giovedì 18 settembre 2025

Ciao Bob

Questo blog con Robert Redford ha sempre avuto qualcosa a che fare, fin dagli inizi. Il terzo post in assoluto, lo dedicai a un suo film del 2007 Leoni per agnelli, dove paragonavo il personaggio interpretato dal grande divo, a Tiziano Terzani. Nessun commento al post di allora, ero agli inizi (27 dicembre 2007). Poi, il 28 gennaio 2008 andai al Sundance a consegnare la pin dell'Alligatore a Bob (da allora lo chiamavo così), un viaggio immaginario di alcuni giorni sulle nevi del Colorado. L'ultimo post a lui dedicato il 18 agosto 2016, in occasione dei suoi primi 80 anni (ce ne sarebbe stato un altro il prossimo agosto, per i suoi primi 90 anni). Per questo la sua morte mi ha colto impreparato, fuori dai social che vogliono tutto subito. Quindi posso permettermi un saluto lento e riflessivo, in ricordo di un tipo dalla pelle dura, da sempre dalla parte del cinema.
 

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martedì 27 maggio 2008

Ciao Sidney


Questa mattina, quando ho sentito la notizia, mi è preso un colpo: morto Sidney Pollack. Incredibile, la scorsa settimana, passeggiando per la mia città, avevo incontrato un turista somigliante un sacco a lui. Del resto, a Verona, qualche anno fa, Pollack era venuto veramente, ospite del Festival Schermi d’Amore. In quell’occasione, avevo visto una sfilza di suoi film (i primi, quelli della New Hollywood): Ardenne ’44 un inferno, film di guerra psichedelico, Non si uccidono così anche i cavalli, forte pellicola sulla grande depressione, Yakuza, thriller violento con un grande Robert Mitchum, I tre giorni del Condor, denuncia delle storture della CIA, ma anche quelli post-La mia Africa, come il mastodontico Havana.
Pollack era un grande conoscitore della macchina cinema, da regista ad attore (indimenticabile in Eyes Wide Shut, l’ultimo fondamentale Kubrick) a documentarista (girò il suo unico documentario, quello sulla vita dell'architetto e suo personale amico Frank O. Gehry, nel 2005) ad interprete di serie televisive, produttore, inventore di festival (c’è anche il suo zampino nel Sundance dell’amico Redford), giurato in varie rassegne cinematografiche. Insomma, il cinema, senza di lui, sarà molto diverso …

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giovedì 24 gennaio 2008

Sundance 2008: Redford con la pin dell’Alligatore

Missione compiuta: come vedete dalla foto, Robert Redford ha accettato con entusiasmo di mettere sulla sua mitica giacchetta di velluto la pin dell’Alligatore. Modestia a parte, devo dire che gli dona.
Sul fronte film una vera e propria sbornia di immagini. Difficile uscirne asciutti. In breve: delusione per gli U2 in 3D (ma gli U2 mi hanno stufato già da un pezzo, sia come musica, sia come personaggi, Bonovox in testa); entusiasmo per il solito colorato Michel Gondry con uno strepitoso Jack Black (omaggio indiretto a John Belushi che proprio oggi avrebbe compiuto 59 anni), interessantissimo e con una fotografia perfetta Roman Polanski, Wanted and Desired, doc. di Marina Zenovich, destinato a diventare un documentario di culto come molti in questi ultimi anni. Visto il soggetto poi…
Quotazioni in crescita per Riprendimi. L’Alligatore continua a fare il tifo per Anna Negri, non perché italiana, ma perché parla di/a/per/con noi …
E adesso caccia a Quentin Tarantino, giurato del festival.
http://www.sundance.org/festival/

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martedì 22 gennaio 2008

Sundance 2008: "Riprendimi" di Anna Negri in concorso


Niente pins per Robert Redford. Non ancora almeno. Sono riuscito ad incrociarlo un paio di volte ma niente spilletta sulla sua giacca. Per il momento…
Come consolazione però, un bel film italiano, in concorso, Riprendimi di Anna Negri, la cineasta di In principio erano le mutande. Questo è il suo secondo lungometraggio e come il primo analizza senza moralismi la situazione della nostra giovane generazione precaria: lavori precari, amori precari, attori precari, tutto fottutamente precario. Sembra un Effetto notte girato in Italia con la forza di un Ken Loach. Ambientato nel mondo del cinema, mostra con garbo e intelligenza la crisi economica/lavorativa (di conseguenza sentimentale) di un attore. Metafora della crisi di tutti noi? Certo. Spero di portare fortuna al film, accolto tra l’altro, molto bene. E non era scontato. Meriterebbe il premio (anche se non ho visto gli altri) solo per la sfilza di giovani attori di casa nostra presenti. Attori con due-tre film all’attivo al massimo, ma meritevoli di farne altri cento. Magari come questo Riprendimi, perché il cinema italiano si riprenda e magari anche la nostra società …
E adesso un po' di sci...

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domenica 20 gennaio 2008

Sundance 2008: l’Alligatore alla ricerca di Redford


Sono completamente d’accordo con Robert Redford riguardo le presidenziali del suo paese, così d’accordo che ho deciso di raggiungere le nevi di Park City per portare in dono la pins alligatoriana al divo hollywoodiano.
Oggi, come vedete dalla foto, ho fatto una passeggiata sulla coltre bianca. Nei prossimi giorni cercherò di vedere qualche film del Sundance sperando di incontrare Redford, ringraziarlo per la sua ultima pellicola e attaccare sulla sua mitica giacchetta di velluto la pins dell’Alligatore.
Penso anch’io, come lui, che un nero e una donna candidati alle elezioni statunitensi siano un buon inizio.
E poi, sono sicuro che nessuno riuscirà a fare peggio di dabliu…

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domenica 23 dicembre 2007

Leoni per agnelli – Robert Redford come Tiziano Terzani?




Tra caccia a regali inutili, cinepanettoni indigesti, conti di fine anno che non tornano, resta solo una cosa da fare: andare a vedere questo film perfetto, giocato su più piani, sperimentale, sessantottino, con tre star come Redford, Streep, Cruise.
Profonda riflessione su sei anni di guerre infinite (sei anni, ragazzi), mi ha fatto venire in mente Tiziano Terzani e il suo fondamentale Lettere contro la guerra, un libro e una strada da seguire.
“È un vecchio detto che in tutte le guerre la verità è la prima a morire. In questa la verità non ha fatto neppure in tempo a nascere,” diceva a proposito della guerra contro l’Afghanistan Terzani. Questo lo vediamo bene nel personaggio confuso/colpevole della giornalista liberal interpretata dalla sempre brava Streep. Nel suo network hanno passato le verità ufficiali dei politici falchi, attenti a sfruttare politicamente le paure del dopo 11/9, e adesso lei si chiede se sia corretto rendere pubbliche le strategie militari del rampante senatore repubblicano interpretato da Cruise, strategie fallimentari ma di sicuro effetto per raggiungere una poltrona comoda, possibilmente in alto, strategie che offre alla giornalista su di un piatto d’argento; troppo facile…
“A volte mi chiedo se il senso di frustrazione, d’impotenza che molti, specie fra i giovani, hanno dinnanzi al mondo moderno dovuto al fatto che esso appare così complicato, così difficile da capire che la sola reazione possibile è crederlo il mondo di qualcun altro: un mondo che non si può cambiare. Ma non è così: il mondo è di tutti,” diceva Terzani nello stesso libro. Una frase così avrebbe potuta dirla il professore interpretato da Redford nel tentativo di indicare una via al suo studente più dotato, però stanco e poco presente, che si chiede perché dovrebbe impegnarsi politicamente “tra iene fameliche assetate di potere, che fingono ipocriticamente di non voler neppure correre alla Presidenza.”
“Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi,” insegnava Terzani. Un insegnamento molto in linea con il professor Redford, tanto che due suoi allievi vanno a morire in Afghanistan, credendo di essere esportatori di democrazia, contro l’oscurantismo talebano. Lui, che è stato in Vietnam, (ma non da volontario) e che l’unica ferita l’ha presa a una manifestazione contro la sporca guerra, non approva, ovviamente, ma capisce il loro percorso (anche perché devono pagare le tasse universitarie, sono uno ispanico e l'altro nero e non hanno santi in paradiso).
Non è un film facile, però è un film necessario. A fine anno si tirano le somme, e Leoni per agnelli tira le somme di sei anni. Sei anni dove non si salva nessuno. Può partire il dibattito …

ANDATE SUL SITO WEB DI LEONI PER AGNELLI. C’E’ UNA VERSIONE PER OGNI PAESE, COME NEL FILM TUTTI GLI ARTICOLI E LE SCRITTE SONO TRADOTTE IN ITALIANO. POTENZA DI HOLLYWOOD!

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