giovedì 2 febbraio 2012

Due parole con i 99 Posse

Per la prima volta nella palude i 99 Posse, gruppo con il quale sono cresciuto, direi bene, a partire dall’esplosione delle posse negli anni ‘90. Non è la prima volta per Marco Messina, che era già passato di qui con il suo progetto Kyò, mentre lo è per Luca ‘O Zulù Persico, che però ho già incontrato una volta dal vivo con il suo progetto Al Mukawama, avendo l’onore di portare al gruppo i viveri nel post-concerto alla FestaInRosso della mia città (non ero ancora un alligatore, per questo non mi riconoscerà). Sono ritornati insieme nei live a partire dal 2009 e poi lo scorso anno, con un disco forte e vivo come Cattivi Guagliuni, e una serie di concerti sempre più fitti e intensi. Con questo nuovo album hanno portato allo scoperto temi scomodi e poco trattati con amici di primo piano della musica più alternativa possibile e immaginabile.
Dietro quelle mani che la Storia vuole rinchiudere dentro ad un portone come nella significativa copertina, c’è un sacco di bella gente a partire da Vittorio Arrigoni e chi balla la tarantella per arrivare a fine mese (si veda il divertente video rieducativo in Rete questi giorni), da Carlo Giuliani a San Precario, santo sempre più uomo, dall’amara ironia sull’opposizione nel weekend (ora manco più quella), all’opposizione vera dei Centri Sociali dove i 99 Posse sono nati e continuano a frequentare. E poi Abel Ferrara, con il quale hanno girato il video della title-track, con il realismo e la forza di sempre, comune ad entrambi (ora tra i miei preferiti su YouTube ALLYDIEGO cliccateci sopra) ... E allora, con la voce rotta dall’emozione, annuncio la parola ai 99 Posse. Pronti?
VAI AL LORO SITO http://www.novenove.it/

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mercoledì 1 febbraio 2012

Libri: Carlo Giuliani, il ribelle di Genova

Il sottotitolo Il ribelle di Genova, nasce da una lettera del subcomandante Marcos scritta al movimento italiano nel 2003 in occasione della forte opposizione alla guerra in Iraq. Questo per dire della rilevanza internazionale presa subito da Carlo Giuliani, “caso” ancora politicamente aperto, che questo libro a fumetti indaga nei momenti della sua tragica morte, poco prima e dopo, cercando di capire chi era, cosa faceva, cosa voleva.
Per farlo prende le testimonianze dei genitori, Giuliano e Haidi e della sorella Elena. Parlano direttamente, senza filtri. Parlano del ragazzo sensibile, impegnato, e generoso. Non è un santino, ma la biografia comune dei molti ragazzi che a Genova 2001 c’erano.
Sul sito di SMEMORANDA la mia rece completa a questo libro uscito lo scorso anno per BeccoGiallo, editrice sempre attenta ai fatti della nostra Storia. Per leggerla clicca qui

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lunedì 30 gennaio 2012

Due parole con Above the Tree & the E-side

Uno stregone del vero underground italico (Marco Bernacchia/Above the Tree) e un convinto percussionista tra moderno e arcaico (Matteo Sideri//theE-side), si sono incontrati per dare vita ad un nuovo progetto sonoro, Above the Tree & the E-side, appunto, e questa sera sono graditi ospiti della palude. Speriamo le loro ricerche alternative-rock, tra voci ancestrali degli indiani d’america, blues del delta e atmosfere desertiche siano di buon auspicio per tutti noi. Magia della musica per curare i mali della nostra società grazie al ritmo battente di un cuore selvaggio.
È stato difficile trovare una data buona, perché spesso impegnati in live trascinanti ed esteticamente nuovi con maschera da gallo Marco, da maiale Matteo. Una teatralità nel modo di proporsi da sempre legata ai due, che sono usciti di recente con il loro primo cd fatto insieme, Wild. Dato alle stampe dalla giovane label bolognese Locomotiv, con il sostegno promozionale di Unomundo, Wild è semplicità e ricercatezza allo stesso tempo. Un titolo molto indicato per spiegare la musica contenuta nel bel dischetto metallico, come ognuna delle otto tracce sonore che sto già ascoltando per scacciare il maligno. Pronti?

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sabato 28 gennaio 2012

Rinnovato l'abbonamento anche per pezzi così

Proprio perchè c'è crisi, e i soldi in tasca sono sempre meno, ho rinnovato anche quest'anno il mio abbonamento a il manifesto (e fatto per la prima volta quello a Il Mucchio Selvaggio web). Viviamo in una crisi democratica impressionante, e quello che più impressiona è che sembra tutto normale. Viene in mente la banalità del male, forse oggi la potremmo chiamare la normalità del male. Leggete l'articolo qua sotto, difficilmente lo troverete in altri quotidiani italiani. Scritto con forza, da un intellettuale italiano fine e pacato, ho rinnovato l'abbonamento anche per questo ...

Una questione di democrazia
Marco Revelli (il manifesto 28.01.2012)

Ancora la Val di Susa. Ancora la resistenza contro il Tav. Il blitz - così lo chiamano giornali e tv - di giovedì all'alba è caduto in un paese segnato dalla crisi e attraversato da ventate di rivolta a cui non si era più abituati, dai "forconi" siciliani agli autisti dei tir. E già prende corpo l'idea di una manovra repressiva ad ampio raggio, che affianchi all'autoesclusione della democrazia parlamentare la chiusura degli spazi di mobilitazione dal basso nel quadro di una modernissima forma di dispotismo della ragione economica e dell'emergenza finanziaria.
In effetti, ci si sarebbe aspettati che in un momento in cui si raschia il fondo del barile per far cassa, e si spremono persino i pensionati per ridurre il debito pubblico, si dedicasse non dico un encomio solenne al valor civile, ma quantomeno un minimo di ascolto a chi da anni si batte per evitare che una ventina di miliardi di euro vengano gettati in un buco inutile e dannoso. E che il peso di quell'opera folle fosse sollevato dalle spalle degli italiani. Invece i 26 arresti, le perquisizioni a tappeto, gli ordini di custodia cautelare. Perché tanto accanimento? E perché ora, a sette mesi dai fatti contestati?
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giovedì 26 gennaio 2012

Due parole con gli AcomeandromedA

Questa sera per la prima volta nella palude gli AcomeandromedA, gruppo pugliese forte e nuovo. Lo si capisce dal nome che sono forti e nuovi, e poi dal titolo e dalla splendida copertina da cinema di serie B, qui sopra in bella mostra (piacerà un sacco a Pedro Almodóvar). Lo stesso posso dire dalle canzoni di questo loro esordio, undici pezzi più ghost-track con rimandi al meglio del nostro alternative-rock cantato in italiano, ma con una personalità spiccata tutta loro. Sì, hanno stile questi cinque ragazzi provenienti dalla suggestiva Castellana Grotte, stile da vendere.
Occhio comanda colori, prodotto dagli AcomeandromedA stessi con La Piccola Bottega Popolare e il sostegno di Puglia Sounds, sarà ufficialmente fuori ai primi di febbraio, ma io ho avuto la fortuna di ascoltarlo spesso in questi giorni. Mi sembra un disco poco convenzionale, ricercato senza essere pretenzioso, citazionista senza essere una banale copia. Titoli come Il mio non compleanno, Regina del mio io, Skizofonia, Antonella e le sabbie di lame, dicono molto sul loro contenuto. A partire dalla prima traccia, con lo stesso nome della band come titolo, AcomeAndromedA, da un romanzo di fantascienza. Ma ci diranno tutto loro. Pronti?
VAI AL LORO SITO http://www.acomeandromeda.it/

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mercoledì 25 gennaio 2012

Basta, ci faccio un post

Ho ancora le mani che tremano. Un boato forte, l'ennesimo attorno alla mia palude. Da Hallowen ad oggi saranno 7-8 volte che la terra trema. Poco, per pochi secondi, che sembrano non finire mai. Non si rompe nulla, a parte qualche oggetto appeso male, e il braccio di mia madre questa volta (spero solo slogato), ma comincio ad essere stufo. Vado in rete a trovare news, commenti di chi non dormirà bene questa notte (pare da Venezia a Milano). Sotto la cartina c'è scritto magnitudo 4,2 alle ore 00,54. Forse niente per chi ha visto le proprie case crollare, tra le risate di sciacalli che mai scorderò, ma vi assicuro anche questo non è bello. Sempre intorno alla palude, chiapperi. Qualche bravo studioso, senza allarmismi, adesso prenda una cartina, segni i punti e mi dica che cavolo succede qua sotto. Si ha paura di ciò che non si capisce.

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lunedì 23 gennaio 2012

Due parole con i Phidge

Questa sera si fa la storia o si muore. Anzi, si fa la Storia, punto e basta, perché ritorna nella palude la prima band passata di qui per la blog-intervista (nel lontano febbraio 2008), i Phidge.  Tanto tempo è passato da allora, ma ho ritrovato un gruppo con la voglia di fare, con un piacere del rock nelle vene, nonostante gli anni e i cambiamenti effettuati in questo periodo (per esempio, hanno un nuovo batterista). Sono cresciuti dall’esordio It’s All About Tell di quattro anni fa, ma sono rimasti fedeli a loro stessi, soprattutto nella volontà di fare e nell’entusiasmo di stare insieme; per dirvi, questa sera hanno organizzato una cena in occasione della blog-intervista.
Questo nuovo disco s’intitola We Never Really Came Back (con Back scritto storto, come tutto il titolo dell’album di Nordgarden, che sia una tendenza del 2012?), ed è uscito, come il precedente, con la bolzanina Riff Records. I Phidge sono tornati, dicono con questo titolo, sono loro, ma non lo sono completamente: amori, delusioni, battaglie vinte, battaglie perse … la vita, la vita ha inevitabilmente creato degli altri Phidge. La copertina, ispirata da un Amleto televisivo di Carmelo Bene (dopo mi spiegheranno), con le figure dei quattro Phidge in movimento, sembra alludere a questo cambiamento continuo. C’è energia in questa immagine, come nella loro musica. La sento dal cd, la sento dal tavolino in movimento. Non è una seduta spiritica, ma la blog-intervista in partenza. Se ci siete battete un colpo… 

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domenica 22 gennaio 2012

Rinnovo l'abbonamento con pezzi come questo

Perché pisciano nel vaso  
Tommaso Di Francesco (il manifesto 14.01.2012)
Per il filmato dei quattro marine che in Afghanistan orinano sui corpi ancora insanguinati di talebani uccisi, la condanna è stata unanime. Il capo del Pentagono Panetta ha definito «deplorevole» il gesto e per il segretario di stato Hillary Clinton è «una vergogna» e «i responsabili ne risponderanno». Pare di ascoltare le parole del colonnello Kurtz in Apocalipse Now, il film d'ispirazione conradiana del regista Coppola, che all'ufficiale inviato da Saigon per ucciderlo racconta: «Hanno addestrato i nostri bombardieri a gettare tonnellate di napalm sui civili ma se i nostri ragazzi scrivono "cazzo" sulle bombe allora s'indignano».

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venerdì 20 gennaio 2012

Due parole con Nordgarden

Ospite internazionale questa sera nella palude: Terje Nordgarden, norvegese innamorato dell’Italia, dove ha deciso di vivere da un po’ e da dove si collegherà per la blog-intervista. Bologna e Firenze le sue prime città italiche, e ora Acitrezza, località siciliana nota per essere, tra l’altro, luogo di ambientazione de I Malavoglia e dove Visconti girò La terra trema …  e ora dove Terje ha registrato buona parte del nuovo cd, nello studio casalingo con vista sul Mar Mediterraneo. S’intitola You Gotta Get Ready, l’ha prodotto lui stesso con la sua GDN Records, profuma di sogno rock dell’Altra America, e sarà ufficialmente fuori lunedì prossimo.
Io, che ho avuto la fortuna di sentirlo in anteprima da qualche settimana, continuo a dirmi “questo è un gran disco, inizia bene musicalmente il 2012”. La copertina mi ricorda il Nick Cave di The Boatman’s Call, le canzoni risentono dei viaggi e dei concerti fatti negli States, della sua passione per Springsteen, del non abbattersi e continuare a correre. Una voce calda, chitarre, armonica, banjo, ukulele, piano, organo, per un disco pensato e realizzato tra la Norvegia e Acitrezza. Ci sento dentro una gran forza, ma mi fermo qui. La parola a Terje Nordgarden. Pronto?

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mercoledì 18 gennaio 2012

Frigidaire/il Nuovo Male e la metafora della nave ...

Finalmente in edicola l'accoppiata più sovversiva delle edicole, Frigidaire e il Nuovo Male. Ovviamente consiglio entrambe, in particolare la prima perchè trovate le mie rece (questo mese Luminal e Piers Faccini). Ovviamente i motivi sono mille altri, dai fumetti nuovi, alla satira vera, e poi racconti e testimonianze che non trovare in nessun altro luogo, Vincenzo Sparagna ... sentite cosa ha scritto sul sito di Frigolandia ...

Un Titanic all’isola del Giglio - di Vincenzo Sparagna

La Costa Concordia affondata davanti all’Isola del Giglio era un mostro, un gigante d’acciaio alto 11 piani. Pare che il comandante si sia avvicinato troppo alla costa, quasi una buffonata per vedere le luci del porto. Da qui, sembra, la tragedia: morti, feriti, persone “disperse”, miliardi buttati. Appare evidente l’insensatezza di questi megahotel galleggianti, costruiti solo per sfruttare il desiderio di un breve intermezzo lussuoso di migliaia di poveri impiegati e pensionati.
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lunedì 16 gennaio 2012

Due parole con gli Zocaffe

Musica, buona cucina, e un bel caffè alla fine di tutto. Si presentano così questi quattro ragazzi toscani (da Empoli e Lucca), per la prima volta nella palude, con un disco presto in uscita. S’intitola programmaticamente Il piglio giusto, è stato prodotto da loro stessi insieme alla Phonarchia Produzioni, e sarà ufficialmente fuori lunedì prossimo. Io l’ho già ascoltato parecchio, trovandolo gustoso come la copertina e il libretto interno, con tutte queste lettere di pasta anarchicamente in giro, a comporre poi titolo e nome della band.
Esordio autofinanziato con i loro concerti, Il piglio giusto è costituito da nove pezzi di gradevole pop cantato in italiano, un po’ acido, un po’ rockabilly, con ironia, temi sociali e spirito punk. Elementi fondamentali della nostra musica più amata ben amalgamati, con titoli che fanno immaginare molto: Che giornata, È solo sesso, Sognando Vaticano, Senza te. Pezzi ben strutturati, nati dopo alcuni anni insieme (in realtà si sono formati solo 3 anni fa, anche se sembrerebbe di più), dopo rassegne e molti km nelle loro scarpe, qualche ep, fino all’atteso esordio. Parleremo di questo e molto altro ancora nella blog-intervista tra poco in diretta. Pronti?  

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domenica 15 gennaio 2012

Io sto nel Mucchio

Nella mia educazione rock devo molto a questa rivista. La leggevo da ragazzino, a partire da quel numero con John Lennon in copertina. L'ho letto per più di dieci anni, poi, come molte cose l'ho abbandonato, sfogliando ogni tanto quello di mio fratellino maggiore, abbonato da secoli. Ora ho saputo che anche Il Mucchio Selvaggio è in crisi, a causa dei tagli all'editoria attuati dal Governo Monti. Servono 2000 abbonamenti entro gennaio, ed io ci sto facendo un pensierino. Fateci un pensierino anche voi e se potete aiutatelo in vari modi, è una questione di rock e democrazia: link, avatar, abbonamenti, mail, piccione viaggiatore ...
Cliccate sopra l'immagine sotto per scopririre come farlo.


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