giovedì 6 maggio 2021

In palude con i Kusturin

 

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE alt rock

DOVE ASCOLTARLO su tutte le piattaforme di streaming, tipo qui

LABEL Bumper Muz

PARTICOLARITA’ è un disco, non un insieme di canzoni

INSTAGRAM FB

CITTA’ Sorrento/Caserta

DATA DI USCITA 26/03/2021

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mercoledì 18 febbraio 2015

Oggi avrebbe 75 anni ...


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lunedì 31 ottobre 2011

Due parole con Etta Scollo

Ritorna nella palude una voce di donna, e che voce! Solo quella basterebbe per mettere sul lettore i suoi cd, ma aggiungeteci i contenuti: delle canzoni della nostra storia irraggiungibili, delle canzoni meno note, ma che insieme alle altre non sfigurano. Be’, meglio cominciare a fare alcuni nomi. Lei è Etta Scollo, ragazza di Catania in giro per il mondo a suonare. Da Amburgo a Berlino, Torino, Vienna, Palermo …queste solo alcune città toccate nel suo percorso artistico, tra musica classica e pop, cantautori, riscoperte.

Ora vive tra la Sicilia e Berlino (chissà da dove sarà collegata questa sera?), ed è qui per parlare di Cuoresenza, cd uscito recentemente per Trocadero, pieno zeppo di canzoni. C’è per esempio Canzone dell’amore perduto di De Andrè, per me la canzone d’amore più bella in assoluto, c’è Se telefonando, pezzo che ha segnato un’epoca, La cura di Battiato, altra epoca, Der Novak dal forte testo cantato in tedesco …e poi Modugno, Jannacci, Conte. Un viaggio nel tempo e nello spazio, che ora fa tappa anche nella mia palude. Pronta? Pronti? Pronto …

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http://www.myspace.com/ettascollo

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giovedì 23 giugno 2011

Intervista a Tiziano Mazzoni


Tiziano Mazzoni, un cantautore nella palude. Non ne nascono molti di cantautori così oggi, di quelli capaci di costruire un mondo con le parole, mentre te lo stanno raccontando. Tiziano da Pistoia è così. Ha iniziato con il blues, partecipando attivamente a PistoiaBlues, poi si è avvicinato alla musica d’autore italiana: Bubola, Ciampi, De André, De Gregori. Prima ha cercato di interpretarli, poi ha collaborato con alcuni di loro.
È partito con il progetto Shiloq (dal siriano scirocco), rileggendo pezzi di Fabrizio De Andrè con accanto due nomi storici come Ellade Bandini e Giorgio Cordini, ha tradotto classici del folk e del rock statunitense da Woody Guthrie a Bob Dylan e nel 2007 ha pubblicato il suo primo disco, Zaccaria per terra. Dal 2009 ha cominciato a girare i palchi d’Italia con Luigi Grechi, e quest’anno ha sfornato il suo nuovo cd, prodotto dalla Eccher, la label di Massimo Bubola: Goccia a Goccia, pieno zeppo di musicanti della scena cantautorale italica (andatevi a leggerli nei suoi spazi web, sono troppi). Poteva mancare il passaggio nella palude? Sarebbe stato un delitto. E allora, se ci sei Tiziano, batti un colpo …
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martedì 12 aprile 2011

Intervista a Guido Maria Grillo

Ritorna sul blog Grillo, Guido Maria Grillo, nuovo cantautore di talento, ed è un vero onore averlo per la seconda volta nella palude. Ritorna dopo pochi mesi con il nuovo disco, del quale avevamo accennato la scorsa estate. Allora era ancora in una fase embrionale, ora è pronto e Guido lo sta portando in giro in questi giorni con un bel tour in molto teatri italici (occhio al myspace). Teatri belli e accoglienti come il suo MATERIAoff di Parma, dove è stata scattata la foto qua sopra. Non è quasi mai quello che appare s’intitola, e come l’esordio è prodotto da AMP Productions di Bologna, con il sostegno promozionale di ABuzzSupreme.

Non è quasi mai quello che appare è un complesso gioco di emozioni, dove ricordi personali e drammi collettivi vengono trasmessi con forza unica da Grillo. Penso alla densa e commovente Il Tango dei naufraghi (schiavi di dio e della fame), canzone di un attualità sconvolgente (sentite i suoi versi e capirete), o L’età dell’oro nero, o l’omaggio all’amato De Andrè con la cover di Il sogno di Maria. A De Andrè Guido ha pure dedicata la sua tesi di laurea in filosofia (Lotta politica e sentimento religioso ne La buona novella di F. De Andrè il titolo della tesi). Insomma, un sacco di ottimi motivi per ospitare nella palude Guido Maria Grillo … Grillo, sei pronto?

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http://www.myspace.com/guido_maria_grillo

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sabato 15 maggio 2010

Massimo Bubola intervista-email

Nella mia città vive Massimo Bubola, un nome storico del cantautorato italico, tra il folk e il rock, tra la poesia e il cinema, tra l’Irlanda e la pianura padana, tra i miti dell’America latina e quelli degli States, tra De Andrè, con il quale ha scritto alcune delle sue migliori canzoni lungo 13 anni di sodalizio e Garibaldi in camicia rossa e avventure sudamericane. Tutte cose che mi rendono fiero, almeno per una volta, di essere veronese (le altre due sono il Chievo e il vino Valpolicella).
È da poco uscito Live in Castiglione, film di un concerto in quel di Castiglione delle Stiviere, dove con la sua Eccher Band al gran completo ha dato vita a momenti di vero rock nostro con pezzi immortali come Fiume Sand Creek, Marabel, Camicie rosse, Il cielo d’Irlanda …per due ore e passa di musica. Per chi vuole rivivere quella grande emozione c’è un’altra occasione speciale. Sarà giovedì 20 maggio al teatro CIAK di Milano dove presenterà il dvd.

Tra una cosa e l’altra Massimo ha trovato il tempo di rispondere a delle mie domande per un’intervista, che metterò presto online completa. Qui un’anticipazione.
ALLIGATOREUn dvd molto rock come questo, un cd con la Barnetti Bros Band molto folk, la riscoperta del liscio con il cd Romagna Nostra … che relazioni ci sono tra questi progetti usciti in un arco di tempo molto ristretto?
BUBOLA
Credo che le mie esperienze di scrittore di canzoni e di produttore di album mi abbiamo dato una visione d'insieme. Come fare l'attore, il regista e lo sceneggiatore contemporaneamente. Ho spesso collaborato con artisti molto diversi tra loro come De Andrè, i Gang o Fiorella Mannoia. Quindi ho una visione dei progetti sia dal punto di vista musicale che poetico.
Credo che in Italia molto lavoro su folk non sia stato fatto negli anno passati e questo sia un grave handicap per tutti. Molti ragazzi che vogliono scrivere canzoni hanno scarsi riferimenti, poiché la gran parte del songwriting nel mondo è legata alla conoscenza del folk e alla rielaborazione di tante vecchie belle canzoni. Basti pensare a Dylan o Nick Cave o Leonard Cohen e al loro profondo legame con le folk -ballads.
Essendo nato in ambiente contadino ho sempre subito il fascino della musica da ballo essendo di fondo ritualistica e durante i miei primi soggiorni irlandesi a metà degli anni Settanta, ho ascoltato e visto ballare su pura poesia. Quindi si possono scrivere canzoni incantevoli non solo per l'ascolto ma ballarle. Come diceva il poeta americano Edward Cummings " Non solo l'auto che mi hai regalato è bella, ma mi porta in giro veloce".
PER ALTRE INFO SULCONCERTO QUI http://www.teatrociak.it/
SUL SITO DI SMEMORANDA LEGGI Intervista a Massimo Bubola

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domenica 11 gennaio 2009

De André sognato da Bubola

Fiumi d'inchiostro su De Andrè in questi giorni. Io sono ignorante in materia, per questo preferisco lasciare la parola ad uno che lo ha conosciuto veramente, il cantautore Massimo Bubola, con il quale ha scritto ben 21 canzoni. L'ho sentito tramite e-mail e anticipo una passaggio dell'intervista che metterò online completa una volta risolti i miei problemi con il pc. Un ricordo molto bello, poetico... leggete qui:
DOMANDA
Come è nato l'inedito Dall'altra parte del vento, contenuta nell'omonimo cd dove canti canzoni scritte da te con De André dal 1977 al 1990? Rivedi De André come in un sogno, come in un film ...
RISPOSTA
Credo che quando cominci a sognare una persona vuol dire che hai in qualche modo metabolizzato il lutto. Così dall’inverno scorso ho cominciato a sognare Fabrizio in una serie di sogni molto simili, spesso ambientati in un vecchio bar nel quartiere centrale di San Marco a Milano, dove si andava qualche volta a bere a fine di serata. C’erano vecchi divani di velluto rosso e dietro il banco un grande specchio inclinato. L’apparizione allo specchio del mio amico mentre mi sto sedendo al banco è l’immagine speculare di un fantasma. Un apparizione emozionante e teatrale. Poi tutto tra noi assume dei tratti consueti, il fumare una sigaretta davanti ad un whisky ed il segreto divertente confidarsi. Le riflessioni su "quante canzoni lasciate a metà, dall’altra parte del vento" "il verticale silenzio" e " la musica urgente" e poi il finale che, come in un antico dramma o in un film in bianco e nero, vede dissolversi l’immagine ai primi chiarori dell’alba e allora il fantasma dell’amico, guardando laggiù spegnersi le luci del Luna Park, proferisce le ultime parole "quanti mercanti nel tempio".

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giovedì 25 dicembre 2008

Come dio comanda, il cinetorrone di Salvatores

Ha detto bene Vergassola nella trasmissione della Dandini, dove la scorsa settimana era ospite proprio Gabriele Salvatores: Come dio comanda è un cinetorrone, di quelli belli duri. Ti colpisce, ti stende come certe canzoni di de Andrè. E proprio al cantautore genovese il regista milanese ha fatto riferimento riguardo ai personaggi del film (quasi tutti uomini), personaggi con molte sfaccettature, fondamentalmente negativi, neri.
Inevitabilmente anche il film si rivela dalle molte sfaccettature, tanto che quando esci dalla sala cinematografica non sai dire se ti è piaciuto fino in fondo. Veramente, sono combattuto: è il miglior film di Salvatores o il suo peggiore? La realtà rappresentata è troppo carica di luoghi comuni oppure no? Il profondo nord-est (vero protagonista della pellicola, anche se, giustamente, il cineasta ha detto che ormai è tutta l’Italia così) con le villette, i centri commerciali, un benessere diffuso, ma con delle sacche di povertà e disagio che possono sfociare in tragedia, è troppo sociologico? Lo stesso dicasi per le studentesse disinibite, con iPod sempre in funzione, diligenti a scuola, pornodive in privato …
E gli attori? Il mio giovin attore italico preferito, Elio Germano, non calca troppo la mano nel disegnare Quattro Formaggi, ex operaio diventato pazzo in seguito ad un incidente sul lavoro?
Lavoro che non c’è più, se non per gli stranieri, perché i padroni attuali possono sfruttare e ricattare come credono la manodopera dell’est o del sud del mondo … Potrei continuare all’infinito perché Come dio comanda è un film pensante (e fa pensare); però è anche girato da dio, costruito bene nella scrittura (Ammaniti è ancora pieno di schegge pulp, speriamo non se ne liberi), montato superbamente, con Filippo Timi dalla recitazione “a togliere” (per compensare quella di Germano?), e il giovanissimo Alvaro Caleca come protagonista che vede e capisce (quasi) tutto. Lui è il personaggio più vero (possibile che nei film ambientati nel mio nord-est, vedi Mazzacurati, solo dai ragazzini non escano caricature, come se gli adulti fossero tutti tagliati con l’accetta? Siamo così?).
Poi c’è Fabio De Luigi, uscito da un cinepanettone (faccio fatica a non ridere quando è in scena, anche se è un serio assistente sociale, ma mi ricordo troppo il grande comico …), Angelica Leo/cappuccetto rosso nel bosco, altro bel giovane volto da segnarsi sull’agendina …
Insomma, dopo una settimana di rimuginamenti mi sembra uno dei migliori film di Salvatores. Un cinetorrone da mangiare. O mi sbaglio?

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mercoledì 17 dicembre 2008

CD: Bubola ricorda De Andrè

In questi giorni ascolto tanto un cd magnifico, che ogni ascoltatore di musica italica che si rispetti dovrebbe avere. Anzi, di musica punto e basta. S'intitola Dall'altra parte del vento. Molti citano a sproposito De Andrè, magari non avendolo ascoltato mai, o poco (non si è mai ascoltato abbastanza De Andrè). C’è una sua canzone, bellissima, che dice tutto sulla nostra povera patria. È Don Raffaè, scritta assieme a Massimo Bubola (la musica è di Mauro Pagani). È contenuta in questo cd, assieme ad altri pezzi scritti dal cantautore genovese con quel veronese dal 1977 al 1990 (testo e musica). Sono tra i migliori della Storia della nostra musica. Butto lì solo alcuni titoli: Rimini, Volta la carta, Andrea (altra mia preferita), Sally, Fiume Sand Creek (altra…), Hotel Supramonte …tutti reinterpretati dal Bubola in omaggio all’amico De Andrè (il prossimo 11 gennaio sarà il decimo anniversario della morte). Sono versioni squisitamente acustiche, in parte diverse da come le abbiamo sentite in passato, ma pregne di significato, impegnate nel vero senso del termine. A tratti sembra di ascoltare un vinile (anche la copertina lo ricorda), a tratti viene la pelle d’oca, come nell’unico inedito del cd, Dall’altra parte del vento, canzone ambientata in un bar di notte, in cui il protagonista vede apparire, come in un sogno, l’amico scomparso, che gli dice parole importanti. Filmica? Felliniana? … sicuramente fondamentale, come tutto questo album.
PER ALTRE INFO http://www.massimobubola.it/
OPPURE QUI http://www.ecchermusic.com/

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venerdì 16 maggio 2008

Rocco Tanica, mi fido di te …


Ho sempre apprezzato l’ironia e l’intelligenza di Rocco Tanica, ironia e intelligenza che dimostra anche con questo “comunicato”, attraverso il quale si scusa pubblicamente con Massimo Bubola. Avendo dato risalto alla notizia precedente, mi sembra giusto riportare anche le parole di Rocco, divertenti e corrette. Bravo Rocco!

Nel disco di Fabrizio De André "Le Nuvole" c'è una canzone splendida che si chiama "Don Raffaé". La musica è di Fabrizio e di Mauro Pagani. Le parole sono di Massimo Bubola, che spesso non viene citato tra gli autori del brano. Perché succede questo? Perché gli smemorati non abitano solo a Collegno; cittadini d'Italia come il sottoscritto, a volte capita che caschino dal pero della distrazione e riassemblino i ricordi come pare a loro; nel farlo, inciampano nelle sviste e ci fanno una figura un po' così. Io stesso nel corso di un'intervista televisiva ho risposto ad alcune domande sulla mia collaborazione, come pianista e arrangiatore, ad alcune canzoni de "Le Nuvole". Parlando di "Don Raffaé" ho ricordato Fabrizio De André e Mauro Pagani, poi mi sono aggrovigliato (succede a noi anzianotti, arzilli ma anzianotti) e non ho citato Massimo Bubola. Che è come parlare dell'acqua e non nominare l'idrogeno. Massimo me lo ha fatto notare su queste pagine e io non posso che dargli pienamente ragione. Il capolavoro di "Don Raffaé" è frutto del lavoro di una squadra eccellente, una di quelle squadre che andrebbe ricordata mandando a memoria l'intera formazione. Io non l'ho fatto, mi dispiace e mi scuso per questo con Massimo e con coloro che sono stati raggiunti da un'informazione incompleta, messa in giro con un po' di sciatteria da chi, come me, beve l'acqua e si dimentica dell'idrogeno.
Rocco Tanica
(Altre note sul sito http://delrock.it/)

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giovedì 15 maggio 2008

No Fabio Fazio, no…


No Fabio Fazio, non si deve fare, mi hai deluso… ospitare Jovanotti che canta Rimini, in una versione personalissima, e dimenticarsi entrambi (pure tu Jova…) di citare il coautore, Massimo Bubola, cantautore veronese che non ha certo bisogno di presentazioni, è stato grave (altro che Travaglio). Lo hanno fatto, purtroppo, in una puntata importante, quella dedicata ad Emergency.
Bubola, presente sulla scena musicale da più di trent’anni, ha, tra le mille cose, collaborato ai testi di tutto l’album Rimini (1978) e de L’indiano (1981). Canzoni come Rimini, appunto, ma anche Fiume Sand Creeck (indimenticabile) e Andrea (sì, Andrea).
In questi giorni, parecchio incazzato, Bubola ha diffuso un comunicato, che in coda dice questo: - Se un collega scrittore di canzoni come Jovanotti e un conduttore televisivo come Fazio, che da sempre ama la canzone d’autore, incorrono in questi gravi errori e in questa pericolosa superficialità, c’è veramente da essere preoccupati per gli altri, come, ultimamente, Rocco Tanica componente del gruppo “Elio e le storie tese” che nella puntata de “ Le invasioni barbariche “ del 18 aprile, mi ha tolto dagli autori di Don Raffae’ attribuendo la canzone solo a De Andrè e a Mauro Pagani, quando Pagani ha co-firmato soltanto la musica con Fabrizio, invece il sottoscritto, veronese, il testo in napoletano, e scusate se è poco.-
No, non è certo poco. Trovo quella canzone un piccolo gioiello, e mi fa molto piacere saperla scritta da uno della mia città. Una città che ha un sacco di difetti, dall’assassinio della banda neonazi in giù, ma anche qualche pregio. Uno di questi è sicuramente Massimo Bubola, con un nuovo cd in circolazione, il diciottesimo della sua serie, intitolato Ballate di Terra & d'Acqua. Consigliatissimo, come tutti i suoi precedenti e futuri.
Vai al suo sio ufficiale http://www.massimobubola.it/home.asp

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