venerdì 21 settembre 2018

In palude con Angus McOg

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE indie rock? Indie folk rock? AAA? (che domanda difficile…)
DOVE ASCOLTARLO qui
LABEL autoproduzione
PARTICOLARITA’ oddio non saprei...
CITTA’: Modena/Reggio Emilia
DATA DI USCITA 24/8/2018
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domenica 15 gennaio 2017

In palude con i Junkfood


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Soundtrack/ Strumentale
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto): Bandcamp, Rockit
LABEL Cinedelic
CITTA’: Bologna
DATA DI USCITA 27/10/2016

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giovedì 20 novembre 2014

Due parole con Verner



Parto dalla copertina del disco che in realtà non è la vera copertina del disco, ma sono le sei copertine del disco, tutte possibili e intercambiabili nella finestrella mobile dello splendido cartonato del nuovo album di Verner, tra poco in palude. La copertina ufficiale di Fiori dal limbo sarebbe la prima, quella con il leone, l’uomo e la luna, ma anche le altre lo potrebbero essere. Sono libere interpretazioni, con un taglio surreale (se togliete l’immagine, si vedono altri particolari spiazzanti), delle dodici canzoni in esso contenute. L’autrice è Mara Cerri, tra poco ne parleremo approfonditamente.
Fiori dal limbo è la seconda uscita di Verner, dopo il buon esordio Il mio vestito. Il cantautore campano che vive a Bologna, l’ha prodotto tramite l’indipendente La Pupilla Records, per le edizioni di ABuzzSupreme. Molti i nomi accanto alla sua dolce voce chitarra, gente come Simone Cavina alla batteria (Yuppie Flu e Junkfood, già miei graditi ospiti), Luca Nicolasi al basso, Bruno Germano al piano (Settlefish), che l’ha anche registrato al Vacuum Studio di Bologna. A Bologna il disco è stato pure missato (Giacomo Fiorenza) e masterizzato (Andrea Suriani), all’Alpha Dept. Insomma, il meglio della scena indipendente in Fiori dal limbo. Non potevo farmelo sfuggire. Pronti?
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giovedì 6 febbraio 2014

Due parole con i Junkfood



Copertina magnifica, che fa la sua figura qui in palude, ad annunciare i Junkfood, presto ospiti su questi schermi. È il primo passaggio per loro, qui portano la loro seconda prova, The Cold Summer Of The Dead, titolo affascinante, in linea con le trame sonore che riescono a dar vita. Un titolo che prende spunto dall’ultimo verso della famosa poesia di Giovanni Pascoli, Novembre: … è l’estate fredda dei morti. La lirica, come saprete, è ambientata durante la cosiddetta estate di San Martino, quando un illusorio caldo estivo, lascia il posto alla brutta stagione. Taglio brutale, netto, dai lugubri presagi per la natura.
The Cold Summer Of The Dead, è stato registrato proprio in quel periodo (alle Officine Meccaniche di Milano da Tommaso Colliva), pigiando sul tasto dark di quei giorni, un carnevale senza speranza. È così il disco, otto sorprendenti tracce sonore di rock di ottima fattura elettronica. Non a caso le due etichette coinvolte nel progetto sono la Trovarobato e la Blinde Proteus, dietro alle quali ci sono musicanti sulla stessa lunghezza d’onda (Mariposa e Simona Gretchen). I quattro Junkfood, talentuosi giovani musici dalle svariate esperienze, non potevano trovare di meglio (qui per assaggiarli). Inevitabile il salto in palude. Pronti?  
Pronti?
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