mercoledì 23 luglio 2014

Il mal di Berlino ...


Cari amici della palude, il blog si prende una piccola pausa. Se l'aereo non è caduto, in queste ore io dovrei essere a spassarmela a Berlino. Sì ancora Berlino, dopo l'inverno anche l'Estate. Ho il mal di Berlino, città molto rock, città dove si è fatta la Storia del '900, dove ci sono un sacco di cose da vedere e da scoprire, dove c'è la mia compagna. 
Ci vediamo presto ... se torno.

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lunedì 21 luglio 2014

Due parole con i Musicanti di Grema

Finalmente l'estate, possiamo finalmente dirlo... almeno qui in palude, dove stanno arrivando i Musicanti di Grema (sì, Grema), con il loro pop-rock dal gusto cantautorale, ben rappresentato dall'estiva copertina. Un disco d'esordio omonimo, uscito da qualche settimana, che si ascolta con piacere e dimostra una certa maturità, nonostante la giovane età dei Musicanti di Grema. Sembra un romanzo di formazione di un giovane scrittore in musica. Prodotto da loro stessi, con Roberto Visentin, che l'ha registrato, mixato masterizzato ai Bee Studios di Thiene (Vi), ha una strana origine, decantata da questi quatto musicanti di Parma, ai quali non manca la fantasia. Sentite come la raccontano.
I Musicanti di Grema dicono: durante una cupa notte di pioggia ci perdemmo tra le campagne parmensi. Trovammo riparo in una casa diroccata, la porta era aperta, una luce era accesa. In punta di piedi ci addentrammo. "C'è nessuno?" Nessuna risposta. La casa era deserta. Entrammo nella stanza illuminata e c'erano solo una batteria impolverata, una chitarra rotta, un pianoforte scordato, un basso arrugginito, due gatti e cinque ragni. Ci mettemmo agli strumenti e cominciammo a suonare. Per tutta la notte ballammo, fumammo, bevemmo e cantammo col sottofondo della pioggia. Quando il mattino seguente uscimmo dalla stanza, il temporale era finito. Il sole brillava già alto nel cielo incorniciato da nuvole e colline. Parliamone. Pronti?

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domenica 20 luglio 2014

Da 13 anni dentro me ...

Dal libro
Carlo Giuliani, il ribelle di Genova

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giovedì 17 luglio 2014

Due parole con Deian e Lorsoglabro

Sento che Deian e Lorsoglabro stanno arrivando in palude. Arriveranno dal Piemonte con tutta la loro ironia surreale e il divertente pop-rock venato di psichedelia. Non sono da molti anni sulle scene, ma hanno fatto diverse cose da ricordare, tra cd autoprodotti, partecipazione a concerti importanti, tipo l'apertura del Traffic Free Festival per Nick Cave & the Bad Seeds nel 2009 (chiapperi Nick Cave...), il cd d'esordio nello stesso anno, intitolato Omonimo (sì, Omonimo), prodotto dal Cristiano Lo Mele dei Perturbazione e dal Numero 6 Tristan Martinelli, fratello di Deian. Ora il nuovo disco, Prezzo Speciale, ad aprire un nuovo capitolo.
Nel corso degli anni la formazione ha subito cambiamenti, fino all'attuale power trio elettro-acustico composto da Deian Martinelli, Gabriele Maggiorotto, Alberto Moretti, che con un sacco di amici ha registrato Prezzo Speciale, in giro da qualche mese. A produrre la prestigiosa label indipendente I Dischi del Minollo, con la collaborazione di Edisonbox. Dieci brani idealmente divisi in lato A e lato B, alla fine dei quali ci sono due strumentali quali Hallopollo, dichiarato omaggio al kraut-rock e Cani Jah, acidissimo college sonoro artigianale. Il resto sono canzoni, canzoni intelligenti e piacevoli da ascoltare, tra intimismo pop e sogni di giovane rock anni nostri. Tutto da sentire. Pronti?

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mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi storici: Mario Kempes 60

Ieri Mario Kempes ha fatto sessanta'anni. Sembra ieri, quando, dopo aver vinto il mondiale di calcio del 1978 con la sua Argentina, si rifiutò di stringere la mano al dittatore Videla. Un gesto storico, come i pugni chiusi a Città del Messico, il passaggio della boraccia tra Coppi e Bartali, e tanti altri ... mi piace festeggiarlo con un brano del libro di culto dell'amico Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore
 
I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.

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lunedì 14 luglio 2014

Due parole con i Sycamore Age

Tornano in palude, a due anni dall'acclamatissimo omonimo esordio, i Sycamore Age. Lo fanno per presentare in palude un nuovo disco, particolarissimo, #1 remixes/reworks, uscito da qualche mese sempre per la mitica Santeria. Come capirete dal titolo, si tratta di remixes, cioè rifacimenti di loro pezzi. Rifacimenti fatti da nomi di culto della scena attuale, italica e non, ai quali il super-gruppo toscano ha chiesto di collaborare: Theo Teardo, Akron Family (Us), Julie's Haircut, Aucan, Vadoinmessico (Uk/Italia). Ne è uscito un dischetto che sembra una vera chicca, anzi, lo è.
Che è un disco chicca, questo #1 remixes/reworks, un disco per niente normale, lo si capisce fin dalla strana, psichedelica, onirica copertina (è un pesce?... è un pollo?... un extra-terreste?), e poi ovviamente ascoltando e riascoltando i pezzi (provate a cliccare qui, per assaggiarlo come si deve). Scelta coraggiosa e non banale, ponte tra l'esordio della band di Arezzo e il nuovo atteso album. Non a caso, in questo cd, c'è un rifacimento dei Sycamore Age di How To Hunt A Giant Butterfly e l'anticipazione di una canzone che sarà nel disco numero 3: In A Blink Of An Eye. Molta carne al fuoco, parliamone. Pronti?

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domenica 13 luglio 2014

IL NUOVO MALE+FRIGIDAIRE... e il blocco del critico rock

In questi giorni è tornato in edicola Il Nuovo Male, con FRIGIDAIRE in edizione ridotta, ma, come vedere dalla copertina bella tosta. Devo ancora averli, perché mi sono dimenticato di fare l'ABBONAMENTO (ma lo farò presto, visto i ghiotti regali). Non ci sono le mie rece, nonostante le mie promesse alla redazione (chiedo scusa), ho il blocco del critico rock ... ho due dischi enormi, di musicanti passati sul blog, e non so da che parte iniziare. Non riesco ad iniziare proprio. Non mi era mai successo prima, spero di sbloccarmi, o cambio dischi. 

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venerdì 11 luglio 2014

Due parole con Hibou Moyen

Sta per arrivare in palude Hibou Moyen, forse con un bel volo, visto il significato del suo nome (gufo comune). Arriverà non appena buio, e, visto questa estate molto autunnale, buio sarà presto. Hibou Moyen presenterà un album uscito a maggio, che sembra essere perfetto nel titolo, per questa pazza stagione. Il disco si intitola Inverni, e al suo interno ha dei pezzi molto in tema, tipo Non ci toglieranno i temporali, Grandine, L'ultima glaciazione, Non estate... metteteci pure la copertina, il suo pop cantautorale, giovane e intimista, e avrete un disco perfettamente in linea con la fredda estate del 2014. Provate ad ascoltare Inverni cliccando qui, magari al calduccio sotto le coperte. Ormai va così, cavalchiamo l'onda con Inverni.
L'album è il primo a nome Hibou Moyen, originale progetto musicale nato nel 2011 grazie all'intuizione del fotografo naturalista Giacomo Radi. Si è scelto questo nome pensando di assomigliare a quel rapace notturno, perché amante delle notti buie e fredde (perfetto per il 2014), ermetico e solitario. Ha creato così il suo primo disco, Inverni, uscito con il collettivo Private Stanze, attorniato da fedeli amici. È scaturito un album curato nei minimi dettagli, tra la copertina che sembra uscire da qualche film anni '60, la cura dell'artwork, le canzoni, nove pezzi ben calibrati. Ma ora sento volteggiare sulla palude Hibou Moyen, credo che si fermerà e potremo iniziare l'intervista. Pronti?

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mercoledì 9 luglio 2014

Ciao Giorgio

Non so voi, ma io non ho mai letto nessun libro di Giorgio Faletti e probabilmente non lo farò mai (non è per snobismo o cattiveria, è che prima ne ho un sacco di altri da leggere). A quanto si dice avevano un successo incredibile, anche a livello internazionale, i libri del Faletti. Non ho mai capito se fosse dovuto alla sua notorietà come personaggio TV, o a strane dinamiche di marketing, oppure l'una compenetrata nell'altra. Non mi aveva entusiasmato la sua canzone acclamata a Sanremo, anche perché ritengo Sanremo un luogo che con la musica non ha nulla a che spartire (un vuoto spettacolo televisivo e niente più). Eppure mi viene voglia di salutarlo qui sul blog, perché me lo ricordo bene come comico al Drive In, tantissimi anni fa. Io ero ragazzino, in quei vuoti e colorati anni '80. Faletti faceva ridere con i suoi personaggi assurdi: pazzerelli di paese, suore, poliziotti virili e omofobi. Forse era il migliore in quello spettacolino della domenica, con i suoi tormentoni, i bozzetti di provincia, quel modo di parlare, quella faccia birichina, quella faccia un po' così ...
QUI UN RICORDO DI GINO E MICHELE

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sabato 5 luglio 2014

I primi 1000 km ...

Ecco i primi 1000 km in bici. A febbraio il contachilometri segnava 2888 km, ora 3888. Sono stati 1000 km contraddistinti da caldo anomalo nei primi mesi (febbraio e marzo), da nuvole, piogge e temporali gli altri, fino al freddo anomalo di questi due mesi estivi. Non ci sono più le stagioni di una volta? ... signora mia? Che dire? Non credo che farò record stagionali, sarà difficile per altri miei impegni e perché il tempo non promette nulla di buono. Ma qualche bel giro, da qui a settembre, spero di farlo. Qui una carrellata, con foto strane e nuvole.
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giovedì 3 luglio 2014

Due parole con i Groove Squared

Tra poco la palude si trasformerà nella disco più alternativa e bella d'Europa. Diggler aka Groove Squared sarà qui per parlare del recente magico disco, Aaron. Io me lo sto sparando già in cuffia e la sensazione è esaltante. Sarà difficile tenere ferma la coda però, perché le nove tracce che compongono l'album, uscito con la sua Coffy Label, ha un ritmo trascinante/estasiante. Elettronica di gusto e ambizioni internazionali, voci di donne che si fondono perfettamente con la musica, tutti brani originali, a parte l'interpretazione personale di Love on a real train, della cult band Tangerine Dream.
Vi consiglio di ascoltare tutto il disco mentre ne parliamo (anche dopo, ovvio), cliccando qui. Sarete immersi ancora di più in atmosfere liquide, eteree, indefinibili. Se la musica è la più indefinibile delle arti, la musica elettronica lo è ancora di più. Cosa dire di Aaron? Pulsioni techno e voci black, momenti danzerecci, rimandi a musica del mondo. Si possono buttare giù mille termini (dancefloor, funk, soul...), ma di cosa si parla? Tra poco, a dircelo, ci sarà qui Diggler, vero e proprio alchimista di questa musica, che da più di vent'anni si sbatte tra disco alternative, concerti, radio, registrazioni ... Pronti?

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mercoledì 2 luglio 2014

Cosa bevo volentieri

Ho visto che gira in Rete questo divertente giochino sul cosa si preferisce bere, e allora, visto che è teoricamente estate, si suda, si perdono liquidi e bisogna reintegrarli, faccio la mia classifica di cosa preferisco bere...
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