venerdì 8 maggio 2009

LIBRI: I riciclisti di Andrea Satta mi ha sbloccato la schiena

Finalmente un libro che soddisfa le mie passioni in modo totale, perché le contiene quasi tutte: bicicletta, ciclismo, musica, letteratura, Têtes de Bois … e tutto quello che ci va dietro (anarchia, poesia, canzoni, bevute, vita…). Manca solo il cinema. O forse c’è, visto che leggendo, in un unico pomeriggio assolato, questo agile e divertente romanzo di Andrea Satta, mi sono visto un film. Un film su di un padre ed un bambino che aspettano vicino ad un paracarro l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia (già un paracarro, come quel paracarro di Bartali, ma nel romanzo ce ne sono altri, c’è una specie di elogio del paracarro), e con loro altre persone che per un giorno diventano amiche. Un’umanità varia e colorata, ricca di storie da raccontare (altre storie, dentro la storia, come una matrioska), di vino da bere, di campioni da ricordare, di fuochi da accendere per cucinare insieme in attesa dell’arrivo dei ciclisti. Il passato si fonde con il presente, storie di numeri uno accanto a gregari, divertenti aneddoti su quel ciclista abbonato all’ultimo posto con tristi ricordi di chi ci ha rimesso la pelle. Si poteva cadere nella solita retorica del ciclismo sport sano e popolare. Ovviamente questo non succede, perché Satta, oltre alla cultura ciclistica (ha seguito il Tour lo scorso anno per il manifesto e quest’anno per l’Unità seguirà il Giro del Centenario , che parte domani da Venezia) è ricco di cultura altra. Quattro canzoni inedite dei Têtes, su/per/con il ciclismo e la bici sono allegate al romanzo (una scritta da Gianni Mura). Altre, scaricabili dal web, dopo l’estate.E poi, finalmente, dopo qualche settimana di schiena bloccata, posso dire di essere tornato in gran forma proprio leggendo I riciclisti, lettura decisamente terapeutica. Domani, prima dell’inizio del Giro, farò un giro pure io con la mia bici, ferma in cantina dal 18 aprile… troppo tempo.
PER TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SU ANDREA SATTA E SUI TĔTES DE BOIS E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE …
http://www.tetesdebois.it/ www.myspace.com/tetesdebois
VAI AL BLOG www.riciclisti.it
…E SULL’INTERESSANTE EDITORE DEL LIBRO, SPECIALIZZATO IN BICI-LIBRI, CHE LEGGO SPESSO (COME TUTTI QUELLI DI EMILIO RIGATTI, DEL QUALE UN GIORNO FARŎ L’ELOGIO) …
http://www.ediciclo.it/
LEGGI SUL SITO DI SMEMORANDA

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7 Commenti:

Alle 9 maggio 2009 16:24 , Blogger gaz ha detto...

Parte il giro proprio da qua, Venezia, veramente dal Lido.
Un evento straordinario, direi :-D

Finalmente ti sei "sbloccato".
Buon Giro anche a te, allora!

 
Alle 9 maggio 2009 16:33 , Blogger Alligatore ha detto...

Certo, partono proprio ora dal lido. Vado a vedere. Tu cerca Satta. Dovrebbe essere in giro con il suo camper, la band Staino e moglie...

 
Alle 9 maggio 2009 16:37 , Blogger gaz ha detto...

Grazie della dritta...
Vediamo se trovo Bobo!
eh eh eh

 
Alle 10 maggio 2009 23:09 , Blogger La Mente Persa ha detto...

Sembra proprio una lettura nostalgica e piacevole :)

Non hai ancora tirato fuori la bici???
La mia è già piena di fango :)
gio

 
Alle 10 maggio 2009 23:54 , Blogger Alligatore ha detto...

Un libro particolare Gio', scritto in modo particolare. Lo consiglio ai fan dei Tetes come a quelli della bici e del ciclismo; del resto l'editore è una garanzia (e non è una marchetta questa, ma una mia vera passione, spero un giorno di fare un bel post su Rigatti, con i suoi grandi e piccoli giri in bici).
Quanto alla bici, chi mi conosce sa che sono un ciclista primaverile-estivo. Il primo pezzo di primavera è stato molto piovoso e con temperature poco alligatoriane, quindi di giri ne ho fatti ben pochi (li conto sulle dita di una mano), poi è venuta la schiena bloccata ... praticamente mi è andato in fumo un quarto della mia stagione ciclistica. Vediamo la prossima settimana, cosa riesco a combinare. Le previsioni sono buone e la schiena è quella di un diciottenne.
p.s.
Invidio il fango sulla tua bici.

 
Alle 11 maggio 2009 09:10 , Anonymous and ha detto...

Cercherò questo libro perchè al suo interno ci sono un sacco di argomenti che mi interessano.
E poi il ciclism, lo sport della mia vita, pur non avendolo praticato. Un amore condiviso con tutta la famiglia. Mio nonno mi portava alle tappe che passavano dalla lombardia e si passano delle giornate fantastiche.

peccato per come si è ridotto.

 
Alle 11 maggio 2009 15:01 , Blogger Alligatore ha detto...

Io invece lo pratico. Purtroppo le tappe le ho viste quasi sempre alla tele (a parte una, quando sono passati dal mio paesello). Leggendo il libro vien voglia di andare a vedere qualche bel tappone di montagna. Forse quest'anno ...
p.s. in effetti si è ridotto male, come tutte le cose dove girano denari; tutto ormai è così, a parte l'indie-rock e il gioco delle bocce...

 

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