venerdì 5 aprile 2019

In palude con The Doormen

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  ALT ROCK
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) : in anteprima il 3 Aprile lo streaming su SentireAscoltare, dopo l’8 aprile su Spotify, Itunes, Apple Music, Soundcloud, Bandcamp ecc… e tutti gli store digitali e su VINILE ai nostri concerti e tutti gli store del circuito GOODFELLAS
LABEL MIA CAMERETTA RECORDS / distribuito GOODFELLAS
PARTICOLARITA’ “Il suono si fa più diretto e abrasivo complice di una sessione di registrazione dei brani in presa diretta di soli tre giorni . Le canzoni sono più luminose e sincere con reminescenze anni '90.”
FB
CITTA’ RAVENNA
DATA DI USCITA 8 APRILE
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martedì 27 agosto 2013

Due parole con The Doormen



Tornano in palude The Doormen, band di Ravenna che con semplicità e determinazione si sta costruendo una solida reputazione. Torna con il nuovo disco, fuori da qualche mese, già rodato in buoni live sempre più numerosi e seguiti. Il disco s’intitola Black Clouds, e come il precedente è stato prodotto da loro come con la fattiva collaborazione di Paolo Mauri (Afterhours, Le luci della centrale elettrica, Massimo volume, tra gi altri), registrato allo Studio 73 di Ravenna da Riccardo Pasini. Squadra che vince non si cambia … hanno fatto bene, perché il disco è veramente ottimo (se volete, sentitelo tutto ciccando qui).
Dieci perle di pop dal sapore decisamente brit (non a caso hanno preso il loro nome da un pezzo degli Stereophonics), con ritmo e calore mediterraneo: pezzi come Silent Suicide, intimo e sofferto sbatticoda da combattimento, l’iniziale ipnotica di gusto eighty, Bright Blue Star, la perfetta pop-song My Wrong World (la manderebbero a palla tutte le radio, se fossero nati a Birmingham o Newscastle). Insomma The Doormen sono le loro canzoni, le loro canzoni sono The Doormen. Sentiamo cosa hanno da dirci. Pronti?  

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martedì 26 febbraio 2013

Due parole con Angus Mc Og



Per la prima volta in palude Angus Mc Og un nome che decisamente suona poco italiano. Ascoltando le sue canzoni, questa sensazione si fa più forte, ma leggendo le note sul libretto, misterioso quanto la copertina, si scopre, dai dati anagrafici, che non  così: Antonio Tavoni (voce, chitarra acustica ed elettrica, organo), Lucio Pedrazzi (batteria, percussioni, cori), Daniele Rossi (banjo, violoncello, chitarra, piano, organo), Enrico Pasini (tromba e flicorno), Davide Cristiani (piano). Capirete che ci troviamo di fronte ad un gradevolissimo folk-rock, ottimo per queste giornate incerte di neve e gelo.
Dieci pezzi di musica celestiale, con una voce che non scordi questo Arnaut, cd fatto in gioiosa e ingegnosa autoproduzione, titolo ispirato ad Arnaut Daniel, trovatore francese cantato nelle pagine di Dante e, più vicino nel tempo, T.S. Eliot. Titoli inequivocabili come Siddharta, Beyond Ancona Harbour, Jonah, The Fire Sermon, che ci aprono davanti un mondo. Come musica, molti citano i Wilco, altri Okkervil River, altri ancora Tim Buckley, Eddie Vedder solista …a me ricordano solo gli Angus Mc Og, musicanti con esperienze internazionali a partire dall’Australia (dove alcuni componenti del gruppo hanno suonato). Potevano saltare un passaggio in palude? No! … pronti? 
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venerdì 22 febbraio 2013

Due parole con The Crazy Crazy World of Mr. Rubik

In palude arrivano per la prima volta The Crazy Crazy World of Mr. Rubik (da ora TCCWOMR) con un disco forte quanto la provocatoria copertina: Urna elettorale (The Crazy Crazy Crisi), nata da un loro scatto in occasione di un concerto a Napoli nel periodo dell'emergenza rifiuti ora superata. Allora presentavano l'esordio scoppiettante e scapigliato Are you Crazy or Crazy Crazy?, ora un album più diretto ed esplicitamente ribelle. Urna elettorale, con spirito punk, e spinte elettriche, parla dell'attuale crisi della nostra povera patria, ed è uscito da qualche giorno per la label indipendente Locomotiv  Records, già passata su questi schermi con altre band.
Sette pezzi originali, più la cover straniante della mitica Live in Punkow di Giovanni Lindo Ferretti/Massimo Zamboni (CCCP), per creare emozioni rock mischiate ai suoni del sud del mondo, dall'Africa all'amato Sudamerica. Il terzetto bolognese, formato da Gabriele Ciampichetti alla voce/chitarra/basso, Matteo Dicembrio voci/synth/campioni e Stefano Orzes (anche con Maria Devigili) batteri/percussioni, aprirà domani il tour che si annuncia ricco come il precedente. Saranno al CSA Arcadia di Schio, se siete nei dintorni, vi consiglio di andare a vederli. Per questo abbiamo anticipato un po' l'intervista. Dopo partiranno le loro prove... ma ora la prova più dura, l'intervista in palude. Pronti?  
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venerdì 15 febbraio 2013

Due parole con i Marchesi Scamorza



Per la prima volta in palude i Marchesi Scamorza, giovani di Ferrara specialisti nel prog-rock, genere poco compreso in Italia, ma che ha sempre dato grandi soddisfazioni: Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Orme, Goblin, solo per citare i primi che mi vengono in mente, per i Marchesi Scamorza fonte diretta di ispirazione. Influenze, che in La Sposa del Tempo, questo loro primo lavoro dato alle stampe per Flow Double H Records, si sentono: dai pezzi lunghi, dilatati e sognanti, cantati in italiano, alla copertina con simboli, storie, e oggetti particolari (i primo piano la campana portafortuna), alle tematiche fantastiche, epiche, le chitarre scintillanti...
Anche le atmosfere delle canzoni dei Marchesi Scamorza sono fortemente prog. Un nome simpatico, da maschera della commedia dell’arte quasi, nato quasi per caso mentre erano a tavola. Un misto di nobile e plebeo, niente borghesia nel loro dna, come la musica della band, lontana dal ritmo della città, e più legata a luoghi agresti pre-rivoluzione industriale (o molto post, nel futuro prossimo?). Pure un loro recente video, è stato girato in luoghi così: si tratta di Autunno, ambientato nel borgo fantasma di Castiglioncello sugli Appennini, con una sposa protagonista. Lo potete vederlo nel loro sito. Intanto sentiamo dal vivo cosa hanno da dirci i Marchesi Scamorza. Pronti?    
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lunedì 13 agosto 2012

Due parole con Filippo Cosentino


Musica di confine questa sera in palude con Filippo Cosentino: jazz, rock, blues …questo e molto altro ancora nel suo esordio Lanes, cd autoprodotto, uscito con la Green Production, dove si respira tutta la professionalità e il rigore dell’eclettico musicista. Pezzi originali accanto ad interpretazioni di nomi quali Gil Evans, Benny Golson, Thelonious Monk, Miles Davis, mostri sacri con i quali non ha paura di confrontarsi. Chitarra acustica, chitarra elettrica, la tromba di Fabrizio Bosso, e un’aria di beatitudine dall’inizio alla fine del disco.
Filippo Cosentino, incontrato grazie al mondo del blog (ringrazio per questo Adriana), è un musicista che lavora duro in vari settori, dalla produzione (ricordo l’intervista a Paolo Toso di qualche mese fa), al mondo del cinema, dal teatro alla collaborazione con un sacco di giovani e meno giovani colleghi. Fa veramente un sacco di cose, e non è stato facile trovare una data buona per la blog-intervista. Ma ho insistito per farla in questa calda serata di agosto, che mi sembra perfetta per raccontare le sue Lanes, le sue corsie dove volano le note blue …ma ora incomincio a sbrodolare. Meglio lasciare la parola a Fil. Pronti?      

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lunedì 9 luglio 2012

Due parole con i Devocka


Ritornano in palude i Devocka e l’atmosfera si fa calda, incandescente, molto più calda del normale. Copertina e foto del libretto interno che sembrano uscire da un film del loro conterraneo Michelangelo Antonioni, sulla difficoltà dei rapporti umani e sull’incomunicabilità, per un cd con al centro la paranoia nella quotidianità dell’individuo (forse non è un caso, sapendo la passione cinefila del gruppo). Questo il tema portante di La morte del sole (anche il titolo è antonioni-style), album uscito da qualche settimana con ottime recensioni per I Dischi del Minollo, label abruzzese dal gran fiuto.
Undici pezzi che spaccano dentro e fuori, più dentro che fuori del solito però: il noise dei primi due dischi, lascia spazio ad un post-punk più diretto e forse ancora maggiormente micidiale, con una formazione rimasta sempre quella, che suona insieme come un solo uomo. Questa è la sensazione più forte ascoltando la band di Ferrara, con l’inossidabile Igor (voce), la ritmica pulsante di Ivan (batteria) e Bonus (basso) e le chitarre distorte di Matteo. Un power-quartetto che spacca con dolcezza. Ma bando alle sbrodolature, i Devocka non li tengo più, vogliono partire con la blog-intervista …via!  
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venerdì 29 giugno 2012

Due parole con Guido Foddis


Grande serata in palude, ritorna Guido Foddis, direttamente dal Giro d’Italia (e non solo). Soddisfazione tripla, o forse di più, perché seguo la sua evoluzione da anni, abbiamo un sacco di passioni comuni (la bici in primis), ogni tanto mi scrive delle sue avventure in giro per il mondo, ma anche dei suoi viaggi molto vicino alla palude, in zone di montagna che conosco. Nonostante questo, non ci siamo mai visti di persona (ma capiterà). Questa sera si parlerà, tra l’altro, del suo nuovo cd, firmato con i Pedali di Ferrara, sua città a misura di bici, La Repubblica delle biciclette, uscito per le sue Edizioni Gangbang.
La Repubblica delle biciclette è un vero e proprio concept-album a favore di un mondo a misura di bici, contro l’inquinamento fisico e mentale delle scatole a 4 ruote. Troppo facile? E allora costruiamolo questo mondo. Guido ci prova da sempre e con ogni mezzo necessario. Questo cd per esempio, tratto dall’omonimo spettacolo scritto e portato in scena da lui stesso: c’è la proclamazione della Repubblica delle biciclette, fatta con alcuni nomi noti delle due ruote e del mondo dello spettacolo (troppi per citarli tutti, vi rimando al sito di Foddis, dico solo Davide Cassani, campione anche come telecronista). Un disco da seguire, anche per chi è a digiuno ci cultura pedalatoria. Seguiteci …          

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martedì 21 giugno 2011

Intervista a The Doormen

Rock genuino questa sera nella palude con The Doormen, band ravennate giovane dentro e fuori. Dai testi, alle parole, dai titoli dal modo di proporsi senti il vero rock, e fa piacere. Niente elettronica, ma analogico come dio comanda, si capisce guardandoli che sono forti, che sono veri. Perfetto esempio di band romagnola, da romanzo di Morozzi, The Doormen hanno da poco fatto con le loro mani un cd, il primo omonimo disco. Coprodotto e mixato da Paolo Mauri (Afterhours, Le luci della centrale elettrica), registrato allo Studio 73 di Ravenna da Riccardi Pasini, è un dischetto nero come la pece, che ultimamente gira spesso nel mio lettore cd.

Cantato in inglese, questo esordio compatto parla dei piccoli drammi interni, scazzi quotidiani, paranoie, quasi come il primo rock’n’roll, senza dimenticare qualche stoccata di sano impegno, come il rock venuto dopo. Storie di giovani che vogliono solo apparire, tra facebook e le feste giuste, storie sentimentali totalizzanti, la timidezza, la rabbia giovane inespressa accanto a qualcosa di più “politico”, cioè Italy, il primo brano dell’album con un ritornello emblematico nella sua semplicità loureediana: is out of control. Siamo fuori controllo? Ne parleremo con The Doormen, nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?

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http://www.myspace.com/thedoormenmusicitaly


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martedì 8 febbraio 2011

Intervista ai Pitch

È stata dura trovare una data buona, ma alla fine sono riuscito a portare anche i Pitch sul blog. Sì perché i Pitch sono sempre in giro a fare concerti. Per non dire di Alessandra Gismondi, frontwoman del gruppo, che si divide con altri due progetti musicali, Schonwald e Vessel, ed è sempre su e giù per la penisola a suonare (modo di dire banale e un po’ ridicolo, ma rende …). Ora dovrebbe essere ferma davanti al pc, o almeno lo spero. Immobile come nell’affascinante foto che ho voluto mettere, sofisticata e sognate al pari delle nuove sonorità della band.

Con questo loro quarto disco, Comme Un Flux, uscito presso DeAmbula Records (label anche dei Ka mate Ka ora, passati di recente sul blog) e Pocket Heaven Records dal Lussemburgo (già), hanno dato vita ad un piacevole pop moderno, concentrato acido di puro rock malinconico. Dieci pezzi facili cantati in inglese, a parte la title-track in francese, ovviamente sensuale alla maniera di un Gainsbourg di oggi e con una bella chitarra in coda. Ma è solo un pezzo. Vi invito ad ascoltarli tutti. Ci troverete molte altre cose. Ci troverete i nuovi Pitch. Pronti?

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martedì 7 settembre 2010

Intervista a Simona Gretchen

Simona finge di non vedermi di fronte alla porta della mia baracca nella palude. Ma ormai è tutto pronto, lei è qui e non può scappare. Non immagina la rapidità dell’Alligatore. Con una voce così poi, la troverei in capo al mondo. Ascolto e riascolto il suo disco d’esordio da un bel po’ (pure ora), e quello che mi colpisce è la voce: particolare, unica, inconfondibile. Non sto facendo la pubblicità ad un superalcolico, ma è quello che sento veramente. Poi le parole, tipo quelle di un grande libro di una giovane scrittrice alla sua prima prova. Senti l’urgenza, appunto.
Il disco è uscito sul finire dello scorso anno, suscitando pareri positivi e meraviglia: così giovane, così brava. Un nuovo talento da una regione capace di liberarne molti (la invidio), ma lei viene da lontano, con esperienze in band punk non superficiali ed è molto colta. Nasce così una nuova cantautrice intimista, con la rabbia del rock e la poesia del folk. Gretchen pensa troppo forte, dato alle stampe con la Discodada di Lorenzo Montanà e Gianluca Lo Presti (già ospite sul blog, alias Nevica su quattropuntozero), è questo ma anche molto altro (cito solo il violino di Nicola Manzan, mai così vivo).
Coraggio, entra pure, qualche volta mordo, ma in compenso non sparo mai freddure alla Vespa. Se vuoi possiamo dare inizio alla conversazione, sarà bello, perché anche a me piace pensare troppo forte. L’adoro …
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giovedì 26 agosto 2010

Intervista agli Ochtopus

Se questa sera viene tutto il gruppo facciamo il record mondiale di post: Barbara (oboe), Maria (corno), Lauro (sax), Fabio (fagotto), Gianluca (chitarra), Fabrizio (chitarra), Christian (percussioni). Se poi arriva pure Mimma, voce in un pezzo del recente cd Niente Apparente, uscito per la Ethnoworld, qui si rischia il blocco del blog … in realtà non ho chiesto a questi musicanti di Ravenna di venire per il loro numero, ma per la forza delle loro melodie incantatrici e la consapevolezza di avere la musica della tradizione popolare nelle vene.
Credo che un gruppo così, a mia memoria, non ci sia mai stato sul blog e questa sia la serata giusta: una luna in cielo che così tonda non ho mai visto, un’estate ancora presente e il gatto rosso e matto qua accanto mai così preso (mi ruberà il loro cd)… sembra di averli qua nella palude gli Ochtopus. Li sento venire, come dei veri musicanti di strada, dei buskers, arrivano a piedi suonando allegramente, come i nanetti della pubblicità dei Loacker facendo quasi il percorso al contrario. Fatemi un fischio quando ci siete …
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martedì 6 luglio 2010

Intervista a Nevica su quattropuntozero

Non credevo di farcela, ma anche questa sera sono qui a bloggare sotto intervista. Anzi, sotto temporale. Temporale pure oggi sopra la palude, maledizione, estate pazza e inconcludente, per niente adatta a noi alligatori-intervistatori. Monotoni tuoni in alto, lampi sempre più lontani (speriamo) … meglio i suoni del nuovo disco dei Nevica su quattropuntozero (nevica? … manca solo quello) affascinante progetto musicale del ravennate Gianluca Lo Presti, che ascolto in cuffia ora.
Chiapperi, c’è ancora qualche lampo, tipo quelli schizzi elettrici della copertina del nuovo cd dei Nevica su quattropuntozero, Lineare, dato alle stampe per la propria label indipendente Discodada. … Elettrico e notturno come i dieci pezzi tra il rock e il pop di qualità dai titoli inequivocabili: Stanotte ho ucciso Lola, Billy Corgan, Al limite, Rapporti umani interrotti, Mario non ha paura… Ma io sì ho paura. Per questo chiedo a Gianluca di partire subito con il nostro botta e risposta. Se l’intervista si interromperà potrete immaginare il perché e potrebbe esserci alligatore arrosto per tutti. Il pericolo è il mio mestiere …
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martedì 13 ottobre 2009

Intervista a Guido Foddis

Questa sera parliamo di sfiga, argomento conosciuto ai più al quale è stato dedicato un cd, L’ottavo giorno. Ne parleremo con il suo autore, anzi il suo cantautore, Guido Foddis, poliedrico musicante sempre attivo in mille attività (non sta mai fermo). Impossibile seguirle tutte. Adesso è impegnato nell’organizzazione della V edizione del Festival di Foddstock 2009, a Ferrara, dal 30/10 al 1/11, con giochi assurdi, sport etilici e ovviamente concerti (tutte le info sul suo sito).
D’estate organizza un megaconcerto sulle montagne trentine con cena tipica e camminata del giorno dopo per smaltire… per non parlare di Capodanno a casa Guccini (ma lui non lo sa). Insomma, ne combina così tante (gioca a basket, ha fondato la polisportiva Gangbang, gira il mondo con progetti di volontariato …) che ti chiedi come possa pure scrivere e cantare/suonare. Ha già realizzato un paio di suoi cd (più il un cd/dvd con l’ArtPanciu Roma Band), ha suonato con i Gang, i MCR e con Cisco (chitarrista e arrangiatore, assieme a Magnelli, del suo primo cd solista La lunga notte) … mi meraviglio di trovarlo qui questa sera. Ci sarà? Guido, se ci sei batti un colpo…
VAI AL SUO SITO http://www.guidofoddis.it/
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mercoledì 5 agosto 2009

Intervista ai Devocka

Da Ferrara con furore, mi vieni in mente appena penso alla musica dei Devocka, mie vecchie giovani conoscenze. Ancora una band che spacca per questo incontro estivo in diretta sul blog. Ancora una band con Giulio Ragno Favero tra i collaboratori (ma quando dorme?), ancora una band con il fuoco addosso. Basta vederli dalla foto, basta sentire la voglia di partire con l’intervista (subito, subito!).
Appassionati di cinema vero, come quello di Kubrick (il nome l’hanno preso da un suo film, vediamo se qualcuno mi scrive durante l’intervista per dirmi di quale film si tratta…non si vince nulla), come L’odio di Kassovitz (se non ricordo male il suo grande esordio, bruciante pure quello), come le parole di Baudelaire (i due francesi hanno ispirato canzoni per il nuovo album Perché Sorridere!?). Insomma tutte buone ragioni per starli a sentire. Questa sera, come domani ad un concerto, o dopodomani alla radio …punk-rock-noise cantato in italiano. Solo etichette? Diciamo che sono buone canzoni per saltare, torcersi e urlare, ma anche per porsi delle domande: perché sorridere?! Vediamo se riusciremo a scoprirlo …la parola ai Devocka: Igor, Ivan, Francesco, Matteo. Pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/devockaaa

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