martedì 21 ottobre 2014

Trent'anni senza Truffaut

Francois Truffaut
(06-02-1932 - 21-10-1984)

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sabato 18 ottobre 2014

Un presidente fra le nuvole, Pertini


Ho avuto la fortuna di leggerlo in anteprima, sul pc in formato pdf, si tratta del nuovo lavoro di Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis: Pertini - Fra le nuvole
Pertini, il presidente più amato della Storia d'Italia si racconta. Ovviamente è morto, è fra le nuvole, accanto a lui c'è Andrea Pazienza. La simpatia bonaria, tipica dell'uomo, qui è messa a dura prova dall'ironia di Paz, che cerca di far perdere la pazienza al grande socialista, non riuscendoci. 
Così Pertini, con la sua pipa, snocciola gli avvenimenti più importanti della sua vita, dalla I guerra mondiale alla morte, passando per il fascismo e il carcere, la sua fuga e la lotta partigiana. Poi la politica attiva nella nuova Repubblica, fino a diventarne Presidente. La trovata geniale, è che, a ogni capitolo, Pertini e Paz si trasformano in coppie famose dei fumetti, pur mantenendo la propria identità: da Peanuts a Mafalda, Tin Tin come Alan Ford, Asterix, MAUS e tanti altri (non voglio rovinavi la sorpresa). 
Editore del libro è la sempre meritevole BeccoGiallo, che quest'anno compie 10 anni di onorata attività. Dallo stesso editore, sono usciti per questi autori Cena con Gramsci, Arrivederci, Berlinguer, Julian Assange - dall'etica hacker a Wikileaks.

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giovedì 16 ottobre 2014

Due parole con Non Giovanni


Tra poco in palude Non Giovanni, giovane cantautore pugliese all’esordio discografico ufficiale con Ho deciso di restare in Italia. Finalmente un cervello non in fuga. Che sia l’inizio di una controtendenza? La fine della crisi? Ovviamente siamo ironici, come è ironico Non Giovanni, la tipica amara ironia del cantautore giovane, voce, chitarra acustica e tante cose da dire. Qui le ha sintetizzate in otto pezzi freschi e diretti, l’ultimo dei quali è proprio l’esplosiva/riflessiva title-track. Tutte canzoni scritte da lui, prodotte artisticamente dal talento di Amerigo Verardi, pugliese come Non Giovanni.
Ho deciso di restare in Italia è uscito da qualche settimana presso Irma Records, label da sempre attenta ai giovani talenti, e che negli ultimi anni ha accentuato la sua ricerca. Accanto a questa c’è Puglia Sounds, più altre realtà della sua regione (Non Giovanni è della provincia di Taranto). Il disco è il risultato di una decina d’anni e forse più di sbattimenti e giri su e giù per l’Italia, tra la sua città, Roma e Bologna. Le sue prime prove, i suoi primi dischi autoprodotti, erano musicalmente vicini a un folk con venature elettroniche, mentre negli ultimi anni è uscita questa vena di pop cantautorale ben sintetizzata nel disco d’esordio. Parliamone. Pronti?
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mercoledì 15 ottobre 2014

100.000 € per un'indovino

Non so se riusciranno a fare il film, di certo non potranno dire che non gli ho sostenuti. Da terzaniano di vecchia data, sogno la realizzazione della pellicola tratta da Un indovino mi disse, e ho da subito diffuso l'idea. Di qualche giorno fa la notizia, che la raccolta fondi ha raggiunto 100.000€ . Ovviamente non bastano, e allora loro continuano a diffondere l'idea con serate in Italia ma anche all'estero. Se vi trovate in zona, invito ad andare a sentire, e magari aderire, anche con pochi euro, come ho fatto io...
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lunedì 13 ottobre 2014

Due parole con Silvia Caracristi



Oggi Orbita, il primo album di Silvia Caracristi, è in orbita, e proprio in questo momento sta passando sulla palude. Il viaggio iniziato nella sua Trento, a me vicina, credo sarà lungo e piacevole, per questo ne approfitto per fermarla un attimo qui. L'attimo della blog-intervista per parlare di questo disco magico e poetico, un soave pop-rock dalle venature internazionali. Nato dall'impegno di Silvia, che ha trovato i suoi finanziatori in Rete tramite Musicraiser, e poi una label a me cara quale Riff Records (la prima intervista sul blog con un suo gruppo, nel lontano 2008), ora finalmente arriva a tutti (in primis chi l’ha da subito sostenuto). 
Orbita è contraddistinto da dodici canzoni dove la vibrante voce di Silvia dialoga con strumenti acustici ed elettronica fatta in casa. Giochi di suoni e parole creati in intimità, nel suo studio, assieme a Gabriele Pierro, compagno di vita e arte (insieme sono l'originale progetto Miniature, con il quale rifanno pezzi noti con strumenti in dimensioni ridotte). Qui invece canzoni proprie, scritte tutte da lei, pezzi che sembrano dei classici al primo ascolto. Ascoltandoli, con di fronte la copertina, fanno un effetto musica straordinario. Provate anche voi ad ascoltarli così, cliccando qui. Pronti?
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sabato 11 ottobre 2014

Cinema: Italia oggi... o quasi

Un film davvero unico, dove vero e falso si mescolano. Un film vivo, nato ai tempi di Berlusconi e finito con lui (in tutti i sensi). Veramente strano il destino di questo cult-movie assoluto, di questo autore di autentico culto, Franco Maresco (senza Ciprì, compagno di tante avventure, al cinema e in televisione; come dimenticare CinicoTv?). Belluscone, attraverso il personaggio in bianco e nero Ciccio Mira, agente di cantanti neomelodici che impazzano alle feste di paese e nelle tv locali, racconta della passione per Berlusconi di un’intera regione, la Sicilia della mafia (che, dicono, abbia da sempre puntato su di lui). Il sottotitolo è, infatti, Una storia siciliana, ma, credo, a parte il folclore/colore di fondo, un film così si sarebbe potuto girare in qualsiasi regione italiana, compreso il mio Veneto. La fascinazione per il caimano, è stata purtroppo, comune a tutta Italia, regioni rosse escluse. Il film, nel suo avanzare come un vero giallo, ci dice che Berlusconi non va più di moda, è una "cosa" del recente passato sostituita abilmente da personaggi quali Grillo e Renzi (ci mostrano pure la sua comparsata dalla De Filippi in giacca di pelle alla Fonzie). Belluscone però, non è un documentario politico, ma un vero e proprio film surreale, meglio, grottesco, con personaggi altrettanto grotteschi,  dei freak, come vengono chiamati Ciccio Mira e i suoi neomelodici, da Sanguineti. Tatti Sanguineti, un Sanguineti grandioso investigatore privato all'amichevole ricerca per Palermo del regista scomparso. Sì, perché Maresco c'è,  anche se non c'è, preso nel ruolo di regista depresso, alle prese con un film impossibile, morente, tra denunce e misteriosi incidenti sul set (memorabile l'intervista a Dell’Utri, con un microfono rotto proprio nel momento topico, quando il senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, stava facendo rivelazioni importanti). Da vedere assolutamente

Anime nere è un film forte e deciso, una storia poche volte raccontata dal nostro cinema, una storia di tre fratelli originari dell'Aspromonte, con delle scelte di vita diverse: uno è trafficante internazionale di droga, un altro imprenditore edile al nord, apparentemente rispettabile (ma ricicla il denaro sporco del primo), un terzo è rimasto a casa, coltiva la sua terra e non ne vuole sapere dei primi due. Sarà proprio il giovane figlio di questo a scatenare una guerra di mafia, la ‘ndràngheta, che riunirà i tre fratelli e avrà un esito tragico. Recitato quasi tutto in dialetto calabrese, appare cupo e triste: senti una chiusura fisica e mentale paurosa, sia nel paesaggio sia negli atavici rituali di questa mafia diventata una delle più forti grazie anche ai legami di sangue. Senti una distanza totale dalle istituzioni, a partire dai carabinieri, senti una lontananza dallo Stato assoluta. E poi le facce, facce che non dimentichi, poco italiane (paradossalmente, la più italiana è quella di Barbora Bobulova, attrice sempre più presente nel nostro cinema d'autore). Liberamente tratto da l'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco edito da Rubbettino (quello di Blocco 52 di Lou Palanca) , è stato presentato alla recente Mostra del Cinema di Venezia con discreto successo e qualche sterile polemica di politici locali. Anche questo da vedere assolutamente ...

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