Prima volta in palude per Iacampo, cantautore
raffinato, dalle mille esperienze musicali e artistiche: dai primi dischi con
gli ELLE, al progetto Goodmorningboy, alla voglia di presentarsi con il proprio
nome, da qualche anno a questa parte, per proporre canzoni in italiano.
Veneziano, ma internazionale, padre del sud, madre del nord, capace di proporsi
come moderno cantante pop-rock, oppure come nuovo cantautore italico, riscoprendo
il gusto per la parola. Sono molti i volti di Iacampo, e sembra per questo
perfetto il titolo scelto per questo disco, Valetudo (vale tutto, in
portoghese, arte marziale brasiliana, dove non ci sono regole, vale tutto).
Uscito sul finire dello scorso anno per Urtovox
(etichetta storicamente vicina a lui), e per The Prisoner Records, label di
Mezzala Bitossi (quante ne combina), Valetudo è un disco capace di reggere sulla lunga distanza,
che si ascolta oggi, come si ascolterà tra dieci anni con lo stesso piacere. Sono
undici canzoni popolari, come ama definirle lui, dove si intrecciano tematiche
universali ad altre più intime. Titoli eloquenti come Mondonuovo o Amore in
ogni dove, San Martino in Pensilis o Non è la California. Testi
che è bello leggere e/o ascoltare, con davanti agli occhi quei disegni fatti
dallo stesso Iacampo, come il ritratto di copertina: un uomo con la chitarra
che canta… Pronti?
PER CONOSCERLO MEGLIO Etichette: Brasile, Cantautori, Due parole, ELLE, Goodmorningboy, Iacampo, Intervista, Mestre, Mezzala, Pop, Rock, The Prisoner Records, Urtovox, Valetudo, Veneto, Venezia