Un inizio di anno con i controfiocchi il 2013 in palude. Questa sera
arrivano i Blue Willa, mai presenti su questi schermi con questo nome, ma già
passati come Baby Blue un paio di volte. Un cambiamento di nome, e anche di
stile, sotto alcuni aspetti. Il disco della maturità, uno dei dischi più attesi
dell’anno (e non a caso, il Mucchio Selvaggio ha dedicato loro copertina e intervistona
sul numero in edicola); disco omonimo prodotto da soli, con accanto La Famosa Etichetta Trovarobato,
label bolognese che ultimamente non sbaglia un colpo. Produzione artistica di
Carla Bozulich, edizioni AbuzzSupreme, con le quali sono nati, copertina di
Cuore di Cane, ancora una volta lei. Questi i nudi dati storico-statistici, ma
che disco è?
Un disco sul quale scommette la più grande rivista di
rock italica, ricordando, nell’editoriale di Daniela Federico, le prime pagine
dedicate a giovani Litfiba, Diaframma, Subsonica, quando ancora non erano
conosciuti alle masse. Ma i Blue Willa sono i Blue Willa, un concentrato acido
di punk-rock e travolgenti passioni, delle canzoni nuove, tirate in modo
rigoroso, citazioni filmiche, una voce di donna sempre più sicura, sempre in
prima linea (anche nei dischi di amici passati in palude), una musica che pensa
localmente ma agisce nella mente… ed è quindi internazionale. Non state
capendo? Allora seguiteci, nella blog-intervista che va ad incominciare. Qui si
fa la Storia. Pronti?
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