Anche Dario
Fo ci ha lasciati, in
questo 2016
pieno di pioggia, e
scorre
impietosa la retorica sui
giornali, nei
blog, in TV.
Quella TV,
che negli anni del
potere democristiano,
l’aveva
censurato,
cacciandolo dagli
spettacoli
del sabato sera.
Non si poteva
fare qualcosa
di interessante,
intelligente, il
minimo
dissenso veniva zittito:
fuori! … chi
era fuori dal coro.
Così Dario Fo
si dedicò con forza
alla scrittura,
si avvicinò al popolo,
ad un
pubblico rosso di rabbia,
ai tempi
della contestazione.
La censura lo
rese grande, un
nome riconosciuto
nel mondo,
poi
consacrato anche dal Nobel,
un autore
unico e inimitabile.
Per questo
aveva quel sorriso
beffardo, quel
volto diceva “te
l’ho fatta,
censura ipocrita, mi
hai cacciato
e sono diventato io”
Etichette: 2016, Comunista, Comunisti, Dario Fo, Franca Rame, Il papa e la strega, Intellettuali, Letteratura, Nobel, Scomparse, Teatro, Versacci