domenica 18 novembre 2018

Una commedia rock con De Luigi

Un film con un testo semplice, anzi un pre-testo semplice, far scatenare le facce buffe di un grande comico quale è Fabio De Luigi: è Gabriele, cinquantenne divorziato e con una figlia di 10 anni (è la Sofia del titolo, interpretata da Caterina Sbaraglia) per metà settimana a casa sua e per l'altra metà con la madre (Caterina Guzzanti), che aspetta un altro bambino con il nuovo compagno. Gabriele incontra casualmente Mara (Micaela Ramazzotti), una vecchia amica, una donna molto bella, libera e indipendente fotografa giramondo. Escono a cena e iniziano a frequentarsi. In poco tempo nasce una bella relazione, quasi perfetta, per un solo piccolo particolare, Mara non ama i bambini, non vuole averne per libera scelta di vita. Inizia così un vero incubo, con il povero Gabriele che farà di tutto per nascondere Sofia. 
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sabato 25 giugno 2016

Euro2016, al cine: Italia 4 Spagna 4

Ho visto una grande Italia, grazie a Valeria Bruni Tedeschi, qui con i colori azzurri (in tutti i sensi). Nel film La pazza gioia veste infatti i panni di una ex berlusconiana caduta in disgrazia e finita in un manicomio. Fin dai primi istanti si muove bene, tanto da andare in rete da sola quasi in apertura. Poi, quando trova una compagna di squadra come la Ramazzotti, riesce a raddoppiare grazie ai suoi timidi ma precisi assist. Che coppia queste due pazze ... di gioia. Fuor di metafora, questa pellicola mostra un Virzì al suo massimo (temo non saprà mai più ripetersi così), una storia di donne nell'Italia contemporanea, con la verve e la poetica della grande commedia all'italiana, da Monicelli in giù. Il regista livornese, tra i "giovani", è l'unico possa inserirsi in questa grande scuola, suo quindi il terzo gol. Qui racconta il nostro paese da un contesto altro, cioè quello di una clinica per malati di mente alternativa, dove possono uscire a lavorare. Proprio in occasione di una giornata di lavoro nei campi, le due protagoniste fuggono, iniziando una zingarata per raccontare il perché del loro ricovero. Tra il furto dell'auto di un playboy in cerca di avventure, la ricerca del figlio della coatta Donatella (una splendida Ramazzotti, anche lei in gol), la visita alla villa dell'ex marito di Beatrice, avvocato/parlamentare dell'ex presidente del consiglio (ricordate il bunga bunga?), la visita alla madre dove girano un film in costume (notare, nelle vesti della regista, la Archibugi, autrice della sceneggiatura assieme a Virzì), altre fughe, altri ricoveri, altra ricerca di libertà, senza troppa retorica. Gran film, pieno di cose, personaggi, ben scritto e ben interpretato anche in ruoli minori.
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sabato 20 febbraio 2010

CINEMA: La prima cosa bella/Soul Kitchen

Se avete voglia di canzoni andate al cinema lasciate perdere la tv. In questi primi mesi dell’anno ho visto due film “ispirati” da una canzone meritevoli di una visione. La prima cosa bella di Virzì, per esempio, pellicola adatta a saziare il vostro appetito nazionalpopolare: canzonette pop del passato come quella del titolo, sagre strapaesane, rotocalchi rosa, amanti focosi e/o impacciati davanti a donne innocenti e un po’ puttane.
È il mondo visto dal piccolo Mastandrea (per questo da grande diventa un fallito e triste poeta pulp?), e dalla sorellina/Claudia Pandolfi (per questo da grande diventa una moglie repressa di un vigile logorroico che tradisce con il suo capo?). La madre di questi due, da giovane è Micaela Ramazzotti, ormai specializzata in donne di popolo, rozze e goderecce, ma alla fin fine molto umane. Da anziana è interpretata da Stefania Sandrelli, ormai morente, ma sempre pronta a divertirsi con niente e a ficcarsi nei guai.
Tra presente e passato Virzì racconta questa donna frivola e bella, cacciata dal marito e alla disperata ricerca di un tetto (per questo disponibile con i molti uomini che ne approfittano). Il film ha un buon ritmo, passa agevolmente dall’Italia anni ‘70° a quella di oggi, grazie anche a delle facce giuste e a una colonna sonora spiazzante e diversa dal solito (non i grandi pezzi dei Settanta, ma canzonette da musica leggera, quelle preferite dalla protagonista).
La prima cosa bella si mantiene sul livello della commedia all’italiana classica. Certo, non inventa nulla, ma ricorda quel misto di cinismo e umanità dei Monicelli e dei Risi ai quali si ispira (e omaggia pure direttamente). Come sempre cult Marco Messeri.

Una perfetta commedia europea è invece Soul Kitchen, di Fatih Akin. Qui, per sfortuna, la canzone dei Doors ispiratrice del film non c’è (costi vertiginosi ne hanno impedito l’inserimento, ha detto il cineasta in un’intervista), ma c’è un protagonista che assomiglia al vecchio Jim MorrisonAdam Bousdoukos, autore assieme al regista della sceneggiatura).
Scenario del film è il Soul Kitchen, ristorante che sembra un Centro sociale occupato. È gestito da Zinos, giovane di origine greca perseguitato dalla sfiga: la bionda fidanzata se ne va a fare la giornalista in Cina, il fratello esce dal carcere e sconvolge la sua vita, un nuovo chef con idee innovative sconvolge i suoi clienti e un fottuto mal di schiena lo tormenta.
Si ride dall’inizio alla fine, si ride di pancia, si ride fino alle lacrime. Mi sono sorpreso a ridere sguaiatamente senza inibizioni di fronte alle sventure del protagonista; non mi succedeva da anni al cinema. Memorabile la scena del massaggio con imbarazzante erezione o quella nella sala d’attesa dello strano guaritore da dove provengono urla impressionanti (è capitata pure a me una cosa simile: io però ero quello che urlava).
Giustamente premiato al festival di Venezia con il Premio Speciale della giuria (finalmente si premia il cinema comico) è un cult-movie con la forza trascinante di Blues Brothers. Tra una risata e l’altra ti racconta la nostra Europa multiculturale nell’Amburgo in trasformazione, con speculazione edilizia, tentativi di fottere il fisco (in tutti i sensi), locali notturni di tendenza, giovani musicanti…
Occhio alla massaggiatrice interpretata dall’attrice ungherese Dorka Gryllus (era presente pure nel memorabile Irina Palm): sarà risolutiva. La prossima volta che avrò mal di schiena cercherò lei.
Interessante il Sito Italiano

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