giovedì 6 dicembre 2012

Due parole con Alessandro Grazian



Alessandro Grazian torna finalmente in palude. Dico finalmente perché sono passati quasi quattro anni dal suo ultimo passaggio su questi schermi. Era il gennaio del 2009, e il giovane cantautore padovano aveva da poco dato alle stampe il suo secondo album, Indossai, con gli amici de La famosa etichetta Trovarobato. Ora, dopo un periodo di tempo dove si è dedicato a diverse cose (pittura, teatro, colonne sonore), lo ritrovo molto più grande, con un nuovo cd, diverso, sotto molti aspetti diverso dal precedente: Armi, uscito ad ottobre con Ghost Records.
Armi, fin dal titolo, rivela un’anima più rock, più pesante/pestante, senza però perdere quella densità e poesia, tipica di Grazian. Anzi, il suo giocare con  le parole resta intatto, però c’è più ritmo, chitarre elettriche, cattiveria. Forse non è un caso esca oggi, autunno 2012, quando il gioco si è fatto duro. Titoli come Estate, Non devi essere poetico mai, e la title-track Armi, messa proprio in testa, sarebbero state difficilmente immaginabili nel primo Grazian. Dopo l’attesa di qualche mese, causa troppi impegni, siamo riusciti a trovare la data giusta per parlarne insieme, ora. Pronti?
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