giovedì 18 settembre 2025

Ciao Bob

Questo blog con Robert Redford ha sempre avuto qualcosa a che fare, fin dagli inizi. Il terzo post in assoluto, lo dedicai a un suo film del 2007 Leoni per agnelli, dove paragonavo il personaggio interpretato dal grande divo, a Tiziano Terzani. Nessun commento al post di allora, ero agli inizi (27 dicembre 2007). Poi, il 28 gennaio 2008 andai al Sundance a consegnare la pin dell'Alligatore a Bob (da allora lo chiamavo così), un viaggio immaginario di alcuni giorni sulle nevi del Colorado. L'ultimo post a lui dedicato il 18 agosto 2016, in occasione dei suoi primi 80 anni (ce ne sarebbe stato un altro il prossimo agosto, per i suoi primi 90 anni). Per questo la sua morte mi ha colto impreparato, fuori dai social che vogliono tutto subito. Quindi posso permettermi un saluto lento e riflessivo, in ricordo di un tipo dalla pelle dura, da sempre dalla parte del cinema.
 

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domenica 12 ottobre 2008

La scuola c’è


La scuola, nonostante la controriforma portata avanti a colpi di decreto legge dal governo Berlusconi, sembra esserci ancora. Almeno ci sono degli studenti che con gli insegnanti cercano di ragionare. Per esempio, mercoledì scorso mi è arrivato un post dalla II H del Liceo Falcone di Bergamo, a proposito della mia segnalazione delle due puntate di alta televisione curate da Riccardo Iacona (vedi il post di Venerdì 26 settembre 2008 "La guerra infinita – Questa sera, 21,05 su Rai 3"). I ragazzi, dopo aver diligentemente visto le due puntate del programma, si sono posti delle domande. Spesso i post dentro post passati non vengono letti, o poco letti, per questo riporto integralmente il loro punto di vista, con le domande per noi “adulti”. Conoscendo gli amici blogger che mi scrivono ogni tanto, sono certo che riusciremo a dare ai gggiovani una qualche risposta, togliendoli dalla faccia quell’espressione di smarrimento che hanno, come il giovane della foto, protagonista di Leoni per Agnelli, il film di Redford che questa lettera e il programma di Iacona mi hanno fatto ritornare in mente.
Questo il loro post.
classe 2h ha detto...
La nostra insegnante di storia ha assegnato come compito di seguire i due documentari andati in onda venerdì 19 e 26 Settembre 2008, alle ore 21:00 su Rai 3, dal titolo: ‘La Guerra Infinita’. Il giorno dopo, in classe abbiamo discusso i temi trattati dal programma e sono emerse alcune domande a cui non siamo stati in grado di rispondere. Chiediamo quindi che qualcuno ci aiuti a capire, perché siamo stati davvero colpiti dal renderci conto della disinformazione di cui siamo preda.
1- Il capo dell’organizzazione di spaccio della droga in Europa, ripreso alla stazione centrale di Milano, è stato arrestato? E se non lo è, perché? A chi gioverebbe questo?
2- Perché le organizzazioni internazionali, nonostante sappiano bene il giro malavitoso che sta intorno alla droga, continuano ad ignorarlo? Il permanere di questi problemi dimostra che la presenza di organizzazioni come la Nato e l’Onu è inutile. A chi giova questo?
3- Perché lo stato Afghano non interviene a sostenere quei cittadini che cercano un’alternativa alle coltivazioni illegali? A chi giova questo?
4- Perché solo la Turchia riesce ad intercettare il traffico di droga? A chi giova questo?
Adesso che siamo a conoscenza di ciò che succede "a un’ora di volo da Roma", aspettiamo con ansia che il mondo degli adulti ci dia un segnale di speranza per credere nel nostro futuro. Ma se non dovesse succedere nulla, a chi gioverebbe tutto questo?
Abbiamo ripensato, non senza tristezza, al romanzo La storia della Morante, recentemente trattato da noi e ci è sembrato che il sottotitolo ‘Uno scandalo che dura da 10000 anni’ sia destinato inesorabilmente a perpetuarsi. ... E poi il mondo adulto lamenta che noi giovani non abbiamo entusiasmo e valori in cui credere. ... Dateceli e noi crederemo.
La classe II H, Liceo Falcone, Bergamo

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domenica 23 dicembre 2007

Leoni per agnelli – Robert Redford come Tiziano Terzani?




Tra caccia a regali inutili, cinepanettoni indigesti, conti di fine anno che non tornano, resta solo una cosa da fare: andare a vedere questo film perfetto, giocato su più piani, sperimentale, sessantottino, con tre star come Redford, Streep, Cruise.
Profonda riflessione su sei anni di guerre infinite (sei anni, ragazzi), mi ha fatto venire in mente Tiziano Terzani e il suo fondamentale Lettere contro la guerra, un libro e una strada da seguire.
“È un vecchio detto che in tutte le guerre la verità è la prima a morire. In questa la verità non ha fatto neppure in tempo a nascere,” diceva a proposito della guerra contro l’Afghanistan Terzani. Questo lo vediamo bene nel personaggio confuso/colpevole della giornalista liberal interpretata dalla sempre brava Streep. Nel suo network hanno passato le verità ufficiali dei politici falchi, attenti a sfruttare politicamente le paure del dopo 11/9, e adesso lei si chiede se sia corretto rendere pubbliche le strategie militari del rampante senatore repubblicano interpretato da Cruise, strategie fallimentari ma di sicuro effetto per raggiungere una poltrona comoda, possibilmente in alto, strategie che offre alla giornalista su di un piatto d’argento; troppo facile…
“A volte mi chiedo se il senso di frustrazione, d’impotenza che molti, specie fra i giovani, hanno dinnanzi al mondo moderno dovuto al fatto che esso appare così complicato, così difficile da capire che la sola reazione possibile è crederlo il mondo di qualcun altro: un mondo che non si può cambiare. Ma non è così: il mondo è di tutti,” diceva Terzani nello stesso libro. Una frase così avrebbe potuta dirla il professore interpretato da Redford nel tentativo di indicare una via al suo studente più dotato, però stanco e poco presente, che si chiede perché dovrebbe impegnarsi politicamente “tra iene fameliche assetate di potere, che fingono ipocriticamente di non voler neppure correre alla Presidenza.”
“Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi,” insegnava Terzani. Un insegnamento molto in linea con il professor Redford, tanto che due suoi allievi vanno a morire in Afghanistan, credendo di essere esportatori di democrazia, contro l’oscurantismo talebano. Lui, che è stato in Vietnam, (ma non da volontario) e che l’unica ferita l’ha presa a una manifestazione contro la sporca guerra, non approva, ovviamente, ma capisce il loro percorso (anche perché devono pagare le tasse universitarie, sono uno ispanico e l'altro nero e non hanno santi in paradiso).
Non è un film facile, però è un film necessario. A fine anno si tirano le somme, e Leoni per agnelli tira le somme di sei anni. Sei anni dove non si salva nessuno. Può partire il dibattito …

ANDATE SUL SITO WEB DI LEONI PER AGNELLI. C’E’ UNA VERSIONE PER OGNI PAESE, COME NEL FILM TUTTI GLI ARTICOLI E LE SCRITTE SONO TRADOTTE IN ITALIANO. POTENZA DI HOLLYWOOD!

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