sabato 2 settembre 2023

In palude con i Klidas

 
NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Jazz/Progressive/Alternative Rock

DOVE ASCOLTARLO Ambiente urbano e naturale, a partire da qui

LABEL Bird’s Robe

PARTICOLARITA’ “No Harmony” rappresenta un percorso di trascendenza.

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CITTA’ Macerata

DATA DI USCITA 02/06/2023

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venerdì 28 gennaio 2022

In palude con Marco Sonaglia

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Musica d'autore impegnata

DOVE ASCOLTARLO partite da qui

LABEL Vrec Music Label

PARTICOLARITA’ Disco graffiante, scomodo, schierato, che provoca riflessioni.

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CITTA’ Recanati

DATA DI USCITA 9 Aprile 2021

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domenica 7 febbraio 2021

In palude con Mad Dogs

 

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Garage Rock \ High Energy Rock’N’Roll

DOVE ASCOLTARLO su bandcamp e tutte le piattaforme digitali

LABEL Go Down Records

PARTICOLARITA’ Play it loud!

FB INSTAGRAM

CITTA’ San Severino Marche (Mc)

DATA DI USCITA 16/10/20

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venerdì 2 marzo 2018

In palude con Beatrice Antolini


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rock
DOVE ASCOLTARLO qui
LABEL La Tempesta
PARTICOLARITA’ 😗
FB
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA 16.02.2018

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venerdì 4 dicembre 2015

In palude con i Drunken Butterfly


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE
Post-Punk / Industrial / Elettronica
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
Non importa dove, l’importante è che sia a tutto volume.
LABEL
Black Fading
PARTICOLARITA’
Un disco che riflette i nostri tempi cupi
CITTA’
Macerata
DATA DI USCITA
25 Settembre 2015 con distribuzione Audioglobe
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giovedì 20 giugno 2013

Due parole con i Family Portrait

Per la prima volta in palude i Family Portrait, band simpatica e lunare come la copertina del loro esordio presto in distribuzione. Un disco tutto da scoprire quindi, questo Lontano, che mi ha conquistato al primo ascolto. Infatti, ho chiesto subito alla band maceratese di passare una serata qui e loro hanno accettato con entusiasmo. I Family Portrait si sono formati nel 2008 con un’idea ben precisa nella testa: unire l’elettronica con strumenti acustici della tradizione classica. Il massimo della modernità con il massimo della tradizione. Con piccoli passi e determinazione sono riusciti a seguire questa ispirazione, il disco che sto già ascoltando ne è conferma piena.
Inizialmente i Family Portraiterano una voce attorniata da un miscuglio di sonorità acustiche e sonorità elettroniche, con l’innesto bello di un trio d’archi. Dal 2012 si sono trovati in tre a sperimentare e giocare con questo progetto: Riccardo Minnucci (chitarra elettrica, chitarra classica), Tommaso Lambertucci (tastiere, synth, programmazioni), Emma Lambertucci (voce). Dopo un ep nel 2011 e molti concerti, Lontano è il loro vero e proprio esordio. Un tuffo intimo tra vicino e lontano, un’esplorazione dentro e fuori di noi, il riassunto musicale perfetto di questi loro primi cinque anni di musica. Parliamone. Pronti?  
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lunedì 11 febbraio 2013

Due parole con gli Aedi



L’immagine tra il mistico e sensuale non tragga in inganno, qui non si parla di dimissioni papali, ma del nuovo disco degli Aedi, una band che spacca con gusto e determinazione, per la prima volta gradita ospite in palude. Ha Ta Ka Pa, questo il titolo del loro secondo album, in uscita proprio oggi con la label polacca Gusstaff Records, rappresenta il meglio dell’indie-rock italico, capace di andare oltre i confini dello spazio e del suono. A produrre la band di Macerata (città con molti gruppi fortissimi presentati con soddisfazione su questi schermi), Alexander Hacke degli Einsturzende Neubauten, la quintessenza dell’alternative europeo. E si sente.
Ha Ta Ka Pa è un album per chi non ama le mezze stagioni, e non teme l’elevato battito del cuore. Nove pezzi di punk-rock genuino, cantato dalla voce mai monocorde di Celeste Carboni (anche acidissimo farfisa, piano, clarinetto), dalle chitarre ottime costruttrici di muri sonori di Paolo Ticà (anche sinth e violino) e di Claudio Innamorati, dal basso ipnotico di Jones Piu, e dalla batteria trascinante di Daniele Gatto. Nove pezzi che mi spezzano la coda ascolto dopo ascolto, ma che riescono pure a rilassarmi nei momenti più estatici del disco, creati ad arte con millimetrica precisione. Un disco da far partire a palla spesso e volentieri… infatti è già partito. Pronti?    
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lunedì 26 novembre 2012

Due parole con i Drunken Butterfly



Ritornano in palude i Drunken Butterfly, ritornano con un disco da ascoltare per bene pezzo dopo pezzo. Ancora una volta sostenuto dalla bolognese Irma Records, label sofisticata come poche, Epsilon coinvolge e sconvolge per la sua forza morale, i riferimenti alti, il tono molto indignato. Un cd non facile, per questo da segnalare. I Drunken Butterfly, sono degli intellettuali che fanno musica elettronica, lo dimostrano le otto tracce del nuovo album: Dante accanto ad Alice nel paese delle meraviglie, La strada di Cormac McCarthy e la crisi della politica, la storia di Arianna e del Minotauro e il nuovo rock italico …
Epsilon è stato cullato e curato dai Drunken Butterfly negli ultimi due anni. Concepito, composto, arrangiato, suonato e registrato in un casale di campagna nelle colline del loro maceratese, tra l’estate del 2011 e la primavera del 2012, è un ritorno agli inizi della musica di questa farfalla ubriaca, con la sapienza tecnica e le esperienze di un decennio. Come ogni loro uscita è stata una sorpresa, qualcosa di diverso dal precedente L’ultima risata, presentato su questi schermi nel 2010. Ritmo sostenuto, umore nero, un mondo impazzito, come indica la fantastica copertina. Cosa potranno dire di più? Pronti?      
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martedì 4 maggio 2010

Intervista ai Drunken Butterfly

Questa sera nella palude arriva un gruppo fuori dallo spazio e dal tempo come i Drunken Butterfly. Un gruppo di quelli che amano sperimentare, far confluire suoni ed esperienze diverse, incrociare le arti, quasi fossimo ancora negli anni Settanta. Prendete ad esempio la loro recente opera (non riesco a chiamarlo semplicemente cd), L’ultima risata, quarta prova in quasi dieci anni di vita, uscita presso Irma Records.
L’ultima risata, potrei dire banalmente, è la sonorizzazione dell’omonimo film muto di F.W. Murnau, progetto nato sulla spinta dell'Arci di Macerata per la rassegna MutoMaggio, proseguita come spettacolo dal vivo in tour, ora trasformatosi in disco. Un disco autonomo e godibile anche senza la visione del modernissimo film tedesco del1924 (si usò la cinepresa su di un carrello in modo nuovo, leggo sul mio vecchio Sadoul), che con tredici tracce di rock piacevolmente elettronico rilassa, inquieta, fa sognare.
Ascolto dopo ascolto, mi sono venuti in mente i Radiohead. Ma questi paragoni, come sempre, sono solo masturbazioni mentali da critico. Allora lascio la parola ai Drunken Butterfly in diretta da Bologna. Già, altri non bolognesi nella grassa, nella dotta … per fare arte. Pronti?
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giovedì 16 ottobre 2008

Intervista a Beatrice Antolini


Se la scorsa settimana è stata la prima volta di un’intervista con un singolo musicista, questa sera è la prima volta di due chiacchiere sul blog con una singola musicista: Beatrice Antolini. Domani sarà fuori il suo A Due, secondo scalpitante album dopo l’esordio colorato e bello da morire Big Saloon di un paio di anni fa (una delle più grandi sorprese del panorama indie italico). Domani lo lancerà pure dal vivo, facendolo volare alto al mitico Covo di Bologna, primo concerto di una lunga serie.
A Due si presenta come una piacevole conferma, con la sua andatura strana e il mondo fantastico che apre davanti ad ogni ascolto. Realizzato come vuole la leggenda “in quasi assoluta solitudine in uno studio sperduto tra le colline modenesi”, è costituito da undici perle sorprendenti, undici canzoni morbide e dilatate, suonate quasi tutte da sola dalla splendida Beatrice; un talento naturale il suo, allenato da anni a suonare di tutto con tutti. Di rilievo le sue recenti collaborazioni con Bugo, Baustelle e Jennifer Gentle (con questo gruppo, la prima e unica band italica a firmare con Sub Pop, sono molte le affinità e i rapporti).
Inutile aggiungere altro. La vedo comparire davanti al vetro del mio pc. Meglio farla entrare, comincia a fare freddo. Ci sei Beatrice?

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