lunedì 12 gennaio 2015

Due parole con LaMente



Si potrà fare dell’ironia anche con il titolo del post di questa sera, Due parole con LaMente, ma vi dico subito che non si tratta di psicanalisi, bensì di ottimo rock italico, ancora una volta su questi schermi. Vengono da Arezzo, sono al disco d’esordio come LaMente, dopo disparate esperienze importanti, alcune delle quali hanno sfiorato la palude: dagli Amorica a Vanessa Peters, da La Casa del Vento a Salim Nourallah. E poi la musica reggae e le colonne sonore, collaborazioni internazionali, dagli States alla Germania. Ora tutto questo, e molto altro, ha trovato corpo ne LaMente, facendo … Un passo indietro.
Il quintetto toscano con Un passo indietro, sembra farne invece uno in avanti. Il loro pop-folk dalle venature cantautorali è qualcosa di non facilmente catalogabile. Nove pezzi facili, per entrare piano piano nel loro mondo, fatto di poche certezze, foto in bianco e nero, fughe in avanti grazie ai sogni e/o utopie per pensare al futuro. C’è molto realismo (magico) nei testi, che raccontano un’insoddisfazione generale. Prodotti da loro stessi e da Guglielmo Gagliano tramite la Garage Records, hanno registrato l’album in poche sedute, e spesso li sento suonare come un solo uomo. Vediamo in quanti risponderanno questa sera. Pronti?

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lunedì 3 febbraio 2014

Due parole con i Misère de la Philosophie



Misère de la Philosophie  tra poco graditi ospiti in palude. È per loro la prima volta, sono all’esordio con Ka-Meh, migliore posto per parlarne non potevano trovare. Un post-rock cantato in italiano, psichedelico e beat (quanto basta per non infastidire), con delle liriche ispirate a Marx, Bertold Brecht e Walter Benjamin. Del resto il nome, ispirato dal barbone come me di Treviri (Miseria della filosofia è uno dei suoi testi più tosti e radicali), non lascia dubbi, e pure il logo industrialista, se è per questo. Ma voglio che gli ascoltate a palla, in streaming gratuito qui, prima di emettere giudizi affrettati. A me sono piaciuti al primo colpo, senza sapere di che parlavano (sorbendoli senza aver letto nulla di loro).
Ka-Meh, uscito da qualche giorno per Garage Records, è un album tiratissimo, con dieci pezzi dove senti le chitarre (tre) costruire muri di suono, una bella voce da classico cantautore rock, l’organetto, un ritmo incalzante. I testi, molto belli, si possono leggere nel libretto interno, essenziale e rigoroso (sarebbe piaciuto a Brecht), perché ci si perde nel bel connubio con la musica coinvolgente. Sì, un disco che prende bene (questa sera sarà dura ascoltare/intervistare/prendere appunti), quello dei livornesi di Piombino Misère de la Philosophie. L’ho già fatto partire un paio di volte. Parliamone. Pronti?
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lunedì 25 giugno 2012

Due parole con Davide Vettori


Per la prima volta in palude Davide Vettori, giovane musicante ironico e vivace, con uno stile unico, finalmente all’esordio con questo bel disco dalla copertina geometrica e dal sapore da cinema in bianco e nero. Visione cosmetica s’intitola ed è targato Garage Records (che bel nome questa label). È la visione di Davide questa Visione Cosmetica? … e che vuol dire? Lo scopriremo, forse, con le mie domande, di certo, dalle parole e suoni, Davide mi sembra un uomo con una visione, e non è poco oggi. Provate a sentire le sue canzoni, e mi direte…
Accanto a lui, nella produzione artistica di questo disco, un altro uomo di musica con una visione ben definita: Tommaso Mantelli, il Captain Mantell già gradito ospite un paio di volte su questi schermi. Una bella squadra, che ha fatto un buon disco. Mi è sembrato già al primo ascolto, un concentrato di elettronica per la liberazione della mente e del corpo, come si può ben vedere pure dal video Morire a metà, creato dallo stesso Davide. Il desiderio di morire a metà, per rinascere intero, spogliandoci di tutto. Un desiderio più o meno conscio, da sempre legato all’uomo, ma in certi periodi più pressante, più urgente. Come in questo. Pronti? …  
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