lunedì 23 giugno 2014

Due parole con i Majakovich

Arrivano in palude i Majakovich, qui per la prima volta a parlare/dibattere/cazzeggiare sul loro nuovo album, intitolato ironicamente Il primo disco era meglio. Quello era cantato in inglese, questo in italiano, quello era del 2010 e si intitolava Man Is a Political Animal By Nature, questo Il primo disco era meglio ed è uscito ad aprile 2014. Molta acqua è passata sotto i ponti dal primo: concerti, viaggio negli States e apertura lì per gli Afterhours, viccissitudini varie, altri concerti, idee, partecipazione a compilation importanti... Poi la registrazione, la scorsa estate, de Il primo disco era meglio, con accanto amici fidati. Troppi per citarli tutti, ma veramente in gamba.
Un gran bel disco, anche questo secondo, un disco da ascoltare bene, perché ci sono storie di vita che colpiscono, con ironia e disincanto. Dei testi molto belli (tra i migliori degli ultimi anni), da mandare a memoria, con una musica altrettanto buona, ben calibrata, con il giusto equilibrio tra rock e cantautorato (ascoltateli in streaming qui). Ci sanno fare questi  Majakovich, non lasciano nulla al caso. Per questo hanno accanto più di una label (il cd è uscito con Metrodora Records in collaborazione con V4V, To Lose La Track), e la produzione artistica di Tommaso Colliva, si sente tutta. Ci vuole metodo per buttare dei colori su 5 pezzi di plexiglas e tirarne fuori una copertina così, come ci vuole metodo per mettere delle parole/musica su carta per poi cantarle/suonarle così. Parliamone. Pronti?

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