sabato 26 ottobre 2013

Una scorpacciata di film 2

Gloria di Sebastian Lelio
Film dell'anno. Inaspettato cult-movie (va forte il cinema cileno in questo periodo), con in coda la versione spagnola dell'hit di Tozzi, Gloria appunto (forse per questo non mi aspettavo un capolavoro così). E invece lo è: per come racconta il Cile di oggi e la nostra società in generale, per come racconta questa storia di donna, impiegata vicino ai sessanta. Gloria ama ballare, è divorziata ma ha un buon rapporto con l'ex e i figli già grandi, le piace concedersi qualche avventura dopo il ballo, senza malizia ma con una naturalezza invidiabile. Una sera incontra Rodolfo, uomo poco più anziano di lei, e inizia a frequentarlo. L'uomo si rivela un tipo ambiguo e un po' vile, legato ancora alla ex moglie (sarà veramente ex?), e alle ridicolmente viziate figlie. Due episodi mostrano la mancanza di libertà ed educazione di lui: una, quando pianta in asso senza dire nulla Gloria al compleanno del figlio di lei (si sentiva a disagio, dice), e poi, quando, perdonato, la pianta in asso durante una vacanza al mare, dopo una notte di splendido sesso.
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mercoledì 16 gennaio 2013

Come Guernica su di un francobollo

Non lo faccio da più di un mese, cosa per me rara. Manco d'estate, con i quasi tutti i cinema chiusi, riesco a stare lontano così a lungo dalla sala cinematografica. Per una serie di cose, è andata così, e allora ho provato a vedere qualche film in tv, per attenuare i problemi d'astinenza. Ho trovato pure Apocalypse Now, un film immenso, visto al cine più di dieci anni fa,  quello restaurato con dei pezzi in più. La versione circolata su Rai4 è quella originale (del resto il titolo dell'altra è Apocalypse Now Redux), e mi ha deluso enormemente. Un film così, sul  piccolo schermo, perde tutta la sua grandezza; rimane solo Dennis Hopper che gigioneggia con la macchina fotografica in mano e Marlon Brando che filosofeggia: «Hanno addestrato i nostri bombardieri a gettare tonnellate di napalm sui civili ma se i nostri ragazzi scrivono "cazzo" sulle bombe allora s'indignano».
Vedere Apocalypse Now in televisione, è come ridurre il Guernica di Picasso su di un francobollo. Non lo farò più.

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