sabato 27 aprile 2019

In palude con Picciotto

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Rap (ma molto trasversale…)
DOVE ASCOLTARLO Spotify / Soundcloud
LABEL Mandibola Records / Irma Records
PARTICOLARITA’ Concept album suddiviso in capitoli emotivi
 CITTA’ Palermo
DATA DI USCITA 15/03/19
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giovedì 28 gennaio 2016

Rece d'Alligatore: Dub All Sense


Dub All Sense, BRO
4Weed Records
BRO come BROthers, fratelli, tema fondamentale del terzo disco dei Dub All Sense, gruppo allargato di autentico e vivo dub mediterraneo, ben calibrato, elettrico/elettronico, sempre pieno zeppo di partecipazioni sentite, come quelle di fratelli internazionali/internazionalisti. Bandiere antirazziste/antifa fatte sventolare al ritmo giusto per tutta la durata del disco senza un attimo di tregua.
Dall’intro con frasi celebri, che danno subito la direzione, a Babilonia, primo “vero” pezzo, urlo per un cambiamento a partire dalla propria identità, lanciato da Zulù e Treble, si capisce la forza di BRO. E poi Marina P e la sua Dead or Alive, ecologia rivoluzionaria per corpo e mente, l’esaltazione di leader rivoluzionari in Fallen Solider di Fikir Amlak, l’antifascismo militante di Mc Baco con la sua Fya Pon Dem, il dub/stepper all’ennesima potenza di MrDill Lion Warriah in Automatic Style. Menzione speciale a Pancho Villa, moderno inno di Hector Guerra a un personaggio storico tutto da riscoprire, e P’apparà, dove Luca, voce dei Polina, interpreta nel suo stile particolare un testo che parla di una delle pagine più brutte della nostra Storia recente, quella della “terra dei fuochi”: vuoi solo apparire o magari vuoi aggiustare le cose?, ci chiede.
La mia coda non riesce a stare ferma quando faccio partire BRO … e manco la testa. Stupenda, come sempre, la copertina. Ascoltateli, ballate e fate la Rivoluzione. Tutto in un disco.
p.s. ho usato troppe volte la parola Rivoluzione? … impossibile non farlo parlando di BRO.

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giovedì 2 febbraio 2012

Due parole con i 99 Posse

Per la prima volta nella palude i 99 Posse, gruppo con il quale sono cresciuto, direi bene, a partire dall’esplosione delle posse negli anni ‘90. Non è la prima volta per Marco Messina, che era già passato di qui con il suo progetto Kyò, mentre lo è per Luca ‘O Zulù Persico, che però ho già incontrato una volta dal vivo con il suo progetto Al Mukawama, avendo l’onore di portare al gruppo i viveri nel post-concerto alla FestaInRosso della mia città (non ero ancora un alligatore, per questo non mi riconoscerà). Sono ritornati insieme nei live a partire dal 2009 e poi lo scorso anno, con un disco forte e vivo come Cattivi Guagliuni, e una serie di concerti sempre più fitti e intensi. Con questo nuovo album hanno portato allo scoperto temi scomodi e poco trattati con amici di primo piano della musica più alternativa possibile e immaginabile.
Dietro quelle mani che la Storia vuole rinchiudere dentro ad un portone come nella significativa copertina, c’è un sacco di bella gente a partire da Vittorio Arrigoni e chi balla la tarantella per arrivare a fine mese (si veda il divertente video rieducativo in Rete questi giorni), da Carlo Giuliani a San Precario, santo sempre più uomo, dall’amara ironia sull’opposizione nel weekend (ora manco più quella), all’opposizione vera dei Centri Sociali dove i 99 Posse sono nati e continuano a frequentare. E poi Abel Ferrara, con il quale hanno girato il video della title-track, con il realismo e la forza di sempre, comune ad entrambi (ora tra i miei preferiti su YouTube ALLYDIEGO cliccateci sopra) ... E allora, con la voce rotta dall’emozione, annuncio la parola ai 99 Posse. Pronti?
VAI AL LORO SITO http://www.novenove.it/

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