martedì 13 giugno 2023

Il libraio innamorato, intervista su MeLoLeggo

Gianluca Morozzi, per esempio, uno di quelli che in questi 20 anni da Alligatore c'è sempre stato (del resto, ha cominciato a scrivere seriamente più o meno nello stesso periodo mio). Per questo mi ha fatto piacere vederlo alla presentazione del libro "Il libraio innamorato" uscito con Fernandel Editore e poi intervistarlo (nel frattempo sono usciti altri suoi scritti, è prolifico più di un procione). 

Intanto leggete QUI l'intervista e poi questo libro, puro Moroz!

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mercoledì 5 ottobre 2022

Come è andata al MEI

 

Eccomi qua. Come detto nel mio ultimo commento nel post precedente, sono qui per dirvi cosa ho fatto al MEI. Lo faccio mettendo quei post che ho condiviso ogni giorno su Instagram, correggendoli e scrivendo qualcosa di più, anche con l'ausilio di qualche foto.Continua a leggere...»

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sabato 18 aprile 2020

CHAUTAUQUA con i Gang #iorestoacasa

I Gang stanno producendo da soli il loro nuovo disco. Come capita da due dischi a questa parte fanno i loro album chiedendo sostegno popolare con il Crowdfunding. Con cifre diverse si avrà diritto a regali diversi, dal cd con il proprio nome di coproduttori, a magliette, spillette, altri cd loro. Per gli appassionati di questo gruppo storico, una vera festa. Io, ovviamente ho già aderito. C'è tempo fino a fine aprile per sostenere questo loro grande progetto RITORNO AL FUOCO, come sempre rock impegnato divertentissimo. Questa sera faranno un grande spettacolo in diretta FB, chi ha FB lo sfrutti una sera per fare una cosa intelligente, seguire il CHAUTAUQUA dei GANG con un sacco di ospiti interessanti (leggete la lista nella locandina qua sopra).
Per saperne di più qui
Per seguire il CHAUTAUQUA qui
Per aderire al Crowdfunding di RITORNO AL FUOCO qui.

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domenica 4 agosto 2019

Moroz contro l'oscurantismo

L’Italia del tuo romanzo è un paese senza memoria, tra cultura nerd e menefreghismo, aspiranti sindaco strani e serial killer della porta accanto. Potremmo parlare di un romanzo politico, anche se di politica sembra non essercene?
Il romanzo l’ho scritto nove mesi fa, ma mi sembra che nel frattempo il clima in Italia sia drasticamente peggiorato. Potrei essere scomunicato per aver scritto di un’orgia tra Dracula e numerose ammiratrici proprio sotto la basilica di San Petronio, per aver profanato in vari modi la maternità o aver accennato a rapporti lesbici tra la Betty e Diana, probabilmente, con l’aria che si respira.
Si può essere politici anche così, ignorando le ventate di oscurantismo di ritorno.

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domenica 31 agosto 2014

Quanti di questi libri hai letto?

Gira in Rete da qualche tempo un giochino riguardante la lettura di libri. Nasce da un assunto della prestigiosa BBC (si diceva così una volta, non so se lo sia ancora), che ha stilato un elenco di 100 libri "importanti" (lo sono veramente?... facciamo finta), affermando che la maggior parte delle persone ne ha letti solo 6. Il mio orgoglio di lettore è diventato grosso, scoprendo che io ne ho letti ben 22. La lista non è quella originaria della BBC del 2008, ma una più recente, attualizzata alla realtà italica dalla fantasia (poca?... troppa?) del "popolo di Internet". Provate anche voi, vediamo quanto vi gonfierete ... potete poi farne anche un post vostro.
Le regole da seguire sono
1. Mettere come immagine del post quella qui sopra;
2. Citare il blog dove l'avete trovato. Io l'ho trovato qui;
3 Copiare la lista segnalando le vostre letture così:
- Libri letti (in verde, sono passati al semaforo del vostro cervello)
- Libri lasciati a metà (in rosso, si sono fermati al semaforo... ripartirete?)
- Libri in nero (mai letti, avete trovato una rotonda al posto del semaforo).

QUESTA LA LISTA

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lunedì 19 settembre 2011

Il segreto della scrittura secondo Morozzi

Come nasce un tuo scritto? Come decidi una storia da raccontare? Oppure è lei che decide di farsi raccontare da te?

Generalmente, da un proiettile magico. Davvero. Uno è lì che passeggia per via Indipendenza, e c’è un elfo invisibile con un proiettile magico dietro un portico, mira alla tua testa, tac, il proiettile magico è nel tuo cervello, si apre come un fiore, un attimo prima non avevi mezza idea, un attimo dopo hai questa trama che si dipana nel tuo cranio, personaggi, dialoghi, un finale, un altro finale... quando capita, davvero, è bellissimo.

Per leggere l’intera mia intervista a Gianluca Morozzi sul sito di Smemoranda clicca qui

Un proiettile magico per scrivere - Intervista a Gianluca Morozzi

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martedì 21 giugno 2011

Intervista a The Doormen

Rock genuino questa sera nella palude con The Doormen, band ravennate giovane dentro e fuori. Dai testi, alle parole, dai titoli dal modo di proporsi senti il vero rock, e fa piacere. Niente elettronica, ma analogico come dio comanda, si capisce guardandoli che sono forti, che sono veri. Perfetto esempio di band romagnola, da romanzo di Morozzi, The Doormen hanno da poco fatto con le loro mani un cd, il primo omonimo disco. Coprodotto e mixato da Paolo Mauri (Afterhours, Le luci della centrale elettrica), registrato allo Studio 73 di Ravenna da Riccardi Pasini, è un dischetto nero come la pece, che ultimamente gira spesso nel mio lettore cd.

Cantato in inglese, questo esordio compatto parla dei piccoli drammi interni, scazzi quotidiani, paranoie, quasi come il primo rock’n’roll, senza dimenticare qualche stoccata di sano impegno, come il rock venuto dopo. Storie di giovani che vogliono solo apparire, tra facebook e le feste giuste, storie sentimentali totalizzanti, la timidezza, la rabbia giovane inespressa accanto a qualcosa di più “politico”, cioè Italy, il primo brano dell’album con un ritornello emblematico nella sua semplicità loureediana: is out of control. Siamo fuori controllo? Ne parleremo con The Doormen, nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?

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http://www.myspace.com/thedoormenmusicitaly


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lunedì 16 maggio 2011

Intervista ad Enrico Brizzi e Yuguerra

Questa sera sul blog Enrico Brizzi e Yuguerra a parlare di molte cose: dalla musica ai libri, dai viaggi a piedi da un capo all’altro dell’Italia alla politica (Berlusconi?) alla loro Bologna. Brizzi, da sempre abituato a mischiare la scrittura con la musica, fin dal fortunato esordio, ha incontrato nel 2009 Yuguerra, band bolognese composta dall’omonimo cantante e chitarrista, da Tony Farinelli al basso, Andrea Insulla alla batteria e Wilco alla chitarra. Tra un reading-concerto e l’altro è nato un ottimo feeling, e finalmente un nuovo cd, La vita quotidiana in Italia, in uscita con la bolognese Irma Records.

L’album segue il più recente libro di Brizzi, La vita in Italia ai tempi di Silvio, con una narrazione personale e allo stesso tempo pubblica, dal degrado della nostra povera patria ai ricordi di bambino (splendide La donna di pane e Lettera a Pertini), dalla sua amata Bologna, città-mito mai così in crisi (si rialzerà? …lo spero) a Silvio summer (inutile aggiungere altro), con un ritmo rock piacevole e mai ruffiano, più un sacco di ospiti: Freak Antoni, Gianluca Morozzi, Giorgio Canali, Riccardo P. a.k.a. Wu Ming 5, Giovanni C. a.k.a. Wu Ming 2, e tanti altri … Sarei tentato di definirlo disco dell’anno, ma il problema è che non è un semplice disco, ma un progetto ampio da seguire in tutte le sue sfaccettature.

E allora, la parola ad Enrico Brizzi e Yuguerra. Yu dovrebbe esserci, Enrico chissà…?

VAI AL LORO MYSPACE

http://www.myspace.com/yuguerra

http://www.myspace.com/diosalvibologna#!/enricobrizzi

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mercoledì 10 marzo 2010

LIBRI: Racconti senza dimora

L’ho preso perché c’è un racconto di Gianluca Morozzi (che domani compie 39 anni, auguri) e Nino G. D’Attis, vecchie mie conoscenze letterarie, e ho trovato altri validi scrittori da seguire (alcuni all’esordio), che voglio citare: Paola Presciuttini, Guglielmo Pispisa, Claudio Morici, Maksim Cristan, Gaetano Messineo, Mauro Pettorruso. Tutti hanno scritto gratis, infatti il ricavato andrà a sostenere il progetto "SHAKER, pensieri senza dimora", il giornale di strada di Roma su cui scrivono persone senza dimora, nato alla stazione di Roma Termini nel 2007.
L’antologia ha per tema la solitudine, la paura, il freddo e la fame di chi vive per un sacco di motivazioni, per strada, ma anche la violenza irrazionale di “bravi ragazzi” di un racconto a tratti pasoliniano come il penultimo, perfetto, “Quattro colpi” di Messineo, al suo esordio. Chiude un “manuale semiserio per senza dimora di un operatore sociale, Pettorruso, per metterci nei panni di chi non ha nulla. Il resto del libro, fatto da scrittori già noti, è un viaggio tra il fiabesco e il grottesco dentro questo mondo parallelo.
La copertina trasmette molto di questi racconti: c’è un uomo seduto su di una panchina (quelle classiche, non quelle che alcuni sindaci hanno trasformato con un ferro al centro per non permettere ai senzatetto di dormirci sopra), in un paesaggio scuro, illuminato solo da una grande luna fredda. Il libro può riscaldarla.
VAI AL SITO DELLA CASA EDITRICE http://www.ecedizioni.it/

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mercoledì 28 ottobre 2009

Ultimi concerti degli ODP … per ora


Si sta chiudendo il lungo tour, sempre partecipatissimo, di una delle band “più importanti della mia generazione” (autocitazione), gli Offlaga Disco Pax, con “uno dei tre uomini più belli del mondo a detta di tutti” (citazione del Moroz), Max Collini. Ultimi concerti del disco Bachelite, secondo prodotto della band reggiana, buono quanto il primo (e non era facile). Adesso aspettiamo il terzo, ma prima di rientrare in studio il mitico terzetto saluterà il pubblico con alcuni live imperdibili. Saranno in luoghi simbolo della miglior cultura giovanile, saranno in alcuni dei più importanti Centri Sociali Occupati italiani, luoghi dove la parola resistenza non è per niente ammuffita.
E allora prendete nota
Venerdì 6 Novembre: ROMA, Forte Prenestino
http://www.forteprenestino.net/
Sabato 7 Novembre: BOLOGNA, Teatro Polivalente Occupato (TPO)
http://www.tpo.bo.it/
Venerdì 13 Novembre: TRENTO, Bruno
http://centrosocialebruno.blogspot.com/
Sabato 14 Novembre: MARGHERA (VE),
www.myspace.com/csorivoltamarghera
Venerdì 20 Novembre: REGGIO EMILIA, Lab.AQ16
www.myspace.com/labaq16

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lunedì 1 giugno 2009

Afterhours live – Verona, Teatro Romano 30.05.2009

Avere per due sere di seguito la possibilità di vedere un concerto rock in uno scenario splendidamente bello com’è il Teatro Romano, di solito sede di recite shakespeariane (la mia è la città di Giulietta e Romeo), è una fortuna non da poco. Una sera i Marlene Kuntz, un’altra gli Afterhours, con Godano ospite in tre pezzi, mica palle. Troppa grazia. Così, dopo un sabato pomeriggio passato ad un dibattito di presentazione del candidato alla presidenza della provincia di Verona per la sinistra unita (esperimento unico in Italia: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà, insieme “dal basso” nel nome di un grande uomo di sinistra, Campagnari), sono corso in città e ho trovato uno degli ultimi 20 biglietti disponibili.
A differenza della sera prima con i Marlene Kuntz, quando ero in terza fila, con gli Afterhours mi sono trovato più lontano, in gradinata non numerata. Ma il Teatro Romano non è immenso, e a parte le foto che vedete piccole piccole, ho goduto di una buona visione unita ad un ottimo ascolto. Il Teatro Romano ha un’acustica invidiabile, spero che molti altri del rock passino di qui.
Anche la band di Manuel Agnelli, ha dimostrato forza e umanità. Più di pancia e meno di testa dei Marlene (ma i Marlene sono anche di pancia... e anche gli After sono un po' di testa), con Manuel infortunato alla mano sinistra, comunque energico/energetico, erotico/eretico come sempre. Sanremo non l’ha rammollito, forse un po’ ingrassato (tanto, dalle mie foto non si vede).
In apertura una sorpresa annunciata: Cristiano Godano viene chiamato sul palco dal cantante degli Afterhours e canta Il paese è reale, per suggellare l’unione dell’alternative italico maturo. È una bella versione la sua, forse migliore, non me ne voglia Manuel, di quella del suo autore. Ed è bello vedere questa vicinanza tra i due. Poi gli Afterhours cominciano ad infiammare il palco, sfornando un’ottima versione di Ballata per la mia piccola iena (la canto a squarciagola pure io), alcune perle dello stesso disco (per me il loro vertice), con Agnelli che ogni tanto abbandona il centro del palco per suonare le tastiere, con impeto e follia. Da infarto al miocardio Male di miele, cantata assieme a tutto il pubblico, come altri pezzi sempre più intensi. Nel finale, una cover di What a Wonderful Love poco armstronghiana, molto più vicina invece a quella avinazzata di Nick Cave e Shane McGowan. Come prima tappa del Voglio far qualcosa che serva tour può andare. Perdonato il loro passaggio sanremese.
A fine concerto una grande sorpresa per me. Vedo l’amico scrittore Gianluca Morozzi e lo saluto. Sembra un’entrata fantastica da film di Woody Allen. Morozzi l’avevo intervistato anni fa per Smemoranda, gli scrivo ogni tanto e lui qualche volta è passato sul mio blog, ma non l’avevo mai visto in carne ed ossa. È come nei suoi romanzi. Un grande. Ci scambiamo opinioni sul concerto (lui la sera prima aveva visto sempre gli After, a Taneto di Gattatico, che stia pensando ad un romanzo su Agnelli Manuel e compagni?), pareri sulle nostre squadre del cuore salve per un pelo (il mio Chievo già da una settimana, il suo Bologna chissà…ancora non c’era la certezza matematica ieri notte), i concerti che vedremo quest’estate (lui, finito il campionato, ritornerà ad inseguire il Boss) e condividiamo il parere su Cristiano Godano: in forma strepitosa (questa sera ha ricantato Impressioni di settembre, avevo ancora la pelle d’oca dalla sera precedente…). Insomma, un sacco di motivi per dire che anche questo concerto è da incorniciare.
SITI E MYSPACE AFTERHOURSIANI
http://www.afterhours.it/it/
http://www.myspace.com/weareafterhours
MYSPACE MOROZZIANO
http://www.myspace.com/gianlucamorozzi

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martedì 24 giugno 2008

23-06-2008 Neil Young in Arena. Io c’ero …


Sì, è proprio il caso di dirlo: io c’ero. Ho ancora gli occhi lucidi per questo emozionante concerto del vecchietto più in gamba del rock. Lasciatemi rifiatare ...

... e non era cominciata bene, pensate. Io col nipote e la calda piadina in man ci siamo avvicinati all’anfiteatro romano verso le otto. Pensavamo di entrare diretti, faticando a trovare posto, invece i cancelli risultavano ancora chiusi. Incredibile. Come mai? Tutta la gente in fila in attesa (pure lo scrittore rock-dipendente Gianluca Morozzi, importunato da qualche ammiratore) con il caldo e la tensione in salita. E noi con la piadina in mano.
“Ecco, adesso ci multano perché mangiamo davanti all’Arena,” pensavo. Ho pure la ciabatta estiva, le bermuda rosse e la maglietta con la scritta PICCOLA IENA. “Altra multa per attentato al decoro cittadino.”
L’attesa dura un’ora, mi pare. Alle otto tutti dentro (l’Arena, intendo) in attesa di Neil Young. Il pubblico non è dei più numerosi, purtroppo. Che sia la fama di Verona “città dei naziskin” ad allontanare i fans del canadese, fricchettone e un po’ capellone, sostenitore di Obama e contro le guerre di Bush? Chi lo sa? Di sicuro non sono un bel vedere questi spazi vuoti per una delle pietre miliari del rock.
Pietra miliare che si fa attendere come una vera star e sale sul palco non prima delle ventidue in punto, quando attacca un’interminabile Love and only love, lunga cavalcata elettrica delle sue. E le seguenti non sono da meno, con la chitarra splendida protagonista, la sua voce inconfondibile, a tratti l’armonica e l’hammond, lassù in alto… alle spalle un vecchio ventilatore giallo rinfresca il palco e crea l’atmosfera giusta per i suoi grandi classici (anche non suoi, vedi alla voce All Along the Watchtower, anfetaminica più che mai). Mi spiace avere male alla spalla e non riuscire ad applaudire. Mi sarei sicuramente spellato le mani.

Mi fa male la spalla, ma qualcosa devo pur battere. Allora prendo la bottiglietta d’acqua ormai vuota e la batto ritmicamente sui sassi dell’Arena e sulle mie gambe tozze. Qualcuno da lontano potrebbe pensare che gioco a fare il Tafazzi della situazione (non è possibile, ormai siamo oltre il tafazzismo in Italia), ma non è così. Batto il tempo a questo grande musicante (il Tafazzi dovrebbero farlo i molti assenti), che nota dopo nota riempie le orecchie di musica celestiale. Un concerto di un ora e cinquanta e rotti, intensi, molto intensi. Tra i più densi della Storia del Rock.
Per vedere alcuni estratti del concerto vai al Blog dell’amico Silvano e Leggi tutto...

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domenica 10 febbraio 2008

Finalmente è uscito il cd degli Offlaga Disco Pax



Sono felice, è da un pezzo che l’aspettavo, è finalmente nelle mie mani Bachelite, la seconda prova della più importante band della mia generazione, gli Offlaga Disco Pax.
Tra una ragazza nata nell’anno di grazia 1977 e la storia di un padre scomparso, tra il Chirocefalo dei monti Sibillini (è un crostaceo l’ultima speranza di riscatto delle masse?) e Vladimir Yashchenko, tra la Sensibilità e un onomastica altrettanto mitica della toponomastica del primo loro cd, si consuma un disco all’apparenza meno politico del precedente, ma molto, molto toccante.
Ospiti graditi come il loro vicino Jukka Reverberi, il sax di Andy dei Bluvertigo, il violino di Nicola Manzan e il violoncello di Deborah Walker ad innestarsi piacevolmente nelle pulsioni elettroniche consuete sopra (e sotto) gli ironici racconti di Max Collini.
Assieme al cd, dato alle stampe dalla superindipendente label toscana Santeria (come l’esordio Socialismo Tascabile), parte anche il lungo tour. Nel precedente sono nate alcune di queste nove perle. E in questo?
http://www.offlagadiscopax.splinder.com/

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