Due mesi fa, quando Mario Monti si è dimesso dalla carica di Capo del
Governo Italiano, il giornale “The Economist” ha espresso l’opinione che
la “prossima campagna elettorale sarà soprattutto un test sulla
maturità e sul realismo degli elettori italiani”. Presumibilmente questa
azione matura e realistica avrebbe dovuto portare al ritorno di Monti,
che è stato essenzialmente imposto all’Italia dai suoi creditori, al
ruolo di Capo del Governo, questa volta con un reale mandato popolare.
Non
sembra che le cose siano andate per questo verso. Il partito di Monti é
arrivato quarto, non solo arrivando dietro l’essenzialmente comico
Silvio Berlusconi, ma anche dietro al vero comico Beppe Grillo, la cui
mancanza di una piattaforma coerente non gli ha impedito di diventare
una forza politica poderosa.
Il Nobel Krugman commenta le elezioni italiane e dice basta alla fallimentare austerity.
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