martedì 23 settembre 2008

Intervista agli Stone Martens


Alcuni di voi pensavano che dalla Val di Non venissero solo (solo?) le mele. In verità vengono anche buoni dischi, come l’esordio Samizdat degli Stone Martens, gruppo trentino tra poco in diretta online. Vedete quante cose si scoprono collegandosi ogni tanto con il blog dell’Alligatore? (Perdonate l’immodestia, ma oggi festeggio pure il post numero 100…)
Ritornando a bomba, vi confesso che Samizdat ha riempito le mie orecchie spesso e volentieri nell’ultimo periodo. Mi piace sentirlo anche come sottofondo quando leggo. Oltre ad un richiamo esplicito a certi Radiohead, senza per questo sembrarne una volgare copia (anzi, di volgare non hanno proprio nulla), gli Stone a tratti mi ricordano un gruppo come i Thin White Rope, band seminale anni ‘80/’90 tra le mie preferite. Troppo in là nel tempo e nello spazio?
Allora, per rimanere vicini, dico che la loro musica vi porta in paesaggi innevati e senza tempo, come quella dello splendido cartonato che racchiude il loro cd. Canzoni dai titoli inequivocabili come Acid Rain, Morpheus, Devotional dicono chiaramente da dove vengono e a chi possono piacere. A me divertono un sacco, tanto, tanto che ho voluto sentirli in diretta sul Blog.
Stone, ci siete?

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