lunedì 5 dicembre 2022

Rece d'Alligatore: Bob Balera

Bob Balera, Pianeti

Dischi Soviet Studio

Ecco i Bob Balera al secondo album, dopo il promettente esordio di cinque anni fa del quale avevo parlato su questi schermi. Se quello era dance-pop puro, questo sembra più pop-rock-dance: giovanile, romantico, con molte canzoni che girano attorno all’amore visto da diversi punti di vista (romantico, folle, malinconico, erotico, triste, ripensato…).

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venerdì 19 novembre 2021

Rece d'Alligatore: Helle

Helle, Disonore

Volume!

Belle canzoni della giovane Helle. Pop elettronico, se vogliamo dare un’etichetta, ben fatto, e con dentro molte cose. Suggestioni, idee, lucidità. E poi la voglia di svelare l’ipocrisia dietro le nostre vite. Molta buona vecchia musica italiana nei ricordi, che la cantautrice bolognese conosce e ha saputo fare sua.

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venerdì 8 novembre 2019

Rece d'Alligatore: Mattia


Mattia, Labirinti umani
Autoproduzione
Esordio autoprodotto per Mattia, giovane avvocato di Modena, diviso tra la passione per la musica e quello per la legge. Passioni nate in modo inevitabile nella sua famiglia, tra giuristi e musicanti hanno vinto entrambi. Per la parte musicale, importante citare la nonna Mirella Freni, famoso soprano lirico e il nonno Leone Magiera, noto pianista e direttore d’orchestra. Ma la musica di Mattia, sentirete, è ben lontana dall’ambito classico.
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domenica 28 luglio 2019

Rece d'Alligatore: Save Our Souls

Save Our Souls, Esse O Esse
IAD RECORDS
Ritornano i Save Our Souls, band bergamasca sui palchi rock da parecchi anni. Dal 1993 si sbattono tra concerti, manifestazioni, premi, cambi di formazione, canzoni. Canzoni cantate in italiano, un pop-rock tra i Timoria e Vasco Rossi, con ritmo, chitarre presenti, e testi tra l’intimista e un certo impegno.
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giovedì 9 febbraio 2017

Rece d'Alligatore: My Escort


My Escort, Canzoni in ritardo
Autoproduzione
Esordio maturo quello dei My Escort, band veneta, con un nome ambiguo e riferimenti/ambizioni che vanno dai Coldplay a Ligabue, dai Negramaro a certo pop-rock  tormentato, ma che non fa male. La genesi del loro primo disco ufficiale è lunga e fatta di rotture, ripensamenti, amori non corrisposti nelle canzoni come nella vitaccia vera.
Canzoni in ritardo, scritte tra il 1998 e il 2013, finalmente cantate: Riflessi, è un pop-rock che mi ricorda tanto i vecchi Timoria, Un semplice addio, è un pezzo molto carico, tra i Coldplay e Ligabue, e ci narra di un amore finito (tema ruotante in tutto l’album), Qualcosa che non c’è, grazie ad un piano classicheggiante e a dei fiati molto presenti, racconta bene un amore di tanti anni fa (era il 1998 quando la si scrisse). Foglie e nebbia, teso sia nel testo sia nella musica, è un brano per chi sente tutto contro e ne cerca il lato poetico, Sabato, tenta inutilmente di sfuggire al luogo comune, e con il giusto pathos descrive l’indescrivibile, mentre Le cose non cambiano mai, chiude il tutto, lasciandoci l’amaro in bocca.
My Escort riprovano a ripartire come hanno fatto molte volte: quel treno che corre nella campagna veneta tra fogli svolazzanti sopra un campo di mais da poco tagliato, dove li porterà? Ai posteri l’ardua sentenza?

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domenica 28 agosto 2016

Rece d'Alligatore: Elefanti



Elefanti, Noi siamo elefanti
Autoprodotto
Esordio saltellante e ginnico, tanto da far dubitare sul nome, o forse ci siamo sempre sbagliati: gli elefanti sono agili e saltellanti? A quanto pare, per questo power-duo, la riposta è sì. Francesco “Shamble” Arciprete (voce, chitarra e basso) e Matteo “Teo” Belloli (batterista e seconde voci), dopo una decina scarsa di esperienze nel sottobosco rock, si sono messi insieme nel 2015, dando vita agli Elefanti. Ora questo disco, dal titolo emblematico.
Titolo emblematico anche per il primo pezzo, Avorio, rock dal ritmo sostenuto, con chitarre a briglia sciolta per dichiarare che non si venderanno mai. Ritmo sostenuto anche in Nel vortice – Non è facile, per raccontare una storia d’amore finita male, dalla quale è difficile “uscire dal vortice”. Suggestiva, con violini e piano in coda, Cieli bui, pezzo elettrico e teso, che in parte ricorda i Timoria, rock Ricordati di me, dal ritmo animale (ancora su di un amore finito).
Giovani nelle tematiche, quanto nel ritmo pulsante, questi Elefanti di Bergamo hanno un buon margine di miglioramento. Molto apprezzabile il progetto grafico, opera dell'artista The Moon & I, un lavoro frutto di tecniche miste fra digital art, illustrazione e collage, tratto da una stampa zootecnica dell'800. 

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lunedì 18 aprile 2016

Rece d'Alligatore: Dogma


Dogma, Sospesi
ET- TEAM
Giovane gruppo piemontese all’esordio con questo Sospesi. Un titolo che vuole significare, a detta dei Dogma stessi, la consapevole precarietà dei sentimenti umani, che restano spesso incompleti, inespressi, da portare in fondo, restano quindi Sospesi. Con le dieci canzoni dell’album hanno cercato di sviluppare questo tema, quasi come fosse un concept-album.
I pezzi con i quali si sono di più avvicinati mi sembrano: Strade su strade, rock melodico dal testo non particolarmente originale, Forse no, introspettivo nella musica come nel testo incentrato sui rimpianti, Sentimi, melodia che resta nelle orecchie con chitarra vascorossi-style, ma niente più. Menzione speciale a Natura perversa, rock libertario, dannatamente rock.    
Cantato in italiano per un rock dolce, con punte malinconiche e staffilate hard, che però vanno sempre ad ammorbidirsi in una melodia troppo da canzone italica. Mi ricordano, alla lontana, i Timoria. Vediamo se nei prossimi dischi si avvicineranno o rimarranno sospesi nel limbo della nostra musica più leggera …

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mercoledì 18 novembre 2015

Rece d'Alligatore: Casablanca


Casablanca,Casablanca
Ostile records
Il tema del tradimento al centro dell’omonimo disco d’esordio dei Casablanca, nuovo progetto di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic). Un tema su cui regge la nostra sporca società, un tema scivoloso svolto con diligenza e senza moralismi, tra il rock e il pop. Il ritmo e le chitarre dominano in tutte le canzoni, che si parli d’amore sentimentale, disillusione, timidezze, doping (nella musica), eroina.
Essendo in un periodo sentimentale preferisco i pezzi più “romantici”, a partire da Non so mai dirti che … chitarra/voce sull’incapacità di dichiararsi (pare di risentire i Timoria) o La percezione di un addio, con l’elettronica a raccontare la fine di un ammmore. Piacevole anche Non lo volevo, rock dal piglio Litfiba sulla disillusione dei nostri giorni o l’apertura dell’album Gelido, con chitarre e voce al massimo. Troppo ermetici in Ghiaccio sulle mani e Il cielo delle sei. Celentano fuori tempo massimo nella conclusiva Legami gli occhi.
Un disco tra l’underground e il mainstream, tra Sanremo Giovani e certi Led Zeppelin. Qui sta il suo fascino, qui sta il suo limite. 


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