giovedì 6 febbraio 2020

Grazie Kirk!

Questa sera, di ritorno dal lavoro, ho saputo della morte di Kirk Douglas, ascoltando la mia trasmissione radiofonica preferita, Hollywood Party. Ho pensato subito al capolavoro Asso nella manica (Ace in the Hole, Usa 1951), l'unico film girato con il grande Billy Wilder. Un film molto attuale, in un'epoca di fake news, come hanno ricordato i critici cinematografici della trasmissione radio: in quel film, Kirk interpretava un giornalista spietato, che specula su di un minatore intrappolato in una miniera. Ma è uno solo di una sterminata partecipazione di film memorabili (con il giovane Kubrick, Spartacus e Orizzonti di gloria, altre due pietre miliari della Storia del Cinema). Sicuramente ognuno di voi avrà in mente un film con il grande attore americano di origini russe (all'anagrafe faceva Issur Danielovitch), volto mitico, scelte di campo intelligenti e controcorrente. Cercheremo di vedere qualche suo capolavoro nei prossimi giorni. Intanto vi consiglio di ascoltare la puntata di oggi 6 febbraio 2020 di Hollywood Party, dedicata alla scomparsa di Kirk Douglas, avvenuta ieri a 103 anni (vissuti magnificamente).
VAI A HOLLYWOOD PARTY

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sabato 3 gennaio 2015

Un anno al cinema ... il 2014

Fanny Ardant - Gerard Depardieu in La singora della porta accanto
 
Ecco la lista dei film visti al cinema durante il 2014. Sono 51, tutti visti rigorosamente sul Grande Schermo. In tv, o al pc, ne vedo pochissimi, credo solo uno in tv lo scorso anno, qualche dvd al pc, tra i quali proprio Uno, due, tre! di Billy Wilder. La stagione 2014 mi è sembrata meno bella di quella del 2013; ci sono stati dei vertici, come la riedizione de La signora della porta accanto di Truffaut, in occasione del trentennale della sua scomparsa, con una Fanny Ardant immensa (mi piace molto Fanny Ardant), il film di Martone su/di/con Leopardi, Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, del quale se trovo tempo scriverò, poi il Von Trier di Nymphomaniac (purtroppo ho visto solo il N.1). Ottimi Scorsese (finalmente ritornato quello di un tempo), Cronenberg e Clint Eastwood, buoni Woody Allen, Wes Anderson e l'ultimo Mazzacurati. Sorprese sono state il Locke di Steve Knight, l'esordio solista di Maresco Belluscone, Storie pazzesche dell'argentino Damián Szifron e Mommy del canadese Xavier Dolan. Menzione speciale alla Von Trotta di Hannah Arendt e a Olmi. Delusioni cocenti l'ultimo Özpetek (parafrasando Rino Gaetano, Özpetek nun te reggae più) e l'ultimo Clooney, che è riuscito a fare un film mediocre anche con un cast stellare. Mi sono perso l'ultimo Wenders (ma, forse, mentre mi state leggendo, l'ho già recuperato nella sua Berlino), e l'ultimo Ken Loach, usciti sotto natale e per varie cause mancati (nebbie, bevute, scazzi...), spero non per sempre. Questo è quanto. Qui sotto una lista in ordine cronologico di visione, con dei voti, contestabilissimi, dati poco dopo la averli visti (entro le 24-48 ore). Se cliccate sui titoli colorati, piombate dritti dritti alla mia recensione scritta a suo tempo sul blog. Buona lettura e buone visioni...

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mercoledì 31 dicembre 2014

Uno, due, tre ... volte a Berlino

Uno, due, tre! Parafrasando il famoso film di Billy Wilder, me ne torno per la terza volta a Berlino dalla mia bella e chiudo il blog per qualche giorno. Per questo vi faccio gli auguri ora, mentre l'aereo tocca la capitale tedesca, dove il film di Billy Wilder era ambientato, in piena guerra fredda. Una satira ben congegnata, che vi consiglio di vedere, prima o poi. Magari questa sera, se non avete nulla da fare ... io intanto inizio con gli auguri: BUON 2015 A TUTTI!

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sabato 2 agosto 2014

A Berlin con Elle

Molte cose viste e fatte in questo mio secondo soggiorno a Berlino. La capitale tedesca e i suoi dintorni è piena di posti sorprendenti, lontani dai luoghi comuni sui paesi del nord, sulla loro Storia, il clima ... In questi giorni, in Italia, mi hanno detto, ha piovuto molto (me ne sono accorto dal mio primo giro in bici, i torrenti sono pieni zeppi), mentre a Berlino, durante i miei sette giorni e rotti, ho beccato due/tre giornate brutte, e non c'era per niente freddo. Meno male, perché ho fatto il turista, e se piove è difficile farlo. Cartine, libri, guide, pc, smartphone, conoscenza del territorio e l'insostituibile guida 101 cose da fare a Berlino almeno una volta nella vita, di Chiara Fabbrizi (oggi il suo blog Berlino 101 compie due anni, auguri). Non riesco a dire tutte le cose viste/gustate/assaggiate assieme a Elle, senza la quale avrei fatto poco. Per questo mi affido a qualche immagine, più o meno in ordine (sparso). Buona visione
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venerdì 4 gennaio 2013

Due parole con Camilla Sparksss



Si apre l’anno in palude con una blog-intervista davvero particolare: Camilla Sparksss e il nuovo progetto musicale in partenza (ma sta già facendo rumore) I'll teach you to hunt. Dalla copertina del disco (un 7’’ vinyl picture disc + digital download in 500 copie), sembra una misteriosa diva del cinema muto, tipo Viale del tramonto di Billy Wilder, ma Camilla Sparksss non è altro che l’alias di Barbara Lehnhoff, dei Peter Kernel, gruppo svizzerocanadese di autentico culto. Con questo nuovo nome compie una deviazione dal solco classico del loro punk-rock, andando verso sonorità più anni ’80, con l’elettronica e le sue giocose sperimentazioni in primo piano.
I'll teach you to hunt è il primo singolo in uscita lunedì 7 gennaio (occhio al video, girato dalla stessa Barbara, dalle suggestioni David Lynch periodo Twin Peaks), e altri 4 o 5 ne seguiranno nel corso del prossimo anno e mezzo. Un modo originale di proporsi (per gli appassionati c’è pure la chicca della versione in 15 copie con polaroid), tra antico e moderno. La musica è molto ritmica, la mia coda non riesce a stare ferma un attimo quando parte; sì ballabile, ma con un gusto per la melodia e fughe oniriche. Del resto Barbara è nata nella zona boschiva dei grandi laghi, tra orsi, castori, cervi … un paesaggio da sogno che le è rimasto dentro. Per questo è finita in palude. Pronti?
PER CONOSCERLA MEGLIO 

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domenica 29 marzo 2009

A qualcuno piace caldo, cinquant’anni dopo ancora caldo …

Osgood, voglio essere leale con te: non possiamo sposarci affatto.
Perché no?
Bè…in primo luogo io non sono una bionda naturale…
Non m’importa.
E fumo, fumo come un turco…
Non m’interessa.
Ho un passato burrascoso: per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista.
Ti perdono.
Non potrò mai avere bambini…
Ne adotteremo un po’.
Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo!
Bè, nessuno è perfetto.
Scambio di battute finali tra Jack Lemmon/Daphne e Joe E. Brown/Osgood Fielding III in A qualcuno piace caldo, memorabile film del grande Billy Wilder, pellicola che spegne oggi cinquanta candeline. Un bianco e nero da essenza della Settima Arte (all’inzio pensavano di girarlo a colori, inconcepibile), citazioni di note pellicole del passato, la farsa legata indissolubilmente alla tragedia, come il sesso e la morte, una sceneggiatura perfetta (scritta come molte dal regista assieme al fido I.A.L. Diamond), Jack Lemmon e Tony Curtis nel travestimento della loro vita, Marilyn/Zucchero Kowalczyk che suona l’ukulele, beve whisky e canta I Wanna Be Loved By You...
No, non dimostra proprio il suo mezzo secolo di vita questo film pregno di cultura rock: il proibizionismo, musicisti sempre in bolletta costretti a travestirsi da donna per sfuggire ad un gangster perchè testimoni del famoso “massacro di S.Valentino”, vecchi miliardari rimbambiti a caccia di giovani donzelle. Sembra l’Italia del 2009, non trovate? Purtroppo manca un Billy Wilder che con caustico umorismo ritragga la nostra società dei consumi sempre più consumata. Per questo invito a rivedere A qualcuno piace caldo oggi e a postare qualche suo spezzone (io non ci riesco… nessuno è perfetto).

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