domenica 10 maggio 2020

In palude con Myownmine


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Synth-Pop

DOVE ASCOLTARLO Su Spotify, Youtube o comprando il disco sullo store de La Lumaca Dischi

LABEL La Lumaca Dischi

PARTICOLARITA’ Dura pochissimo, come molte cose belle della vita


CITTA’ Cosenza

DATA DI USCITA 28 febbraio 2020
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sabato 25 agosto 2018

Rece d'Alligatore: Fabio Curto


Fabio Curto, Rive Volume 1
Fonoprint
Dalla vittoria del talent show televisivo di RAI 2 The Voice of Italy nel 2015 alla laurea in Scienze Politiche, dal suonare per le strade d’Europa da solo o con band al comporre un disco d’esordio quasi totalmente in italiano, questo Rive Volume 1, a un tour in Australia. Questo è in semplici passaggi Fabio Curto, autore di un blues sofisticato, con una bella voce.
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giovedì 26 novembre 2015

Rece d'Alligatore: NUDi


NUDi - La mia favola + bella
Nudidautore
NUDi, ma per niente crudi. Niente sesso, nulla di morboso, solo canzoni pop orecchiabili, dove troppo spesso si cerca di trovare la rima con amore. Pezzi che non fanno male, dove l’essere troppo buoni alla fine non convince. Certo, con questa copertina e il titolo scelto, cosa ci si poteva aspettare? Francesco Saverio NUDi è così, prendere o lasciare.

Se si prende, a piccole dosi, qualcosa di buono si trova, come certe filastrocche divertenti tipo la title track con fiati in primo piano, o La storia di precario impertinente, dove, seduto al piano, le canta a un ministro, tra tasse, bollette e lavori precari (meno populista di quello che si pensi). Viene in mente la Bandabardò in settimo, ascoltando La ninnananna dell’Uomo Nero, corretta rivisitazione di un classico, e si può apprezzare il tentativo di guarire il mondo in Se fossi DiO (ma perché i titoli scritti così?).

Auguro al ragazzo calabrese tanta fortuna. Anche se non è il mio genere, mi è simpatico, sono un NUDistA per caso.

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giovedì 11 dicembre 2014

Due parole con La Fine

La Fine in palude, tra poco. Non la fine di tutto, ma i La Fine, giovane band nichilista, nei suoni e nelle parole, con un disco veramente esplosivo uscito ufficialmente solo ieri. Il titolo, tanto per continuare nella metafora, è Scontento, a produrlo la Superdoggy Music di Karim degli Zen Circus. La leggenda narra, che abbia sentito solo alcuni brani della band, e ne sia stato così folgorato da decidere di prenderli sotto la sua ala protettiva. I tre giovani di Cosenza, attivi da un po’ di anni in alcune band dell’area calabrese, si sono formati da solo un anno, e la prima cosa fatta è stato registrare 4 pezzi in meno di tre ore. Fatti poi girare un po’ in giro fino a che non sono finiti nelle mani giuste.
Scontento è rock con venature noise, un certo gusto cantautorale sporco e cattivo. La cartella stampa suggerisce: le canzoni del disco trattano temi centrali come l’amore, la precarietà e la scoperta di se stessi attraverso l’introspezione. Direi che è una buona traccia. C’è dentro il male di vivere, classico, da giovani ribelli, un po’ intellettuali, ed è gridata con stile. Molto centrata la surreale malinconica copertina, in linea con le sette canzoni dell’album (provate a sentirle cliccando qui). Io è da un bel po’ che sento in cuffia Scontento, e non sono affatto scontento, anzi … la mia coda ha preso il ritmo giusto. Mi pare sia ora di sentire cosa ne pensa la band.  Pronti?

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giovedì 30 gennaio 2014

Due parole con i Kyle



I Kyle si stanno avvicinando alla palude, e nonostante il maltempo di questi giorni, hanno risalito lo stivale piano piano, dalla lontana Calabria, per arrivare fino a qui. Direi per la prima volta, considerando che il cantante e fondatore del gruppo, Michele Alessi, non è mai stato su questi schermi (mentre altri della band, sì: Yandro Estrada e Ignazio Nisticò con i loro Camera 237 ora anche con i Kyle). Sono arrivati per presentare Space Animals, disco dato alle stampe sul finire dello scorso anno con la label Overdrive Records, da sempre specializzata in chicche (vinile 12”, più supporto cd, più coupon per scaricare l’album online). Un pop-rock virato verso il folk cantautorale acido, tutto molto suggestivo.
Suggestivo come suggestiva è la copertina, con questo elefante violaceo e brillantato su sfondo giallo opaco. Qualcosa di psichedelico e grande, come è Space Animals, pieno di suoni e strumenti dal mandolino all’ukulele, piano rhodes, farfisa e wurlitzer, l’originale ritmica contrabbasso/batteria, e poi flauti e il sax, il banjo … già il banjo. Insomma, un disco pieno di colori e sapori folk (ascoltateli comefaccio io da qui), con tematiche spaziali, esistenziali, ma anche animali, più basse, cioè umane. Un disco dove alto e basso convivono, dai testi alle musiche al modo di proporsi. Sarà così anche nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?
PERCONOSCERLI MEGLIO

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domenica 8 maggio 2011

Intervista ai Camera237

Camera237 (tutto attaccato, come preferiscono loro), ancora una volta sul blog dell’Alligatore. Sì, questi quattro ragazzi di Cosenza rientrano di diritto nel club dei coraggiosi inoltratisi nella palude due volte: nel febbraio 2009 e oggi. Usciranno vivi anche questa sera? Credo di sì, perché hanno fatto un nuovo cd veramente bello, e voglio lo portino in giro tanto (i loro live sono una cosa mitica e molto apprezzata, cercateli) L’album s’intitola Alone In An Empty Bed, ed è uscito, come il precedente, con l’indipendente casa mantovana dalla papera, la Foolica Records.

Alone In An Empty Bed, soli in un letto vuoto è un dischetto senza malinconie e rimpianti, ma con nove pezzi di post-rock come dio comanda. Figlio degli anni ’90 e della non rassegnazione, gira da un bel po’ sul mio lettore cd. Prodotto dai Camera237 con Bruno Germano, che l’ha pure registrato in quel di Bologna, masterizzato dal mitico Carl Staff in quel di Chicago, Usa, ha una delle copertine più strane dell’anno: un villaggio di casette rosse, draghi volanti, sirene, velieri, una donna all’interno sopra cuori rossi …il tratto ricorda quello di Marjane Satrapi (Persepolis), e una delle domande sarà: chi è l’autore della copertina? Ma nessuna altra anticipazione. Pronti Camera237?

VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/camera237

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giovedì 5 agosto 2010

Intervista a The Blast

Nel bel bianco e nero di Sonia Golemme sembrano proprio in attesa delle mie domande. Sono The Blast, il gruppo ospite questa sera. Un gruppo che ama quello che fa, fa quello che crede e così evolve. Sarà un modo di pensare zen (ma anche molto concreto), come zen e concreto è quel magnifico oggettino di culto da poco dato alle stampe per MadNoises, Collettivo Espressivista. S’intitola Cut e profuma di buono. Dovreste vedere la confezione in carta come si apre, come è disegnata, come ti sorprende (per l’emozione ho rischiato di romperla). Curata come un vecchio vinile o forse meglio, è in 500 copie …
Ovviamente, le canzoni contenute non sono da meno. C’è un rock alternativo, canzoni cantate in inglese e in italiano, voci di uomo e voci di donna che si alternano, fondono e confondono. Senti la voglia di sperimentare, di cercare vie nuove. Segno dei tempi di un sud di ricerca e innovazione? Potrebbe essere. Ma non voglio buttarla in politica o sociologia spicciola. Per me The Blast sono stati una piacevole novità dell’estate, che mi accompagnerà nel triste autunno (forse anche grazie a loro sarà caldo)… ma bando agli sbrodolamenti. Sopra la mia palude gira pure un bel temporale e rischiamo di saltare … e allora, siete pronti? …
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/theblastmusic

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giovedì 12 febbraio 2009

Intervista ai Camera 237

Questa sera ritorniamo verso il caldo, questa sera andiamo a Cosenza (anche se, in effetti, in questi giorni pure al sud le temperature non sono proprio calde). Con un freddo così viene voglia di rinchiudersi in casa ad ascoltare musica come quella dei Camera 237, con un cd in uscita proprio domani, venerdì 13 febbraio, una sfida dichiarata alla sfiga e alle mille superstizioni. S’intitola Inspiration is not here, ma è un titolo bugiardo; l’ispirazione c’è, chiapperi se c’è. A produrlo una nuova etichetta di Mantova, la Foolica Records, che fa il suo esordio con loro e con un altro giovane gruppo (The Vickers, tra due settimane sul Blog).
Inspiration is not here è un’esperienza musicale interessante, con un cantato centellinato ma molto particolare, una sezione ritmica protagonista senza essere invadente, delle chitarre sempre impegnate a creare dei muri di suono indistruttibili. Registrato in presa diretta al mitico Alpha Dept. di Bologna sotto la supervisione di Francesco Donadello, ricorda in parte la migliore uscita della scorsa stagione, quella degli altoatesini Sense of Akasha, passati a novembre qui. C’è una psichedelia penetrante, delle canzoni diverse ad ogni ascolto con titoli tipo 23 secondi per decidere di non morire, Are you ready for Cambogia, New song, dal sapore decisamente programmatico. Ma ora comincio a sbrodolare, e i Camera237 mi sembrano pronti sotto un cielo poco raccomandabile. Dovrebbe esserci Yandro, batteria ed emozioni dei Camera 237. Ha le mani in tasca e muore dalla voglia di entrare. Sei pronto Yandro?

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