martedì 3 agosto 2021

... e parlano di te: Alias

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Per la serie ... e parlano di te, su ALIAS, l'inserto culturale de il manifesto è uscito  sabato 24 luglio 2021, un bellissimo articolo, anzi lusinghiero articolo su Giovani, musicanti edisoccupati scritto da Marc Tibaldi, che ringrazio. Purtroppo me l'hanno detto solo domenica scorsa, così dovrò cercare come farmi spedire l'arretrato. Purtroppo non compro il manifesto ogni giorno, come in passato, ma la soddisfazione è stata grande.


La rece inizia così, sentite: Ha fatto un gran lavoro Diego Alligatore durante il lockdown realizzando un'inchiesta sulla condizione dei musicisti indipendenti, che vivono tra problemi di sempre e quelli indotti dalla pandemia. Un underground che non si piega alle leggi di mercato, che nasce dal desiderio di creare, senza una definizione musicale unica: rock, pop, elettronica, jazz, cantautorato sono tra i generi di partenza degli intervistati. Questo lavoro è racchiuso in Giovani musicanti e disoccupati. L'underground italico nel 2020 (Arcana 2021), una prosecuzione con altri mezzi della lotta dei <<bauli>> e dei lavoratori dello spettacolo, che fotografa la situazione attuale, riflette sui problemi e prova a trovare resistenze e soluzioni.

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lunedì 8 aprile 2013

Due parole con Daniele Tenca



È un grande onore avere ancora una volta Daniele Tenca in palude, a distanza di poco più di un anno. Allora presentava Live for the Working Class, il tour del disco Blues for the Working Class, con canzoni dedicate alla crisi, agli operai, e in particolare alla spettacolare resistenza e vittoria degli operai INNSE, uno dei primi momenti di questo tristo periodo. Ora torna con un disco di canzoni nuove, come di consueto dedicate ai temi del lavoro e del non-lavoro, di tutto quello che ad esso gira intorno: razzismo, sessismo, l’emigrazione, l’umiliazione, una nazione che non c’è …come l’altra volta il tutto targato Route 61 di Eramanno Labianca, label garanzia per la vera musica del diavolo.
Del resto questo è il vero blues, capace di confrontarsi con tematiche dure rinnovandosi andando alle sue radici. Anche Alias se ne è accorto, e nel numero di un paio di settimane fa, dedicato proprio al blues italico (fenomeno in crescita in tutta la penisola), Gianluca Diana ha scritto “… con il suo Wake Up Nation, in cui le parole pesano in modo importate, e attraverso il quale si viene portati in terre cariche di boogie e ritmi urbani.” Dice bene, e per farvi capire ulteriormente, vi invito a vedere il perfetto video diretto da Claudio Del Monte dell’emblematica Default Boogie (ora tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO clicca qua per vederlo). Cosa aggiungere? Grande serata in palude … pronti?

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lunedì 9 aprile 2012

Romanzo di una strage, già, romanzo ...

Ho trovato irritante, ridicolo, confusionario, assurdo questo Romanzo di una strage. Il regista Marco Tullio Giordana, da me stimato fino a questa pellicola, in numerose interviste ha detto di averlo voluto fare per le nuove generazioni, ignare della recente storia patria. Vorrei chiedere a lui: oggi, dopo la sua pellicola, ne sanno di più? Ho i miei dubbi...

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domenica 3 maggio 2009

Buon compleanno Pete

Pacifista, ecologista, dalla parte dei lavoratori di tutto il mondo, si è sempre battuto per i diritti civili e per ogni causa degna di rispetto. Ha cantato e diffuso (tra le tantissime) We Shall Overcome e This Land Is Your Land dell’amico Woody Guthrie, è finito sulla lista nera del maccartismo come tutti i veri difensori della libertà e della giustizia sociale. Non è un santino ma un grande musicante. Quando penso a lui penso all’amato banjo e al berretto da marinaio calato in testa, penso che il Sessantotto non sia solo una data storica ma uno stato della mente.
Bruce Springsteen gli ha reso omaggio nel meraviglioso modo che sappiamo e festeggerà oggi il suo novantesimo compleanno assieme all’amica Joan Baez e a un sacco di altri grandi. Al di fuori di ogni retorica, credo che se non fosse vissuto Pete Seeger, la nostra musica più amata sarebbe stata molto, ma mooolto più povera. Non solo il folk, ma anche il rock e tutte le sue diramazioni devono a Seeger qualcosa. Per questo dedico il post a lui e ai suoi splendidi novant’anni. Auguri Pete! Canta ancora per noi.
ALIAS IN EDICOLA PROPRIO OGGI, DOMENICA 3 MAGGIO, DEDICA AL GRANDE FOLKSINGER LA COPERTINA E UNA BELLA SERIE DI ARTICOLI CON TANTO DI INTERVISTA TELEFONICA.

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sabato 8 marzo 2008

Persepolis – Il film ideale per l’Otto marzo

Lo ammetto candidamente, durante la piacevole visione di questo cartone animato, dove senti la Storia degli ultimi anni respirare, mi è venuta voglia di tagliarmi la barba (e non solo quella …).
Persepolis è un film comunista, libertario, femminista (è la visione ideale per oggi), un distillato di Storia fortemente ironico, dolorosamente autobiografico come il fumetto dal quale è nato (l’autrice è la stessa, Mariane Satrapi, coltissima e simpatica iraniana, che l’ha diretto assieme al cartoonist francese Vincent Paronnaud).
Favola politico-poetica per adulti/bambini, ha per assoluta protagonista una ragazzina punk che vede zii e nonni deportati e uccisi perché comunisti (prima dallo scià poi dai “rivoluzionari” ayatollah), assiste allo stupido imbarbarimento della società, alla guerra con l’Iraq (quando l’occidente finanziava Saddam Hussein e di nascosto faceva affari pure con l’Iran), vede crescere la chiusura religiosa e con essa il maschilismo.
Anche in Europa, dove viene mandata due volte a studiare (la seconda per sempre), troverà un altro tipo di integralismo, più moderno e meno visibile, ma non per questo meno pericoloso.
Intervistata da Maria Grosso su Alias, che le ha dedicato la copertina del numero del 1 marzo 2008, la Satrapi ha detto, tra l’altro: “Ci sono società che coprono le donne interamente e altre che le denudano. In entrambi i casi le si aliena dalla loro soggettività e non le si rispetta come esseri umani. Per quanto mi riguarda sono contraria a qualunque legge imponga o proibisca di portare il velo.” Come darle torto?
http://www.persepolis-ilfilm.it/

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