sabato 25 aprile 2015

Fuochi sulla montagna - Casa del Vento

BUON 25 APRILE

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giovedì 23 aprile 2015

Due parole con River Of Gennargentu


Per la prima volta in palude River Of Gennargentu, artista più adatto che non si può a questo ambiente, visto la musica proposta: secco e inequivocabile blues. È quello contenuto nel suo EP d’esordio, Taloro, uscito in 100 copie esatte, tutte vergate a mano, date alle stampe per Talk About Records. Esordio con questo mitico alias, che unisce suggestioni da blues del delta al nome della sua terra. Un esordio, per un musicante già attivo da alcuni anni, l’artista barbaricino infatti, prima di dare vita a questo progetto ambizioso, era parte del duo punk-blues dei Black Lodge Juke Joint. Con Taloro una svolta ostinatamente blues.
Voce, chitarra acustica, e una cigar box autocostruita, vero simbolo del Delta blues, questo è ciò che troverete ascoltando l’EP (cliccate qui per fare questo viaggio sinuoso insieme all’Alligatore). E poi sofferenza, momenti d’incomprensione, solitudine, rabbia, contrattempi, il sale del blues: il disco è nato dopo i postumi di un incidente, fatto in parte penetrato nelle canzoni. River Of Gennargentu ha cercato le origini della musica nera, scrivendola ed eseguendola in modo diretto, senza fronzoli. Un lavoro di autocoscienza, un viaggio agli inferi (andata e ritorno), durante il quale ha ritrovato anche la sua terra. Ora è qui. Parliamone. Pronti?

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mercoledì 22 aprile 2015

5 per mille a Emergency, perché ...

Non credete sia un buon motivo?


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martedì 21 aprile 2015

Due parole con i Walden Waltz


Walden Waltz tra poco in palude per presentare il loro esordio Eleven Sons, uscito solo da qualche giorno per Santeria/Audioglobe, uscito precisamente venerdì 17 aprile, sfidando eroicamente la sfiga. Del resto, la band di Arezzo è capace di affrontare forze del destino avverse, con ironia e forza morale, come quando si trovavano in un tour negli States e furono costretti a fermarsi per la rottura del furgoncino. Vinsero un concorso indetto dalla piattaforma web SonicBids, e volarono da costa a costa per fare un’altra serie di concerti ed esibizioni in radio. Durante questi concert, trovarono stimoli nuovi e incontrarono personaggi cult.
Tornati in Italia, dopo aver maturato una serie di esperienze importanti e la vittoria del LA Music Award: Most Outstanding Debut Release, per il singolo Looking Down registrato con il produttore Ron Nevison (The Who, Rolling Stones, Led Zeppelin), si sono chiusi in studio per registrare Eleven Sons. Undici tracce molto intense, sintesi perfetta tra urbano e selvaggio, serietà e ironia, una società che crea illusioni a getto continuo e allo stesso tempo sa come sapientemente distruggerti. È un album divertente e impegnato, con molti suoni folk-acido e un bel gruppo di amici, alcuni dei quali già passati in palude. Se fosse un film sarebbe Chiamami aquila, ma è un disco, un gran disco. Parliamone. Pronti?

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domenica 19 aprile 2015

Mia madre ... e la politica?

Morettiano di lunga data, vedo tutti i suoi film appena escono.  Mi vesto come lui (in passato, quando avevo più capelli, ci assomigliavo pure, mannaggia sti capelli, in compenso, ancora pochi peli bianchi sulla mia barba, ma lasciamo stare), ho alcune sue passioni (la Sacher), ma sono molto più radicale in politica, distanza sempre più marcata con gli anni. Nonostante questo, continuo ad andare a vedere i suoi film. Habemus Papam mi era piaciuto tantissimo, per me è uno dei suoi migliori degli ultimi anni. Mia madre, uscito giovedì, e presto in concorso a Cannes, visto da me oggi, non mi ha conquistato totalmente. Mi spiace abbia "ceduto" la parte principale a Margherita Buy (non perché mi dispiaccia come attrice lei, ma perché lo vorrei vedere sempre protagonista), vedo poca politica (ma forse non è colpa sua, o forse sì, o forse c'è), è molto triste e la giornata autunnale di oggi ha aumentato questa sensazione.
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venerdì 17 aprile 2015

Due parole con Not a Good Sign


Torna il progressive-rock in palude, torna con i Not a Good Sign, interessante giovane band milanese che sa giocare con i generi, ha le giuste citazioni e le buone vibrazioni. È da poco uscito il loro secondo disco, From a Distance, con l’etichetta regina nel settore a livello europeo, Fading Records/AltrOck Productions, come per l’esordio omonimo del 2013. Una collaborazione che conferma la giusta direzione per entrambi, riconoscimento delle capacità dei Not a Good Sign nel destreggiarsi con un genere mitico, rinnovandolo profondamente. A differenza di molta produzione prog-rock del passato e del presente, questo lavoro dei Not a Good Sign, non presenta lunghe suite virtuosistiche, ma dieci pezzi di media lunghezza (per cinquantun minuti e rotti di musica).
From a Distance offre un rock a volte melodico, a volte molto hard, senza però mai abbandonare le radici profonde del progressive. La band milanese, nata nel 2011 per volontà di Paolo 'Ske' Botta (tastiere), e Francesco Zago di Yugen insieme al produttore Marcello Marinone, in occasione del concerto/festa del 28 febbraio, ha presentato al pubblico il nuovo chitarrista, Gian Marco Trevisan, al posto di Zago, uscito dalla band dopo la realizzazione dell’album. Completano il gruppo Alessio Caladriello (voce), Alessandro Cassani (basso), Martino Malacrida (batteria). Ottimi ospiti hanno arricchito tutto il disco, del quale ho una gran voglia di parlare. Facciamolo. Pronti?

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mercoledì 15 aprile 2015

Ciao Gün­ter

Anche Gün­ter Grass ci ha lasciati, lunedì pomeriggio, il 13 di aprile. Non saprei direi molte cose su di lui: era tedesco, fumava la pipa, ha vissuto anni terribili e anni esaltanti, descrivendoli poi in modo critico. Un Nobel per la letteratura meritato, nel 1999, non si tirava mai indietro quando c'era da portare avanti qualche polemica intellettuale e/o politica, che fosse sul passato nazista o sulla riunificazione tedesca, sul Sessantotto o su Israele, sulla SPD, il Partito Socialdemocratico al quale era vicino (a volte lontano), l'Europa a trazione tedesca. Internazionale l'ha ricordato con un estratto da Sbucciando la cipolla, cla­mo­rosa e con­tro­versa rive­la­zione auto­bio­gra­fica sui pro­pri brevi tra­scorsi ado­le­scen­ziali nelle file delle Waf­fen SS. Una con­fes­sione  accolta, non solo in Ger­ma­nia, ma anche in Ita­lia e nel mondo, da stupidi attac­chi per­so­nali. Era un intellettuale pensante, una coscienza critica d'Europa. Ci mancherà ...
QUI IL RICORDO SU INTERNAZIONALE

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lunedì 13 aprile 2015

Due parole con i Go!Zilla


Questa sera in palude una band che spacca, lo si sente già dal nome Go!Zilla, più che un nome, un grido di battaglia. Del resto la mia coda non riesce a stare ferma, quando faccio partire il loro nuovo album, Sinking In Your Sea, ufficialmente fuori a metà aprile, ma del quale già molto si parla in giro. Un disco in uscita in diversi paesi del mondo, vista ormai la dimensione internazionale di questa band nata a Firenze solo tre anni fa: in Italia la mitica Black Candy, poi la francese Beast Records, la statunitense Lollipop Records e la cilena Algo Records. Se ne sono aggiunte altre nel frattempo? Me lo diranno nell’intervista …
Sinking In Your Sea è il secondo LP dei Go!Zilla, ma in realtà è la quarta pubblicazione della band toscana se teniamo conto dei due Ep di passaggio, nella loro cavalcata musicale. Registrato, mixato e masterizzato all'Outside Inside Studio di Montebelluna, da Matt Bordin, (un personaggio di culto dell’underground europeo, che non ha bisogno di presentazioni: ex Mojomatics, adesso Squadra Omega), è un disco ben rappresentato dalla copertina psichedelica, ermetica/eretica. Il classico disco che ti entra nel cervelletto e non ti molla più, vorresti ascoltarlo e riascoltarlo … come in verità faccio io da un bel po’. Anche adesso.   Pronti?

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