giovedì 30 maggio 2013

Due parole con i Kill Your Boyfriend



Kill Your Boyfriend in palude. Non è un incitamento ad uccidere il vostro ragazzo/a, ma il nome della band ospite questa sera su questi schermi. Un gruppo nuovo, nato da soli due anni grazie all’idea di Matteo Scarpa (Wora Wora Washington, The Transisters), e Marco Fontolan (Kitsune), ai quali si è poi aggiunto Roberto Durante, Alexander e ora, al suo posto per i live dentro e fuori l’Italia, Antonio Angeli. Quattro personalità forti, che a vederle in foto sembrano delle autentiche rock-star perdute anni ’80, e a sentirli dei musicisti ritrovati, ora, tra post-punk ed elettronica, momenti lisergici e algide atmosfere ricordate pure dalla copertina.
Un esordio promettente, dato alle stampe con la label indipendente Shyrec, dopo un solo ep casereccio che ha portato i KYB a suonare e a farsi conoscere un po’ in giro. Registrato al Cheap Studio di Treviso,  masterizzato al Garage Studio della stessa città, conta un certo Nick Manzan al mixaggio. I Kill Your Boyfriend hanno un  atteggiamento libero, un modo diretto di proporsi, e sembrano sicuri del fatto loro. Otto pezzi per trentacinque minuti e passa di musica, titoli con nomi di persona importanti nella storia dell’arte, da Chester a Dexter, da Jacques a Xavier, e poi Egon, Henry, Tetsuo, William …che ci sia un filo rosso a legarli? Sarà una delle domande dell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  
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martedì 27 aprile 2010

Intervista a TheTransisters

Questa sera ho l’onore di avere sul blog i veneti Transisters, appena tornati da un tour in Germania e pronti a far uscire il loro secondo cd: How To Irritate People. Sarà ufficialmente fuori la settimana prossima, ma io l'ho già ascoltato parecchio e la coda mi batte bene. Sì, perché sono 9 pezzi per venticinque e rotti minuti di musica autenticamente sbatticoda, dove non si tira mai il respiro. Sembra quasi siano davanti a te a suonare, a divertire, a divertirsi … a pensarci bene, sembrano pure più di quattro (almeno sei), tanto e tale è la varietà di suoni e voci prodotte.
Le influenze dichiarate sono varie e molto importanti: dai Joy Division ai Gang of Four, dai Wire ai Pere Ubu, ma il piatto forte sono i Monty Python, ispiratori dei titoli e dei testi delle loro canzoni. E poi ci sono i Velvet Underground (quelli di White Light - White Heat, in particolare), W.S. Burroughs, i Sonic Youth…insomma tanta buona gente per dar vita a tanta altra buona musica. Non a caso a produrre c’è la label indipendente ScrivereMale, da sempre accanto a band vive.
I Transisters vivi lo sono di sicuro. Il disco è stato registrato e mixato con sola strumentazione analogica (e si sente). Lo ascolto in questo momento per la ventesima volta e non vorrei interrompermi, ma l'intervista deve iniziare (rimarranno in sottofondo). Ci siete?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/thetransisters

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