Ritorna in plaude The
Softone, progetto dinamico di Giovanni Vicinanza tra rock internazionale e
cantautorato nostrano cantato in inglese. Ritorno con un disco breve, ma
intenso, intitolato Tears of lava, riferimento per niente velato al Vesuvio, nei
pressi del quale l’ep è nato (registrazione e mixaggio presso il suo Lavalab
Recording Studio di Boscotrecase, poco sotto il vulcano, e si sente…). Sei
pezzi decisi, senza nessun calo di tensione, tra ballata rock, influenze blues,
folk acidulo, la voglia di raccontare storie. Provate ad ascoltarle freedownload cliccando qui.
Secondo capitolo della
storia dei The Softone con la Cabezon
Records di John Mario, label a me vicina geograficamente
(sono di Verona), che in poco tempo ha messo in fila una bella sfilza di album. Tra
le sue prime uscite, poco più di un anno fa, proprio la seconda prova di questa
band, Horizon Tales, del quale parlammo su questi schermi. Tears of lava sembra
la perfetta continuazione di quel disco, forse alzando di più i toni e il
calore. Anche la bella copertina, con quel pezzo di lava svolazzante nel rosso
della terra bruciante (sarà così? …è una mia interpretazione) sembra indicare
questo. Vedremo che mi dice Giovanni. Pronti?
PER CONOSCERLI MEGLIO Etichette: Blues, Boscotrecase, Cabezon, Campania, Cantautorato, Due parole, Folk, Giovanni Vicinanza, Intervista, John Mario, Lavalab Recording, Napoli, Rock, Tears of Lava, The Softone, Verona, Vesuvio