domenica 6 gennaio 2019

... penultima? Spero di no.

Qui sul mio blog ho sempre cercato di parlare di film belli, buoni libri, dischi da ascoltare, perché mi piace proporre esempi di arte da gustare. Niente tempo da perdere con cazzate, film fatti tanto per fare, o libri, album. Ma ora scrivo la recensione di un bruttissimo film, il peggiore nella carriera di attori da sempre molto apprezzati. Scrivo la recensione quasi solo per dirvi di non andare a vederlo, perdereste soldi e tempo, che è la cosa più importante. Mi piange il cuore, ma è così: Favino, Papaleo, Rubini, Mastandrea, e poi Margherita Buy, Alessandro Haber, Matilde Gioli, Valeria Solarino. Sono loro i protagonisti di Moschettieri del re - La penultima missione, di tale Giovanni Veronesi, fratello del buon Sandro Veronesi.
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domenica 4 novembre 2018

Euforia e i Novelle Vague

Ieri pomeriggio, sabato 3 novembre, abbiamo deciso di passarlo al cinema. Volevamo vedere il film della Golino Euforia. Valeria Golino è la regista, mentre a interpretarlo c'è Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, e in un piccolo ma importante ruolo anche Jasmine Trinca, anche produttrice. Ci sono due fratelli molto diversi in Euforia, uno estroverso, gay libertino, ricco, l'altro serio, piccolo borghese, malato terminale di cancro. Il primo lo ospita nel suo attico a Roma, cercando di essere il più possibile utile, a volte eccedendo. Nel complesso un discreto film, a tratti pesante (difficile essere leggeri con una trama così, forse), con dei momenti interessanti e delle invenzioni di regia non banali. Non mi è dispiaciuto, in parte può ricordare il primo Ozpetek, non solo per la tematica omosessuale, e certo cinema francese. Mi è piaciuto più di tutto ritrovare una canzone dei Novelle Vague, anzi la loro reinterpretazione memorabile di A Manner of Speaking dei Tuxedomoon. Tale pezzo è contenuto nel primo loro disco, che abbiamo ascoltato per ore ieri a cena Elle e io. E allora, riprendo la rece che scrissi nel 2004 per Smemoranda, consigliandone l'ascolto ...
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sabato 9 dicembre 2017

The Place di Paolo Genovese

A volte certi film ti capitano all'improvviso, come questo The Place. Volevamo vedere La ragazza nella nebbia, ma in quel cinema dove lo davano non lo davano più. E allora c'era questo di Paolo Genovese, quello del meritato successo di Perfetti sconosciuti. Di The Place sapevo vagamente che era tratto da una serie televisiva americana, c'era Mastandrea tra i protagonisti, era costituto da un intreccio strano, a molti era sembrato un film interessante, anche se non riuscito, altri pensavano fosse una commedia come il film precedente ... in verità, con il film precedente ha l'originalità della trama, il mettere i piedi nel piatto del presente, senza voler fare un documentario, ma una storia interessante, volando alto.
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sabato 3 maggio 2014

L'ultimo film di Mazzacurati

La sedia della felicità è l'ultimo film di Mazzacurati, l'ultimo veramente. Il regista padovano non ne farà più, essendo morto ad inizio anno di questo triste 2014, triste per la scomparsa di molti artisti geniali (qui un mio post). La sedia della della felicità è una farsaccia romantica, una commedia molto divertente e strampalata, al pari del suo precedente La Passione. A differenza di questa,  ambientata in Toscana, ritorna a girare nel suo Veneto, dalla campagna alla montagna, la laguna, i centri commerciali, le ville, i fiumi, le espressioni dialettali  ... un ritorno alle origini, in questo un ritorno alle prime pellicole. 
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domenica 3 marzo 2013

Un indovino mi disse ... e io ci credo

Un indovino mi disse, come vi avevo anticipato ad ottobre ("Un indovino mi disse ... un film?") è un film in cantiere. Ormai sono state messe le fondamenta, con un regista (il terzaniano di lunga data Mario Zanot), alcuni attori pensati per i ruoli principali (si parla di Valerio Mastandrea nella parte di Terzani, Ursina Lardi in quella della moglie Angela), una produzione dal basso, che cerca, come alcuni musicanti ospitati sul blog, dei finanziatori popolari. Per farlo, si sono organizzati incontri in alcune città e un bel sito dove si parla di tutto questo. Visto che pure io sono un terzaniano di vecchia data (il mio folgorante incontro con lui risale al marzo di undici anni fa, quando presentava il fondamentale Lettere contro la guerra), vi invito a sostenere come potete il progetto, in primo luogo diffondendo la notizia.
QUESTO IL SITO

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lunedì 9 aprile 2012

Romanzo di una strage, già, romanzo ...

Ho trovato irritante, ridicolo, confusionario, assurdo questo Romanzo di una strage. Il regista Marco Tullio Giordana, da me stimato fino a questa pellicola, in numerose interviste ha detto di averlo voluto fare per le nuove generazioni, ignare della recente storia patria. Vorrei chiedere a lui: oggi, dopo la sua pellicola, ne sanno di più? Ho i miei dubbi...

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sabato 20 febbraio 2010

CINEMA: La prima cosa bella/Soul Kitchen

Se avete voglia di canzoni andate al cinema lasciate perdere la tv. In questi primi mesi dell’anno ho visto due film “ispirati” da una canzone meritevoli di una visione. La prima cosa bella di Virzì, per esempio, pellicola adatta a saziare il vostro appetito nazionalpopolare: canzonette pop del passato come quella del titolo, sagre strapaesane, rotocalchi rosa, amanti focosi e/o impacciati davanti a donne innocenti e un po’ puttane.
È il mondo visto dal piccolo Mastandrea (per questo da grande diventa un fallito e triste poeta pulp?), e dalla sorellina/Claudia Pandolfi (per questo da grande diventa una moglie repressa di un vigile logorroico che tradisce con il suo capo?). La madre di questi due, da giovane è Micaela Ramazzotti, ormai specializzata in donne di popolo, rozze e goderecce, ma alla fin fine molto umane. Da anziana è interpretata da Stefania Sandrelli, ormai morente, ma sempre pronta a divertirsi con niente e a ficcarsi nei guai.
Tra presente e passato Virzì racconta questa donna frivola e bella, cacciata dal marito e alla disperata ricerca di un tetto (per questo disponibile con i molti uomini che ne approfittano). Il film ha un buon ritmo, passa agevolmente dall’Italia anni ‘70° a quella di oggi, grazie anche a delle facce giuste e a una colonna sonora spiazzante e diversa dal solito (non i grandi pezzi dei Settanta, ma canzonette da musica leggera, quelle preferite dalla protagonista).
La prima cosa bella si mantiene sul livello della commedia all’italiana classica. Certo, non inventa nulla, ma ricorda quel misto di cinismo e umanità dei Monicelli e dei Risi ai quali si ispira (e omaggia pure direttamente). Come sempre cult Marco Messeri.

Una perfetta commedia europea è invece Soul Kitchen, di Fatih Akin. Qui, per sfortuna, la canzone dei Doors ispiratrice del film non c’è (costi vertiginosi ne hanno impedito l’inserimento, ha detto il cineasta in un’intervista), ma c’è un protagonista che assomiglia al vecchio Jim Morrison (è Adam Bousdoukos, autore assieme al regista della sceneggiatura).
Scenario del film è il Soul Kitchen, ristorante che sembra un Centro sociale occupato. È gestito da Zinos, giovane di origine greca perseguitato dalla sfiga: la bionda fidanzata se ne va a fare la giornalista in Cina, il fratello esce dal carcere e sconvolge la sua vita, un nuovo chef con idee innovative sconvolge i suoi clienti e un fottuto mal di schiena lo tormenta.
Si ride dall’inizio alla fine, si ride di pancia, si ride fino alle lacrime. Mi sono sorpreso a ridere sguaiatamente senza inibizioni di fronte alle sventure del protagonista; non mi succedeva da anni al cinema. Memorabile la scena del massaggio con imbarazzante erezione o quella nella sala d’attesa dello strano guaritore da dove provengono urla impressionanti (è capitata pure a me una cosa simile: io però ero quello che urlava).
Giustamente premiato al festival di Venezia con il Premio Speciale della giuria (finalmente si premia il cinema comico) è un cult-movie con la forza trascinante di Blues Brothers. Tra una risata e l’altra ti racconta la nostra Europa multiculturale nell’Amburgo in trasformazione, con speculazione edilizia, tentativi di fottere il fisco (in tutti i sensi), locali notturni di tendenza, giovani musicanti…
Occhio alla massaggiatrice interpretata dall’attrice ungherese Dorka Gryllus (era presente pure nel memorabile Irina Palm): sarà risolutiva. La prossima volta che avrò mal di schiena cercherò lei.
Interessante il Sito Italiano

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