venerdì 22 novembre 2019

Rece d'Alligatore: Sossio Banda


Sossio Banda, Ceppeccàt
Italysona
Gran bel disco questo secondo dei pugliesi Sossio Banda, uscito di recente. Ceppeccàt, dal barese “Che peccato” , con una doppia accezione: “che peccato” per l’uomo e “c’è peccato” dell’uomo. Questo per dire che nel disco si parla di vizi capitali. Lo si fa in modo aperto al mondo, libertario, per niente bacchettone e musicalmente molto colorato. I colori di un cantautorato folk e world, in tutti i sensi, direi quasi frankzappiano.
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sabato 6 luglio 2019

Rece d'Alligatore: Vito Solfrizzo


Vito Solfrizzo, La terra dei re
Autoproduzione
Secondo album solista del cantautore rock pugliese, tra impegno e cose sue, dopo l’esordio Nove del 2017. Come in quello, anche in La terra dei re, mostra un’impronta personale, belle chitarre, belle tastiere, cose da dire sul mondo e ciò che ci gira attorno. Tutto questo in undici pezzi diretti e onesti, senza voler strafare.
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lunedì 8 maggio 2017

In palude con Giuliano Vozella


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Folk-Rock/ Soul
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): tutti gli store digitali, inizia qui
LABEL Playbrown Group
PARTICOLARITA’ Sono tutte storie vere
CITTA’: Bari // Milano
DATA DI USCITA: 10/03/2017

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domenica 24 aprile 2016

Rece d'Alligatore: Zio Felp



Zio Felp, Pace, Amore e Bombe carta

SKE! Entertainment

Titolo simpatico e spontaneo, per l’esordio ufficiale di Zio Felp, rapper pugliese altrettanto simpatico e spontaneo. In giro da parecchio sui palchi hip hop per sapere cosa è vera musica che “ti fa saltare sulla sedia” e non sound alla moda per finti ribelli. In questo disco cerca di dimostrarlo, sfogandosi e parlando in modo critico su musicisti più attenti al look, internet, fb, e via di questo triste passo.

La title-track è il pezzo scritto alla fine per ricordare tutto lo stress nel fare il disco, perfetto hip-hop dal buon ritmo. Ritmo presente in modo forte anche nell’ottima Io non, sfogo contro chi finge di rappare duro invece fa solo musica commerciale, One ironico e onirico (Thievery Corporation, per capirci), Cambia, per ricordare il perché del suo trasferirsi dalla provincia a Bologna, Io mi rompo le palle, titolo molto esplicito con un testo duro, sarcastico su di una generazione, la sua. Particolari My Valentine, canzone per un San Valentino per niente dolciastro, e True Story, poesia in terza persona a raccontare il dietro le quinte di una storia d’amore.

Un album diretto, che piacerà ai puristi del genere, sia per le rime, testi, forza nei concetti, sia per la melodie e rigore nel proporre il tutto. Da ascoltare.   



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giovedì 3 luglio 2014

Due parole con i Groove Squared

Tra poco la palude si trasformerà nella disco più alternativa e bella d'Europa. Diggler aka Groove Squared sarà qui per parlare del recente magico disco, Aaron. Io me lo sto sparando già in cuffia e la sensazione è esaltante. Sarà difficile tenere ferma la coda però, perché le nove tracce che compongono l'album, uscito con la sua Coffy Label, ha un ritmo trascinante/estasiante. Elettronica di gusto e ambizioni internazionali, voci di donne che si fondono perfettamente con la musica, tutti brani originali, a parte l'interpretazione personale di Love on a real train, della cult band Tangerine Dream.
Vi consiglio di ascoltare tutto il disco mentre ne parliamo (anche dopo, ovvio), cliccando qui. Sarete immersi ancora di più in atmosfere liquide, eteree, indefinibili. Se la musica è la più indefinibile delle arti, la musica elettronica lo è ancora di più. Cosa dire di Aaron? Pulsioni techno e voci black, momenti danzerecci, rimandi a musica del mondo. Si possono buttare giù mille termini (dancefloor, funk, soul...), ma di cosa si parla? Tra poco, a dircelo, ci sarà qui Diggler, vero e proprio alchimista di questa musica, che da più di vent'anni si sbatte tra disco alternative, concerti, radio, registrazioni ... Pronti?

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giovedì 19 giugno 2014

Due parole con IL BRIC

Progetto originale quello de IL BRIC, che appena sentito ho voluto in palude. Il nome ricorda e omaggia direttamente le economie emergenti, quali Brasile, Russia, India e Cina. Sentendosi vicini a queste culture, tre giovani musicanti baresi, attivi da anni in altre formazioni, hanno voluto richiamarsi a loro e intitolare il disco d'esordio Nuovo Ordine Mondiale. Inevitabile il passaggio su questi schermi. L'Occidente allo sbando è in una crisi irreversibile, ci dicono IL BRIC, crisi non solo economica, ma anche culturale, anzi, fortemente culturale. Sbagliato pensare ad un mondo dominato ancora da vecchie logiche, vecchia musica e cultura del passato. Ora si balla a ritmo di samba, guardando i film di Bollywood e il Taoismo come via maestra. O non è così?
Nuovo Ordine Mondiale, disco uscito da qualche settimana con la Piccola Bottega Popolare e il sostegno promozionale di Puglia Sounds (belle realtà già passate su questi schermi), si interroga, con ironia e consapevolezza storica, su questi temi. Per farlo, oltre a dei testi centrati sulla nuova geopolitica, mischia suoni e strumenti del mondo, con l'uso sapiente dell'elettronica: semplicemente Electro World Music. Titoli quali Le logiche Del Market, War Games, Dalla Cina con Furgone, rendono bene l'idea di ciò che  IL BRIC propone. A sentirli, mi è venuto in mente lo scrittore Aldo Nove, il suo narrare la realtà con umorismo e disincanto geopolitico. Un modo per semplificare concetti alti, senza per questo banalizzarli. Parliamone. Pronti?

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giovedì 26 gennaio 2012

Due parole con gli AcomeandromedA

Questa sera per la prima volta nella palude gli AcomeandromedA, gruppo pugliese forte e nuovo. Lo si capisce dal nome che sono forti e nuovi, e poi dal titolo e dalla splendida copertina da cinema di serie B, qui sopra in bella mostra (piacerà un sacco a Pedro Almodóvar). Lo stesso posso dire dalle canzoni di questo loro esordio, undici pezzi più ghost-track con rimandi al meglio del nostro alternative-rock cantato in italiano, ma con una personalità spiccata tutta loro. Sì, hanno stile questi cinque ragazzi provenienti dalla suggestiva Castellana Grotte, stile da vendere.
Occhio comanda colori, prodotto dagli AcomeandromedA stessi con La Piccola Bottega Popolare e il sostegno di Puglia Sounds, sarà ufficialmente fuori ai primi di febbraio, ma io ho avuto la fortuna di ascoltarlo spesso in questi giorni. Mi sembra un disco poco convenzionale, ricercato senza essere pretenzioso, citazionista senza essere una banale copia. Titoli come Il mio non compleanno, Regina del mio io, Skizofonia, Antonella e le sabbie di lame, dicono molto sul loro contenuto. A partire dalla prima traccia, con lo stesso nome della band come titolo, AcomeAndromedA, da un romanzo di fantascienza. Ma ci diranno tutto loro. Pronti?
VAI AL LORO SITO http://www.acomeandromeda.it/

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martedì 20 settembre 2011

Due parole con gli Jolaurlo

Un manichino azzurro in pezzi su di un divano sfatto, così si presenta il nuovo cd dei giovani Jolaurlo, Meccanica e Natura. Metafora della situazione del nostro paese? Troppo facile sarebbe dire questo, l’elettro-pop danzante della band tra Bologna e Bari vola alto, sembra parlare d’altro, ma i loro titoli sono rivelatori dell’inquietudine giovane: Polistirolo, Banale, Il Caos, Senza Paura … la cover finale live di Annarella dei CCCP, spiazzante, nuova, ma allo stesso tempo simile all’originale. La riconosci subito.

In uscita per la sofisticata Irma Records di Bologna, questo loro terzo cd nasce grazie (anche) all’apporto del pubblico. “Se noi lo facciamo tu low fi?” è il progetto (premiato allo scorso M.E.I.), con il quale gli spettatori dei loro concerti hanno finanziato la realizzazione di Meccanica e Natura. Ci faremo spiegare da loro i dettagli. Pure il titolo è stato scelto dagli ascoltatori con un contest sul ricco sito della band, che invito a perlustrare in cerca di altre chicche (http://www.jolaurlo.com/). Insomma massima partecipazione, una band 2.0 consapevole dei propri mezzi. Pronti a chattare con me?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/jolaurlo

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giovedì 18 agosto 2011

Due parole con i Vegetable G

Conosco i Vegetable G dal lontano 2007, quando si presentarono con il pop-rock rilassante di Genealogy, con rimandi al meglio della scena internazionale e un gusto per fare le cose bene (allora si producevano e facevano quasi tutto da soli con la loro mitica Olivia Records). Due anni dopo conquistarono tutti, ma proprio tutti (tutti?) con Calvino, cd magico e spensierato, intellettuale e melodico, perfetto omaggio ad Italo Calvino e in particolare a Le Cosmicomiche (giovedì 8 ottobre 2009 mi raggiunsero nella palude per parlarne, ci sono ancora le tracce di quel mitico incontro). Oggi sono di nuovo qua, per parlare direttamente del nuovo cd.

Il nuovo cd s’intitola L’Almanacco Terrestre, e loro sono protagonisti assoluti, come nella divertente e surreale copertina apocalittica, un po’ sadomaso, per niente integrata… come loro, che ora sono in quattro (agli storici Giorgio Spada, Luciano D’Arienzo, Maurizio Indolfi, si è aggiunto Michele Stama), cantano per la prima volta in italiano (Calvino gli ha convinti?), e hanno come label Ala Bianca records. Insomma, un sacco di novità con questo disco, in uscita a settembre. Io l’ho già ascoltato per voi e ho una voglia matta di parlarne con loro. Pronti Vegetable G? …o Vegetali G?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/vegetableg


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martedì 12 ottobre 2010

Intervista ad Happy Skeleton

Happy Skeleton mi sembra pronto per l’intervista. Lo vedo concentrato, come davanti all’esame di maturità. Mi piace, vuol dire che prende la cosa seriamente. Del resto Happy Skeleton non scherza. La sua musica, la sua arte, il suo personaggio nascono da un incidente in un giorno di pioggia. Should I stay or should I go? dei Clash a palla, un sorpasso, una curva fatta male, crash … l'incidente, e poi la voglia di fare musica. Dalla sofferenza nasce l’arte? Dal confine vita-morte?... Forse è un luogo comune o una romanticheria, ma in questo caso sembra inquietante realtà.
Dopo l’incidente si sviluppa sempre più velocemente l’idea del fare musica: dai primi passi, come ad esempio un demo registrato autarchicamente nel giro di qualche mese, all’incontro con la Red Birds Records, che consente al giovane musicante pugliese di dare alle stampe Coffee & Cigarette Club, undici pezzi pestanti e prestanti, a tratti malinconici a tratti brucianti, ma sempre intensi. Giri di chitarra romantici, titoli dal sapore post-punk tipo Ann, revolution isn’t here in apertura o There is no reset to me in coda (o Toxic park a metà), un cd in crescita ascolto dopo ascolto… ma ora comincio a sbrodolare troppo.
Pronto Happy Skeleton?
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/thehappyskeleton

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domenica 9 novembre 2008

Elogio per Elio Germano

Per me Elio Gemano è il nostro più grande giovane attore. Non ha paura di fare il cattivo, di entrare in personaggi neri come la pece, pieni di rabbia e disgusto, di rischiare facendo scelte coraggiose. Saranno i tempi da “non è un paese per vecchi”, sarà la sua faccia d’angelo, saranno i ruoli del nostro cinema che girano, ma di certo il giovane attore sta inanellando una serie indimenticabile di personaggi contradditori e pestiferi. E poi alla fine anche se il film non è bello, ha delle pecche, si poteva perdere, resta sempre la sua interpretazione. Vedi, ad esempio, Mio fratello è figlio unico, vedi Tutta la vita davanti, due tra i peggiori film dei rispettivi autori, dove però rimane la sua faccia, le sue scenate, la sua forza iconoclasta. Non è il caso di Il passato è una terra straniera, di Daniele Vicari, tratto da un romanzo di Carofiglio. Questo è un film maiuscolo, e oltre alla sua interpretazione resta quella (minore, ovviamente, nessuno riesce a stargli dietro) dell’altro protagonista, Michele Riondino (parente di David?) e un malessere che ti porti fuori dalla sala cinematografica per almeno un paio d’ore. Ma è un malessere positivo, salutare direi, creativo. In questa discesa agli inferi nel gioco d’azzardo, nella droga, nella violenza, si cade in piedi. Non c’è falso moralismo nel raccontare, c’è azione, c’è cinema, c’è vita. Sì, a me è parso un film vivo, tanto che mi pareva di avere gli attori lì a due passi da me. Oltre a Germano e Riondino, resta Chiara Caselli, presenza sofisticata e allo stesso tempo forte del nostro cinema (lei riesce a tenere testa, per un po’, a Germano). Resta una Bari notturna e acida, resta una Barcellona (ancora Barcelona, va forte quest’anno al cine) vitale e godereccia, bella, dove i due italiani portano la tristezza e la bassezza del nostro paese. Resta certo sarcasmo, i soldi facili nascosti nei libri di Marx ed Engles (io li avrei fatti mettere in quelli di Gramsci), la musica di Teho Teardo (lo stesso de Il Divo) mai invadente, restano certi scoppi di rabbia incontrollata di Germano che manco Joe Pesci in Quei bravi ragazzi
VAI AL MYSPACE DEL FILM http://www.myspace.com/passatostraniera
VAI AL MYSPACE DI ELIO GERMANO http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=182167644

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