Mandrake in palude tra poco e sarà grande festa. La
giovane band livornese ha fatto un disco di autentico culto, per la forza
cosmica che esprime, per le collaborazioni sfruttate al meglio, per la vibra.
Sì, Dancing With Viga mi prende molto. L’ho già fatto partire in cuffia, se
volete ascoltarlo anche voi cliccate qui, non ve ne pentirete. Cantautorato
psichedelico, pop-rock molto folk con vari rifermenti internazionali, da Sufjan
Stevens a Damien Rice, Devendra Banhart … Credo di aver reso l’idea, e se non è
stato così la copertina farà il resto: giocattolosa e colorata, acida e
ancestrale.
Nati nella bella città toscana cinque anni fa i
Mandrake si sono formati attorno a Giorgio Mannucci, già voce e chitarra dei
The Walrus, che ha cercato e trovato i suoi compagni di viaggio nel web. Sono
così arrivati il violino e la viola di Asita Fathi (esperienze con l’Orchestra
Sinfonica di Sting nel 2011, membro dell’Orchestra sinfonica di Grosseto e La
Spezia), il contrabbasso di Stella Sorgente (nell’European Union Youth Orchestra
e nell’Ensemble del Festival Puccini, pure vice sindaco di Livorno, chiapperi),
la tromba di Mauro La Mancusa e la batteria/percussioni di Dario Gentili
(NSambo). Un disco nel 2012 (Zarastro, portato molto in giro, anche fuori
Italia), un disco ora, questo, uscito per la Riff Records. Parliamone. Pronti?
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