sabato 9 aprile 2011

Ciao Sidney

La parola ai giurati
Uno sguardo dal ponte
L'uomo del banco dei pegni
Quinto potere
Onora il padre e la madre
Serpico

Sono solo i primi titoli che mi vengono in mente per salutare un grande della New Hollywood, sempre in grado di fare film con un peso specifico rilevante. Dall'esordio memorabile, La parola ai giurati del 1957, a Onora il padre e la madre, vero gioiellino di soli tre anni fa, ha sempre mantenuto alto il livello del suo cinema. Come non citare Quel pomeriggio di un giorno da cani? Impeccabile film con battute e tempi perfetti, acidissimo cult-movie molto anni '70, con gli amici Al Pacino e John Cazale (tra l'altro, Lumet c'è in I Knew It Was You documentario per ricordare il trentennale della morte di Cazale). Ciao Sidney.

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sabato 29 maggio 2010

Ciao Dennis

Gioventù bruciata, Il gigante, Easy Rider, Apoclaypse Now, L’amico americano, Velluto blu, basterebbero questi film per entrare nella Storia del Cinema, almeno la mia personale, e poi Colors, Nick mano fredda, Rusty il selvaggio, American Way – I folli dell’etere, La vedova nera, The Hot Spot, Basquiat, Blackout, Palermo Shooting …sono solo altri suoi titoli che mi vengono in mente di questo estremista della celluloide. Radical da giovane, era finito, dopo gli eccessi dei sixty, dalla parte dei repubblicani, tipico esempio del riflusso. Ecco il comunista, diceva John Wayne quando lo vedeva arrivare sul set de Il grinta. Si sarebbe sorpreso di vederlo tra i sostenitori di Bush, salvo una retromarcia nel finale, simpatizzante di Obama.
Il mio primo suo ricordo è la sua presenza, negli anni ‘80, come ospite ad una puntata del Fuori Orario di Ghezzi e Giusti delle origini. Raccontava del suo ritorno ad Hollywood, dopo un periodo di disintossicazione. Diceva di aver ritrovato quasi tutti i suoi vecchi amici integrati nel sistema che poco prima contestavano e al quale poco dopo pure lui si sarebbe accodato. Nonostante queste giravolte da politica italica, Dennis Hopper mi è sempre stato simpatico per la sua fedeltà al Cinema ed oggi ne piango la scomparsa. Non sono lacrime di coccodrillo, io sono un alligatore.

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domenica 28 settembre 2008

Ciao Paul Newman


Paul Newman, attore, regista, attivista politico è morto ieri, a 83 anni, nella sua casa di New Haven. Il mondo piange per la scomparsa di uno dei più grandi «testimonial» della sinistra americana. Vinse due Oscar e incantò Hollywood.

Con questa copertina e con questo incipit il manifesto oggi saluta Paul Newman. Lo riprendo perché non ho parole e non riesco a ricordare un film solo di Paul Newman da citare. Era un attore più importante dei film stessi da lui interpretati, pur non essendo una maschera ma un attore puro come James Dean, come Marlon Brando.
Di lui ricordo subito il suo impegno umanitario, mai sbandierato per farsi bello. Un impegno politico e intellettuale serio, come quello a favore dello storico periodico della sinistra Usa The Nation, spesso aiutato finanziariamente.
Ci vorrebbe anche per il manifesto in crisi un Paul Newman …
http://www.ilmanifesto.it/
http://www.thenation.com/

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martedì 27 maggio 2008

Ciao Sidney


Questa mattina, quando ho sentito la notizia, mi è preso un colpo: morto Sidney Pollack. Incredibile, la scorsa settimana, passeggiando per la mia città, avevo incontrato un turista somigliante un sacco a lui. Del resto, a Verona, qualche anno fa, Pollack era venuto veramente, ospite del Festival Schermi d’Amore. In quell’occasione, avevo visto una sfilza di suoi film (i primi, quelli della New Hollywood): Ardenne ’44 un inferno, film di guerra psichedelico, Non si uccidono così anche i cavalli, forte pellicola sulla grande depressione, Yakuza, thriller violento con un grande Robert Mitchum, I tre giorni del Condor, denuncia delle storture della CIA, ma anche quelli post-La mia Africa, come il mastodontico Havana.
Pollack era un grande conoscitore della macchina cinema, da regista ad attore (indimenticabile in Eyes Wide Shut, l’ultimo fondamentale Kubrick) a documentarista (girò il suo unico documentario, quello sulla vita dell'architetto e suo personale amico Frank O. Gehry, nel 2005) ad interprete di serie televisive, produttore, inventore di festival (c’è anche il suo zampino nel Sundance dell’amico Redford), giurato in varie rassegne cinematografiche. Insomma, il cinema, senza di lui, sarà molto diverso …

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