martedì 16 dicembre 2014

Pulp Fiction ... vent'anni dopo

Come oggi, vent'anni fa usciva in Italia Pulp Fiction, film manifesto di Tarantino, consacrato con la Palma d'Oro a Cannes nel maggio dello stesso anno. Inizialmente  vietato ai minori di 18 anni (sì, incredibile), poi a 14 per consentirne il passaggio in tv in seconda serata. Negli States era uscito qualche mese prima, rilanciando un John Travolta in un periodo di crisi, e lanciando definitivamente la stella di Uma Thurman (da antologia la scena del ballo tra i due). Dopo questo film il cinema non è stato più lo stesso, ha dato il via alla moda del pulp (vi ricordate gli scrittori pulp in Italia?), e posto all'attenzione degli appassionati del grande schermo un cineasta originale quale Quentin Tarantino, con un montaggio moderno, storie violentissime, una fantasia e passione cinefila pari a pochi altri. Mi pare giusto omaggiarlo, anche perche io, stranamente, non ero tra gli spettatori quel venerdì 16 dicembre 1994. E voi?

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domenica 20 gennaio 2013

Riscoperte: Hangover di Eva Zambon



Ho scoperto questo romanzo quasi per caso, scrivendo sul mio blog della scomparsa di uno scrittore (era Ray Bradbury) e incontrando nei commenti a quel post il compagno dell’autrice (l’amico And). Il caso ha voluto avessero entrambi lo stesso editore, DeriveApprodi, uno degli editori più vivi e innovativi d’Italia, con un catalogo sempre più bello. Anche Eva Zambon è viva, la scrittrice vicentina, ora emigrata nel Canton Ticino, è l’autrice di questa opera prima, fino ad ora l’unica, datata 2002. Mi chiedo perché solo un libro, spero nel frattempo abbia messo altro materiale in legnaia, e in futuro escano altre sue opere.

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lunedì 18 maggio 2009

LIBRI: Novalis di Giorgio Fontana, un libro rock

"Tocca a te" dice Hans, e mi passa una patata.
Siamo qui, io e lui, come piccioni su un balcone di un metro, a tirare patate sui vetri di un garage sfitto di fronte a casa sua. È domenica e il cielo è azzurro.
"Sai?" dice. "C’era un gruppo, non ricordo quale, che aveva un jet privato con la parte anteriore a forma di cazzo. Per scopare tutte le città in cui arrivavano, dicevano."
"Non è vero."
"L’ho letto da qualche parte."
"Te l’avrà detto Marco."
"No, l’ho letto."
"In ogni caso mi sembra un’idiozia."
"È la tipica cosa che a sedici anni avresti adorato."
"Erano altri tempi. Credevo ancora nel rock’n’roll."

E voi, credete ancora nel rock’n’roll? E di quello strano aereo avete mai sentito parlare? Non solo per questo mi sono divertito a leggere Novalis, libro del giovane Giorgio Fontana, autore molto intelligente, decisamente rock. Il suo è proprio un romanzo per chi crede ancora nel rock’n’roll, forse un po’ punk, forse un po’ dark. Pulp si sarebbe detto qualche anno fa.
Sì, c’è del cannibale in questa storia di un giovane musicante in crisi. La sua band è finita, i suoi genitori sono malati e/o depressi, tutto si dissolve davanti a lui. Manca solo trovi una ragazza che cerca amanti sulle pareti dei bagni pubblici e si prostituisce con successo tramite il web. Inizia così una storia di sesso e perversione e poi morte con il gruppo Novalis (praticano una forma teatrale snuff, cioè con suicidi in diretta). Un vero incubo … chissà se succedono cose così anche ai miei amici musicanti?
IL SITO DELL’AUTORE http://www.giorgiofontana.com/
IL SITO DELL’EDITORE http://www.marsilioeditori.it/

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giovedì 25 dicembre 2008

Come dio comanda, il cinetorrone di Salvatores

Ha detto bene Vergassola nella trasmissione della Dandini, dove la scorsa settimana era ospite proprio Gabriele Salvatores: Come dio comanda è un cinetorrone, di quelli belli duri. Ti colpisce, ti stende come certe canzoni di de Andrè. E proprio al cantautore genovese il regista milanese ha fatto riferimento riguardo ai personaggi del film (quasi tutti uomini), personaggi con molte sfaccettature, fondamentalmente negativi, neri.
Inevitabilmente anche il film si rivela dalle molte sfaccettature, tanto che quando esci dalla sala cinematografica non sai dire se ti è piaciuto fino in fondo. Veramente, sono combattuto: è il miglior film di Salvatores o il suo peggiore? La realtà rappresentata è troppo carica di luoghi comuni oppure no? Il profondo nord-est (vero protagonista della pellicola, anche se, giustamente, il cineasta ha detto che ormai è tutta l’Italia così) con le villette, i centri commerciali, un benessere diffuso, ma con delle sacche di povertà e disagio che possono sfociare in tragedia, è troppo sociologico? Lo stesso dicasi per le studentesse disinibite, con iPod sempre in funzione, diligenti a scuola, pornodive in privato …
E gli attori? Il mio giovin attore italico preferito, Elio Germano, non calca troppo la mano nel disegnare Quattro Formaggi, ex operaio diventato pazzo in seguito ad un incidente sul lavoro?
Lavoro che non c’è più, se non per gli stranieri, perché i padroni attuali possono sfruttare e ricattare come credono la manodopera dell’est o del sud del mondo … Potrei continuare all’infinito perché Come dio comanda è un film pensante (e fa pensare); però è anche girato da dio, costruito bene nella scrittura (Ammaniti è ancora pieno di schegge pulp, speriamo non se ne liberi), montato superbamente, con Filippo Timi dalla recitazione “a togliere” (per compensare quella di Germano?), e il giovanissimo Alvaro Caleca come protagonista che vede e capisce (quasi) tutto. Lui è il personaggio più vero (possibile che nei film ambientati nel mio nord-est, vedi Mazzacurati, solo dai ragazzini non escano caricature, come se gli adulti fossero tutti tagliati con l’accetta? Siamo così?).
Poi c’è Fabio De Luigi, uscito da un cinepanettone (faccio fatica a non ridere quando è in scena, anche se è un serio assistente sociale, ma mi ricordo troppo il grande comico …), Angelica Leo/cappuccetto rosso nel bosco, altro bel giovane volto da segnarsi sull’agendina …
Insomma, dopo una settimana di rimuginamenti mi sembra uno dei migliori film di Salvatores. Un cinetorrone da mangiare. O mi sbaglio?

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