venerdì 8 luglio 2016

Il nuovo album dei Gang? Sì, grazie ...

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giovedì 5 marzo 2015

Due parole con i Gang



Sono cresciuto con i Gang, il primo loro disco è stato Reds nel 1989 (il loro ultimo cantato in inglese), poi a ruota sono arrivati gli altri, a partire da Storie d’Italia, già omaggiato su questi schermi. Quando, l’inverno scorso, ho sentito che stavano preparando un album con canzoni nuove, e che lo avrebbero finanziato con l’azionariato popolare (lasciatemela dire così, è una parola più bella di crowdfunding) tramite la piattaforma Becrowdy, ho subito aderito. In molti l’hanno fatto, i nomi sono così piccini sul cd perché siamo in tantissimi, ben 1186. Millecentoottantasei persone, che hanno preso a scatola chiusa un disco, sapendo sarebbe stato importante. Questo disco, Sangue e Cenere, è veramente importante, uno dei migliori album dei Gang in assoluto sia come testi, sia come musica. Provate a sentirlo in anteprima qui.
Scritto dai fratelli Severini, ovviamente, prodotto dal mitico Jono Manson (per la Rumble Beat) da Chupadero, New Mexico, ci sono dentro i loro temi classici: dai lavoratori sotto ricatto ai partigiani, dalla Parma che resiste al fascismo (il trascinante Alle barricate, non riesco a levarmelo dalle orecchie) al sentito omaggio a Fausto e Iaio, giovani compagni assassinati da estremisti di destra negli anni ’70 (Perché Fausto e Iaio?, bella domanda sotto forma di canzone). C’è poi un pezzo struggente intitolato Gli angeli di Novi Sad, chi conosce la storia recente può ben capire a cosa si riferisce; un luogo emblematico con i Serbi capro espiatorio, dove l’Europa divorava/ l’ultimo pasto crudo/ l’Europa restaurata/quella dopo il Muro, per dirla con le parole dei Gang. Ora le parole dei Gang ci saranno anche nei commenti del blog. Ho convinto Marino a fare l’intervista sul blog, adesso, in diretta, in palude. Pronti?

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martedì 31 luglio 2012

Anniversari sfasati: Le Radici e le Ali


Lo scorso anno Le Radici e le Ali ha festeggiato vent'anni. Avrei voluto ricordarlo anche sul mio blog, ma non ho trovato le parole. Un disco epocale, con il rock italiano indipendente mai così forte e bello. Un disco di rottura in primo luogo per i Gang. 
Dopo i primi dischi cantanti in inglese, l'idea di proporre testi in italiano risultò dirompente, l'inizio di una serie di album importanti per loro e per molto underground italico. C'era di tutto in quel disco dedicato al sud del mondo. 
Il primo che mi viene in mente è Chico Mendes, sindacalista che univa le lotte dell'ambiente a quelle del lavoro nella foresta dell'Amazzonia, e per questo venne assassinato (chi non lo ricorda, o non lo conosce, provi a cercare nel web e poi in libreria...). 
La copertina, con il nostro paese rovesciato, nel mirino, è molto significativa: i Gang puntavano direttamente all'Italia, e allo stesso tempo l'Italia era nel mirino di corrotti, mafiosi, politicanti, ai quali i fratelli Severini non perdonavano nulla, sia nelle loro canzoni, sia sui palchi in diretta tv. Questa loro sincerità, costò molto in termini di passaggi televisivi e contratti discografici.  

Per questo i Gang sono meno conosciuti di quanto meritino, ma loro continuano a fare un lavoro dal basso strepitoso, con dischi (firmati Gang o partecipazioni in progetti di giovani musicanti), concerti e iniziative... c'è pure "nuovo" cd appena uscito:  Le Radici e le Ali - 1991-2011, la registrazione di un live lo scorso settembre nella loro Filottrano, come sempre venduto a prezzo politico.
Per il cd, i concerti e il resto, vi rimando al loro sito 

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