martedì 9 febbraio 2010

Intervista agli Heike Has The Giggles

La freschezza e la rabbia giovane di un film Novelle Vague, o, meglio, Free Cinema, la velocità scattante del primo rock e le contaminazioni del grunge. Insomma un concentrato vitaminico della cultura più viva del secolo scorso travasata nel nuovo. Loro sono solo in tre, ma a sentirli non lo diresti, poco più che ventenni, anche se sembra incredibile visto i tanti festival che hanno frequentato e i concerti fatti, vengono da Solarolo, in provincia di Ravenna (paese natale pure di Laura Pausini, e questa è la cosa più incredibile di tutte…).
Dopo un paio di demo autoprodotti sono finalmente giunti al primo cd, Sh!, accompagnati dalla nuova label indipendente Kitano. Sh!, un invito al silenzio in questa società dove si parla troppo e non ci si capisce? Una fine ironia? Nella loro musica non c’è spazio per il silenzio, vista l’energia totale del classico chitarra, basso e batteria, più una voce potente anche se delicata. Ma mi sembra di svelare troppe cose e di sbrodolare... meglio lasciare il posto alla più vera indie-band in circolazione. Ci siete Heike Has The Giggles?
... a proposito, preferite che vi chiami Heike o HHTG?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/heikehasthegiggles

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domenica 7 febbraio 2010

Barnetti Bros Band: liberi, pericolosi, armati ... di canzoni

Le facce poco raccomandabili nell’immagine di sopra, sono quelle di Sonny, Giovannino, Billy e Vince Barnetti, quattro cantastorie e fuorilegge, che si sono messi insieme per fare un nuovo cd (a scattare la foto pare sia stata la moglie di Vince, Assunta). Sono andati fino a Chupadero, nel deserto del New Mexico, a 2700 metri di altezza, dove, nello studio di Jono Manson (cugino e collaboratore dei fratelli Coen, tra l’altro…e somigliante un sacco a Giovannino Barnetti) ne hanno fatte di cotte e di crude.
Se fosse un film sarebbe uno spaghetti western, ma è un album, ricco di ospiti, di giravolte tra States e Italia, riletture originali e/o spiazzanti, omaggi a banditi senza tempo, da Tiburzi a Billy the Kid, da Stefano Pelloni ai bulli del Bronx, camicie rosse di Garibaldi dall’altra parte dell’oceano (non a caso lo chiamavano l’eroe dei due mondi), donne marinaio per amore nell’Inghilterra del ‘700 (Ballata di Hannah Snell, che canzone ragazzi!), ladri gentiluomini con il fucile nascosto nella custodia del violino. Stracult!
Una rece meno emozionata la troverete da qualche parte, quando sarò stanco di ascoltarli. Se volete farlo anche voi, o, semplicemente, saperne di più, andate direttamente al sito incriminato: http://www.barnettibrosband.com/

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giovedì 4 febbraio 2010

Carlotto e la crisi su il manifesto

Quando lo leggo, che siano articoli, libri o altro, mi compiaccio del nome che mi sono dato. E allora, vi segnalo questo articolo apparso sulla prima pagina de il manifesto di ieri, mercoledì 3 febbraio 2010…e ditemi se non ho scelto bene!
QUATTRO MORI E UN LEONE
di Massimo Carlotto
Gli operai di Portovesme hanno messo in conto anche le manganellate ma a tornare indietro non ci pensano proprio. La storia dell'Alcoa di Portovesme è l'ennesimo esempio dell'uso spregiudicato di un territorio usa e getta come la Sardegna. Multinazionali e cordate di ogni risma si gettano sull'isola e sulle sue ricchezze, pronti ad andarsene senza nemmeno salutare quando l'osso è ben spolpato. La situazione è disastrosa e i lavoratori dell'Alcoa hanno capito che non è in ballo solo il posto di lavoro ma il loro futuro perché se perdono trovare un'altra occupazione sarà davvero dura …
PER LEGGERLO TUTTO CLICCA QUI QUATTRO MORI E UN LEONE
SITO DI CARLOTTO QUI http://www.massimocarlotto.it/

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martedì 2 febbraio 2010

Intervista ai Nosound

Ancora una volta un gruppo italiano con etichetta straniera. Ancora una band di rock contaminato/contaminante, sono di scena questa sera i Nosound e il loro senso di perdita. A sense of loss s’intitola infatti il recente album uscito presso la britannica Kscope, un cartonato denso e stratificato con sei canzoni che vanno ben al di là del concetto di musica rock (non lo dico solo per il perfetto innesto del quartetto d’archi, il Wooden Quartet, diretto da Enrico Razzicchia e manco per il ghiottissimo dvd allegato).
Indefinibili, poco assimilabili ai gruppi della loro generazione, i Nosound fanno un tipo di musica da sempre rara nel nostro paese: progressive gli avremmo definiti nei Settanta, post-rock oggi. Pink Floyd, Sigur Rós, Porcupine Tree, Steven Wilson, Brian Eno … e via di questo passo, sono i nomi associati alla band romana, che giunta al terzo cd può ben dire di aver raggiunto una maturità e/o tipicità da far scuola lei stessa. Allora dico che i Nosound assomigliano solo ai Nosound e lascio la parola a Giancarlo Erra, se è pronto (forse in Italia, forse a Londra ...) e chi altri ci vorrà essere …
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/nosoundnet

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domenica 31 gennaio 2010

LIBRI: Deserto americano di Percival Everett

L’uomo con l’uccello sulla spalla è Percival Everett, l’autore di Deserto americano, il romanzo che sto leggendo. Ne avevo sentito parlare su Alias di qualche settimana fa e l’avevo voluto prendere subito (non mi ricordo il motivo, dovrei rileggere la recensione).
Ho fatto bene perchè è veramente appassionante, non riesco a staccarmi dalle sue pagine: c’è un professore universitario in crisi, insoddisfatto della sua vita, della moglie, dei figli, dell’amante, della casa, di tutto…così insoddisfatto da decidere di togliersi la vita. Non ci riesce, perché viene prima decapitato in seguito ad un incidente d’auto con un camion.
Bene, direte voi, ha ottenuto ciò che voleva con il minimo sforzo. In realtà i suoi guai sono appena iniziati: durante il suo funerale si risveglia, esce dalla bara e se ne ritorna a casa con la famiglia, tra svenimenti, proteste, casini vari. Inevitabilmente diventa il centro d’interesse dei media, pronti ad assediare la sua casa, di militari, di strani personaggi del governo, di fondamentalisti religiosi… Sono arrivato proprio nel momento del rapimento da parte di questi patetici figuri, che lo credono un demonio…mi sono fermato per scriverne, non ce la faccio a tenermelo per me.
Sembra una satira acida alla Billy Wilder scritta da Paul Auster. Mi vedo già il film dei fratelli Coen, con Turturro come protagonista (almeno questo m’immagino leggendolo). La traduzione è di Marco Rossari, uno dei nostri più brillanti giovani autori, ed è uscito presso l’editore Nutrimenti (ha già un paio di libri di Everett in catalogo).
Modo migliore di ricordare Salinger non avrei potuto trovare. Come Il giovane Holden, leggendolo hai la voglia di vedere come va a finire, non vuoi mai fermarti se non per esigenze fisiologiche o urgenze comunicative tipo questa: leggetelo, cazzo!
QUESTO IL SITO DELLA CASA EDITRICE http://www.nutrimenti.net/

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giovedì 28 gennaio 2010

Intervista a Trivo

Questa sera ritorno con piacere in Puglia, dove trovo sempre suoni originali e voglia di cultura forte. Non è per buttarla in politica, ma negli ultimi anni si è respirata un’aria nuova anche nell’arte, oltre che nella società pugliese. Ecco perché ritorno volentieri a parlare con musicanti di questa zona, come il giovane Trivo, artista totale, per nulla banale, fautore da sempre della musica gratuita (non a caso si può scaricare il suo Emoterapia dal myspace trivano, oppure richiedere il cd fisico con libretto e disegni dell’autore al solo prezzo di costo).
L’ascolto in questo momento Emoterapia, concentrato acido di umori neri e surreali emozioni. Volo alto perché non è facilmente classificabile la musica di Trivo, come le sue foto, il cinema, i dipinti (buttate un occhio al suo myspace, usato in modo molto creativo come in Tim lo spaventapasseri). Lo dicevo prima, artista totale, fa tutto da solo, senza spocchia, con molta ironia. Mi ricorda Felix Lalù, per la creatività ampia, i cambi di marcia musicali, la capacità di fare arte senza paura. Ma mi rendo conto di girare troppo al largo. Com’è la musica di Trivo? Bella domanda. Girano nel mio lettore 17 canzoni dai titoli inequivocabili: Ho un gatto nel cervello, Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno, Perché la cattiveria è enorme, Questa non è una canzone …e allora cos’è? Proverò a chiederlo a chi l’ha scritta. Sei pronto Trivo? VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/elephantsuicide

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martedì 26 gennaio 2010

Fascismo rosa su Frigidaire

E se Craxi avesse vinto? Con una politica del leader, di chi decide per tutti, una politica che è carrierismo puro, una sinistra cancellata da chi dice di volerla rappresentare in contenitori più ampi, la Costituzione stravolta, la questione morale nascosta, Berlinguer solo nelle canzoni degli Offlaga Disco Pax ...
Questo mi fa venire in mente l’annuncio del nuovo numero di FRIGIDAIRE. Come sempre in allegato al quotidiano http://www.liberazione.it/, solamente quel giorno in edicola: sabato 30 gennaio. Non poteva mancare una mia rece: al Teatro degli Orrori e al loro A sangue freddo, uno dei miei dischi preferiti del lontano 2009…
QUI IL SITO DI FRIGIDAIRE http://www.frigolandia.eu/

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sabato 23 gennaio 2010

Gratis la musica del nuovo decennio

90’s lover, rock che si espande nella mente, The system, la perfetta canzone romantica, Vessel, the song, per chi ama le atmosfere sospese, i Velvet Underground and Nico, Frigid Moon, per riscaldarsi come con una tazza di cioccolato d’inverno… e come questa, intensa, profumata, già un classico. Sono le mie preferite (ma il dischetto è veramente bello tutto).
Parlo di Tales Of Memento Island esordio al calor bianco dei Vessel, cioè Corrado Nuccini, Emanuele Reverberi (Giardini Di Mirò) e Alessandra Gismondi (Pitch e Schonwald), nuovo progetto musicale assai interessante, che prevede per quest’anno 3 ep. Tales Of Memento Island è il primo, ed è disponibile in free download dal sito di Rockit per una settimana (dal 20 al 27 gennaio). Un gioiellino: chitarre, basso, violino, tromba, fisarmonica, batteria e voci, voci che s’incontrano, si parlano, si amano, cantano come fossero uno strumento musicale tra i tanti … scaricate, presto!
PER SCARICARE LEGALMENTE E CON VERO PIACERE
PER ALTRE INFO SUL PROGETTO
www.myspace.com/thevesselorchestra

AbuzzSupreme 2009 Vol.1 e 2 sono invece due compilation, create dall'agenzia di promozione musicale AbuzzSupreme. Più della metà dei musicanti presenti sono passati sul mio piccolo blog e ne sono fiero. Qui c'è il meglio del rock italico, di qualche anno fa, di adesso, del futuro. L'ascolto da un po' di tempo, e più l'ascolto più mi rendo conto di chi ho avuto l'onore di ospitare sul blog. Non ci posso credere! Ma bando alle ciance da provinciale, andate sul sito del Mucchio Selvaggio e scaricate. Tra l'altro, troverete un'impeccabile presentazione di Enrico Veronese, brano per brano. Una guida ragionata all'ascolto e allo scaricamento selvaggio. Tutto molto professionale. E allora, scaricate!
PER LO SCARICAMENTO SELVAGGIO
http://www.ilmucchio.it/mp3player/
POTETE SCARICARE ANCHE DA QUI, CON UN INTRO MOLTO CORPOSO E L’INTERVISTA AD UNO DEI FONDATORI DI ABS, ANDREA SBARAGLI
A Buzz Supreme, la compilation 2009

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giovedì 21 gennaio 2010

Intervista ai 2Pigeons

Questo 2010 per me si è aperto con delle novità musicali interessanti, eclettiche, diverse. I 2Pigeons, un duo che suona come una band intera, è sicuramente la più spiazzante. Difficile dire la musica che fanno, più facile andarla a sentire (sono spesso in tour). Io mi sono perso una loro performance al Bruno di Trento lo scorso dicembre, causa malattia, ma avrò altre occasioni per vedere Kole (fondatore anche degli East Rodeo) e Kia (già voce dei Museo Kabikoff). Dico vedere, perché oltre alla musica, a spiazzare è l’abbigliamento, tute sovietiche decisamente affascinanti.
Land s’intitola il loro recente cd, uscito per La Fabbrica, etichetta indipendente, con il sostegno di AbuzzSupreme, garanzia di musica nuova. Nove pezzi, uno diverso dall’altro, nove pezzi intensi però, capaci di dare vita ad un lavoro compatto nella sua eterogeneità. Una voce forte, sperimentale e rock, accompagnata da un uso sapiente dell’elettronica. Sembra di fare un viaggio ascoltando le loro canzoni, un viaggio su di una navicella spaziale, o anche libero come quello di due piccioni. Eccoli, li sento svolazzare sopra la mia palude. Fermatevi su quel ramo e parliamo un po’… se siete pronti.
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/2twopigeons

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martedì 19 gennaio 2010

Beniamino ci vedeva dentro

DALLA QUARTA DI COPERTINA DELL'EDIZONE DI QUESTO LIBRO
"Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su La Repubblica, aggiungendo: "in questa scrittura molto 'letteraria', ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al '70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli; lui che ci sta per salutare adesso perché ha visto una gonna sollevarsi sulle gambe di una donna, lì su quella panchina del parco... Lui, Charles Bukowski, 'forse un genio, forse un barbone'. Anzi, 'io Charles Bukowski, detto gambe d'elefante, il fallito', perché questi racconti sono sempre, rigorosamente in prima persona. E in presa diretta."

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sabato 16 gennaio 2010

L'Italia non fa più sunsplash

Fuga di cervelli, fabbriche chiuse e/o trasferite, nuove schiavitù ... l'Italia è in declino (più e peggio del resto del mondo) e solo un bravo illusionista potrebbe nasconderlo. Un declino peggiore perchè è prima di tutto culturale.
Prendete il Rototom Sunslpash, il più grande Festival di cultura Reggae. Nato dal nulla, dall'impegno di giovani appassionati, è diventato in pochi anni un avvenimento che, oltre ai lati positivi sul piano culturale, tira economicamente. Perseguitato da chi dovrebbe volere il bene del nostro Paese (dicono così nei dibattiti) è costretto all'esilio in Spagna, terra con una politica un pelo più decente della nostra (sì, ci vuole poco).
Leggete l'illuminante/illuminata intervista su il manifesto di venerdì 8.1.10 al presidente Filippo Giunta cliccando qui Rototom EXODUS
Andate sul loro sito per vedere cosa hanno fatto di bello (e faranno in Spagna quest'anno), anche se non vi piace il reggae

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giovedì 14 gennaio 2010

Intervista ai Vinegar Socks

Questa sera sono di scena i Vinegar Socks, duo innovativo ed emozionante composto dal violinista italiano Paolo Petrocelli e dal cantautore americano (da qualche anno a Roma) Jordan De Maio. Un magico incontro il loro, capace di produrre suoni originali per la musica di casa nostra. E poi metteteci degli archi, metteteci dei mandolini, metteteci la voce umana usata come un vero e proprio strumento, ed avrete più o meno l’idea di come sono le canzoni del duo (dal vivo in tre, con l’arrivo del polistrumentista Matteo Locasciulli).
Musica nuova per gli anni uno? Forse qualcuno gli avrà già visti o sentiti in giro, magari al cinema (cinque pezzi del loro album d’esordio sono finiti nella colonna sonora del film Dieci inverni, uscito di recente).
Pure i Vinegar Socks, come i campani The Orange Beach, hanno una label straniera: la statunitense Grinding Tapes Records, etichetta che stampa i dischi con materiale riciclato e devolve ogni dollaro dei cd venduti ad un’associazione scelta dal gruppo (loro hanno scelto la Sacco&Vanzetti Foundation). Ma non voglio anticiparvi troppo: come, dove e perché della musica e di tutto quello che le gira attorno, lo diranno direttamente Paolo e Jordan. Ci siete?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/vinegarsocks

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