sabato 20 febbraio 2010

CINEMA: La prima cosa bella/Soul Kitchen

Se avete voglia di canzoni andate al cinema lasciate perdere la tv. In questi primi mesi dell’anno ho visto due film “ispirati” da una canzone meritevoli di una visione. La prima cosa bella di Virzì, per esempio, pellicola adatta a saziare il vostro appetito nazionalpopolare: canzonette pop del passato come quella del titolo, sagre strapaesane, rotocalchi rosa, amanti focosi e/o impacciati davanti a donne innocenti e un po’ puttane.
È il mondo visto dal piccolo Mastandrea (per questo da grande diventa un fallito e triste poeta pulp?), e dalla sorellina/Claudia Pandolfi (per questo da grande diventa una moglie repressa di un vigile logorroico che tradisce con il suo capo?). La madre di questi due, da giovane è Micaela Ramazzotti, ormai specializzata in donne di popolo, rozze e goderecce, ma alla fin fine molto umane. Da anziana è interpretata da Stefania Sandrelli, ormai morente, ma sempre pronta a divertirsi con niente e a ficcarsi nei guai.
Tra presente e passato Virzì racconta questa donna frivola e bella, cacciata dal marito e alla disperata ricerca di un tetto (per questo disponibile con i molti uomini che ne approfittano). Il film ha un buon ritmo, passa agevolmente dall’Italia anni ‘70° a quella di oggi, grazie anche a delle facce giuste e a una colonna sonora spiazzante e diversa dal solito (non i grandi pezzi dei Settanta, ma canzonette da musica leggera, quelle preferite dalla protagonista).
La prima cosa bella si mantiene sul livello della commedia all’italiana classica. Certo, non inventa nulla, ma ricorda quel misto di cinismo e umanità dei Monicelli e dei Risi ai quali si ispira (e omaggia pure direttamente). Come sempre cult Marco Messeri.

Una perfetta commedia europea è invece Soul Kitchen, di Fatih Akin. Qui, per sfortuna, la canzone dei Doors ispiratrice del film non c’è (costi vertiginosi ne hanno impedito l’inserimento, ha detto il cineasta in un’intervista), ma c’è un protagonista che assomiglia al vecchio Jim MorrisonAdam Bousdoukos, autore assieme al regista della sceneggiatura).
Scenario del film è il Soul Kitchen, ristorante che sembra un Centro sociale occupato. È gestito da Zinos, giovane di origine greca perseguitato dalla sfiga: la bionda fidanzata se ne va a fare la giornalista in Cina, il fratello esce dal carcere e sconvolge la sua vita, un nuovo chef con idee innovative sconvolge i suoi clienti e un fottuto mal di schiena lo tormenta.
Si ride dall’inizio alla fine, si ride di pancia, si ride fino alle lacrime. Mi sono sorpreso a ridere sguaiatamente senza inibizioni di fronte alle sventure del protagonista; non mi succedeva da anni al cinema. Memorabile la scena del massaggio con imbarazzante erezione o quella nella sala d’attesa dello strano guaritore da dove provengono urla impressionanti (è capitata pure a me una cosa simile: io però ero quello che urlava).
Giustamente premiato al festival di Venezia con il Premio Speciale della giuria (finalmente si premia il cinema comico) è un cult-movie con la forza trascinante di Blues Brothers. Tra una risata e l’altra ti racconta la nostra Europa multiculturale nell’Amburgo in trasformazione, con speculazione edilizia, tentativi di fottere il fisco (in tutti i sensi), locali notturni di tendenza, giovani musicanti…
Occhio alla massaggiatrice interpretata dall’attrice ungherese Dorka Gryllus (era presente pure nel memorabile Irina Palm): sarà risolutiva. La prossima volta che avrò mal di schiena cercherò lei.
Interessante il Sito Italiano

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15 Commenti:

Alle 20 febbraio 2010 21:20 , Blogger Lucien ha detto...

Entrambi da vedere. Soul Kitchen mi ha provocato una reazione identica alla tua: liberatorio!

 
Alle 20 febbraio 2010 21:55 , Blogger Alligatore ha detto...

Sì, concordo LIBERATORIO. Per un effetto così devo tornare a "Il grande Lebovski". Di recente solo "L'uomo che fissa le capre", ma non a questo livello ...

 
Alle 21 febbraio 2010 11:55 , Blogger Ross ha detto...

Ottimi consigli, come sempre. Mille grazie cine-alligatore! :)

 
Alle 21 febbraio 2010 12:35 , Blogger Alligatore ha detto...

Prego Ross...come dice Lucien sono entrambi da vedere.

 
Alle 21 febbraio 2010 18:13 , Blogger JAENADA ha detto...

Ormai ti ho eletto mio recensore ufficiale.Occhio che è un ruolo di responsabilità :)

 
Alle 21 febbraio 2010 19:44 , Blogger Alligatore ha detto...

Riderai, riderai, riderai...come una gatto non ha riso mai...

 
Alle 22 febbraio 2010 12:38 , Blogger Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Non so, "la prima cosa bella" mi convince meno... Vedrò.

 
Alle 22 febbraio 2010 15:43 , Blogger Alligatore ha detto...

@Daniele Verzetti il Rockpoeta®
No, ora sei entrato ne post "2 film da una canzone (leggermente diversa)" e devi vedere entrambi i film ...è un incantesimo :-)

 
Alle 22 febbraio 2010 17:07 , Anonymous and ha detto...

Con Virzì non ho un bel rapporto, il secondo forse mi attirà di più.

 
Alle 22 febbraio 2010 17:28 , Blogger Marte ha detto...

Caro il mio incantarore adesso ti manca Il Concerto.
A me però manca Soul Kitchen...

 
Alle 22 febbraio 2010 18:57 , Blogger Alligatore ha detto...

@and
Con Virzì ho un rapporto di odio-amore. Il suo precedente film, quello sui precari, mi aveva deluso un sacco. "La prima cosa bella" sono andato a vederlo con poche aspettative (in più avevo letto su il manifesto una stroncatura feroce della Piccinino), ma alla fine non mi è dispiaciuto, anzi...è commedia all'italiana classica, niente più niente meno. "Soul Kitchen" un cult europeo dal morir dal ridere.
@Marte
Vero, andrò a vederlo preso.

 
Alle 23 febbraio 2010 01:07 , Blogger Mago di Oz ha detto...

La canzone "la prima cosa bella" è riproposta da Malika Ayane ed è stupenda, purtroppo non sono riuscito a vedere il film ma mi ripropongo di farlo....

complimenti per il tuo spazio ciao

 
Alle 23 febbraio 2010 21:09 , Blogger Alligatore ha detto...

Grazie Mago di Oz. La canzone è un classico, lontano dai miei gusti. Non ho sentito la versione di Malika, ma mi fido del tuo giudizio. Il film è da vedere, come è da vedere "Soul Kitchen", non solo per la canzone di Jim (che purtroppo, come ho già scritto, non c'è per motivi economici ...).

 
Alle 25 febbraio 2010 09:44 , Anonymous riccardo uccheddu ha detto...

Non so, sembrerà strano ma a me interessa in particolare il film di Virzì...
Perchè dico questo?
Da qualche tempo, anche per motivi personali se non familiari (oltre che culturali in senso lato) sto riflettendo sul passato del nostro Paese.
Sul passato, per essere più precisi, della gente comune del nostro Paese, quella che ha sempre dovuto tirare la carretta con poche o zero soddisfazioni.
Un interesse PRE-politico, il mio. Buona idea, poi, quella d'affidare il ruolo della protagonista alla Sandrelli... che ha più o meno gli stessi anni della nostra Repubblica.
Ciao, Ally!

 
Alle 25 febbraio 2010 15:25 , Blogger Alligatore ha detto...

Se cerchi un film PRE-politico sull'Italia di oggi e sul suo recente passato, è il film giusto. La Sandrelli è una dei protagonisti ... è un film corale direi.

 

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