venerdì 16 febbraio 2024

In palude con Stella Burns

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Folk orchestrale, Acoustic rock, Americana

 DOVE ASCOLTARLO

Su tutte le piattaforme digitali da Spotify  a Bandcamp

 LABEL Brutture Moderne, Love and Thunder


PARTICOLARITA’
MICK HARVEY: Enigmatic, compelling, always charming. When Stella Burns asked me to guest on the album…I had no hesitation

JOEY BURNS/CALEXICO: I am pulled in by the magic of his voice (...)  I’m reminded of artists like Lou Reed, Elliott Smith and Bill Callahan (...) There’s a lot of beauty, tenderness and strength (...)

UMBERTO MARIA GIARDINI: Il nuovo lavoro di Stella Burns come una carezza proveniente dal nulla si materializza in ogni ascolto (...) Impossibile non farsi rapire dai suoni, difficile restarne immuni.

Instagram FB

 CITTA’ Bologna

DATA DI USCITA 26 gennaio 2024

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giovedì 14 luglio 2022

Buon compleanno Woody

Oggi Woody Guthrie, se fosse ancora vivo, compirebbe 110 anni. Potrebbe ancora esserci, dai! Era nato a Okemah il 14 luglio del 1912, ed è considerato, a ragione, il padre della canzone di protesta. Senza di lui, la nostra musica sarebbe molto meno bella e importante, senza di lui, forse non sarebbe mai nato questo blog. Devono a lui molto Bob Dylan e tutti i cantautori folk-rock della Storia della nostra musica. Per questo, ritengo un dovere ricordarlo.

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sabato 6 giugno 2020

In palude con MOAI


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Indie-Folk, Cantautore, Folk-rock
DOVE ASCOLTARLO Bandcamp, Spotify, Apple music e tutti gli store digitali. Disponibile anche in formato CD.
LABEL Autoproduzione
PARTICOLARITA’ Folk contaminato da atmosfere e sonorità elettriche
CITTA’ Brescia
DATA DI USCITA 22 Maggio 2020
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domenica 27 dicembre 2015

In palude con i Lingalad

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE folk rock
DOVE ASCOLTARLO iTunes a altri digital store
(su spotify qui)
LABEL Lizard Records
PARTICOLARITA’ cd con testi ispirati ai romanzi Il passaggio dell'orso e
L'ombra del gattopardo (Salani Editore) di Giuseppe Festa, cantante dei
Lingalad
SITO O FB DEL GRUPPO www.lingalad.it
CITTA’: Milano
DATA DI USCITA: 12 novembre 2015
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lunedì 8 settembre 2014

Due parole con The Rust And The Fury

Ritorna l'intervista sul blog, ritorna con un disco bello e colorato come la copertina lascia intuire. Si tratta di See The Colors Through The Rain, seconda fatidica prova dei The Rust And The Fury, band di Perugia che sa il fatto suo. Un rock con molte venature, dal pop al folk, da ballate acide a momenti riflessivi di marca grunge. Ritornelli che restano, un cantato spesso piacevolmente alternato tra voce maschile e voce femminile, pezzi densi e intensi. L'album dei TRATF è tutto qui, e non è poco. Uscirà ufficialmente il 19 di questo mese con Woodworm, dando un buon sapore all'autunno dell'alternative-rock nostrano.
Registrato in modo autarchico presso il loro studio Cura Domestica, realizzato all’interno dell’Ostello Mario Spagnoli di Perugia, See The Colors Through The Rain, segna una perfetta evoluzione della band umbra, a due anni dal precedente acclamato May The Sun Hit Your Eyes. In mezzo ci sono stati molti concerti e sbattimenti, la partecipazione a numerose rassegne cult della penisola, dall'Arezzo Wave al Miami a molti altri, l'apertura a band di peso (Tre Allegri Ragazzi Morti, Appino...), il rifacimento di Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle dei Nirvana per la compilation dedicata a Cobain nel ventennale della morte. Potevano mancare all'appuntamento in palude? Certo che no... eccoli! Pronti?

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giovedì 27 marzo 2014

Due parole con i Werner



Bello ospitare ancora una volta in palude i Werner, bello il loro ritorno, a due anni di distanza, con un disco targato ancora White Birch Records, piccola label in pista ogni volta con lavori nuovi e diversi. Una realtà artigianale da sempre gradita ospite su questi schermi. Il loro nuovo album, uscito da qualche settimana, è contraddistinto da un tenue folk-rock confinante con la classica e il cantautorato, che incanta per la precisione nell’esecuzione e nelle emozioni generate dal suo ascolto. S’intitola Down Below On Your Own, sembra un fenomeno naturale, al pari della sua copertina, opera di Cuoredicane, come di consueto per l’artwork della band toscana.
Cuoredicane (vi consiglio un giro sul suo blog), è Alessia Castellano, anche violoncello della band, assieme ad Elettra Capecchi (piano), e Stefano Venturini (chitarre). Con le loro voci, spesso in armonia con gli altri strumenti musicali, direi quasi confuse, hanno dato vita a un disco intenso, uniforme, nuovo ad ogni ascolto. Loro soli, con pochi fidati amici (per esempio Mirko Maddaleno dei Blue Willa voce in un pezzo, e coro nel suggestivo finale con tanti altri, in particolare voci femminili) hanno saputo creare un altro disco importante. Un disco da diffondere ed ascoltare Down Below On Your Own. Sì, ascoltiamo i Werner. Pronti?
PER CONOSCERLI MEGLIO

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giovedì 26 aprile 2012

Due parole con i Werner



Per la prima volta in palude i Werner, formazione toscana di folk-rock originale e di gran classe. Un terzetto con una vecchia conoscenza dell’Alligatore alla chitarra e voce (è Stefano Venturini, due volte in palude con i “suoi” Ka mate Ka Ora), Elettra Capecchi al pianoforte e Alessia Castellano al violoncello. Da questa strumentazione intuite già qualcosa della loro musica, del piacevole incontro/scontro tra tradizione classica e moderne sonorità pop-rock nella dimensione più acustica. Una miscela ben calibrata che produce magia ad ogni pezzo, per un disco prezioso e a tratti unico.
In uscita ufficiale il 29 aprile, Oil tries to be water è la seconda perla della nuova label toscana White Birch Records (la prima era stata il cd dei Walking the Cow, pure loro ospiti qui), e segna una bella tendenza musicale che spero continui con altre uscite perchè c’è il gusto del fare le cose belle. Basta guardare la copertina per rendersi conto di questo; io poi, ho il privilegio di avere tra le mani il cartonato, poterlo aprire e trovarmi a leggere i testi delle canzoni su di un foglietto con disegnati sul retro i tre Werner alla maniera di elfi dei boschi. Una favola, come le dieci canzoni del disco … ma non voglio sbrodolare oltre. La parola ai Werner. Pronti?

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martedì 7 febbraio 2012

Due parole con Leo Pari


Leo Pari per la prima volta nella mia palude, Leo Pari questa sera in diretta sul blog. Credo che si troverà a suo agio, con le sue canzoni cantate in italiano, poetiche e folk-rock, ironiche e malinconiche, con degli arrangiamenti semplici e ricchi allo stesso tempo. Sto parlando già del suo nuovo cd perché è già partito l’ascolto. Rèsina s’intitola, ed è uscito da qualche giorno nei migliori negozi di dischi (quelli rimasti, come recita sarcastico sul suo sito), ma con una distribuzione digitale in data 11.11.11 (con la sua Gas Vintage il cd, con Digitalea/The Orchard la versione liquida). Modi moderni per diffondere la sua rèsina.
Rèsina, come quella degli alberi, linfa vitale che sgorga dalla copertina con quel cuore trafitto disegnato sulla corteccia di un albero. Rende bene l’idea questa copertina: tredici splendide canzoni d’amore (sofferto, sperato, di-sperato, ma anche felice e spensierato), tredici pezzi molto acustici, decisamente folk-rock con poca elettricità rispetto al Leo Pari dei primi due dischi. Leo è di Roma, e ascoltandolo pensi anche alla “scuola romana”, quella storica, quella che quando lui è nato faceva furore. Ma quella è una storia vecchia, questa sera parleremo di una storia nuova se la neve non ci impedirà il collegamento ... non riesco manco a collegarmi con la mail (per problemi miei, in realtà), spero ci sia. Leo, se ci sei batti un colpo …    
VAI AL SUO SITO http://www.leopari.it/

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venerdì 14 gennaio 2011

Intervista ai Lingalad

Come vedete i Lingalad stanno arrivando nella palude. Scenderanno giù da quel ramo uno alla volta e cominceremo l’intervista. Un’intervista all’aperto, come la loro musica, folk-rock con venature progressive, da sempre legata ai temi della natura e del tempo. Come il recentissimo La Locanda del Vento, uscito a fine 2010 con la Lizard Records, label specializzata in cose poco convenzionali, ma di spessore (vedi anche i Nichelodeon).

I Lingalad di spessore e poco convenzionali lo sono: forti come il legno dei boschi dove sono ambientate molte loro canzoni, magici come i libri del loro amato Tolkien (Voci dalla Terra di Mezzo, prima uscita della band bergamasca, è dedicato a Il Signore degli Anelli e a suo tempo suonarono alla prima mondiale del film di Peter Jackson in Canada). Del resto, a suonare fuori dall’Italia sono abituati, visto il loro ottimo seguito in altri continenti. In Italia, cosa strana, sono meno conosciti. Dopo il passaggio nella palude non sarà più così. Allora, pronti a partire con l’intervista Lingalad?

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martedì 28 settembre 2010

Intervista ai Johnnie Selfish & the Worried Men

Johnnie Selfish & the Worried Men Band (da ora in poi JS&WMB) al completo stanno pregando perchè l’Alligatore sia buono con loro. Non c’è pericolo, non mordo JS&WMB. Abbandonate il tempio e raggiungete la palude. Del resto, come potrei essere cattivo mentre ho in sottofondo il vostro cd, nuovo di balla? Committed, s’intitola questo, ed è blues come non ne sentivo da un bel pezzo. Autoprodotto per giunta. Parla di amore e rivoluzione, del fuoco nelle vene, del riscatto sociale, del lavoro e del nonlavoro e c’è un pezzo dedicato al filosofo Pekka Himanen. Perfetti per la mia palude virtuale questi JS&WMB.
In realtà la foto è stata scattata in Giappone, di fronte ad un tempio durante una pausa del tour orientale fatto nella recente estate (non stanno mai fermi questi giovani bluesman lombardi). Ora, per far conoscere Committed, loro secondo cd, hanno in programma numerose date nella loro regione. Spero attraversino i confini e raggiungano pure la mia: banjo, steel guitar, ukulele, una voce forte e calda, voci femminili non di contorno, insomma del blues con i controfiocchi, per locali fumosi, alligatori pensierosi e impegnati. Potrei commuovermi questa sera bevendo del calvados. Meglio partire… pronti JS&WMB?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/johnnieselfish

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