2000 km sotto la pioggia
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Cultura Rock a 360°
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Quest’anno con la bici non riesco a trovare la pedalata giusta. Ho fatto solo qualche giretto (il primo ufficiale ieri), ma il clima non mi soddisfa ancora. Non c’è il caldo da alligatori. Infatti lungo la strada ho trovato lucertole, tre ramarri, un serpente schiacciato, il lago alto e corsi d’acqua gonfi.
Per fortuna c’è Carla … cioè Guido Foddis, che sta seguendo il Giro d’Italia con la sua ironia sulle miserie del presente. È l’inviato al Giro d’Italia in bolletta. Vi invito a seguire le sue divertenti pagine facebook: Guido Foddis al Giro d'Italia in bolletta e La Repubblica delle Biciclette.Etichette: Alligatore in bici, Bici, Ciclismo, Cultura, Ferrara, Giro d’Italia, Guido Foddis, La Repubblica delle Biciclette, Rock, Satira
Finalmente un libro che soddisfa le mie passioni in modo totale, perché le contiene quasi tutte: bicicletta, ciclismo, musica, letteratura, Têtes de Bois … e tutto quello che ci va dietro (anarchia, poesia, canzoni, bevute, vita…). Manca solo il cinema. O forse c’è, visto che leggendo, in un unico pomeriggio assolato, questo agile e divertente romanzo di Andrea Satta, mi sono visto un film. Un film su di un padre ed un bambino che aspettano vicino ad un paracarro l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia (già un paracarro, come quel paracarro di Bartali, ma nel romanzo ce ne sono altri, c’è una specie di elogio del paracarro), e con loro altre persone che per un giorno diventano amiche. Un’umanità varia e colorata, ricca di storie da raccontare (altre storie, dentro la storia, come una matrioska), di vino da bere, di campioni da ricordare, di fuochi da accendere per cucinare insieme in attesa dell’arrivo dei ciclisti. Il passato si fonde con il presente, storie di numeri uno accanto a gregari, divertenti aneddoti su quel ciclista abbonato all’ultimo posto con tristi ricordi di chi ci ha rimesso la pelle. Si poteva cadere nella solita retorica del ciclismo sport sano e popolare. Ovviamente questo non succede, perché Satta, oltre alla cultura ciclistica (ha seguito il Tour lo scorso anno per il manifesto e quest’anno per l’Unità seguirà il Giro del Centenario , che parte domani da Venezia) è ricco di cultura altra. Quattro canzoni inedite dei Têtes, su/per/con il ciclismo e la bici sono allegate al romanzo (una scritta da Gianni Mura). Altre, scaricabili dal web, dopo l’estate.
E poi, finalmente, dopo qualche settimana di schiena bloccata, posso dire di essere tornato in gran forma proprio leggendo I riciclisti, lettura decisamente terapeutica. Domani, prima dell’inizio del Giro, farò un giro pure io con la mia bici, ferma in cantina dal 18 aprile… troppo tempo.Etichette: Andrea Satta, Bici, Ciclismo, Cultura, Ediciclo, Gianni Mura, Giro d'Italia, Il manifesto, l’Unità, Libri, Mal di schiena, Rock, Sergio Staino, Têtes de Bois, Tour de France

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Oggi inizia il Giro d’Italia, corsa ciclistica a tappe sempre appassionante. La maggior attrattiva, oltre al fatto agonistico, sono gli splendidi scenari, che tra un marchio e l’altro, si godono. E poi i campioni del pedale, molto meno fighetti dei loro colleghi pedatori, spesso raccontati dai nostri musicanti; dalla Bartali di Conte alla Gianni Bugno 2000 degli amici Winter Beach Disco, a tante altre (si potrebbe fare una raccolta di due tre cd). Ora, un altro mio grande amico, ha scritto una canzone per un ciclista: si tratta del cantautore emiliano Guido Foddis, che ha dedicato la sua nuova Gli asini pedalano ad uno splendido ciclista, al quale auguro di vincere il giro. È Marzio Bruseghin (un nome da ciclista vero, così vero che sembra inventato): montanaro, allevatore di asini e produttore di prosecco (come non tifare per lui?).
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