giovedì 28 novembre 2024

Una generazione di merda

 

Generazione di merda, la mia.... La penso di continuo che i miei coetanei siano i peggiori di tutti. Di quelli venuti prima, che hanno fatto il Settantasette e prima ancora il Sessantotto, e di quelli di adesso, giovani che in una società pessima, inquinata mentalmente, si pongono domande. La mia generazione è quella dei cinquantenni, ma allargherei a chi ha 45 anni in su e arriverei ai sessantenni, come generazione di merda. Sono i politici di oggi, veramente di bassa qualità per non dire di peggio (inutile fare nomi). Si sono formati negli Ottanta, il peggiore decennio del secolo scorso in quanto a politica, musica, cinema, televisione, e chi più ne ha…

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 28 agosto 2023

Due tre cose sul clima

Sono poco sul blog, e troppo spesso su altri social, ma vorrei dire qui come la penso su ciò che sta accadendo al clima e sulle varie polemiche. Proprio su un social, sono stato "ripreso" da un amico che mi segue, qualche mese fa. Avevo pubblicato una storia su Instagram nella quale dicevo "Finalmente il caldo" e lui mi ha scritto in un messaggio privato "Da che parte stai?". Era fine luglio di un'estate fino ad allora con poco caldo, una delle più fredde e piovose a mia memoria. Intanto bisogna dire, per chi non lo sa, che io abito nel nord dell'Italia, e chi, come me abita in questa zona d'Italia, deve avere l'onestà intellettuale di dire le cose come stanno: l'estate del 2023 nel nord dell'Italia è stata un'estate con temperature basse, e pioggia, molta, moltissima pioggia (vi sarete accorti di prati/giardini verdi senza dare troppa acqua). Ha fatto seriamente caldo, a fine giugno e le prime due settimane di luglio, poi a fine agosto, con un'umidità altissima e una caldo veramente asfissiante (e se lo dico io che adoro il caldo, dovete credermi) per circa una settimana/dieci giorni. Al sud è tutto un altro discorso, probabilmente (nei pochi giorni che ho passato in Puglia, ho sentito un caldo piacevole, sempre ventilato, un clima perfetto per me). Detto questo, vorrei rispondere alla domanda "io sto dalla stessa parte di sempre, molto a sinistra, molto anticapitalista, molto incazzato per come stanno, ancora una volta, prendendoci per il naso". Il cambiamento climatico è un fatto evidente, dato da molti fattori, l'attività dell'uomo in primis. Già i beat, negli anni '50 ne parlavano, e da allora le cose sono andate peggiorando. Ma non è un'estate più calda del normale a doverci preoccupare (e manco più fredda), come il mangiare i pomodori a ottobre/novembre (sempre nel nord-Italia, zona dove, fino a qualche anno fa, si levavano le piante a settembre). A doverci preoccupare sono gli episodi estremi, la siccità che perdura per mesi e mesi, le improvvise inondazioni, le previsioni del tempo che ci azzeccano sempre meno, i tg di regime che aprono sempre di più su "emergenza clima". Poi, dovrebbe preoccuparci che chi sta in alto, dopo anni e anni di denunce del dissesto idrogeologico (dal basso), dell'inquinamento, dell'agricoltura intensiva, di un modo di produrre sbagliato, fattosi sistema dominante in tutto il mondo, ci vengano a chiedere rinunce, blocchi, sacrifici. L'unica cosa da fare è fermare il mondo e cambiare radicalmente il sistema, l'ho sempre detto e continuerò a dirlo. Non è il clima impazzito, è il capitalismo!

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

giovedì 13 luglio 2017

Zardi intervistato su I Think Magazine

Leggendo La passione secondo Matteo, sembra ci sia una critica, non tanto velata, al Sessantotto. O mi sbaglio? Quali sono i tuoi sentimenti in merito?
Houllebecq, in un’intervista di due anni fa al Corriere della Sera, diceva che uno scrittore non dovrebbe mai avere idee troppo precise, o pareri consolidati, sugli argomenti di cui parla: sono d’accordo con lui. Nel libro Matteo, quarantenne benpensante con formazione cattolica, e Giovanni, settantenne ex sessantottino, si confrontano, e si scontrano, sul tema del Sessantotto, e lo fanno da fronti opposti. Io non mi schiero con nessuno dei due. Non mi interessa esprimere un parere sul Sessantotto – di questo, dovrebbero occuparsi gli storici, i sociologi, i politici, non gli scrittori - ma creare una situazione di tensione dialettica.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 7 gennaio 2016

Je Suis Checchò


Sono giorni che continuo a pensarci.
Oggi è già passato un anno, sembrano secoli.
Non è  cambiato un cazzo, nelle teste della gente.
In Italia, in Europa, nel mondo, tutti a gridare Je Suis Charlie, ieri.
A gridarlo per stupidi opportunismi di bottega.
Per un applauso in più, un voto in più, una sega.
Poi niente, altre guerre, altre bombe, sempre le stesse.
Poi altri attentati, altre bombe, altre guerre e solidarietà di facciata.
Frontiere chiuse, frontiere aperte, attenti a quelli con la barba.
Stars Wars 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... Checco Zalone.
In Italia poi, dove scambiano la satira con la baguette,
il massimo è Checcho Zalone e il suo filmone.

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 29 luglio 2015

FB noia mortale

Sono in FB da più di un mese, e lo trovo di una noia mortale. Ne sento parlare anche da altri utenti di questa noia mortale, ma tutti ci restano. Ora ho pure una pagina del blog, che potete vedere, e mettere tutti i mi piace che volete. Che bellezza! Sembra come la Democrazia Cristiana: tutti ne parlavano male, ma poi tutti la votavano ... 

Etichette: , , , , , ,

venerdì 16 maggio 2008

Rocco Tanica, mi fido di te …


Ho sempre apprezzato l’ironia e l’intelligenza di Rocco Tanica, ironia e intelligenza che dimostra anche con questo “comunicato”, attraverso il quale si scusa pubblicamente con Massimo Bubola. Avendo dato risalto alla notizia precedente, mi sembra giusto riportare anche le parole di Rocco, divertenti e corrette. Bravo Rocco!

Nel disco di Fabrizio De André "Le Nuvole" c'è una canzone splendida che si chiama "Don Raffaé". La musica è di Fabrizio e di Mauro Pagani. Le parole sono di Massimo Bubola, che spesso non viene citato tra gli autori del brano. Perché succede questo? Perché gli smemorati non abitano solo a Collegno; cittadini d'Italia come il sottoscritto, a volte capita che caschino dal pero della distrazione e riassemblino i ricordi come pare a loro; nel farlo, inciampano nelle sviste e ci fanno una figura un po' così. Io stesso nel corso di un'intervista televisiva ho risposto ad alcune domande sulla mia collaborazione, come pianista e arrangiatore, ad alcune canzoni de "Le Nuvole". Parlando di "Don Raffaé" ho ricordato Fabrizio De André e Mauro Pagani, poi mi sono aggrovigliato (succede a noi anzianotti, arzilli ma anzianotti) e non ho citato Massimo Bubola. Che è come parlare dell'acqua e non nominare l'idrogeno. Massimo me lo ha fatto notare su queste pagine e io non posso che dargli pienamente ragione. Il capolavoro di "Don Raffaé" è frutto del lavoro di una squadra eccellente, una di quelle squadre che andrebbe ricordata mandando a memoria l'intera formazione. Io non l'ho fatto, mi dispiace e mi scuso per questo con Massimo e con coloro che sono stati raggiunti da un'informazione incompleta, messa in giro con un po' di sciatteria da chi, come me, beve l'acqua e si dimentica dell'idrogeno.
Rocco Tanica
(Altre note sul sito http://delrock.it/)

Etichette: , , , , , , , , ,