lunedì 25 marzo 2013

Due parole con Iacampo

Prima volta in palude per Iacampo, cantautore raffinato, dalle mille esperienze musicali e artistiche: dai primi dischi con gli ELLE, al progetto Goodmorningboy, alla voglia di presentarsi con il proprio nome, da qualche anno a questa parte, per proporre canzoni in italiano. Veneziano, ma internazionale, padre del sud, madre del nord, capace di proporsi come moderno cantante pop-rock, oppure come nuovo cantautore italico, riscoprendo il gusto per la parola. Sono molti i volti di Iacampo, e sembra per questo perfetto il titolo scelto per questo disco, Valetudo (vale tutto, in portoghese, arte marziale brasiliana, dove non ci sono regole, vale tutto).
Uscito sul finire dello scorso anno per Urtovox (etichetta storicamente vicina a lui), e per The Prisoner Records, label di Mezzala Bitossi (quante ne combina), Valetudo è un disco capace di reggere sulla lunga distanza, che si ascolta oggi, come si ascolterà tra dieci anni con lo stesso piacere. Sono undici canzoni popolari, come ama definirle lui, dove si intrecciano tematiche universali ad altre più intime. Titoli eloquenti come Mondonuovo o Amore in ogni dove, San Martino in Pensilis o Non è la California. Testi che è bello leggere e/o ascoltare, con davanti agli occhi quei disegni fatti dallo stesso Iacampo, come il ritratto di copertina: un uomo con la chitarra che canta… Pronti?  
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giovedì 21 marzo 2013

Due parole con gli Ofeliadorme


Ritornano in palude per l’ennesima volta gli Ofeliadorme. Ormai non conto più i loro passaggi sul blog, ma vado fiero di averli ospitati fin dai primi vagiti, nel 2009 (con Francesca Bono anche prima) per l’esordio con l’ep Sometimes it’s better to wait, e poi con il primo cd due anni dopo, All Harm Ends Here. Tutte autoproduzioni, mentre oggi presentano un disco dato alle stampe con la label di Mezzala Bitossi (altro mio habituè) The Prisoner Records, che s’intitola Bloodroot, dal nome di un fiore bianco candido, appartenente alla famiglia delle papaveracee, usato dagli Indiani d’America per dipingersi il volto, come filtro d’amore, come medicinale. Sarà sicuramente argomento di discussione.
Bloodroot  è stato prodotto dagli Ofeliadorme assieme a Bruno Germano, che suona pure in alcuni pezzi. Altri ospiti di grido sono Angela Baraldi a duettare piacevolmente con Francesca in un paio di brani, Vittoria Burattini mitica batterista dei Massimo Volume, il giovane Marcello Petruzzi, Marco Poloni. Tutti impegnati a rendere prezioso il nuovo disco ofeliadormeiano, curato fino all’ultimo giorno nei dettagli, con una cura particolare per il testo e una bella densità nei suoni. Nove canzoni che vogliono essere un inno alla natura nelle sue varie forme ed espressioni (non a caso esce in primavera, sarà ufficialmente fuori domani). Quale posto migliore di una palude per presentarlo? …. pronti?

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lunedì 15 ottobre 2012

Due parole con i Numero6



Numero6 in palude, abituati a questo ambiente per i ripetuti passaggi qui (siano essi come Numero6, come Michele Mezzala Bitossi, o, di recente come Bosio). Ora ritornano con la formazione madre, una delle più belle realtà dell’underground italico, per parlare del nuovo disco uscito per Urtovox venerdì scorso, Dio C’è (lo potete ascoltare in streaming gratuito qui). Un bel cd, un concentrato del meglio di quanto la nostra musica sotterranea abbia prodotto in questi ultimi dieci anni. Trame sonore coinvolgenti, testi che restano, per un pop-rock esplosivo, che, come vedete anche dalla copertina, ha fatto secchi i protagonisti.
Dio C’è non è la svolta cattolico-integralista della band, ma il riferimento a quella scritta che negli anni ‘70/’80 si trovava sui cavalcavia o sui cartelli stradali delle autostrade. Mi sono sempre chiesto del perché, senza i Numero6 non l’avrei scoperto: era un sistema dei vari pusher per segnalare la loro presenza sul territorio. Con il consueto gusto per i paradossi e i giochi di parole, la band genovese l’ha scelto come titolo dell’album (e pure di una delle più citazioniste canzoni in esso contenuto). Un lavoro ricco di ospiti e trovate innovative. Per questo è un piacere ospitare ancora una volta in palude i Numero6. Pronti?  
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venerdì 21 settembre 2012

Due parole con i Bosio



Per la prima volta in palude i fratelli Bosio (in realtà non è proprio una prima volta, in quanto Enrico è già passato di qua con gli En Roco, formazione dove milita da anni). Diciamo allora che è una prima volta per Pietro ed Enrico Bosio, in arte Bosio, fusi insieme nella copertina, e autori di questo disco d’esordio, anzi d’abbrivio, dato alle stampe con The Prisoner Records, la label di Michele Mezzala Bitossi, compagno di band di Pietro, dai Laghisecchi ai Numero 6. Come sentite, molti nomi tornano questa sera, quelli di una Genova giovane e creativa, musicale/intellettuale … ci sarà da divertirsi.
L’abbrivio è un disco personale, direi intimo, a tratti ironico e gioiosamente pop-rock con rimandi cantautorati (non solo a Genova, ma anche Roma, Palermo, Asti…). Nonostante sia stato registrato nel corso degli ultimi anni, appare compatto nella sua poetica, e il terzetto (c’è anche il “greco” Giorgios Avgerinos), incanta, diverte, fa sognare. Le canzoni sono unite come la buffa immagine di copertina, che solo se ti metti a fissarla bene capisci cosa c’è sotto. E cosa ci sarà sotto L’abbrivio? Per scoprirlo, seguite la blog-intervista che sta per cominciare. Pronti?
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giovedì 17 maggio 2012

Due parole con i Kramers


Collegamento internazionale questa sera: in diretta via web da Islington, noto quartiere di Londra, Freddy Kramer, che chatterà a nome della nuova band genovese, i Kramers, appunto. A Londra per un paio di date, siamo riusciti ad infilare alla perfezione questa serata per parlare del nuovo cd, uscito a marzo con The Prisoner Records, label sfiziosa dell’infaticabile Michele Bitossi (Mezzala, spesso in palude per mitiche chiacchierate). Warum Warum Ist Die Banane Krumm?, questo il titolo del cd dalla nera copertina, a parte i titoli delle canzoni e il nome della band in giallo banana. Non chiedetemi la traduzione del titolo, potrebbe attirare maniaci nel blog. Allusiva, forse, a qualche grande disco della storia rock.
I Kramers, sembrano poco italiani, così mi pare perfetto questo collegamento da Londra. Sono pop e un po’ elettrici, danzerecci e capaci di parlare in modo diretto. Ironici e con una voce di donna molto originale (Giulia Kramer), riescono già a farmi battere la coda ad un ritmo giusto. Sembrano aver raggiunto la perfetta forma a cinque, dopo alcuni cambi di formazione e anche se sono giovani, hanno già maturato esperienze in band di culto della loro Genova, città a parte: En Roco, Cartavetro, Cut of Mica, The Banshee.  Ma bando alle note bio… ora la parola a loro. Pronti?
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lunedì 12 settembre 2011

Due parole con Mezzala

Colore testoRitorna Michele Bitossi, il prolifico leader dei Numero6 qui nella veste di Mezzala. Nome non a caso preso dal calcio, sua altra grande passione accanto alla musica, come preso dal mondo del pallone è il titolo di questo suo primo cd solista, Il problema di girarsi. Lascerò a lui dire il perché, io vi dico che questo disco personale e pieno di parole, dato alle stampe come il precedente dei Numero6 presso Urtovox, uscirà a fine mese (il 24/9 per essere precisi), ma se ne sta già parlando in giro. Intimo e diretto come la simpatica copertina che vede ritratto lo stesso Michele appena sveglio, mette i piedi nel piatto su molti argomenti di attualità, ricordi personali e malinconie, con la consueta ironia e vena polemica.

Come sempre da mandare a memoria i testi delle sue canzoni. Cito l’incipit di Che fine faremo, perché chiama direttamente in causa l’attuale mondo del web: io mi ribello al fatto che per strada quando ci incontriamo è tanto se alziamo lo sguardo se sprechiamo un “ciao”, ma a casa dietro alle tastiere a schermi piatti come il cuore siam brillanti ed amicali gonfi di socialità … che dire? Ci sarebbe da aprire il dibattito. Anzi, lo apriamo subito se Mezzala è pronto dietro la sua di tastiera. Ci sei?

VAI AL SUO SITO http://www.mezzala.it

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