sabato 23 maggio 2015

Una certa somiglianza: 007 missione LSD

Ho sempre pensato fossero gemelli divisi dalla nascita, anche se la differenza di età impedirebbe questo. Mi riferisco a Sean Connery, il mio 007 preferito, il grande attore orgogliosamente scozzese, e Albert Hoffman, lo scienziato svizzero padre dell'LSD, morto a 98 anni nel 2008. Hoffman è anche autore di uno splendido libro intitolato LSD, Il mio bambino difficile, nel quale racconta la sua fortuita scoperta, mentre lavorava nei laboratori Sandoz ad altre ricerche. Mi piacerebbe vedere quel libro tradotto in film. Sean Connery sarebbe l'attore perfetto per interpretare la parte di Hoffman racconta ...

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martedì 19 maggio 2015

A me piace il nuovo Dylan Dog


A me piace il nuovo Dylan Dog. Non lo leggevo da molti anni, poi ho sentito di una rinnovamento, e l'ho ricominciato a leggere mensilmente (più qualche speciale). Come sapete mi piacciono i fumetti, ma avevo abbandonato da anni quelli "seriali", ora ho ripreso con molta soddisfazione. Tra i nuovi numeri, per me i più belli sono Al servizio del caos, e Anarchia nel Regno Unito. Ho sentito che a qualcuno piace meno, voi che ne pensate? Mai letto Dylan Dog?

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sabato 16 maggio 2015

Auguri Krist!

Krist Novoselic è nato il 16 maggio del 1965, oggi quindi spegne 50 candeline. A chi è cresciuto con la musica dei Nirvana credo faccia un certo effetto saperlo e vederlo così: barba sale e pepe, pochi capelli in testa (qualcuno mi ha detto che ci somiglio), cinquant'anni suonati. Auguri Krist!

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mercoledì 13 maggio 2015

XXI Secolo, oggi

Ho letto il libro dell'amico Paolo Zardi circa un mese fa. Non ne ho ancora scritto sul blog per due ragioni: una, non nuocere, nel mio piccolo, alla sua candidatura al Premio Strega (no, non porto sfiga, anzi, ma essendo un piccolo blog estremo/estremista, temevo, forse assurdamente, di metterlo in cattiva luce), due perché è una storia bruciante, per la dura realtà che racconta e per come la racconta. Forse per questo è un romanzo da leggere assolutamente, forse per questo, Strega o non Strega, il libro dello scrittore padovano resterà come sono restati altri libri epocali ... non so il perché, ma leggendolo mi è venuto in mente La vita agra, anche se non l'ho mai letto e lo conosco solo di fama.
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domenica 10 maggio 2015

Auguri mamma!

Supplica a mia madre

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Continua a leggere...»

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mercoledì 6 maggio 2015

Oggi avrebbe 100 anni

Nato il 6 maggio di 100 anni fa, a Kenosha, morto ad Hollywood il 10 ottobre del 1985 a soli settant'anni. Quanti altri capolavori avrebbe potuto darci Orson Welles? Del resto lui è stato il re dei capolavori interrotti, incompiuti, massacrati da produttori arroganti, o più semplicemente schiavi delle logiche di mercato. Ultimamente lo sento citare meno, ma rimane uno dei cineasti imprescindibili per ogni appassionato di cinema, e Quarto potere una lezione di cinema e politica fondamentale per capire il mondo.

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venerdì 1 maggio 2015

Ridi Kasanova

Mi sono trasferito, anche se GoodyGoody non voleva lasciarmi partire. In realtà ho fatto poca strada, ho solo cambiato interno, passando da un appartamento al primo piano a quello a piano terra. Nel 2007, quando avevo aperto questo blog, era successo il contrario (da sotto, ero salito sopra). C'era sempre GoodyGoody con me. Ora c'è anche Elle, incontrata qui in palude, molto meno virtuale di quello che si possa credere. Ora siamo ancora nel bel mezzo del trasloco, se mi vedrete un po' meno in questo periodo, sapete il perché ... intanto buon 1 MAGGIO!

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lunedì 27 aprile 2015

Due parole con La Casa del Vento



Ultima intervista in palude. Sì, cari amici, dopo più di sette anni l’Alligatore ha deciso di chiudere con le interviste in diretta sul blog. Vi aggiornerò in seguito su cosa farò, ora concentriamoci sul grande gruppo che chiude, cioè La Casa del Vento. Chiude presentando qui non uno, ma un quadruplice cd, live, più dvd. Una cosa grande dal punto produttivo, una cosa grande dal punto di vista contenutistico. Questo ghiotto prodotto, dato alle stampe tramite una label storica dell’underground italico, quale la Mescal, s’intitola Semi nel Vento. Un titolo che dice molto, visto le 43 canzoni contenute, raccolta delle meglio interpretazioni del gruppo toscano, tra propri pezzi e cover mitiche. Ci sono dentro trent’anni e più, di controcultura italica folk-combat-rock, i loro semi nel vento.
Le tematiche, i personaggi, le storie narrate da Casa del Vento sono molto vicine ai contenuti di questo blog: da Genova 2001 alle battaglie politiche, dalla pace all’ambiente, al lavoro sicuro, all’immigrazione. Carlo Giuliani e Gino Strada, i partigiani, Emergency, Bob Dylan e i Clash. Canzoni da titoli emblematici come Genova chiama, Pioggia nera, Pane e rose, La meglio gioventù, Ala sinistra, Novecento, Good Morning Baghdad, Non in mio nome, La canzone di Carlo, interpretazioni personali di Anarchy in the U.K. e Redemption Song, o della fondamentale Bella ciao. In più la collaborazione recente con Patti Smith, incontrata sul palco del Mandela Forum nel 2009 (per i 15 anni di Emergency), dove è stato amore a prima vista (sono seguiti concerti e registrazioni insieme). Viste le tematiche forti, per La Casa Vento, non è sempre stato facile trovare spazi, ma grazie al pubblico, sono riusciti a resistere e consolidarsi. Per questo è un onore averli qui. Pronti?

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sabato 25 aprile 2015

Fuochi sulla montagna - Casa del Vento

BUON 25 APRILE

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giovedì 23 aprile 2015

Due parole con River Of Gennargentu


Per la prima volta in palude River Of Gennargentu, artista più adatto che non si può a questo ambiente, visto la musica proposta: secco e inequivocabile blues. È quello contenuto nel suo EP d’esordio, Taloro, uscito in 100 copie esatte, tutte vergate a mano, date alle stampe per Talk About Records. Esordio con questo mitico alias, che unisce suggestioni da blues del delta al nome della sua terra. Un esordio, per un musicante già attivo da alcuni anni, l’artista barbaricino infatti, prima di dare vita a questo progetto ambizioso, era parte del duo punk-blues dei Black Lodge Juke Joint. Con Taloro una svolta ostinatamente blues.
Voce, chitarra acustica, e una cigar box autocostruita, vero simbolo del Delta blues, questo è ciò che troverete ascoltando l’EP (cliccate qui per fare questo viaggio sinuoso insieme all’Alligatore). E poi sofferenza, momenti d’incomprensione, solitudine, rabbia, contrattempi, il sale del blues: il disco è nato dopo i postumi di un incidente, fatto in parte penetrato nelle canzoni. River Of Gennargentu ha cercato le origini della musica nera, scrivendola ed eseguendola in modo diretto, senza fronzoli. Un lavoro di autocoscienza, un viaggio agli inferi (andata e ritorno), durante il quale ha ritrovato anche la sua terra. Ora è qui. Parliamone. Pronti?

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mercoledì 22 aprile 2015

5 per mille a Emergency, perché ...

Non credete sia un buon motivo?


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martedì 21 aprile 2015

Due parole con i Walden Waltz


Walden Waltz tra poco in palude per presentare il loro esordio Eleven Sons, uscito solo da qualche giorno per Santeria/Audioglobe, uscito precisamente venerdì 17 aprile, sfidando eroicamente la sfiga. Del resto, la band di Arezzo è capace di affrontare forze del destino avverse, con ironia e forza morale, come quando si trovavano in un tour negli States e furono costretti a fermarsi per la rottura del furgoncino. Vinsero un concorso indetto dalla piattaforma web SonicBids, e volarono da costa a costa per fare un’altra serie di concerti ed esibizioni in radio. Durante questi concert, trovarono stimoli nuovi e incontrarono personaggi cult.
Tornati in Italia, dopo aver maturato una serie di esperienze importanti e la vittoria del LA Music Award: Most Outstanding Debut Release, per il singolo Looking Down registrato con il produttore Ron Nevison (The Who, Rolling Stones, Led Zeppelin), si sono chiusi in studio per registrare Eleven Sons. Undici tracce molto intense, sintesi perfetta tra urbano e selvaggio, serietà e ironia, una società che crea illusioni a getto continuo e allo stesso tempo sa come sapientemente distruggerti. È un album divertente e impegnato, con molti suoni folk-acido e un bel gruppo di amici, alcuni dei quali già passati in palude. Se fosse un film sarebbe Chiamami aquila, ma è un disco, un gran disco. Parliamone. Pronti?

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