con canzoni nuove, e che lo avrebbero finanziato con l’azionariato popolare (lasciatemela dire così, è una parola più bella di crowdfunding) tramite la piattaforma Becrowdy, ho subito aderito. In molti l’hanno fatto, i nomi sono così piccini sul cd perché siamo in tantissimi, ben 1186. Millecentoottantasei persone, che hanno preso a scatola chiusa un disco, sapendo sarebbe stato importante. Questo disco, Sangue e Cenere, è veramente importante, uno dei migliori album dei Gang in assoluto sia come testi, sia come musica. Provate a sentirlo in anteprima qui.
Scritto dai fratelli Severini, ovviamente, prodotto dal mitico Jono Manson (per la Rumble Beat) da Chupadero, New Mexico, ci sono dentro i loro temi classici: dai lavoratori sotto ricatto ai partigiani, dalla Parma che resiste al fascismo (il trascinante Alle barricate, non riesco a levarmelo dalle orecchie) al sentito omaggio a Fausto e Iaio, giovani compagni assassinati da estremisti di destra negli anni ’70 (Perché Fausto e Iaio?, bella domanda sotto forma di canzone). C’è poi un pezzo struggente intitolato Gli angeli di Novi Sad, chi conosce la storia recente può ben capire a cosa si riferisce; un luogo emblematico con i Serbi capro espiatorio, dove l’Europa divorava/ l’ultimo pasto crudo/ l’Europa restaurata/quella dopo il Muro, per dirla con le parole dei Gang. Ora le parole dei Gang ci saranno anche nei commenti del blog. Ho convinto Marino a fare l’intervista sul blog, adesso, in diretta, in palude. Pronti?

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giovedì 7 agosto 2014

Due parole con i Paul Mad Gang

Ad un anno e un giorno esatto dalla prima volta, tornano in palude i Paul Mad Gang. Lo scorso anno erano qua a dialogare del loro esordio Vodka & Gin, vinile 44 giri, vera chicca per collezionisti come me. Oggi arrivano per presentare l'esordio lungo, questo Riding With Me dalla divertente copertina senza tempo. E così è la musica in essa contenuta, quel divertente/divertito rock'n'roll che è il marchio di fabbrica della band emiliana. A produrre sempre la SFEM/Level49, la Theresianer, loro sponsor alcolico, e l'entrata di potenza del crowdfounding, che ha permesso in breve tempo di realizzare questo disco.
Riding With Me, ascoltabile liberamente sul loro soundcloud qui, è contraddistinto da sette tracce di rock con chiari riferimenti agli anni '50, che fanno venire voglia di muovere la coda, più due momenti acustici, registrati live negli States. Una piacevole sorpresa per questa giovane band, originale negli arrangiamenti, poco sentiti e visti a queste latitudini oggi. Freschezza e immediatezza è una delle doti dei Paul Mad Gang (o Paul maD Gang?... chiederò), affinata anche grazie alla numerosa serie di concerti in Italia e fuori. Per trovare questa data abbiamo infatti faticato, essendo praticamente sempre in tour. E allora parliamo subito con la band. Pronti? 

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lunedì 4 agosto 2014

Due parole con i Codeina

Tornano in palude i Codeina, tornano con un disco dal titolo strano, particolare, che sembra quasi l'anagramma della parola Alligatore, Allghoi Khorhoi. Che vorrà dire? Sarà una delle domande di questa nuova blog-intervista. Il loro rock dalle spinte noise, richiama molte domande, e l'album, uscito da qualche settimana mi fa muovere la coda ad un buon ritmo. Dodici pezzi ipnotici, dodici canzoni cantate in italiano, dodici pugni nello stomaco e/o riflessioni sulla nostra povera patria. A tratti un sussurro (ma si capisce bene), a tratti delle grida, in mezzo ad una sezione ritmica pestante e chitarre dannatamente rock, questo in soldoni il nuovo disco dei Codeina.
Allghoi Khorhoi è il secondo disco della band lombarda, dopo il promettente esordio di quattro anni fa Quore. Hidalgo Picaresco. Prodotto in totale autarchia dai Codeina, registrato e mixato presso il Trai Studio (Inzago, MI) da Fabio Intraina e masterizzato presso New Mastering Studio di Milano da Maurizio Giannotti, ha una copertina di forte impatto, perfetta per rappresentare la musica in esso contenuta: un mostro tentacolare (o forse un alligatore dopo cura dimagrante?), su sfondo rosso. Oltre alla versione su web, ascoltabile liberamente sul loro soundcloud qui, e al cd, esiste una golosissima versione su pennina usb a forma di vermiciattolo (sarà l'Allghoi Khorhoi?) acquistabile qui. Intanto sentiamo che cosa hanno da dirci. Pronti?

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venerdì 11 luglio 2014

Due parole con Hibou Moyen

Sta per arrivare in palude Hibou Moyen, forse con un bel volo, visto il significato del suo nome (gufo comune). Arriverà non appena buio, e, visto questa estate molto autunnale, buio sarà presto. Hibou Moyen presenterà un album uscito a maggio, che sembra essere perfetto nel titolo, per questa pazza stagione. Il disco si intitola Inverni, e al suo interno ha dei pezzi molto in tema, tipo Non ci toglieranno i temporali, Grandine, L'ultima glaciazione, Non estate... metteteci pure la copertina, il suo pop cantautorale, giovane e intimista, e avrete un disco perfettamente in linea con la fredda estate del 2014. Provate ad ascoltare Inverni cliccando qui, magari al calduccio sotto le coperte. Ormai va così, cavalchiamo l'onda con Inverni.
L'album è il primo a nome Hibou Moyen, originale progetto musicale nato nel 2011 grazie all'intuizione del fotografo naturalista Giacomo Radi. Si è scelto questo nome pensando di assomigliare a quel rapace notturno, perché amante delle notti buie e fredde (perfetto per il 2014), ermetico e solitario. Ha creato così il suo primo disco, Inverni, uscito con il collettivo Private Stanze, attorniato da fedeli amici. È scaturito un album curato nei minimi dettagli, tra la copertina che sembra uscire da qualche film anni '60, la cura dell'artwork, le canzoni, nove pezzi ben calibrati. Ma ora sento volteggiare sulla palude Hibou Moyen, credo che si fermerà e potremo iniziare l'intervista. Pronti?

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giovedì 3 luglio 2014

Due parole con i Groove Squared

Tra poco la palude si trasformerà nella disco più alternativa e bella d'Europa. Diggler aka Groove Squared sarà qui per parlare del recente magico disco, Aaron. Io me lo sto sparando già in cuffia e la sensazione è esaltante. Sarà difficile tenere ferma la coda però, perché le nove tracce che compongono l'album, uscito con la sua Coffy Label, ha un ritmo trascinante/estasiante. Elettronica di gusto e ambizioni internazionali, voci di donne che si fondono perfettamente con la musica, tutti brani originali, a parte l'interpretazione personale di Love on a real train, della cult band Tangerine Dream.
Vi consiglio di ascoltare tutto il disco mentre ne parliamo (anche dopo, ovvio), cliccando qui. Sarete immersi ancora di più in atmosfere liquide, eteree, indefinibili. Se la musica è la più indefinibile delle arti, la musica elettronica lo è ancora di più. Cosa dire di Aaron? Pulsioni techno e voci black, momenti danzerecci, rimandi a musica del mondo. Si possono buttare giù mille termini (dancefloor, funk, soul...), ma di cosa si parla? Tra poco, a dircelo, ci sarà qui Diggler, vero e proprio alchimista di questa musica, che da più di vent'anni si sbatte tra disco alternative, concerti, radio, registrazioni ... Pronti?

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