Arrivano in palude i Majakovich,
qui per la prima volta a parlare/dibattere/cazzeggiare sul loro nuovo
album, intitolato ironicamente Il primo disco era meglio. Quello era
cantato in inglese, questo in italiano, quello era del 2010 e si
intitolava Man Is a Political Animal By Nature, questo Il primo disco
era meglio ed è uscito ad aprile 2014. Molta acqua è passata sotto
i ponti dal primo: concerti, viaggio negli States e apertura lì per
gli Afterhours, viccissitudini varie, altri concerti, idee,
partecipazione a compilation importanti... Poi la registrazione, la
scorsa estate, de Il primo disco era meglio, con accanto amici
fidati. Troppi per citarli tutti, ma veramente in gamba.
Un gran bel disco, anche questo
secondo, un disco da ascoltare bene, perché ci sono storie di vita
che colpiscono, con ironia e disincanto. Dei testi molto belli (tra i
migliori degli ultimi anni), da mandare a memoria, con una musica
altrettanto buona, ben calibrata, con il giusto equilibrio tra rock e
cantautorato (ascoltateli in streaming qui). Ci sanno fare questi Majakovich, non lasciano nulla al caso. Per questo hanno accanto più
di una label (il cd è uscito con Metrodora
Records
in
collaborazione con V4V, To Lose La Track), e la produzione artistica
di Tommaso Colliva, si sente tutta. Ci vuole metodo per buttare dei
colori su 5 pezzi di plexiglas e tirarne fuori una copertina così,
come ci vuole metodo per mettere delle parole/musica su carta per poi
cantarle/suonarle così. Parliamone. P
ronti?
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