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| Foto mia, presso East Side Gallery - estate 2014 |
Per tutte queste ragioni non
condivido la spensierata (agiografica) festosità che
accompagna, anche a sinistra, la celebrazione del crollo del Muro.
Soprattutto perché – e questa è forse la cosa più grave – l’89
è anche il tempo in cui per milioni di persone prende fine la speranza
– e persino la voglia – di cambiare il mondo, quasi che il
socialismo sovietico fosse stato il solo modello praticabile.
E via via è finita per passare anche l’idea che tutto il secolo
impegnato a costruirlo anche da noi era stata vana perdita di tempo.
Luciana Castellina - da
Il manifesto di ieri, 08/11/2014
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