domenica 18 novembre 2018

Una commedia rock con De Luigi

Un film con un testo semplice, anzi un pre-testo semplice, far scatenare le facce buffe di un grande comico quale è Fabio De Luigi: è Gabriele, cinquantenne divorziato e con una figlia di 10 anni (è la Sofia del titolo, interpretata da Caterina Sbaraglia) per metà settimana a casa sua e per l'altra metà con la madre (Caterina Guzzanti), che aspetta un altro bambino con il nuovo compagno. Gabriele incontra casualmente Mara (Micaela Ramazzotti), una vecchia amica, una donna molto bella, libera e indipendente fotografa giramondo. Escono a cena e iniziano a frequentarsi. In poco tempo nasce una bella relazione, quasi perfetta, per un solo piccolo particolare, Mara non ama i bambini, non vuole averne per libera scelta di vita. Inizia così un vero incubo, con il povero Gabriele che farà di tutto per nascondere Sofia. 
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venerdì 22 giugno 2018

In palude con Giorgio Ciccarelli

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock d’autore
DOVE ASCOLTARLO SU spotify
PARTICOLARITA’ un disco di canzoni, che restano “dentro la testa”
FB
CITTA’: Milano
DATA DI USCITA 30 marzo 2018
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sabato 24 giugno 2017

Letture estive: Sposerò Manuel Agnelli

L'ho intervistata sul blog per il suo disco la Genghini (l'ottimo Fuorimoda), poi ho saputo che ha scritto pure un nuovo romanzo, questo, e l'ho voluto subito leggere ... una bella lettura divertente, a tratti da sbellicarsi. Sì, si ride molto in Sposerò Manuel Agnelli  si ride sull'underground italico, argomento molto caro da sempre qui in palude. La Genghini fa in modo autoironico e con un pelo di nostalgia per anni eroici, quando a conoscere Manuel Agnelli eravamo sempre in pochi (non pochissimi, a dire il vero), e ora, che è stato in TV? ... 

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lunedì 23 giugno 2014

Due parole con i Majakovich

Arrivano in palude i Majakovich, qui per la prima volta a parlare/dibattere/cazzeggiare sul loro nuovo album, intitolato ironicamente Il primo disco era meglio. Quello era cantato in inglese, questo in italiano, quello era del 2010 e si intitolava Man Is a Political Animal By Nature, questo Il primo disco era meglio ed è uscito ad aprile 2014. Molta acqua è passata sotto i ponti dal primo: concerti, viaggio negli States e apertura lì per gli Afterhours, viccissitudini varie, altri concerti, idee, partecipazione a compilation importanti... Poi la registrazione, la scorsa estate, de Il primo disco era meglio, con accanto amici fidati. Troppi per citarli tutti, ma veramente in gamba.
Un gran bel disco, anche questo secondo, un disco da ascoltare bene, perché ci sono storie di vita che colpiscono, con ironia e disincanto. Dei testi molto belli (tra i migliori degli ultimi anni), da mandare a memoria, con una musica altrettanto buona, ben calibrata, con il giusto equilibrio tra rock e cantautorato (ascoltateli in streaming qui). Ci sanno fare questi  Majakovich, non lasciano nulla al caso. Per questo hanno accanto più di una label (il cd è uscito con Metrodora Records in collaborazione con V4V, To Lose La Track), e la produzione artistica di Tommaso Colliva, si sente tutta. Ci vuole metodo per buttare dei colori su 5 pezzi di plexiglas e tirarne fuori una copertina così, come ci vuole metodo per mettere delle parole/musica su carta per poi cantarle/suonarle così. Parliamone. Pronti?

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venerdì 27 maggio 2011

Intervista ai Maciunas


Questa sera aboliremo i confini tra le arti, tra le persone, tra le nostre convinzioni, sconfiggeremo il temporale che gira sopra la mia testa e le falle di Blogspot di questi giorni. Stanno arrivando nella palude i Maciunas, band al debutto non con un semplice cd, ma un dvd, contraddistinto da veri e propri film in presa diretta, Esplodere nel sonno. Un video per ogni canzone. Del resto, il nome scelto non lasciava loro scampo: Maciunas, architetto, amico di Yoko Ono e Nam June Paik, fondatore del movimento Fluxus nato per abolire i confini tra le varie discipline artistiche (semplificando). Chissà se fosse vivo oggi cosa ne farebbe del/col computer? Di sicuro aprirebbe un blog.
Torniamo al gruppo: come forse avrete capito (anche dalla foto), i Maciunas sono al debutto, ma non sono artisti di primo pelo. Giorgio Ciccarelli è anche il chitarrista degli Afterhours, e voce/chitarra dei Sux!, Luca Pastore è il bassista/chitarrista dei Fluxus, e noto filmaker, Roberto Rabellino è il batterista dei Fluxus. Questo loro nuovo progetto, tra il blues sporco e il cantautorato più vero e profondo, è lo specchio dei tempi; la musica nell’era di Internet non è più la stessa. Contaminazioni, ibridazioni, energie in movimento, tutto questo si sente ascoltando e guardando la musica dei Maciunas. Vediamo se sono arrivati con la calzamaglia in testa o senza...
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/maciunass

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lunedì 1 giugno 2009

Afterhours live – Verona, Teatro Romano 30.05.2009

Avere per due sere di seguito la possibilità di vedere un concerto rock in uno scenario splendidamente bello com’è il Teatro Romano, di solito sede di recite shakespeariane (la mia è la città di Giulietta e Romeo), è una fortuna non da poco. Una sera i Marlene Kuntz, un’altra gli Afterhours, con Godano ospite in tre pezzi, mica palle. Troppa grazia. Così, dopo un sabato pomeriggio passato ad un dibattito di presentazione del candidato alla presidenza della provincia di Verona per la sinistra unita (esperimento unico in Italia: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà, insieme “dal basso” nel nome di un grande uomo di sinistra, Campagnari), sono corso in città e ho trovato uno degli ultimi 20 biglietti disponibili.
A differenza della sera prima con i Marlene Kuntz, quando ero in terza fila, con gli Afterhours mi sono trovato più lontano, in gradinata non numerata. Ma il Teatro Romano non è immenso, e a parte le foto che vedete piccole piccole, ho goduto di una buona visione unita ad un ottimo ascolto. Il Teatro Romano ha un’acustica invidiabile, spero che molti altri del rock passino di qui.
Anche la band di Manuel Agnelli, ha dimostrato forza e umanità. Più di pancia e meno di testa dei Marlene (ma i Marlene sono anche di pancia... e anche gli After sono un po' di testa), con Manuel infortunato alla mano sinistra, comunque energico/energetico, erotico/eretico come sempre. Sanremo non l’ha rammollito, forse un po’ ingrassato (tanto, dalle mie foto non si vede).
In apertura una sorpresa annunciata: Cristiano Godano viene chiamato sul palco dal cantante degli Afterhours e canta Il paese è reale, per suggellare l’unione dell’alternative italico maturo. È una bella versione la sua, forse migliore, non me ne voglia Manuel, di quella del suo autore. Ed è bello vedere questa vicinanza tra i due. Poi gli Afterhours cominciano ad infiammare il palco, sfornando un’ottima versione di Ballata per la mia piccola iena (la canto a squarciagola pure io), alcune perle dello stesso disco (per me il loro vertice), con Agnelli che ogni tanto abbandona il centro del palco per suonare le tastiere, con impeto e follia. Da infarto al miocardio Male di miele, cantata assieme a tutto il pubblico, come altri pezzi sempre più intensi. Nel finale, una cover di What a Wonderful Love poco armstronghiana, molto più vicina invece a quella avinazzata di Nick Cave e Shane McGowan. Come prima tappa del Voglio far qualcosa che serva tour può andare. Perdonato il loro passaggio sanremese.
A fine concerto una grande sorpresa per me. Vedo l’amico scrittore Gianluca Morozzi e lo saluto. Sembra un’entrata fantastica da film di Woody Allen. Morozzi l’avevo intervistato anni fa per Smemoranda, gli scrivo ogni tanto e lui qualche volta è passato sul mio blog, ma non l’avevo mai visto in carne ed ossa. È come nei suoi romanzi. Un grande. Ci scambiamo opinioni sul concerto (lui la sera prima aveva visto sempre gli After, a Taneto di Gattatico, che stia pensando ad un romanzo su Agnelli Manuel e compagni?), pareri sulle nostre squadre del cuore salve per un pelo (il mio Chievo già da una settimana, il suo Bologna chissà…ancora non c’era la certezza matematica ieri notte), i concerti che vedremo quest’estate (lui, finito il campionato, ritornerà ad inseguire il Boss) e condividiamo il parere su Cristiano Godano: in forma strepitosa (questa sera ha ricantato Impressioni di settembre, avevo ancora la pelle d’oca dalla sera precedente…). Insomma, un sacco di motivi per dire che anche questo concerto è da incorniciare.
SITI E MYSPACE AFTERHOURSIANI
http://www.afterhours.it/it/
http://www.myspace.com/weareafterhours
MYSPACE MOROZZIANO
http://www.myspace.com/gianlucamorozzi

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sabato 21 febbraio 2009

Il Premio Dardos e gli Afterhours a Sanremo


Ho vinto un’altra volta il Premio Dardos. Quest’anno è la già la seconda amica blogger che me lo assegna. Il premio è per i blog “che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali". Ringrazio l’amica Jane (Pancrazia) Cole e visto che mi ha messo di peso alla guida del suo jAne-TEAM (LEGGI Secondo premio, secondo post) ne approfitto per lanciarmi in una avventura impossibile. Ritornare indietro nel tempo di qualche giorno e rapire Manuel Agnelli, prima di vederlo salire sul palco del cosiddetto festival, della cosiddetta musica della cosiddetta Italia.
L’amico Manfredi sul suo blog ha analizzato con la giusta freddezza la loro esibizione (LEGGI Il paese è reality), ma io non ci riesco, vivo troppo le cose di pancia e mi chiedo continuamente perché Manuel Agnelli sia andato su quel palco, ma non trovo una risposta; dopo averlo rapito, in nome dei valori del Premio Dardos, lo chiederei a lui.
Perché dopo anni di militanza nell’alternative italico hai deciso di metter piede nel tempio della canzone nazionalpopolare? Per conquistare la casalinga di Voghera? Per dimostrare che siamo diversi, ma in fondo uguali? Perché in tempi di crisi è meglio allargare il proprio pubblico? Non ci credo.
Certo, su quella scena, dalla metà degli anni Novanta in poi, qualche scheggia di rock impazzita è arrivata, qualche nome della scena indipendente è giunto, ma l’inventore del Tora! Tora! no, non doveva, non poteva, non si doveva sognare! Cosa ne direbbe Demetrio Stratos, da te interpretato in Lavorare con lentezza, di Giudo Chiesa?
Andare lì per fare una provocazione tipo dare fuoco al palco, colpire con un uppercut Povia e scatenare una megarissa, bestemmiare in diretta o prendere a sberle Pupo fino a farlo piangere, sarebbe controproducente, stupido, poco educato. Faresti solo il gioco degli sponsor e di tutto il baraccone lottizzato (non si usa più questa espressione, manco Pannella la usa più, chiapperi). Bonolis non aspetta altro. Per questo ti ha voluto. L’unica sarebbe prenderli in contropiede e davanti a politicanti incravattatati e signore impellicciate, cantare Ballata per la mia piccola iena. Pensa alle parole
Nel tuo piccolo mondo/
Fra piccole iene/
Anche il sole sorge/
Solo se conviene.
Sembrano versi scritti per quel luogo, dove regna il Re del cinismo. E poi a Carnevale, ogni scherzo vale. O no?

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lunedì 21 aprile 2008

Secret Show: gli Afterhours gratis


Una ne pensano, cento ne fanno. Dico gli Afterhours, con quelle facce da drughi. Dopo la versione in inglese del loro ultimo cd (consumati tutti e due i prodotti a forza di ascoltarli), ora lanciano il loro attesissimo disco dal titolo provocatorio/programmatico I milanesi ammazzano il sabato, con dei Secret Show, cioè dei concerti aperti esclusivamente a chi acquisterà il cd tramite il sito della Fnac. Ormai ci sarete abituati, in questo blog si parla solo di grandi rock’n’roll band e di cose gratuite, o quasi.
Per la cronaca, i concerti evento sono 2: uno in Sicilia, già fatto, l’altro in Veneto, il 23 aprile alla Gabbia Music Club in collaborazione con lo Zion Rock Club.
Tutte le informazioni a questo indirizzo.
http://www.lagabbiamusicclub.it/
http://www.zionrockclub.it/
http://www.afterhours.it/

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