
Ho incontrato Francesca Fornario su Twitter (chi vuole seguirla è @fornariof), e in questo triste periodo pandemico, con una sinistra che
non riconosco più, ho trovato in lei, nelle sue forti battute sul
vergognoso governo Draghi (vergognoso anche in tema di pandemia,
greenpass e amenità varie) un certo conforto. Ho quindi deciso di
comprare il suo primo romanzo La banda della culla, ritrovando quel
sarcasmo, quello stile irriverente sulla povera società italiana di
questi anni. Il romanzo è del 2015, ma attualissimo. Ci sono tre coppie (una lesbo, una lei romana, lui figlio
di desaparecidos argentini, una di giovani studenti del sud con pochi soldi), che s'incontrano nella sala d'aspetto di una ginecologa. I
loro destini s'incrociano tragicamente direi, dopo essere diventati
amici solidarizzando per le loro problematiche. Il libro, tra il serio e
il
divertente, mette in luce le difficoltà di mettere su famiglia se
non sei ricco e "regolare", grazie all'assurdità di leggi che pare
abbiamo solo noi in Italia. E oggi con il covid è ancora peggio. Ve ne
consiglio la lettura. Servirebbe un ... sette anni dopo, in Italia (non in
Tibet).
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