lunedì 25 marzo 2013

Due parole con Iacampo

Prima volta in palude per Iacampo, cantautore raffinato, dalle mille esperienze musicali e artistiche: dai primi dischi con gli ELLE, al progetto Goodmorningboy, alla voglia di presentarsi con il proprio nome, da qualche anno a questa parte, per proporre canzoni in italiano. Veneziano, ma internazionale, padre del sud, madre del nord, capace di proporsi come moderno cantante pop-rock, oppure come nuovo cantautore italico, riscoprendo il gusto per la parola. Sono molti i volti di Iacampo, e sembra per questo perfetto il titolo scelto per questo disco, Valetudo (vale tutto, in portoghese, arte marziale brasiliana, dove non ci sono regole, vale tutto).
Uscito sul finire dello scorso anno per Urtovox (etichetta storicamente vicina a lui), e per The Prisoner Records, label di Mezzala Bitossi (quante ne combina), Valetudo è un disco capace di reggere sulla lunga distanza, che si ascolta oggi, come si ascolterà tra dieci anni con lo stesso piacere. Sono undici canzoni popolari, come ama definirle lui, dove si intrecciano tematiche universali ad altre più intime. Titoli eloquenti come Mondonuovo o Amore in ogni dove, San Martino in Pensilis o Non è la California. Testi che è bello leggere e/o ascoltare, con davanti agli occhi quei disegni fatti dallo stesso Iacampo, come il ritratto di copertina: un uomo con la chitarra che canta… Pronti?  
PER CONOSCERLO MEGLIO

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