martedì 14 marzo 2017

Gang live in Bologna

Più ci penso, e più credo di aver assistito, insieme alla mia compagna Elle, a un concerto epocale. Parlo di quello dei Gang, la premiata ditta Fratelli Severini, che da sabato 11 marzo 2017 ore 22,30 (un'ora e mezza dopo l'inizio previsto: le star si fanno sempre attendere), a domenica 12 marzo ore 1 di notte, ci hanno deliziati con una dotta disquisizione in parole e musica sul '77 e dintorni. Il luogo era Bologna, proprio quarant'anni dopo l'assassinio in piazza di Francesco Lorusso, studente di Medicina e Chirurgia e militante di Lotta Continua.
Una tre giorni di incontri, proiezioni, dibattiti, reading, libri, musica, brigate cuciniere nel centro sociale Vag61, dedicate al marzo 1977, nella città simbolo delle rivolte colorate di quell'anno indimenticabile. In marzo visse lì il suo periodo più turbolento e guerrigliero, con l'assassinio di Lorusso, appunto, e le barricate e le manifestazioni dei giorni seguenti. Una ferita nella nostra Storia. Storia scritta dai vincitori, come ha giustamente sottolineato Marino Severini a inizio concerto. Ma andiamo con ordine ...

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giovedì 21 febbraio 2013

Massimo Bubola live

L’usignolo, rock intenso dal sapore cinematografico, che sembra perfetto per un film di Tarantino. Tratto dall’album Mon Trèsor del 1997, è ambientato in un pub della sua amata Irlanda (come molte canzoni di Bubola a partire da Il cielo d’Irlanda, portata al successo da Fiorella Mannoia): una giornata di pioggia, un uomo e una ragazza, dei baci e un assassinio. La voce roca di Bubola a proiettare immagini come fosse un film. Stracult!   
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lunedì 28 gennaio 2013

Due parole con Massimo Bubola



Con la voce rotta dall’emozione annuncio l’arrivo in palude di Massimo Bubola. Sono veramente emozionato (come lo si può essere davanti ad uno schermo del pc), perché era da un pezzo che desideravo averlo sul blog, perché è uno dei grandi cantautori di sempre, perché ha fatto un nuovo disco forte, decisamente rock, con tematiche che fanno pensare e interesseranno molto chi di solito passa di qui. In Alto i Cuori, prodotto come di consueto dalla sua Eccher Music, è un album ben piantato nella nostra realtà, tra tiranni che cadono e rivoluzioni fatte (e da fare), contrapposizioni tra cose vere e cose false (Analogico e digitale, un titolo ben rappresentativo), sparatorie, tasse, amori, angeli…
Un mondo complesso, pieno di suoni e parole, tipiche della tradizione dei cantautori di casa nostra, quello presente nell’album con questa semplice e diretta copertina con tanti cuori colorati. Una copertina che, nonostante tutto, vuole rappresentare un segno di speranza, in questo mondo buio, ben descritto nelle undici canzoni di In alto i cuori. La title-track, messa proprio alla fine dell’album, è l’altro segno di speranza, con l’hammond, l’assolo di chitarra: in alto i cuori quando il sole splende/ed il buio copre la città/In alto i cuori quando senti più freddo/e non c’è niente che ti scalderà …
La voglio sentire dal vivo, come tutto l’album. Ne avrò l’occasione il 9 febbraio, quando ci sarà la prima nazionale in uno dei più bei teatri della nostra città, da poco restaurato. E ora live sul blog; come dire “analogico/digitale”. Pronti?

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domenica 6 gennaio 2013

In arrivo nuovo album di Bubola

Si annuncia ricco di buone novità il 2013 in musica, in particolare per i cantautori di casa nostra. In uscita il 22 gennaio il nuovo atteso disco di Massimo Bubola, In alto i Cuori, che sto assaggiando in questi giorni. Le prime impressioni sono positive, sento il gusto per la parole, e la voglia di mettere i piedi nel piatto della realtà italica. Per rendervi perfettamente conto di quello che dico, vi segnalo il video, in rotazione da qualche giorno sul sito del Corriere della Sera. Il pezzo s'intitola Hanno sparato a un angelo,  e ricorda, con parole da cantautore di razza, con la voce e la chitarra, l'assassinio nella periferia romana di Zhou Zeng e della figlioletta Joy di 9 mesi. Erano i primi di gennaio dello scorso anno, forse nessuno se ne ricordava ...
PER VEDERE IL VIDEO CLICCA QUI

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mercoledì 2 maggio 2012

Gang - Duecento giorni a Palermo

Un po' di storia qui

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giovedì 23 giugno 2011

Intervista a Tiziano Mazzoni


Tiziano Mazzoni, un cantautore nella palude. Non ne nascono molti di cantautori così oggi, di quelli capaci di costruire un mondo con le parole, mentre te lo stanno raccontando. Tiziano da Pistoia è così. Ha iniziato con il blues, partecipando attivamente a PistoiaBlues, poi si è avvicinato alla musica d’autore italiana: Bubola, Ciampi, De André, De Gregori. Prima ha cercato di interpretarli, poi ha collaborato con alcuni di loro.
È partito con il progetto Shiloq (dal siriano scirocco), rileggendo pezzi di Fabrizio De Andrè con accanto due nomi storici come Ellade Bandini e Giorgio Cordini, ha tradotto classici del folk e del rock statunitense da Woody Guthrie a Bob Dylan e nel 2007 ha pubblicato il suo primo disco, Zaccaria per terra. Dal 2009 ha cominciato a girare i palchi d’Italia con Luigi Grechi, e quest’anno ha sfornato il suo nuovo cd, prodotto dalla Eccher, la label di Massimo Bubola: Goccia a Goccia, pieno zeppo di musicanti della scena cantautorale italica (andatevi a leggerli nei suoi spazi web, sono troppi). Poteva mancare il passaggio nella palude? Sarebbe stato un delitto. E allora, se ci sei Tiziano, batti un colpo …
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/tizianomazzoni

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lunedì 25 aprile 2011

La Rossa Primavera che verrà

Per augurarvi una buona Liberazione ho messo sul canale YouTube ALLYDIEGO (cliccateci sopra) Eurialo e Niso, canzone moderna sulla resistenza, scritta da Massimo Bubola (le parole) e da Sandro Severini (la musica). Contenuta originariamente in un disco dei Gang del 1993, Storie d’Italia (magnifico, come magnifica è la canzone, tra le loro canzoni più belle), è ora presente anche nel nuovo cd, La Rossa Primavera, con reinterpretazioni di classici resistenziali e alcuni pezzi degli stessi Gang in tema. La foto è tratta da L'uomo che verrà, di Giorgio Diritti, film capolavoro del quale ho già scritto sul blog. Slegato alla canzone dei Gang, ma con certe sequenze in comune, l'ho scelta per questo. Film e canzone raccontano un periodo precedente al 25 aprile festeggiato oggi, quando ancora non era ben visibile la Liberazione

E allora auguri sinceri per una Rossa Primavera che verrà …


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sabato 15 maggio 2010

Massimo Bubola intervista-email

Nella mia città vive Massimo Bubola, un nome storico del cantautorato italico, tra il folk e il rock, tra la poesia e il cinema, tra l’Irlanda e la pianura padana, tra i miti dell’America latina e quelli degli States, tra De Andrè, con il quale ha scritto alcune delle sue migliori canzoni lungo 13 anni di sodalizio e Garibaldi in camicia rossa e avventure sudamericane. Tutte cose che mi rendono fiero, almeno per una volta, di essere veronese (le altre due sono il Chievo e il vino Valpolicella).
È da poco uscito Live in Castiglione, film di un concerto in quel di Castiglione delle Stiviere, dove con la sua Eccher Band al gran completo ha dato vita a momenti di vero rock nostro con pezzi immortali come Fiume Sand Creek, Marabel, Camicie rosse, Il cielo d’Irlanda …per due ore e passa di musica. Per chi vuole rivivere quella grande emozione c’è un’altra occasione speciale. Sarà giovedì 20 maggio al teatro CIAK di Milano dove presenterà il dvd.

Tra una cosa e l’altra Massimo ha trovato il tempo di rispondere a delle mie domande per un’intervista, che metterò presto online completa. Qui un’anticipazione.
ALLIGATOREUn dvd molto rock come questo, un cd con la Barnetti Bros Band molto folk, la riscoperta del liscio con il cd Romagna Nostra … che relazioni ci sono tra questi progetti usciti in un arco di tempo molto ristretto?
BUBOLA
Credo che le mie esperienze di scrittore di canzoni e di produttore di album mi abbiamo dato una visione d'insieme. Come fare l'attore, il regista e lo sceneggiatore contemporaneamente. Ho spesso collaborato con artisti molto diversi tra loro come De Andrè, i Gang o Fiorella Mannoia. Quindi ho una visione dei progetti sia dal punto di vista musicale che poetico.
Credo che in Italia molto lavoro su folk non sia stato fatto negli anno passati e questo sia un grave handicap per tutti. Molti ragazzi che vogliono scrivere canzoni hanno scarsi riferimenti, poiché la gran parte del songwriting nel mondo è legata alla conoscenza del folk e alla rielaborazione di tante vecchie belle canzoni. Basti pensare a Dylan o Nick Cave o Leonard Cohen e al loro profondo legame con le folk -ballads.
Essendo nato in ambiente contadino ho sempre subito il fascino della musica da ballo essendo di fondo ritualistica e durante i miei primi soggiorni irlandesi a metà degli anni Settanta, ho ascoltato e visto ballare su pura poesia. Quindi si possono scrivere canzoni incantevoli non solo per l'ascolto ma ballarle. Come diceva il poeta americano Edward Cummings " Non solo l'auto che mi hai regalato è bella, ma mi porta in giro veloce".
PER ALTRE INFO SULCONCERTO QUI http://www.teatrociak.it/
SUL SITO DI SMEMORANDA LEGGI Intervista a Massimo Bubola

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domenica 7 febbraio 2010

Barnetti Bros Band: liberi, pericolosi, armati ... di canzoni

Le facce poco raccomandabili nell’immagine di sopra, sono quelle di Sonny, Giovannino, Billy e Vince Barnetti, quattro cantastorie e fuorilegge, che si sono messi insieme per fare un nuovo cd (a scattare la foto pare sia stata la moglie di Vince, Assunta). Sono andati fino a Chupadero, nel deserto del New Mexico, a 2700 metri di altezza, dove, nello studio di Jono Manson (cugino e collaboratore dei fratelli Coen, tra l’altro…e somigliante un sacco a Giovannino Barnetti) ne hanno fatte di cotte e di crude.
Se fosse un film sarebbe uno spaghetti western, ma è un album, ricco di ospiti, di giravolte tra States e Italia, riletture originali e/o spiazzanti, omaggi a banditi senza tempo, da Tiburzi a Billy the Kid, da Stefano Pelloni ai bulli del Bronx, camicie rosse di Garibaldi dall’altra parte dell’oceano (non a caso lo chiamavano l’eroe dei due mondi), donne marinaio per amore nell’Inghilterra del ‘700 (Ballata di Hannah Snell, che canzone ragazzi!), ladri gentiluomini con il fucile nascosto nella custodia del violino. Stracult!
Una rece meno emozionata la troverete da qualche parte, quando sarò stanco di ascoltarli. Se volete farlo anche voi, o, semplicemente, saperne di più, andate direttamente al sito incriminato: http://www.barnettibrosband.com/

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domenica 11 gennaio 2009

De André sognato da Bubola

Fiumi d'inchiostro su De Andrè in questi giorni. Io sono ignorante in materia, per questo preferisco lasciare la parola ad uno che lo ha conosciuto veramente, il cantautore Massimo Bubola, con il quale ha scritto ben 21 canzoni. L'ho sentito tramite e-mail e anticipo una passaggio dell'intervista che metterò online completa una volta risolti i miei problemi con il pc. Un ricordo molto bello, poetico... leggete qui:
DOMANDA
Come è nato l'inedito Dall'altra parte del vento, contenuta nell'omonimo cd dove canti canzoni scritte da te con De André dal 1977 al 1990? Rivedi De André come in un sogno, come in un film ...
RISPOSTA
Credo che quando cominci a sognare una persona vuol dire che hai in qualche modo metabolizzato il lutto. Così dall’inverno scorso ho cominciato a sognare Fabrizio in una serie di sogni molto simili, spesso ambientati in un vecchio bar nel quartiere centrale di San Marco a Milano, dove si andava qualche volta a bere a fine di serata. C’erano vecchi divani di velluto rosso e dietro il banco un grande specchio inclinato. L’apparizione allo specchio del mio amico mentre mi sto sedendo al banco è l’immagine speculare di un fantasma. Un apparizione emozionante e teatrale. Poi tutto tra noi assume dei tratti consueti, il fumare una sigaretta davanti ad un whisky ed il segreto divertente confidarsi. Le riflessioni su "quante canzoni lasciate a metà, dall’altra parte del vento" "il verticale silenzio" e " la musica urgente" e poi il finale che, come in un antico dramma o in un film in bianco e nero, vede dissolversi l’immagine ai primi chiarori dell’alba e allora il fantasma dell’amico, guardando laggiù spegnersi le luci del Luna Park, proferisce le ultime parole "quanti mercanti nel tempio".

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mercoledì 17 dicembre 2008

CD: Bubola ricorda De Andrè

In questi giorni ascolto tanto un cd magnifico, che ogni ascoltatore di musica italica che si rispetti dovrebbe avere. Anzi, di musica punto e basta. S'intitola Dall'altra parte del vento. Molti citano a sproposito De Andrè, magari non avendolo ascoltato mai, o poco (non si è mai ascoltato abbastanza De Andrè). C’è una sua canzone, bellissima, che dice tutto sulla nostra povera patria. È Don Raffaè, scritta assieme a Massimo Bubola (la musica è di Mauro Pagani). È contenuta in questo cd, assieme ad altri pezzi scritti dal cantautore genovese con quel veronese dal 1977 al 1990 (testo e musica). Sono tra i migliori della Storia della nostra musica. Butto lì solo alcuni titoli: Rimini, Volta la carta, Andrea (altra mia preferita), Sally, Fiume Sand Creek (altra…), Hotel Supramonte …tutti reinterpretati dal Bubola in omaggio all’amico De Andrè (il prossimo 11 gennaio sarà il decimo anniversario della morte). Sono versioni squisitamente acustiche, in parte diverse da come le abbiamo sentite in passato, ma pregne di significato, impegnate nel vero senso del termine. A tratti sembra di ascoltare un vinile (anche la copertina lo ricorda), a tratti viene la pelle d’oca, come nell’unico inedito del cd, Dall’altra parte del vento, canzone ambientata in un bar di notte, in cui il protagonista vede apparire, come in un sogno, l’amico scomparso, che gli dice parole importanti. Filmica? Felliniana? … sicuramente fondamentale, come tutto questo album.
PER ALTRE INFO http://www.massimobubola.it/
OPPURE QUI http://www.ecchermusic.com/

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venerdì 16 maggio 2008

Rocco Tanica, mi fido di te …


Ho sempre apprezzato l’ironia e l’intelligenza di Rocco Tanica, ironia e intelligenza che dimostra anche con questo “comunicato”, attraverso il quale si scusa pubblicamente con Massimo Bubola. Avendo dato risalto alla notizia precedente, mi sembra giusto riportare anche le parole di Rocco, divertenti e corrette. Bravo Rocco!

Nel disco di Fabrizio De André "Le Nuvole" c'è una canzone splendida che si chiama "Don Raffaé". La musica è di Fabrizio e di Mauro Pagani. Le parole sono di Massimo Bubola, che spesso non viene citato tra gli autori del brano. Perché succede questo? Perché gli smemorati non abitano solo a Collegno; cittadini d'Italia come il sottoscritto, a volte capita che caschino dal pero della distrazione e riassemblino i ricordi come pare a loro; nel farlo, inciampano nelle sviste e ci fanno una figura un po' così. Io stesso nel corso di un'intervista televisiva ho risposto ad alcune domande sulla mia collaborazione, come pianista e arrangiatore, ad alcune canzoni de "Le Nuvole". Parlando di "Don Raffaé" ho ricordato Fabrizio De André e Mauro Pagani, poi mi sono aggrovigliato (succede a noi anzianotti, arzilli ma anzianotti) e non ho citato Massimo Bubola. Che è come parlare dell'acqua e non nominare l'idrogeno. Massimo me lo ha fatto notare su queste pagine e io non posso che dargli pienamente ragione. Il capolavoro di "Don Raffaé" è frutto del lavoro di una squadra eccellente, una di quelle squadre che andrebbe ricordata mandando a memoria l'intera formazione. Io non l'ho fatto, mi dispiace e mi scuso per questo con Massimo e con coloro che sono stati raggiunti da un'informazione incompleta, messa in giro con un po' di sciatteria da chi, come me, beve l'acqua e si dimentica dell'idrogeno.
Rocco Tanica
(Altre note sul sito http://delrock.it/)

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giovedì 15 maggio 2008

No Fabio Fazio, no…


No Fabio Fazio, non si deve fare, mi hai deluso… ospitare Jovanotti che canta Rimini, in una versione personalissima, e dimenticarsi entrambi (pure tu Jova…) di citare il coautore, Massimo Bubola, cantautore veronese che non ha certo bisogno di presentazioni, è stato grave (altro che Travaglio). Lo hanno fatto, purtroppo, in una puntata importante, quella dedicata ad Emergency.
Bubola, presente sulla scena musicale da più di trent’anni, ha, tra le mille cose, collaborato ai testi di tutto l’album Rimini (1978) e de L’indiano (1981). Canzoni come Rimini, appunto, ma anche Fiume Sand Creeck (indimenticabile) e Andrea (sì, Andrea).
In questi giorni, parecchio incazzato, Bubola ha diffuso un comunicato, che in coda dice questo: - Se un collega scrittore di canzoni come Jovanotti e un conduttore televisivo come Fazio, che da sempre ama la canzone d’autore, incorrono in questi gravi errori e in questa pericolosa superficialità, c’è veramente da essere preoccupati per gli altri, come, ultimamente, Rocco Tanica componente del gruppo “Elio e le storie tese” che nella puntata de “ Le invasioni barbariche “ del 18 aprile, mi ha tolto dagli autori di Don Raffae’ attribuendo la canzone solo a De Andrè e a Mauro Pagani, quando Pagani ha co-firmato soltanto la musica con Fabrizio, invece il sottoscritto, veronese, il testo in napoletano, e scusate se è poco.-
No, non è certo poco. Trovo quella canzone un piccolo gioiello, e mi fa molto piacere saperla scritta da uno della mia città. Una città che ha un sacco di difetti, dall’assassinio della banda neonazi in giù, ma anche qualche pregio. Uno di questi è sicuramente Massimo Bubola, con un nuovo cd in circolazione, il diciottesimo della sua serie, intitolato Ballate di Terra & d'Acqua. Consigliatissimo, come tutti i suoi precedenti e futuri.
Vai al suo sio ufficiale http://www.massimobubola.it/home.asp

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