giovedì 20 novembre 2014

Due parole con Verner



Parto dalla copertina del disco che in realtà non è la vera copertina del disco, ma sono le sei copertine del disco, tutte possibili e intercambiabili nella finestrella mobile dello splendido cartonato del nuovo album di Verner, tra poco in palude. La copertina ufficiale di Fiori dal limbo sarebbe la prima, quella con il leone, l’uomo e la luna, ma anche le altre lo potrebbero essere. Sono libere interpretazioni, con un taglio surreale (se togliete l’immagine, si vedono altri particolari spiazzanti), delle dodici canzoni in esso contenute. L’autrice è Mara Cerri, tra poco ne parleremo approfonditamente.
Fiori dal limbo è la seconda uscita di Verner, dopo il buon esordio Il mio vestito. Il cantautore campano che vive a Bologna, l’ha prodotto tramite l’indipendente La Pupilla Records, per le edizioni di ABuzzSupreme. Molti i nomi accanto alla sua dolce voce chitarra, gente come Simone Cavina alla batteria (Yuppie Flu e Junkfood, già miei graditi ospiti), Luca Nicolasi al basso, Bruno Germano al piano (Settlefish), che l’ha anche registrato al Vacuum Studio di Bologna. A Bologna il disco è stato pure missato (Giacomo Fiorenza) e masterizzato (Andrea Suriani), all’Alpha Dept. Insomma, il meglio della scena indipendente in Fiori dal limbo. Non potevo farmelo sfuggire. Pronti?
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venerdì 11 ottobre 2013

Due parole con i Redroomdreamers

Ritornano in palude i Redroomdreamers, ritornano a distanza di circa tre anni (era il 22 ottobre 2010 quando presentarono qui l’esordio Roosters on the rubbish), ritornano  con il loro secondo album in imminente uscita: Honduras. Honduras? Chissà perché un titolo così?... cosa avrà affascinato di quel paese centroamericano il gruppo partenopeo? Non c’è manco una canzone con quel titolo. Sarà una delle domande della blog-intervista, statene certi (… perché questo titolo?). Di evidente, in questo disco, c’è la mano sicura nella scrittura dei pezzi, l’esecuzione ordinata, la consapevolezza nei propri mezzi. Cose importanti per un uomo, fondamentali per una band.
Registrato, mixato e masterizzato al mitico Alpha Dept di Bologna con Giacomo Fiorenza, Honduras se fosse un vino sarebbe un rosso da riflessione, da pasteggiare con calma. Si insinua nella mente inesorabile, pezzo dopo pezzo con il giusto ritmo. Le nove canzoni sono autentico indie-rock italico, a volte calmo quasi pop, a volte quasi hard con staffilate che non ti aspetti. Un disco caldo e freddo allo stesso tempo. Perfetto per l’autunno, stagione proprio così: a volte sembra di vedere cadere le foglie a rallentatore ascoltando Honduras. A produrre l’etichetta fondata dagli stessi Redroomdreamers, la Happy/Mopy. Parliamone. Pronti?  
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